Cobb vinse la tripla corona dell'American League nel 1909 e nel 1911 venne premiato come MVP della American League. Guidò per 12 volte l'American League in media battuta (1907-1915, 1917-1919). Tra il 1921 e il 1926 svolse il doppio ruolo di giocatore/allenatore dei Detroit Tigers. Nel 1936 fu inserito nella Baseball Hall of Fame. Nel 1999 fu inserito nella formazione del secolo della MLB e nello stesso anno fu votato da The Sporting News‍ al terzo posto nella classifica dei migliori cento giocatori di tutti i tempi.

Carriera Primi anni Cobb debuttò nella MLB con i Detroit Tigers il 30 agosto 1905, dove nel primo turno in battuta in carriera batté un doppio su lancio di Jack Chesbro dei New York Highlanders. Chesbro aveva vinto un record di 41 partite l'anno precedente. Cobb aveva 18 anni all'epoca, il più giovane giocatore della lega di quasi un anno. Anche se batté con 0,240 in 41 partite, firmò un lucrativo contratto da dollari con i Tigers per il 1906.

Anche se il nonnismo tra i rookie era abituale, Cobb non lo accettò serenamente e presto si alienò dai compagni di squadra. In seguito attribuì il suo temperamento ostile a questa esperienza, affermando che "quei veterani mi trasformarono in un gatto ringhioso". L'allenatore dei Tigers, Hughie Jennings, in seguito venne a conoscenza del fatto che Cobb era diventato il bersaglio di abusi da parte dei giocatori più anziani, alcuni dei quali volevano costringerlo ad abbandonare la squadra. "Lasciai andare avanti questa cosa per un po' perché volevo vedere quanto fegato aveva Cobb", ricordò Jennings. "Ma quando me lo dimostrò, dissi agli altri giocatori di lasciarlo in pace. Sarebbe diventato un giocatore fantastico e non volevo che non gli fosse permesso."Kashatus (2002), pp. 72–73.

L'anno successivo, il 1906, Cobb divenne l'esterno centro titolare dei Tigers, battendo con 0,316 in 98 gare, un record per un diciannovenne (minimo 310 turni in battuta) (in seguito superato da Mel Ott e il suo 0,322 in 124 gare nel 1928). Non sarebbe più sceso sotto quella media in carriera. Dopo essere stato spostato nel ruolo di esterno destro, guidò i Tigers a tre pennant dell'American League consecutivi nel 1907, 1908 e 1909. Detroit ne uscì sempre sconfitta (due volte dai Cubs e una dai Pirates), con le medie di Cobb nelle finali che furono sotto i suoi standard. Non sarebbe più andato così vicino a conquistare il titolo.

Nel 1907 Cobb guidò la lega con una media battuta di 0,350, con 212 valide, 49 basi rubate e 119 punti battuti a casa (RBI). All'età di vent'anni divenne il giocatore più giovane ad aggiudicarsi il titolo di miglior battitore, un primato che resistette sino al 1955, battuto dall'altro giocatore dei Tigers Al Kaline Riflettendo sulla sua carriera nel 1930, due anni dopo il ritiro, disse a Grantland Rice, "Il più grande brivido che abbia mai avuto in una partita fu in una gara contro gli Athletics nel 1907 [il 30 settembre]... Gli Athletics ci avevano battuti, con Rube Waddell che lanciava. Erano in vantaggio di due punti nel nono inning, quando battei un fuoricampo, pareggiando la gara. La gara si protrasse 17 inning fino al pareggio e, qualche giorno dopo, vincemmo il nostro primo pennant. Puoi immaginare cosa significhi per un ventenne ragazzo di campagna battere un home run al grande Rube, in una gara per il pennant a due out dalla sconfitta nel nono inning."

Malgrado i successi in campo, Cobb non fu estraneo alle controversie al di fuori di esso. Come descritto nello Smithsonian Magazine: "Nel 1907 durante l'allenamento primaverile ad Augusta, Georgia, un inserviente nero di nome Bungy Cummings, che Cobb conosceva da anni, tentò di stringergli la mano o di dargli una pacca sulla spalla." L'"eccessiva manifestazione di familiarità" fece infuriare Cobb, che si scagliò contro Cummings. Quando la moglie di Cummings provò a difenderlo, pare che Cobb abbia tentato di strozzarla. L'assalto finì quando il ricevitore Charles "Boss" Schmidt mandò Cobb ko.When Cobb Met Wagner: The Seven-Game World Series of 1909 by David Finoli, McFarland, 2010, pag. 230.

Va peraltro segnalato che, a parte la dichiarazione di Schmidt alla stampa, nessun altro disse di avere assistito all'attacco a Cummings e Cummings non fece mai alcun commento pubblico su ciò che avvenne. L'autore Charles Leerhsen ha speculato che l'aggressione a Cummings e alla moglie non sia mai avvenuto e che Schmidt se la sia inventata completamente. Cobb aveva passato gli anni precedenti a difendersi dalle aggressioni di Schmidt, quando quest'ultimo gli sbucava davanti a sorpresa. Quel giorno, diversi giornalisti videro Cummings, che appariva essere "parzialmente sotto l'influenza dell'alcol", avvicinarsi a Cobb e urlare: "Ciao, Carrie!" (il cui significato è sconosciuto) e tentare di abbracciarlo. Cobb lo spinse via e questa fu l'ultima interazione osservata tra i due.

Poco dopo, udendo una rissa, diversi giornalisti accorsero e videro Cobb e Schmidt lottare a terra. Quando la rissa fu placata e Cobb se ne andò, Schmidt rimase coi giornalisti, raccontando dell'assalto di Cobb a Cummings e alla moglie. Leerhsen speculò che questo altro non fosse che un altro degli attacchi di Schmidt a Cobb e che, una volta che fu scoperto, Schmidt si inventò una storia in modo che sembrasse avesse agito per un nobile proposito.Ty Cobb: A Terrible Beauty by Charles Leerhsen, Simon & Schuster, 2015, pag. 151-152. Nel 1908, Cobb colpì un operaio afroamericano a Detroit che si era lamentato quando Cobb aveva camminato sopra l'asfalto ancora fresco; Cobb fu giudicato colpevole di percosse, ma la sentenza fu sospesa.

La stagione seguente, i Tigers finirono davanti ai Chicago White Sox nella gara per il pennant. Cobb fu ancora il miglior battitore della lega con una media di 0,324 ma Detroit fu ancora sconfitta nelle World Series. Nell'agosto 1908 sposò Charlotte ("Charlie") Marion Lombard. Mentre non era in corso la stagione del baseball, la coppia viveva nella tenuta del padre di Charlotte ad Augusta, chiamata The Oaks, finché non si trasferì nella casa di Williams Street nel novembre 1913.

I Tigers vinsero nuovamente il pennant nel 1909. Durante quelle World Series, le ultime di Cobb, rubò casa base nella seconda gara, dando inizio a una rimonta di tre punti, ma quello fu il suo punto più alto, finendo con un basso 0,231 in battuta, coi Tigers che persero coi Pirates di Honus Wagner in sette gare. Anche se non giocò bene nei playoff, vinse la Tripla corona battendo con 0,377 con 107 RBI e 9 fuoricampo, tutti interni, diventando così il primo giocatore dell'era moderna a guidare la lega in home run malgrado nessuno di essi sia uscito dal campo di gioco.

In quella stessa stagione, Charles M. Conlon scattò una famosa foto di Cobb che con una smorfia ruba la terza base in una nuvola di polvere, catturando la determinazione e la ferocia del suo stile di gioco.

1910: la controversia del Chalmers Award Negli ultimi giorni della stagione regolare 1910, Cobb aveva un vantaggio di 0,004 su Nap Lajoie per il titolo di miglior battitore dell'American League. Al vincitore sarebbe spettata un'automobile Chalmers. Cobb non disputò le ultime gare per mantenere intatta la propria media. Lajoie batté otto valide in un doubleheader (due partite giocate dalle stesse squadre nello stesso giorno), ma sei di quelle valide furono bunt. In seguito affiorarono voci che il manager avversario aveva imposto al suo terza base di giocare molto in profondità, per permettere a Lajoie di vincere il titolo su Cobb. Anche se a Cobb fu accreditata una media battuta superiore, fu in seguito scoperto che una gara fu contata due volte, cosicché perse davvero nei confronti di Lajoie.

Come risultato dell'incidente, il presidente Ban Johnson fu costretto a dirimere la controversia. Questi dichiarò Cobb come il detentore del titolo ma il presidente della compagnia automobilistica Hugh Chalmers scelse di assegnare un'auto sia a Cobb che a Lajoie.

Stagione 1911 e successive

Cobb considerava il baseball "qualcosa come una guerra", disse il futuro seconda base dei Tigers Charlie Gehringer. "Ogni turno in battuta per lui era come una crociata." Lo storico del baseball John Thorn scrisse nel suo libro Legends of the Fall: "[Cobb] è la prova di quanto lontano si possa arrivare solo con la forza di volontà... Cobb era inseguito dai demoni."

Cobb ebbe un'annata di alto livello nel 1911, inclusa una striscia di 40 partite consecutive con almeno una valida. Tuttavia, "Shoeless" Joe Jackson era in vantaggio di 0,009 punti nella media battuta nel finale di stagione. In quel periodo, i Tigers avevano una lunga striscia di gare contro i Cleveland Naps di Jackson. Entrambi originari del Sud degli Stati Uniti, Cobb e Jackson erano amici dentro e fuori dal campo. Cobb usò quell'amicizia a suo vantaggio. Cobb ignorò ripetutamente Jackson quando Jackson cercò di parlargli. Quando Jackson insistette, Cobb gli rispose con rabbia, facendogli chiedere cosa avesse potuto fare per fare infuriare Cobb. Cobb credette che questi giochi mentali fecero "scendere" la media finale di Jackson a 0,408, dodici punti in meno del suo 0,420, un record del ventesimo secolo finché non fu pareggiato da George Sisler e infine superato dallo 0,424 di Rogers Hornsby, il massimo di sempre dopo lo 0,438 di Hugh Duffy nel secolo precedente.

"Ho sempre provato giocate al limite della sfrontatezza, fino ad apparire anche sciocche. Ma non ho mai provato qualcosa di pazzo finché la gara era in gioco, solo quando eravamo molto in vantaggio o molto svantaggio. Lo facevo per studiare come reagiva l'altra squadra, tenendolo a mente per usarlo in futuro." ~Ty Cobb nel The New York Times

Cobb guidò la AL quell'anno in numerose altre categorie, incluse 248 valide, 147 punti segnati, 127 RBI, 83 basi rubate, 47 doppi, 24 tipli e 0,621 di percentuale di slugging. Cobb batté otto fuoricampo ma finì secondo in quella categoria dietro agli 11 di Frank Baker. Fu premiato con un'altra automobile Chalmers, questa volta per essere stato premiato come MVP dell'American League dalla Baseball Writers' Association of America.

Il 15 maggio 1912, Cobb assalì un cardatore, Claude Lucker (spesso scritto scorrettamente "Lueker") nelle tribune di Hilltop Park di New York dove i Tigers stavano giocando contro gli Highlanders (gli attuali Yankees). Lucker e Cobb si erano scambiati insulti per il primo paio di inning. Cobb a un certo punto si recò nella panchina degli Highlanders alla ricerca del loro proprietario per cercare di fare cacciare Lucker dallo stadio ma senza fortuna.Ty Cobb: A Terrible Beauty by Charles Leerhsen, Simon & Schuster, 2015, page 259. La situazione precipitò quando Lucker chiamò Cobb un "mezzo negro." Cobb, nella discussione su questo incidente in una sua biografia,Cobb & Stump, pp.131-135 evitò tali parole esplicite ma alluse all'epiteto di Lucker come qualcosa che "rifletteva il colore e la morale di mia madre." Giunse al punto di avvisare l'allenatore degli Highlanders Harry Wolverton che se non fossero stati presi provvedimenti verso quell'uomo, ci sarebbero stati dei guai. Nessuna disposizione tuttavia fu presa. Al termine del sesto inning, dopo essere stato sfidato dai compagni Sam Crawford e Jim Delahanty a fare qualcosa al riguardo, Cobb scavalcò le tribune e si scagliò su Lucker, che si rivelò essere un portatore di handicap (aveva perso tutte le dita di una mano e tre dell'altra in un incidente industriale). Quando gli astanti gli dissero di fermarsi perché non aveva le mani, Cobb rispose: "Non mi interessa nemmeno se non ha i piedi!" Anche se tale incidente sembra incredibile nel XXI secolo, le risse con i tifosi non erano così infrequenti nei primi anni del baseball. Altre note stelle del baseball si scagliarono contro tifosi molesti, tra cui Babe Ruth, Cy Young, Rube Waddell, Kid Gleason, Sherry Magee e Fred Clarke.Ty Cobb: A Terrible Beauty by Charles Leerhsen, Simon & Schuster, 2015, pages 258.