Il danegeld () era un tributo, o le tasse imposte per raccogliere un tributo, pagato a potenziali invasori vichinghi (o danesi), per evitare che invadessero una terra. Infatti, il termine, dall'unione di dane, "danese" e geld, "tributo", significa appunto "tributo danese".Il suffisso geld derivante dall'antico inglese geldan ossia "pagare", si ritrova nella parola germanica weregeld, cioè il guidrigildo.

Il termine danegeld non apparve fino all'inizio del XII secolo giacché lo si indicava genericamente come geld o gafol, ossia tributo. Frequente il suo uso in senso figurato per indicare ogni pagamento coercitivo in denaro o in natura.

Sebbene tale tributo, o tributi simili, fossero inizialmente imposti nel IX secolo in Francia, esso interessò principalmente l'Inghilterra.

Ne fu soggetto il re inglese Ethelred II nel 991, per continuare ad intervalli fino alla conquista finale del trono inglese da parte del re danese, Canuto il Grande, nel 1016. Nonostante la cessazione della motivazione di tale pagamento (evitare l'invasione dei danesi), proseguì la relativa raccolta delle imposte da parte del nuovo sovrano, quindi come una sorta di tassa sulla proprietà terriera.

Spesso per Danegeld si intende anche lHeregeld, la tassa annuale pagata ai mercenari danesi (Thingmen) a partire dal 1012 fino 1042-1051Cronaca anglosassone, pp. 171-3, nonché il riscatto per la liberazione degli ostaggi in seguito alla capitolazione di Londra nel 1013, conquistata dalle truppe di Sweyn I Barbaforcuta, re di Danimarca e di Norvegia.

Storia Epoca anglosassone

Nel 991, è stato effettuato un pagamento da parte degli inglesi di 10.000 libbre romane (equivalenti a 3,300 kg) d'argento, in seguito alla vittoria vichinga nella battaglia di Maldon nell'Essex, quando Sigerico, l'arcivescovo di Canterbury e altri aldermanni delle province sud-occidentali consigliarono al re Etelredo di comprare i vichinghi anziché continuare a combatterli. Un manoscritto della Cronaca anglosassone suggerisce che fu Olav Tryggvason a guidare i vichinghi in quel periodo.

Nel 994, danesi e norvegesi rispettivamente sotto la guida di Sweyn Forkbeard e Olav Tryggvason, ritornarono per porre sotto assedio Londra. Ancora una volta furono corrotti, l'enorme quantità di argento pagata impressionò gli scandinavi, talmente tanto che pensarono che fosse più redditizio estorcere i pagamenti agli inglesi piuttosto che saccheggiare le loro terre.

Tanti piccoli pagamenti furono versati nel 1002, mentre nel 1007, Etelredo diede ai danesi 36,000 libbre troy (equivalenti a 13,400 kg) d'argento, per stipulare una tregua che sarebbe durata due anni. Nel 1012, in seguito alla cattura e all'assassinio dell'arcivescovo di Canterbury e al saccheggio di Canterbury stessa, i danesi ricevettero un ulteriore danegeld di 48,000 libbre troy (equivalenti a 17,900 kg) d'argento.

Anche se il termine Danegeld è generalmente ritenuto essere stato il nome riferito ai tributi versati ai vichinghi, prima della conquista normanna, questi pagamenti venivano indicati come il termine Gafol. Nel 1012, Etelredo II d'Inghilterra introdusse una tassa fondiaria annuale per pagare un esercito di mercenari scandinavi, guidati da Thorkell l'Alto, per difendere il regno. Dopo Etelredo, anche i suoi successori decisero di seguire lo stesso metodo di riscossione delle tasse per finanziare i loro eserciti, questa tassa si sarebbe poi consolidata come lHeregeld.''' LHeregeld fu abolita nel 1051 da Edoardo il Confessore. In realtà solamente con l'amministrazione normanna si iniziò ad utilizzare il termine Danegeld per riferirsi alla tassa.

Nel 1016, il figlio di Sweyn Forkbeard, Canuto il Grande divenne re d'Inghilterra. Dopo due anni aveva pieno controllo del suo nuovo regno, al punto di essere in grado di pagare chiunque, aveva inoltre ormeggiata la sua flotta con 40 navi, che fu mantenuta come guardia del corpo del re, oltre ad un enorme Danegeld di 72,000 libbre troy (equivalenti a 26,900 kg) d'argento ottenuto a livello nazionale, in più altri 10,500 libbre (3,900 kg) ottenuti dal saccheggio di Londra.

In Inghilterra, un hide indicava la quantità di terra sufficiente a sostentare una famiglia; tuttavia le loro dimensioni effettive e il valore economico variavano enormemente. L'hide inoltre venne anche utilizzato come un'unità di valutazione per l'imposta sul valore fondiario che presto diventerà noto come il Danegeld. In origine, il Danegeld veniva riscosso come un tributo da versare agli invasori vichinghi, ma dopo la conquista danese del 1016, fu mantenuto come tassa fondiaria per pagare le difese del regno. Le spedizioni vichinghe in Inghilterra solitamente venivano guidate dai re danesi, ma erano composte da guerrieri provenienti da tutta la Scandinavia e alla fine delle razzie riuscirono a portarsi a casa più di 100 tonnellate di argento.

Questo tipo di tributo estorto non era l'unico in Inghilterra: secondo Snorri Sturluson e Remberto, anche la Finlandia e i Paesi baltici pagavano lo stesso tipo di tributo alla Svezia. Di fatto, la Cronaca degli anni passati riporta che le regioni che pagavano una tassa di protezione si estendevano ad est verso Mosca, fino a quando le tribù slave e finlandesi si ribellarono contro i variaghi guidati da Rjurik, durante il regno di Vadim il Coraggioso. Allo stesso modo, anche i Sami furono costretti a pagare dei tributi sotto forma di pelli. Una procedura simile esisteva già nella penisola iberica, il quale gli stati cristiani contemporanei furono in gran parte sostenuti dai regni di Taifa con tributi d'oro.

È stato stimato che l'importo totale pagato dagli anglosassoni ai vichinghi ammontasse a circa sessanta milioni di penny. Molti penny anglosassoni di questo periodo furono ritrovati in Svezia invece che in Inghilterra, tanti altri invece furono rinvenuti in una fattoria dove è presente la pietra runica Sö 260 che parla di un viaggio in Occidente, il tesoro comprende diverse centinaia di monete inglesi.

Epoca normanna Nell'Inghilterra meridionale, il danegeld veniva misurato in hidage, una superficie di terreno agricolo sufficiente a sostenere una famiglia nel Medioevo, ad eccezione del regno del Kent, in cui utilizzava un sistema basato su un sulungo, consistente di otto gioghi, la quantità di terra che potrebbe essere arata in una stagione agricola, a nord invece l'unità tipica era la carrucata il quale corrispondeva ad un sulungo. Nell'Anglia Orientale utilizzavano invece la centena. In ogni luogo dell'Inghilterra la tassa veniva sempre riscossa dagli sceriffi locali. Alcuni dati di accertamento e di reddito antecedenti la conquista normanna, indicano di un sistema che lo scrittore James Campbell descrisse come "vecchio, ma non immutabile". Secondo David Bates, il danegeld era una tassa nazionale sconosciuta nell'Europa occidentale; invece J. A. Green sostiene che il sistema nazionale della tassazione agricola ha dato vita successivamente al danegeld, divenendo la prima forma di tassa a riapparire in Europa occidentale dal crollo dell'Impero romano d'Occidente. Guglielmo I d'Inghilterra utilizzò il danegeld come strumento principale per la sottoscrizione delle guerre continentali, così come provvedere agli appetiti reali e ai costi di conquista, piuttosto che per comprare i vichinghi. Lui e i suoi successori imposero il danegeld più frequentemente rispetto ai precedenti re anglosassoni, con tassi molto alti, come ad esempio quelli del 1084 e 1096 il quale erano il doppio del loro tasso normale. Judith Green afferma che a partire dal 1110, la guerra e il naufragio della Nave Bianca hanno portato ad un ulteriore aumento degli sforzi fiscali.

Nel 1130, Enrico I d'Inghilterra richiedeva ogni anno il danegeld di due scellini. Nello stesso anno, secondo la Chronicon ex chronicis di Giovanni di Worcester, il re promise di sospendere il danegeld per sette anni, una promessa che venne rinnovata anche dal suo successore Stefano al momento della sua incoronazione ma che poi non mantenne. Nel 1155–1156, Enrico II d'Inghilterra riprese ad utilizzare il danegeld ma durante l'anno 1161–1162 il danegeld fu registrato su un Pipe rolls e poco dopo la tassa cadde in disuso. L'importanza che ebbe il danegeld per l'Exchequer può essere valutata con il suo utile di circa £2,400 nel 1129–1130, che rappresenta il dieci per cento del totale (£23,000 circa) pagato durante l'anno.

Giudicato da uno standard assoluto piuttosto che contemporaneo, c'è molto da criticare nella composizione del Danegeld all'inizio del XII secolo: esso si basava su antiche valutazioni della produttività terriera, vi sono inoltre numerose riduzioni o esenzioni privilegiate, concesse come segno di favore: "Le esenzioni erano una questione di favore reale e sono state adeguate per far fronte a circostanze mutevoli... in questo modo il Danegeld divenne uno strumento di tassazione più flessibile di quanto la maggior parte degli storici potesse mai immaginare". Nel 1133, Enrico I concesse piene libertà fiscali a Londra, inoltre esentò alcune tasse come lo Scot, il Danegeld e il Murdrum. Alla fine del XII secolo, una tassa sui beni mobili, che ha richiesto l'approvazione del Parlamento ha sostituito il danegeld. Il principio del "non consenso ma esenzione" ha lasciato posto a quello del consenso ma senza alcuna esenzione.

Al di fuori dell'Inghilterra Frisia Il primo danegeld riscosso in Frisia fu nel 810. Nello stesso anno, una flotta danese di circa duecento navi sbarcò in Frisia, inizialmente saccheggiarono le isole costiere e poi attaccarono anche via terra in cui si scontrarono con i frisoni in tre grandi battaglie dalla quale ne uscirono vittoriosi. Dopo aver sconfitto i frisoni, i danesi richiesero un danegeld al popolo locale. Poco dopo, la notizia giunse a Carlo Magno, che in quel momento era ad Aquisgrana per coordinare una campagna militare contro il re danese Göttrik, nel resoconto ricevuto fu scritto che i frisi avevano già pagato un danegeld di cento libbre d'argento ai danesi. Questi eventi storici sono documentati negli Annales Regni Francorum e nella Vita et gesta Caroli Magni, entrambe le opere sono dello storico di corte Eginardo al servizio di Carlo Magno, mentre altre due opere conosciute come gli Annales Mettenses priores e Annales Maximiniani furono scritte da un autore anonimo chiamato Poeta Saxo. L'importo totale esatto non è ancora noto ma senza alcun dubbio è stato raccolto attraverso le tasse, come dice Eginardo nella Vita et gesta: "I danesi vittoriosi imposero un tributo per i vinti, per mezzo di tasse riscossero cento libbre d'argento dai frisi", in lingua originale: "Danosque victores tributum victis inposuisse, et vectigalis nomine centum libras argenti a Frisionibus iam esse solutas".