La Renault 21 è un'autovettura di classe medio-alta prodotta tra il 1986 e il 1995 (e fino al 1996 nei soli mercati argentino e turco) dalla casa automobilistica francese Renault.

Storia Nascita del modello Tra la fine degli anni settanta e l'inizio del decennio seguente venne avviato il progetto X48, destinato alla produzione del modello che avrebbe sostituito la Renault 18. In quegli anni la Casa di Billancourt stava avviandosi verso una delle più gravi crisi finanziarie della sua storia. Quando il progetto X48 stava entrando nel vivo, la Renault piombò sull'orlo del baratro a causa di alcuni grossi investimenti non proprio azzeccati, come quello relativo all'annessione della AMC nel 1979, oppure allo scarso successo di alcuni modelli, come la Renault 14 o la Renault 30. Trovandosi con poche risorse al momento di pensare alla meccanica, e in particolare ai gruppi motopropulsori, la Renault dovette arrangiarsi con ciò che aveva già in Casa: per quanto riguarda i motori si scelsero per la base di gamma due varianti del già noto 1.7 Fonte, una da 76 CV e l'altra da 90 CV. Per le motorizzazioni superiori ci si orientò sui propulsori Douvrin da 2 litri e così pure per le unità a gasolio. Sfortunatamente ci si trovò di fronte a un ostacolo non indifferente, costituito dal fatto che i motori Douvrin erano installabili solo in posizione longitudinale, mentre i 1.7 Fonte potevano esserlo solo trasversalmente. Per questi motivi, non potendo investire in nuovi motori o nuovi cambi, data l'esiguità di risorse economiche, si dovettero realizzare delle strutture specifiche per il sostegno dei gruppi motopropulsori, con il risultato che dal punto di vista telaistico le vetture sarebbero state caratterizzate da notevoli differenze a seconda che montassero un motore 1.7 Fonte o un Douvrin, diesel o benzina che fosse. Sarebbero variate addirittura le misure della carreggiate e del passo.

Per quanto riguarda l'aspetto relativo al disegno industriale, si voleva ovviamente una vettura moderna, ma anche elegante e in grado di fornire un'abitabilità superiore a quella della 18. I designers Renault lavorarono in maniera approfondita su tale aspetto e riuscirono a ottenere una carrozzeria dal Cx pari a 0.29, un valore notevole per quell'epoca.

La nuova vettura fu presentata nel marzo 1986 al Salone di Ginevra con la nuova denominazione numerica di 21, una denominazione che in realtà era già nota da qualche mese presso la stampa specializzata. Al suo debutto doveva contrastare alcuni modelli concorrenti come la Peugeot 505 e la Ford Sierra, ma soprattutto risultava più adatta ad affrontare il mercato nordamericano, nel quale Renault prevedeva la sua produzione e commercializzazione nell'ambito dell'alleanza con la AMC.

Design esterno e interno Nel suo complesso la 21 appariva come una berlina dalla classica carrozzeria a tre volumi, ma dal disegno assai moderno e dal profilo a cuneo. Il corpo vettura della 21 trasponeva più in piccolo alcuni contenuti stilistici mutuati direttamente dall'ammiraglia di Casa, la 25. Tra questi va sicuramente menzionato il disegno del frontale, caratterizzato da una calandra sigillata e spiovente, senza griglie del radiatore e suddivisa in tre sezioni orizzontali, una integrata con il cofano motore, anch'esso dal disegno spiovente, e altre due che chiudono efficacemente il disegno e che accolgono su un lato lo stemma della Losanga. Anche i fari rettangolari e leggermente avvolgenti ricordano molto quelli della 25, così come i paraurti avvolgenti che si raccordano con i fascioni laterali e infine anche con i paraurti posteriori, dando origine a una sorta di "cintura" che avvolge l'intero perimetro della vettura. Lungo la fiancata piuttosto squadrata, oltre ai fascioni laterali, sono degni di nota la nervatura che unisce le maniglie porta, i montanti sottili, i vetri a filo della carrozzeria e la superficie vetrata a sei luci, ma anche il montante posteriore piuttosto inclinato per dare grinta al disegno del corpo vettura e il passaruota posteriore leggermente tagliato nella zona superiore. Linee squadrate anche nella coda, dove si ritrovano altri gruppi ottici di forma rettangolare, ma in questo caso non avvolgenti.

Vale la pena sottolineare che soluzioni come la calandra carenata o i vetri a filo con la carrozzeria, oppure ancora l'assenza di gocciolatoi sul montante anteriore siano state dettate dall'esigenza di ottimizzare l'aerodinamica del corpo vettura. Si tratta quindi di soluzioni che hanno contribuito al raggiungimento di un Cx di appena 0.29.

All'interno dell'abitacolo vi è una grande luminosità dovuta alle ampie superfici vetrate. Il posto guida è caratterizzato da un volante a due razze e da un cruscotto ampio, moderno (per l'epoca) e completo, con tachimetro digitale e numerose spie e strumentazioni elettroniche.

Meccanica e motori A dispetto della classica linea a tre volumi, la 21 si presentò come una delle più particolari vetture in commercio all'epoca, se si andava a osservarne la struttura sottopelle. Stringenti esigenze economiche hanno obbligato i progettisti Renault a rinunciare allo sviluppo di cambi specifici per consentire il montaggio trasversale dei motori Douvrin previsti per la 21 stessa. Perciò, il pianale della 21 era differente nella parte anteriore perché accoglieva due differenti telaietti ausiliari per il sostegno dei gruppi motopropulsori, ma non solo: mentre per le versioni con motore Fonte l'interasse tra le ruote anteriori e posteriori è di 2.66 metri, per quelle con motore Douvrin (montato longitudinalmente) il passo è invece ridotto a 2.60 metri. Di conseguenza, la 21 non mantiene un'architettura meccanica ben precisa, ma arriva a proporne due, entrambe motore anteriore e trazione anteriore, ma dove il propulsore può essere montato trasversalmente o longitudinalmente a seconda dei casi.

Per quanto riguarda la meccanica telaistica della Renault 21, la vettura montava un avantreno di tipo MacPherson con molle elicoidali e un retrotreno che abbandonò la vecchia soluzione ad assale rigido presente nella 18 in favore di una nuova soluzione a bracci longitudinali con barre di torsione. Erano presenti su entrambi gli assi anche ammortizzatori idraulici telescopici e barre antirollio. L'impianto frenante, servocomandato, prevedeva dischi ventilati all'avantreno e tamburi al retrotreno. Lo sterzo era a cremagliera, ma prevedeva il servosterzo solo nelle versioni di punta.

Al suo debutto la 21 era prevista in cinque motorizzazioni:

1.7: motore Fonte da 1721 cm³ con alimentazione a carburatore doppio corpo e disponibile in due livelli di potenza, 76 CV o 90 CV a seconda dell'allestimento; 2.0: motore Douvrin da 1995 cm³ con alimentazione a iniezione elettronica e potenza massima di 120 CV; 2.1 Diesel: motore Douvrin diesel aspirato da 2068 cm³ con potenza massima di 67 CV; 2.1 turbodiesel: motore Douvrin turbodiesel da 2068 cm³ con potenza massima di 88 CV.

Erano previste due varianti di cambio: la versione di base da 76 CV montava un cambio manuale a 4 marce, mentre le altre erano previste con un cambio, sempre manuale, a 5 marce.

Allestimenti Al debutto erano previsti diversi allestimenti per la Renault 21:

TL e TS: erano i due allestimenti di base abbinati al motore 1.7 da 76 CV; GTS e RS: sempre abbinati al motore 1.7, ma da 90 CV, questi allestimenti si posizionavano subito sopra i primi due; RX e TXE: erano i due livelli di punta, previsti solo in abbinamento con il motore 2 litri da 120 CV; TD e GTD: questi due allestimenti erano invece quelli previsti con il motore 2.1 diesel aspirato; Turbo D e Turbo DX: questi due allestimenti erano invece abbinati al motore 2.1 turbodiesel.

Evoluzione La commercializzazione della 21 fu avviata in Francia poco dopo la presentazione, per arrivare nei restanti listini europei gradualmente nel corso del 1986. La produzione ebbe luogo nello stabilimento Renault di Sandouville.

Alla fine del 1986 la 21 sbarcò anche negli USA e in Canada con il nome di Renault Medallion, un modello dalla vita breve, specialmente con il marchio Renault. Infatti, già il 9 marzo 1987 il neo presidente Renault Raymond Lévy vendette la AMC alla Chrysler, nonostante i pareri contrari di alcuni suoi stretti collaboratori. Perciò, entro breve la Medallion venne proposta con il marchio Eagle. Sempre nel 1987, la 21 giunse anche sul mercato colombiano, ma ribattezzata come Renault Etoile.

Nel frattempo, tornando in Europa, la gamma 21 fu ampliata con l'arrivo della 21 Nevada, ossia la versione con carrozzeria station wagon: realizzata sul pianale della 21, ma con passo allungato di 15 cm (con conseguente differenza di interasse a seconda dei motori anche in questo caso), la Nevada si fece notare per l'eccezionale volumetria interna, superata solo dalla monovolume Espace. Il vano di carico era uno dei più ampi della categoria, tanto che fu proposta anche una versione a 7 posti, dotata di una panchetta omologata per due persone collocata proprio nel bagagliaio. Tale panchetta era amovibile, in modo da dare la possibilità di sfruttare l'ampio vano bagagli. Nelle versioni a 7 posti, l'accesso alla terza fila di sedili era inoltre reso agevole dalla possibilità di ribaltare il divano centrale mediante un sistema di ammortizzatori a gas del tipo di quelli impiegati per il portellone posteriore. Il passo allungato della 21 Nevada fece in modo da porre la vettura in concorrenza anche con giardinette di categoria superiore, vista l'assenza di una corrispondente versione della Renault 25. La Nevada fu commercializzata con il nome di Savanne nel solo Regno Unito.

Le novità per il 1987 non finirono qui: nello stesso anno, infatti, la gamma della berlina si ampliò con l'introduzione della versione di punta, ossia la 21 Turbo, equipaggiata con una variante sovralimentata del 2 litri presente su altre versioni della gamma, un motore in grado di erogare fino a 175 CV. La 21 Turbo era caratterizzata da una carrozzeria con numerosi elementi dal disegno specifico. Cambiava soprattutto il frontale, con fari più estesi e a doppia parabola come sulla R25 Turbo, ma soprattutto più sottili e inseriti in una nuova struttura che interrompeva il cofano e i passaruota anteriori all'altezza degli indicatori di direzione. La calandra era una griglia nera e il simbolo della losanga era al centro. Diversi erano anche i paraurti, con prese d'aria di raffreddamento dei dischi anteriori integrate e spoiler assai pronunciati, che proseguivano idealmente nelle nuove bandelle sottoporta aerodinamiche; inoltre sul bordo del cofano bagagli era installato un alettone e tutti questi particolari, nonché gli specchi retrovisori e le fasce laterali paracolpi, erano integralmente verniciati in tinta con la carrozzeria. Infine i cerchioni avevano un disegno specifico. Con tali modifiche la 21 Turbo manteneva un Cx di 0,31.