Il Monumento ai Caduti di Monza è un complesso scultoreo monumentale situato al centro di piazza Trento e Trieste, storico spazio civico sviluppatosi nell'area dell'antico Pratum Magnum medievale della città.

Storia L'idea di realizzare un monumento dedicato ai caduti monzesi della prima guerra mondiale maturò negli anni immediatamente successivi al conflitto, nel contesto del vasto movimento commemorativo sviluppatosi in Italia tra il 1918 e gli anni Venti. Anche a Monza il progetto del monumento assunse rapidamente un forte valore civico e identitario, divenendo uno dei principali interventi celebrativi promossi dalla città nel primo dopoguerra.

Per la realizzazione dell'opera venne bandito un concorso pubblico nei primi anni Venti, al quale parteciparono diversi artisti e scultori attivi nell'ambito della monumentistica celebrativa italiana del periodo. La commissione esaminatrice dei bozzetti era presieduta dallo scultore Adolfo Wildt, figura centrale della scultura italiana del primo Novecento.

Il concorso fu vinto dallo scultore Enrico Pancera, allievo di Enrico Butti, la cui proposta venne scelta per il forte carattere monumentale e simbolico dell'impianto compositivo. L'esito del concorso suscitò tuttavia un acceso dibattito cittadino, poiché tra i partecipanti figurava anche lo scultore monzese Eugenio Baioni, molto noto e apprezzato dalla popolazione locale.

La realizzazione del monumento fu resa possibile anche grazie a una vasta sottoscrizione pubblica promossa tra la cittadinanza monzese. Oltre ai contributi economici, numerosi cittadini donarono oggetti in rame e altri materiali metallici destinati alla fusione delle parti bronzee dell'opera.

La prima pietra del monumento venne posata nel 1923, nel quadro delle trasformazioni urbanistiche che interessavano l'area dell'attuale piazza Trento e Trieste.

L'opera fu concepita fin dall'origine in stretta relazione prospettica con il nuovo Municipio di Monza, realizzato negli stessi anni nell'ambito del piano urbanistico del centro cittadino. Il monumento divenne così il fulcro simbolico e celebrativo della nuova piazza monumentale progettata durante il periodo fascista.

La fusione del bronzo venne realizzata dalla Fonderia Menescardi Austoni e Figini, una delle principali officine artistiche lombarde attive nella produzione monumentale del periodo.

L'inaugurazione ufficiale del monumento avvenne il 31 ottobre 1932 alla presenza di Benito Mussolini, che intervenne alla cerimonia affacciandosi dal balcone del vicino municipio. L'evento costituì uno dei momenti simbolicamente più significativi della ridefinizione monumentale del centro cittadino nel corso del Ventennio fascista.

Nel corso del XX secolo il monumento è divenuto uno dei principali simboli civici della città di Monza e continua a ospitare commemorazioni pubbliche dedicate ai caduti delle guerre mondiali e alla memoria nazionale.

Descrizione

Il monumento presenta un impianto monumentale articolato attorno a un alto basamento lapideo sul quale si sviluppa il gruppo scultoreo bronzeo realizzato da Enrico Pancera. L'opera è concepita secondo una forte impostazione dinamica e scenografica, caratterizzata da una composizione diagonale ascendente che accentua il senso di movimento e tensione drammatica delle figure.

Il gruppo scultoreo, intitolato Ondata d'assalto guidata dalla Vittoria alata, è composto da undici figure bronzee raffiguranti soldati in avanzata accompagnati dalla personificazione allegorica della Vittoria. L'insieme sviluppa una narrazione celebrativa tipica della monumentistica italiana del primo dopoguerra, nella quale il sacrificio bellico viene rappresentato attraverso un linguaggio eroico e simbolico.

Su tre lati del basamento sono collocate grandi placche bronzee che riportano i nomi dei 667 caduti appartenenti al Distretto militare di Monza durante la prima guerra mondiale. Tra i nomi compare anche quello di Anna Galliani, unica donna presente nell'elenco commemorativo.

Successivamente il monumento venne dedicato ai caduti di tutti i conflitti e furono aggiunti i nomi dei militari monzesi morti durante la seconda guerra mondiale, incisi su alte lastre marmoree collocate nel complesso monumentale.

Sul basamento è inoltre collocata una lapide in marmo di Carrara recante il testo del Bollettino della Vittoria del 4 novembre 1918, affiancata da due corone d'alloro commemorative.

La struttura inferiore del monumento, realizzata in pietra grigio-rosata di Tolmezzo, ospita una cappella accessibile tramite una scalinata monumentale. All'interno della cappella sono conservati recipienti contenenti sabbia e acqua del Piave, richiamo simbolico ai luoghi della guerra e della memoria nazionale.

Sul triplice portale di ingresso alla cappella è inciso un verso della Canzone all'Italia di Giacomo Leopardi:

L'intero complesso monumentale è inserito al centro di un'ampia area verde che contribuisce a isolare e valorizzare il monumento nello spazio urbano di piazza Trento e Trieste, in stretto rapporto prospettico con il vicino Municipio di Monza.

Galleria d'immagini

Note

Altri progetti

Collegamenti esterni

Monza Categoria:Monumenti di Monza caduti Categoria:Opere d'arte a Monza