Belmonte Mezzagno (u Minzagnu in dialetto palermitano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Fa parte dell'area metropolitana di Palermo, benché non ci sia alcuna continuità urbana fra il centro urbano e il proprio capoluogo, essendo separati dalla barriera orografica di Monte Grifone. Belmonte fu fondata da Giuseppe Emmanuele Ventimiglia, Principe di Belmonte nel 1752 XVIII secolo, in seguito alla licentia populandi richiesta ed ottenuta da re Carlo III di Borbone il 18 aprile del 1752.

Geografia fisica Territorio

Belmonte Mezzagno è una cittadina situata ai piedi del pizzo "Belmonte" (a ovest) dal quale prende il nome. Dista circa 13 km dal centro del capoluogo. È anche circondata dai rilievi di Pizzo Neviera a sud-ovest, dalle colline delle Montagnole a est e dal rilievo di Monte Santa Caterina, prolungamento del Monte Grifone a nord, che contribuiscono a creare una sorta di anfiteatro naturale intorno al centro urbano.

L'unico accesso a Belmonte era dato una volta da una mulattiera che percorreva la valle nota come la Scala la quale collegava Belmonte a Palermo. Belmonte è attraversato dal torrente Landro o Oleandro che confluisce più avanti nel fiume Eleuterio. Nelle vicinanze della cittadina si trovano le località di soggiorno di Gibilrossa e Piano Stoppa appartenenti per la maggior parte al comune di Misilmeri, mentre parte integrante del territorio belmontese, adiacente a Gibilrossa, è la località del "Fortino" nota anche per una certa presenza di archeologia bellica risalente all'ultimo conflitto mondiale. Altre località di soggiorno nell'ambito comunale sono la valle di Piano Casale - il cui territorio è estensivamente coltivato a ulivi - e SS. Salvatore il cui originario nome dialettale è u Sarbaturi.

Clima

Tipico clima mediterraneo, con la stagione estiva calda e asciutta, inverno fresco e piovoso. Nella tabella sono elencate le temperature medie annuali massima e minima e le precipitazioni medie annuali. La classificazione climatica è quella appartenente alla fascia C BELMONTE MEZZAGNO Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 14 15 16 19 23 27 30 30 27 23 19 16 21,6° Temperatura minima media (°C) 9 9 10 12 15 19 22 22 20 16 13 10 14,8° Piogge (mm) 100 94 78 58 24 14 6 21 45 100 94 107 741

Origini del nome Fino al 1776 il nome del comune era Mezzagno, da quella data in poi assunse la denominazione Belmonte, nel 1864 fu nuovamente aggiunto il nome Mezzagno. Il primo nome è dall'omonimo pizzo Belmonte (740 m s.l.m.) che sovrasta la città, sul secondo nome l'ipotesi più probabile secondo il nuovo vocabolario della lingua siciliana significherebbe Erba da pascolo, add. Dicesi di terreni da erba in su le falde dei monti, quasi in mezzo tra pianure e montagne.

Storia Il feudo Le prime notizie certe del feudo Menzagno risalgono al 2 ottobre 1439, quando viene citato nel testamento di Pietro di Afflitto. In esso si dice: “Essere stato posseduto il detto Feudo da’ suoi antichi”.

Pietro lo trasmise ai suoi discendenti in linea primogeniale maschile, succedettero:

Baldassarre d'Afflitto fu Pietro. Pietro d'Afflitto fu Baldassarre (1441). Baldassarre d'Afflitto fu Pietro (1462) morto in minore età; gli succedette il fratello. Nicolò Antonio d'Afflitto fu Pietro (1462). Pietro d'Afflitto fu Nicolò Antonio (1534). Vincenzo d'Afflitto fu Pietro (1564); Pietro d'Afflitto fu Vincenzo (1576). Vincenzo d'Afflitto fu Pietro (1595).

Alla morte di Vincenzo, alla moglie Elisabetta Morso, fu concesso il titolo di Principessa da Filippo IV il 2 settembre 1627. Questo avvenne dopo che il figlio dei due, Marchisio d'Afflitto, battezzò la Baronia definendola Principato di Belmonte, atto inserito nel Real privilegio di popolare il feudo (licentia populandi) concesso dal re il 22 agosto 1625. Nonostante l’ottenimento della Licentia, il principe Marchisio non riuscì a popolare il feudo di Belmonte.

Essendo morto senza figli, a Marchisio successe il fratello Alvaro. Egli sposò Giovanna Alliata, dal loro matrimonio nacque Isabella.

Ella sposò Agesilao Bonanni, Morta Isabella senza figli, il titolo fu ereditato dal cugino Vincenzo (1648). Egli sposò Ninfa Bellacera, dal loro matrimonio nacque Gerardo Melchiorre d'Afflitto. Questi sposò Giovanna Gaetani e dal loro matrimonio nacque Ninfa d'Afflitto, ultima erede della casata.

Ninfa d'Afflitto sposò Francesco Ventimiglia separando i destini di Belmonte da quelli della famiglia d'Afflitto. infatti, da allora il feudo Belmonte passò tra i possedimenti della nobile famiglia Ventimiglia.

Simboli

Lo stemma del comune, concesso il 6 aprile 1987 con decreto del presidente della Repubblica, è stato così descritto dallo statuto comunale:

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Per l'utilizzo dello stemma comunale corretto si rimanda al sito internet dell'Ente, in quanto il presenta risulta errato in alcune parti.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa Madre

La Chiesa Madre (1756) Lachiesamadre è dedicata al SS. Crocifisso e si trova in piazza Garibaldi, la piazza principale del paese.

La chiesa è collocata nella parte superiore della piazza principale, nel centro del comune. Artisticamente c'è da notare il Prospetto imponente ma equilibrato e un'originale scalinata a due bracci, scalone realizzato sulle orme delle ville settecentesche, che si rifà ai temi del tardo barocco, a cui del resto si ispira tutto il prospetto.

Il corpo della chiesa ha una superficie di 200 mq; la facciata si innalza per circa 30 m. La costruzione della chiesa, iniziata nel 1752, è stata completata dopo 4 anni. È stata eretta canonicamente il 26 febbraio 1756 ed intitolata al SS. Crocifisso.

Il 29 ottobre 2016, con una celebrazione solenne, è stata dedicata dall'Arcivescovo Metropolita di Palermo, mons. Corrado Lorefice, dopo il completamento dei lavori di restauro voluti dall'Arciprete Mons. Calogero D'Ugo.

Di notevole pregio, al centro del prospetto sopra il portale, è lo stemma dei Ventimiglia. Ai lati di esso il Principe di Belmonte, tenne molto alla posa di due lastre marmoree, recanti delle iscrizioni che ne ripercorrono la storia:

L'interno della chiesa, a navata unica, è arricchito all'abside, da un magnifico Crocifisso ligneo (280 × 160 cm), commissionato da Giuseppe Emmanuele Ventimiglia che ne curò personalmente la realizzazione. Giunse a Belmonte nel settembre 1774.

Insieme a quello di Belmonte ne fece realizzare un altro, leggermente più piccolo, per la chiesa di S. Nicolò Tolentino a Santo Stefano di Quisquina(AG): altro borgo presente nei suoi possedimenti.

Il Crocifisso ligneo, sofferma lo sguardo dell'osservatore su un Cristo morente, quindi sofferente ma ancora vivo, mentre volge lo sguardo al cielo.

Notevoli sono i due altari, nelle pareti laterali della chiesa: su di essi si trovano due grandi tele commissionate dal principe nel 1775, al pittore Antonino Manno, raffiguranti una la Sacra Famiglia e Santa Rosalia.

A metà navata, sulla destra, è visitabile il battistero con l'opera lignea di San Giovanni Battista, sulla sinistra vi è la cappella dedicata all'Immacolata Concezione.

Uscendo, nella parte alta, è visibile il coro e l'imponente organo a canne.

Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio

Oltre alla chiesa madre è da citare la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, (1843) con l'attiguo convento delle Suore cappuccine dell'Immacolata di Lourdes, prima casa aperta dalla fondatrice dell'ordine Maria di Gesù Santocanale.

Madonna dei Poveri

La chiesa venne edificata nel 1930, dopo che, l'anno prima, veniva demolita la precedente chiesa della Madonna dei Poveri a causa di gravi carenze strutturali. La costruzione di tale chiesa era terminata nel maggio 1865. La venerazione alla Madonna dei Poveri avveniva attraverso l'affresco che si trova nell'abside alla destra dell'altare, affresco che si trovava anche nell'antica chiesa. a lei rivolgevano la preghiera le persone più povere, coloro a cui mancava il necessario per il loro sostentamento. Non solo quelli a cui mancava il pane, ma anche dei poveri in spirito, cioè coloro che erano lontani dalla fede.

Con l'arrivo delle prime pandemie, soprattutto del colera, quando i belmontesi capirono che il contagio avveniva non solo tra viventi, ma anche avendo contatto con i morti dovuti a tale patologia, cominciarono a seppellirli intorno alla chiesa. Ciò avvenne durante le epidemie di colera del 1848 e del 1884-85 e durante quella della febbre spagnola del primo decennio del novecento.

Successivamente all'affresco venne aggiunto l'antico quadro che venne posizionato nell'abside realizzato dal Maestro Bottino nel 1929, la profonda devozione a questa immagine spinse i belmontesi a ricorrere alla Madonna dei Poveri nei periodi di siccità o di gravi carestie; ciò avveniva con processioni che partivano dalla chiesa madre per raggiungere la chiesetta. Allora non era facilissimo come lo è adesso, infatti per raggiungerla vi era soltanto un sentiero spesso immerso nel fango.

Negli anni si sono susseguiti i lavori di restauro, i più importanti sono stati quelli promossi da Andrea Piraino nel 1966 e nel '70, e quelli promossi dalla Parrocchia che hanno dato un meraviglioso volto alla chiesetta sia fuori che dentro, dove è stato realizzato un quadro che ha sostituito il precedente, che è stato posizionato in sacrestia. Lavori che si sono conclusi nell'aprile 2017.

Madonna del Rosario

Tutto nasce dalla devozione a un dipinto che ritrae la Madonna del Rosario con accanto san Domenico in ginocchio, è stato trovato tra i sassi nel terreno antistante la chiesetta (al di sotto della strada) nel 1921 da dei contadini impegnati in lavori in quel fondo. Gli operai lo calcolarono come una cianfrusaglia e lo posero con poco interesse lontano da lì, l'indomani mattina, misteriosamente, il quadro venne ritrovato nello stesso punto dove era stato trovato il giorno prima. Non facendo particolare attenzione all'accaduto, i contadini lo tolsero nuovamente da lì; l'indomani stessa storia: il quadro di nuovo lì. A questo punto quegli uomini capendo che non si trattava di un quadro come tutti gli altri, costruirono una cappella — ancora rintracciabile all'interno della chiesa, entrando sulla sinistra — e ve lo posero.

Qualche tempo dopo, il proprietario del terreno dove sorgeva la cappella decise di costruire, con l'aiuto di 9 operai, la piccola chiesetta che ancora possiamo ammirare, posizionando il quadro nell'abside.

Col passare degli anni, alcuni devoti decisero che sarebbe stato meglio posizionare nell'abside una statua che riproducesse il soggetto del dipinto, cosi fecero: scavarono una nicchia dietro l'altare, vi posero la statua coprendo l'abside con un vetro, poi tolto, e misero il quadro in un piccolo altare laterale.

Architetture civili

Lo Stagnone Lo Stagnone Lostagnone era un'importante opera idraulica ipogea del XVIII secolo che serviva per approvvigionare il paese. Venne costruito a ridosso della matrice e progettato da Giovanni Battista La Licata per volere del Principe Giuseppe Emanuele Ventimiglia .Oggi è un vano libero di 350 m² ed è stato restaurato dal comune che ha provveduto a creare anche l'accesso indipendente da via Stagnone; intitolato al magistrato Paolo Borsellino (in quanto originario di Belmonte da parte della nonna materna) ha ospitato il Museo dell'Acqua. Museodell'acqua ed oggi è un luogo per lo svolgimento di eventi culturali e mostre. Fontane Abbeveratura Vecchia, abbeveratoio risalente al 1902, sito in piazza Tenente Chinnici

Ville comunali Villa comunale Madre Teresa di Calcutta, zona via Michelangelo Buonarroti. A pochi metri vi è l'altra, dedicata a San Michele Arcangelo a motivo della pittura su mattonelle posta sul muro laterale. Aree naturali