Le Alfa Romeo 2600 sono una serie di vetture prodotte dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1962 al 1969. La gamma 2600 comprende la 2600 berlina, disegnata e costruita direttamente nello Stabilimento del Portello a Milano, la 2600 Spider, fino al 1965, la 2600 Sprint, con carrozzerie disegnate e prodotte rispettivamente dalla Touring e dalla Bertone.
È l'ultima Alfa Romeo dotata di un motore 6 cilindri in linea bialbero.
Storia del modello Nel contesto di sviluppo tecnologico e prestazionale delle proprie vetture all'inizio degli anni '60 l'Alfa Romeo sostituisce quelle della serie 2000 (1958) con le nuove 2600, le quali non sono modelli completamente nuovi bensì una notevole evoluzione di quelli esistenti, ottenute ridisegnando le tre versioni disponibili e dotandole di un motore nuovo.
La serie 2600, siglata internamente modello 106, è composta dalle versioni berlina, Sprint e Spider, le versioni coupé e spider disegnate e realizzate rispettivamente da Bertone e da Touring, tutti evoluzione diretta delle precedenti 2000, e presentata al pubblico del Salone dell'automobile di Ginevra 1962 portando al debutto un nuovo motore 6 cilindri in linea bialbero da 2600 cm³, derivato dal quattro cilindri della serie Giulia, che prende il posto del vecchio 4 cilindri in linea con basamento in ghisa derivato da quello della 1900. A queste tre versioni si aggiunsero più tardi un'altra coupé realizzata da Zagato, la 2600 Sprint Zagato, e un'altra berlina, quasi una coupé quattro porte, costruita dalla OSI, battezzata De Luxe.
La 2600 berlina (1962-1969)
La 2600 berlina (serie 106.00) è un'automobile signorile ed elegante, capace di ospitare con ogni comfort 6 persone, derivata dalla 2000 berlina (1958) ma dotata di un motore completamente nuovo. Quello montato sulle nuove Alfa Romeo 2600 è un 6 cilindri in linea 2584 cm³ (alesaggio × corsa: 83 × 79,6 mm) raffreddato ad acqua con basamento e testata in alluminio, distribuzione con due alberi a camme in testa comandati da catena, camere di scoppio emisferiche e tre carburatori doppio corpo Solex 32 PAIA, che sviluppa 130 CV di potenza massima a 5900 giri/min e 20,6 kgm di coppia massima a 3400 giri/min con rapporto di compressione 8,5:1. Accoppiato al cambio a 5 marce, tutte sincronizzate, riesce a far superare alla vettura i 175 km/h di velocità massima (valori dichiarati, in realtà la rivista Quattroruote nella prova su strada oltrepassò i 183 km/h effettivi).
Come sulla 2000 lo sterzo è a vite e rullo mentre l'impianto frenante è misto con freni a disco all'anteriore, la novità tecnica più importante dopo il motore, e a tamburo al posteriore. A partire dall'autunno 1964 i freni diventano a disco su tutte le ruote, e vengono proposte altre modifiche di dettaglio, come un minor numero di cromature, lo spostamento dello specchietto retrovisore interno dalla plancia alla parte superiore del parabrezza, il montaggio di un orologio circolare al centro della plancia. Anche le sospensioni ricalcano lo schema dell'antenata, con le anteriori a ruote indipendenti, secondo lo schema a quadrilateri deformabili, con molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici non coassiali e barra antirollio, e le posteriori a ponte rigido, collegato al telaio longitudinalmente tramite due puntoni di duralluminio e centralmente da un triangolo superiore, sempre con molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici, stavolta coassiali.
La nuova 2600 è una berlina a 4 porte con carrozzeria in acciaio la cui linea deriva direttamente da quella dell'antenata, della quale sono attenuate le tendenze americaneggianti ridisegnando frontale e coda. Per questo motivo, per quanto riguarda la carrozzeria, si parla di restyling profondo più che di modello interamente nuovo. Il frontale è stato modificato per renderlo più sobrio spianando il cofano e rialzando il muso. Al centro è presente comunque il tipico scudetto triangolare Alfa Romeo affiancato da una griglia che ingloba anche gli abbaglianti circolari mentre gli anabbaglianti rimangono al loro posto, sulla sommità dei parafanghi, sopra le nuove luci di posizione e le frecce, raggruppate in un'unica lente rettangolare. Nella parte bassa vi sono anche una cromatura e una sottile presa d'aria a tutta larghezza che sovrastano un paraurti cromato, depresso al centro, con protezioni gommate alle estremità.
La fiancata è praticamente identica a quella della 2000, eccetto che per la rimozione della cromatura al centro e per il pannello posteriore, leggermente rivisto per adattarsi alla nuova coda squadrata. Il posteriore viene completamente modificato eliminando le pinne d'ispirazione americana, sostituendole con una più moderna coda tronca. Il cofano del bagagliaio diventa squadrato, così come i nuovi fanali posteriori rettangolari sempre a sviluppo verticale, e ne aumenta la capacità di carico. Sul cofano posteriore si trova il portatarga cromato mentre la scritta Alfa Romeo 2600 si sposta sulla destra della soglia di carico. Il paraurti posteriore, che non ingloba più lo scarico sdoppiato, è depresso al centro e dotato di protezioni gommate alle estremità come quello anteriore.
L’abitacolo, che deriva integralmente da quello della 2000 berlina, può accogliere comodamente 6 persone su due file di sedili a panca, ben imbottiti e rivestiti in tessuto e vinile, grazie alla leva del cambio al volante e al comando a maniglia del freno a mano posto sotto la plancia. Il cruscotto, rivestito con del materiale antiriflesso, prevede un solo strumento asimmetrico composto da, a sinistra, tachimetro/contachilometri a sviluppo orizzontale, posto sopra indicatore del livello della benzina, manometro dell’olio e termometro dell'acqua e, a destra, contagiri circolare. Il volante a due razze è in bachelite bianca e nera con un anello cromato per il clacson. Al centro della plancia vi sono il posacenere e un alloggiamento per la radio, alle estremità le bocchette orientabili per la climatizzazione mentre di fronte al passeggero si trova un cassetto porta guanti, chiuso da uno sportello.
Dalla berlina di serie deriva anche una versione limousine realizzata in soli 12 esemplari dal preparatore statunitense Alfa Heaven nel 1963.
La 2600 berlina De Luxe OSI (1965-1967)
Nel 1965 viene presentata una versione berlina alternativa a quella della casa, l'Alfa Romeo 2600 berlina De Luxe, (serie 106.16). Caratterizzata da una linea nettamente più moderna viene costruita dalla torinese OSI, Officine Stampaggi Industriali, un'azienda del gruppo Ghia, durante i due anni successivi, in 54 esemplari,uno dei quali andato allo Scià di Persia. L'auto utilizza il motore della berlina 2600 da 130 CV ma è disponibile come optional, anche se non subito, il motore da 145 CV delle Sprint/Spider.
Con la 2600 De Luxe si interviene sulla relativa pesantezza delle linee della versione di serie ridisegnando completamente la vettura, adottando nuove linee tese e al passo con i tempi, molto più simili alla più piccola Giulia e alla 2600 Sprint. L'aspetto generale è più da coupé quattro porte che da ammiraglia, ma senza pregiudicare il comfort per gli occupanti dei sedili posteriori ampliando la superficie vetrata con l'adozione di due grandi finestrini posteriori supplementari.
La 2600 Spider Touring (1962-1965) Come la 2600 berlina ridisegnata dalla casa deriva dalla 2000 berlina anche la nuova Alfa Romeo 2600 Spider (serie 106.01) disegnata e costruita dalla carrozzeria Touring, deriva dalla precedente 2000 Spider. Come per l'antenata diretta la carrozzeria milanese decide di non usare il metodo Superleggera, in cui i pannelli esterni della carrozzeria sono realizzati in alluminio, ma una moderna struttura monoscocca interamente in acciaio. In quel periodo infatti la Touring si sta trasformando da atelier a vero e proprio costruttore industriale e la 2600 Spider è stata la prima carrozzeria costruita nel nuovo stabilimento di Nova Milanese.
La 2600 Spider subisce un lieve restyling e adotta tutte le migliorie tecniche apportate alla berlina, compreso il motore, ma cambia meno rispetto alla berlina. La due più due posti (non viene proposta la versione due posti) scoperta è basata sull'autotelaio della quattro porte, da cui eredita sterzo, freni e sospensioni, ma con passo accorciato da 2720 mm a 2500 mm e motore potenziato a 145 CV grazie all'aumento del rapporto di compressione fino a 9:1 e all'adozione di tre carburatori doppio corpo Solex 40 PHH. Il cambio è sempre a 5 marce ma ha la leva sul tunnel. Grazie a queste modifiche e alla diversa carrozzeria la spider tocca i 200 km/h. La carrozzeria della 2600 Spider differisce da quello della precedente 2000 oltre che per la rinnovata meccanica, anche per numerosi dettagli esterni che la contraddistinguono a prima vista. È infatti dotata di una sola presa d'aria sul cofano motore (in luogo delle due di più piccole dimensioni della 2000) ma mantiene i piccoli loghi alati della Carrozzeria Touring, senza la scritta Superleggera in corsivo perché la scocca è in acciaio, il frontale differisce per il paraurti anteriore unico (al posto di quello sdoppiato della 2000), nuovi sono anche lo scudetto triangolare Alfa Romeo rimpicciolito e arrotondato e le griglie delle prese d'aria frontale, che continuano ad inglobare i fanali di posizione e le frecce.
Sulla 2600 Spider vengono montati una griglia cromata tra il parabrezza e il cofano e i deflettori ai finestrini anteriori. La fiancata è semplificata eliminando le particolari griglie oblique cromate, della 2000 e una delle due cromature sottoporta sovrapposte, mentre sul parafango anteriore rimangono i particolari indicatori di direzione dotati di "coda" cromata. Solo la parte posteriore risulta pressoché invariata, con lo stesso paraurti posteriore cromato allungato sulla fiancata e gli stessi fanali posteriori a sviluppo verticale circondati da una cornice cromata. Questi sono montati sulla parte finale delle pinne e delimitano il cofano del bagagliaio, su cui si trovano il portatarga cromato e la scritta Alfa Romeo 2600.
Le prime 2600 Spider prodotte inoltre hanno il cofano che si apre dalla parte anteriore, con cerniere installate sul lato abitacolo, mentre successivamente sono spostate sulla traversa anteriore, sicché il cofano si apra dalla parte dell'abitacolo e a partire dall'autunno 1964 i freni divengono a disco su tutte le ruote.
Come nell’abitacolo della 2000, anche nella 2600 vi sono due sedili separati, ben imbottiti e rivestiti in vinile, ma al posto del ripiano posteriore per alloggiare i bagagli vi è una panchetta posteriore per alloggiare altri due occupanti essendo omologata come 2 più 2. Il cruscotto, verniciato di nero, prevede una palpebra al cui interno si trovano quattro strumenti circolari, tachimetro/contachilometri e contagiri, più grandi, e, più piccoli, indicatore del livello della benzina, manometro dell’olio e termometro di acqua e olio. Il volante a tre razze è in bachelite nera con razze in alluminio e pulsante per il clacson. Al centro della plancia vi sono lo specchietto retrovisore e un alloggiamento per la radio mentre di fronte al passeggero si trovano un cassetto portaguanti, chiuso da uno sportello, e una grande maniglia di appiglio.
La linea della carrozzeria non è alterata dalla capote, che da aperta rientra in un apposito vano e da chiusa si armonizza con il resto del corpo vettura. Tra gli accessori a pagamento di questa lussuosa spider vi sono le ruote a raggi, (di serie vi sono cerchi in lamiera stampata della berlina), l'aria condizionata, l'hard-top (il tettuccio rigido in lamiera), i vetri elettrici e gli interni rifiniti in pelle, raffinate dotazioni adeguate all'alta classe della vettura.
La 2600 Spider "America"