Considerato uno fra i più grandi generali dei suoi tempi, fedele al vecchio regime per tutta la vita, vinse diverse battaglie contro i turchi e i polacchi, ottenendo prestigio e fama e passando alla storia come uno dei pochi generali a non essere mai stato sconfitto in una battaglia campale. Gli viene riconosciuta l'imbattibilità in più di 60 grandi battaglie, spesso cominciate in inferiorità numerica.А. В. Шишов. Генералиссимус Суворов. ОЛМА Медиа Групп, 2003. С. 4.
Personalità in grado di galvanizzare le sue truppe con le quali amava intrattenere rapporti molto diretti, mostrò grandi qualità di stratega durante la campagna in Svizzera del 1799 seguita a quella vittoriosa in Italia. Dopo una serie di successi apparentemente decisivi contro i francesi in Lombardia e Piemonte.., fu costretto a una disastrosa ritirata attraverso le montagne svizzere per evitare la disfatta completaA. Mathiez, G. Lefebvre, La rivoluzione francese, pp. 476-477 e 491-492..
Biografia
Le origini della famiglia
Era l'unico figlio maschio del generale Vasilij Ivanovič Suvorov, appartenente a una nobile famiglia originaria di Velikij Novgorod; sua madre era Eudossia Feodosievna Manukova, figlia di Feodosej Manukov, appartenente alla vecchia aristocrazia di Mosca, a casa del quale il giovane Suvorov venne alla luce. Secondo quanto riportato dallo stesso Suvorov successivamente nei suoi scritti, i suoi antenati avrebbero avuto origini svedesi e sarebbero giunti in Russia con un certo Suvor che dal 1622 si sarebbe posto al servizio dello zar Michele I di Russia e per lui avrebbe combattuto nelle guerre contro i Tatari e i Polacchi.
Gli studiosi Nikolaj Baskakov e Aleksandra Superanskaja hanno recentemente fatto notare come la parola Suvorov in russo antico era afferente a un nome maschile, Suvor appunto, basato sull'aggettivo suvory o surovy che significa "severo". Baskakov ha inoltre fatto notare come lo stemma della famiglia Suvorov non riporti simboli di origine o tradizione araldica svedese. Contro le origini svedesi del generale Suvorov si espresse certamente la zarina Caterina II di Russia, la quale scrisse in una sua lettera a Johann von Zimmerman nel 1790: "È senz'ombra di dubbio che il nome dei Suvorov sia da tempo nobile e da tempo essi risiedano in Russia". La tesi degli storici, supportata da queste asserzioni, si baserebbe sul fatto che al 1699 vi erano almeno diciannove famiglie Suvorov tra loro imparentate, tutte con proprietà terriere consistenti, fatto poco probabile per una famiglia giunta in Russia solo nel 1622 dall'estero.
I primi anni
Battezzato con il nome di Aleksandr in onore dell'eroe russo Aleksandr Nevskij, trascorse la sua infanzia nella tenuta di caccia del padre, dal momento che la sua salute cagionevole lo rendeva spesso debole e malato. Suo padre pertanto pensò di destinarlo alla carriera diplomatica o al servizio dello stato russo. Tuttavia, fin dall'infanzia, Suvorov mostrò una certa propensione verso le questioni militari, istruendosi in artiglieria, fortificazioni e storia militare, sfruttando la ricchissima biblioteca del padre, leggendo scritti di Plutarco, Quinto Curzio, Cornelio Nepote, Giulio Cesare e Carlo XII di Svezia. Suvorov iniziò con questo obbiettivo in mente a impegnarsi in esercizi fisici nella speranza di recuperare a pieno le proprie forze. Grande influenza sul destino di Suvorov la ebbe il generale Abram Petrovič Gannibal, amico della famiglia Suvorov e bisnonno poi di Aleksandr Puškin. Fu questi infatti a consigliare a Suvorov padre di lasciare che il figlio intraprendesse la carriera militare, notando la propensione alla strategia che il bambino riponeva nei suoi giochi di guerra. Durante gli anni della giovinezza, oltre al russo nativo, Suvorov ebbe modo di studiare anche il francese, il tedesco, il polacco e l'italiano.
Il 3 novembre 1742 Aleksandr Vasil'evič Suvorov entrò a fare parte del Reggimento della Guardia Semënovskij. Fino al momento del suo ingresso nella vita militare attiva con il grado di caporale il 12 gennaio 1748, i suoi compiti erano consistiti unicamente nel perfezionare la sua formazione scolastica.
Nel 1749 il reggimento, fino ad allora stanziato a San Pietroburgo, venne spostato a Mosca, dove Suvorov divenne cadetto dell'Accademia militare. Coloro che vi si diplomavano, anche se fino a quel momento non avevano ancora partecipato a una vita militare attiva, potevano guadagnarsi due gradi militari che permettevano di accedere sia a una carriera militare che civile. L'anno 1751 gli valse il grado di Aiutante presso il maggior generale N.F. Sokovnin. Fra marzo e ottobre seguì quest'ultimo in missione diplomatica a Dresda e a Vienna. Nel 1755 fu impegnato per la prima volta in un altro reggimento: il Reggimento di fanteria Ingermanlandiano.
Combatté contro i prussiani nella guerra dei sette anni (1756 - 1763). Si distinse in battaglia e divenne colonnello nel 1762.
In seguito Suvorov combatté in Polonia e prese Cracovia (1768), preparando la strada alla prima spartizione della Polonia e raggiungendo il grado di maggior generale. Nella guerra contro l'Impero Ottomano tra il 1773 e il 1774, soprattutto con la battaglia di Kozluca (Turchia), il generale iniziò a consolidare la propria reputazione.
Nel 1775 ricevette l'incarico di sopprimere la rivolta di Pugačëv, organizzata appunto dal cosacco Emel'jan Ivanovič Pugačëv, ma arrivò sulla scena in ritardo, quando il leader ribelle era già stato tradito dai suoi cosacchi. Lo interrogò e lo condusse a Mosca, dove venne decapitato.
Le guerre contro l'Impero ottomano
Dal 1777 al 1783 Suvorov servì in Crimea e nel Caucaso, divenendo tenente-generale nel 1780 e generale di fanteria nel 1786, alla conclusione della campagna. Nel 1783 soppresse la rivolta di Kuban Nogai. Per conto della zarina Caterina II, organizzò il reinsediamento dei migranti armeni dalla Crimea e diede loro il permesso di fondare una città, che prese il nome di Nor Nachičevan'.
Dal 1787 al 1791 lottò nuovamente contro i turchi durante la guerra russo-turca del 1787–1792 e ottenne numerose vittorie; fu ferito due volte durante la battaglia di Kinburn (1787), prese parte all'assedio di Očakov e nel 1788 ottenne due grandi vittorie a Focșani e sul fiume Rymnik, dove le forze austro-russe composte da 25.000 unità batterono 30.000 turchi. In entrambe le battaglie fu affiancato da un Corpo d'armata austriaco sotto il comando del principe Federico Giosia di Sassonia-Coburgo-Saalfeld; nella battaglia di Rymnik (Râmnicu Sărat, Romania), Suvorov si trovò però alla testa dell'intera forza alleata. Dopo l'ultima vittoria, Caterina la Grande creò Suvorov conte, con il predicato di "Rymnikskij", e la stessa cosa fece Giuseppe II del Sacro Romano Impero.
Il 22 dicembre 1790 Suvorov attaccò l'impenetrabile fortezza di Ismail, in Bessarabia. Le forze turche avevano ordine di mantenere la posizione fino alla fine e declinarono, in forma arrogante, l'ultimatum russo. La sconfitta significò una catastrofe per l'Impero ottomano, mentre in Russia la vittoria fu glorificata nel suo primo inno nazionale, Grom pobedy, razdavajsja! ("Suonano i tuoni della Vittoria!").
Il servizio militare in Finlandia e nella regione del Mar Nero settentrionale
Dal 1791 Suvorov venne posto al comando delle truppe russe in Finlandia, guidando la costruzione di fortificazioni al confine con la Svezia. Gli fu anche affidato il comando del porto di Rochensalm e della flottiglia di Saima. Su suggerimento di Suvorov, furono costruiti quattro canali a uso militare per la flottiglia di Saima che avrebbero garantito il passaggio delle navi da Wilmanstrand a Neyshlot attraverso il territorio russo.
Dopo la morte di Potemkin nel 1792, Suvorov venne nominato comandante delle truppe nella Russia meridionale, nel governatorato di Ekaterinoslav e nella regione della Tauride (1792-1794).
Dopo la vittoria della guerra russo-turca, era nata infatti la necessità di rafforzare il nuovo confine russo-turco, che si attestava lungo il fiume Dniester. Il lavoro di preparazione di un piano di gestione delle frontiere venne affidato a Suvorov, il quale si concentrò prevalentemente sul rafforzamento della riva sinistra nella parte inferiore del corso del Dniester. Per suo ordine, sulla riva sinistra del fiume, sul sito di un villaggio incendiato e raso al suolo dai turchi, venne costruita la fortezza di Sredny e nel 1792 fu fondata la città di Tiraspol. Sempre sotto la guida di Suvorov, venne avviata la costruzione delle fortificazioni di Hadzhibey (Odessa) in preparazione di un più vasto progetto che Caterina II aveva (poi mai attuato) di conquistare un giorno Costantinopoli. Per pianificare questa nuova campagna, che poi non si realizzò, Suvorov iniziò a intessere un complesso lavoro di intelligence nella capitale ottomana, affidando tale opera a quello che divenne in seguito il suo biografo ufficiale, Friedrich Anting, il quale il 22 febbraio 1794 gli restituì una relazione completa con la risposta a 22 domande relative all'organizzazione della difesa della città, alle fonti di approvvigionamento idrico e alimentare, allo stato dell'esercito e della marina, nonché alla situazione politica nella capitale del nemico.
La "frusta dei polacchi"
Immediatamente dopo la firma della pace con i turchi, Suvorov fu trasferito nuovamente in Polonia, dove assunse la direzione di uno dei corpi d'armata sotto il comando del generale Nikolaj Vasil'evič Repnin. Inizialmente le forze di Suvorov erano composte da 4500 soldati, che aumentarono in seguito a 11.000 dopo ulteriori adesioni spontanee.
Per sei giorni consecutivi il corpo d'armata di Suvorov totalizzò ben quattro vittorie: il 14 settembre nella città di Divín, il giorno successivo a Kobryn, dove l'avanguardia cosacca di Suvorov sconfisse il distaccamento di cavalleria del maggiore Ruščič. Seguirono poi le imprese del 17 settembre, presso il monastero di Krupčicy vicino a Kobryn, dove Suvorov attaccò la divisione di Karol Serakovsky (5000 unità e 26 cannoni); il 19 settembre combatté poi nuovamente contro le forze di Serakovskij (8000 unità e 14 cannoni) a Brėst e le sconfisse completamente. Prese parte alla battaglia di Maciejowice, nella quale fu catturato il comandante in capo dei rivoltosi polacchi, Tadeusz Kościuszko
Il 4 novembre 1794 le forze di Suvorov attaccarono Varsavia e occuparono uno dei suoi sobborghi, denominato Praga. L'uccisione di molti civili, in quello che fu definito il "Massacro di Praga", minò il morale dei difensori e contribuì a mettere rapidamente fine all'insurrezione di Kościuszko.Si dice che il comandante russo abbia inviato una relazione alla sua sovrana consistente in tre parole: Urrà da Varsavia, Suvorov. L'imperatrice russa avrebbe risposto altrettanto brevemente: Auguri, Maresciallo di Campo. Caterina. Promosso Feldmaresciallo con decreto di Caterina II, rimase in Polonia fino al 1795, quando infine ottenne di fare ritorno a San Pietroburgo.
Il difficile rapporto con Paolo I e la caduta in disgrazia
Al suo ritorno nella capitale russa, Suvorov scoprì che la sua sovrana e amica Caterina II era molto malata, ma un colpo ancora più duro lo subì quando ella morì, nel 1796. Il successore al trono, Paolo I, era un fanatico sostenitore del sistema militare prussiano di Federico il Grande e tra le sue prime riforme vi fu quella dell'esercito, riempiendo la società russa di parate militari e spettacoli volti a esaltare la forza militare dell'impero zarista.