Fu un militare capace ed intrepido ma non brillava per capacità strategica. Arruolatosi nell'esercito da giovanissimo, scalò le gerarchie sino a diventare un generale poco dopo l'assedio di Tolone, nel quale ebbe modo di conoscere Bonaparte. L'amicizia nata fra i due, consolidatasi nella successiva campagna d'Italia, portò Victor ad essere uno degli uomini fidati di Napoleone e ne facilitò la carriera. Nominato maresciallo dell'Impero, Victor mostrò i suoi limiti da generale nel corso delle sua avventure in Spagna e in Russia, risultando spesso indeciso e titubante nei momenti decisivi. Rimasto fedele all'imperatore sino alla sua prima abdicazione, dopo il ritorno dei Borbone sul trono di Francia, assunse posizioni legittimiste e manifestò la propria fedeltà ai nuovi sovrani fuggendo con loro durante i Cento giorni.

Come a molti dei marescialli dell'Impero a lui è stato dedicato un boulevard nella capitale francese. Il suo nome è inciso sotto l'Arco di Trionfo.

Biografia Gli inizi e le guerre rivoluzionarie francesi Claude-Victor Perrin nacque il 7 dicembre 1764 a Lamarche, un villaggio nel dipartimento dei Vosgi. Entrò nel 4º reggimento d'artiglieria di Grenoble il 16 ottobre 1781 come tamburino..... Vi rimase sino al 1791, quando ottenne un congedo. Stabilitosi a Valence, nella Drôme, nel 17972 si unì alla Guardia nazionale della città, militando come granatiere. Pochi mesi dopo, si unì al 3º battaglione di volontari della Drôme. Il 4 agosto 1792 ottenne la promozione a capitano, servendo da aiutante maggiore nel 5° battaglione di volontari delle Bocche del Rodano. Promosso a capobattaglione, dopo lo scoppio della guerra fu inviato nell'Armata d'Italia, dove combatté tra il 1792 ed il 1793, distinguendosi in uno scontro a Coaraze, dove con il suo battaglione di 600 uomini sconfisse una divisione di piemontesi ed émigré che ne contava , spingendoli alla ritirata. Successivamente, Victor fu impiegato nell'assedio di Tolone, dove ricevette un battaglione di cacciatori. Nella notte tra il 10 e l'11 novembre 1793, con 800 uomini, conquistò le ridotte e le trincee che coronavano il monte Faron e passò a fil di spada la maggior parte delle truppe che le difendevano. L'11, resistette con successo a una battaglia di sei ore contro uomini e, nonostante la inferiorità numerica, mantenne la posizione che gli era stata affidata. La sua condotta quel giorno fu elogiata dai rappresentanti del popolo, Saliceti e Gasparin, che lo nominarono aiutante generale e chef de brigade sul campo di battaglia. Gli fu immediatamente affidato il comando delle truppe che formavano la divisione di destra dell'esercito d'assedio, e fu lui a preparare e schierare l'attacco alla famosa ridotta inglese dell'Eguilette, nota come "la piccola Gibilterra". Alla testa di un gruppo di granatieri, assaltò la ridotta il 17 dicembre, conquistandola ma rimanendo gravemente ferito al ventre nel corso degli scontri. Fu in tale occasione che conobbe Bonaparte. Terminato con successo l'assedio, i commissari del popolo lo nominarono in maniera provvisoria generale di brigata..

Guarito dalle ferite, partecipò nell'Armata dei Pirenei orientali alle campagne contro la Spagna. Il suo primo compito fu di condurre un attacco su Espolla il 17 novembre 1793, passando per il colle di Bagnols: diresse brillantemente l'attacco, conquistando i trinceramenti del suo bersaglio e della vicina Saint-Clèment. Sotto il comando del generale Sauret prese parte anche alla battaglia della Sierra Nera. Fu presente alla gli assedi del forte di Saint'Elme e di Collioure, in particolare occupandosi della sorveglianza e di posizionare delle batterie lungo la costa, non lontano da Roses. Terminati gli assedi, ottenne la conferma al grado di generale di brigata.. Terminata la guerra del Rossiglione, Victor fu trasferito nell'Armata d'Italia, militando nella divisione del generale Massena. All'interno di tale divisione si distinse nel corso delle battaglie di Borghetto Santo Spirito e di Loano.. A metà aprile del 1796 partecipò alla presa del castello di Cosseria e due giorni dopo contribuì alla disfatta del generale austriaco Vukassovich a Dego. Più tardi, quello stesso anno si distinse nel corso dell'assedio di Peschiera, nella battaglia di Rovereto e nella battaglia di San Giorgio. Spostato nella divisione Rey, partecipò alla battaglia di Rivoli e fu ferito mentre combatteva le truppe austriache del generale Provera nei pressi della villa La Favorita. Dopo questi scontri, fu nominato sul campo da Napoleone generale di divisione, nomina che fu confermata poi dal Direttorio.. Dopo aver stroncato il tentativo austriaco di riprendere Mantova, Victor fu inviato a Bologna assieme a Lannes: i due occuparono Imola e sconfissero a Faenza le truppe papali. La marcia dei due generali francesi proseguì verso le Marche, dove si impadronirono Ancona senza sparare un singolo colpo. Queste vittorie, unite alla successiva occupazione di Macerata,. condussero alla pace di Tolentino. Ad aprile fu richiamato in Veneto per sopprimere i moti rivoltosi veronesi, unendosi alla divisione Kilmaine e poi a quella di Bernadotte. Terminata la campagna a seguito del trattato di Campoformio, Victor fu richiamato in Francia..

Inizialmente messo a comando di una delle divisioni del generale Kléber nell'armata d'Inghilterra, fu spostato prima al comando della 2ª divisione militare a Nantes e poi inviato nuovamente in Italia, prendendo il posto del generale Grouchy al comando della 12ª divisione il 17 marzo 1798. Napoleone avrebbe avuto averlo al suo fianco nella spedizione in Egitto ma il Direttorio preferì mantenere Victor in Italia, dove quello stesso anno partecipò all'occupazione del Piemonte.. Nel 1799 Victor combatté sotto in più occasioni contro l'esercito austro-russo di Suvorov: prese parte alle battaglie di Verona e di Magnano sotto Schérer, a quelle di Bassignana e di Marengo sotto il comando di Moreau e sotto MacDonald alla battaglia della Trebbia, dove rimase ferito. Passato sotto il comando del generale Saint-Cyr a luglio, fu poi collocato a comando di una divisione del centro francese dal comandante Championnet. Prese parte alle battaglie di Genola e di Mondovì, terminate con due sconfitte per i repubblicani. Nel 1800, fu arruolato all'interno dell'Armata di Riserva, prendendo parte alla battaglia di Montebello, dove il suo intervento permise a Lannes di ottenere il trionfo, e alla battaglia di Marengo, dove diresse l'avanguardia francese nelle prime fasi dello scontro. Dopo la fine della campagna in Italia, ricevette una sciabola d'onore e il 26 luglio dello stesso anno fu nominato luogotenente generale in capo dell'armata di Batavia. Dal 9 agosto 1802 al 6 giugno 1803 fu nominato capitano generale della Louisiana, ma non lasciò mai la Francia per raggiungere la colonia d'oltreoceano. Inviato per la seconda volta in Batavia, prese il comando delle forze batave nel 1804. Il 22 aprile 1804 fu messo in disponibilità..

Sotto l'Impero

Il 22 aprile 1804 fu nominato Grand'Ufficiale della Legion d'Onore e poco dopo fu nominato presidente del collegio elettorale del dipartimento di Maine e Loira. Nel febbraio del 1805 fu inviato ambasciatore plenipotenziario in Danimarca, restandovi sino al 1806.. Fu a causa del progressivo incrinamento dei rapporti con la Prussia che Victor tornò in Francia, unendosi alla Grande Armée come capo di stato maggiore del maresciallo Lannes. Scoppiata la guerra, Victor combatté a Saafeld, a Jena e firmò la capitolazione di Spandau ad ottobre mentre due mesi più tardi servì a Pułtusk. Napoleone lo mise a comando della divisione polacca Dombrowski, poi il 5 gennaio dell'intero X Corpo, incaricandolo di sostenere gli assedi di Kolberg e di Danzica.. Il 20 gennaio, mentre era in viaggio verso Stettino, Victor fu catturato dai soldati prussiani assieme alla carrozza. Rimase prigioniero fino al successivo 8 marzo, quando uno scambio con il generale prussiano Blücher, arresosi a Bernadotte a Ratekau il precedente novembre, fu portato a termine... Fu messo a comando dell'assedio di Graudenz il 23 maggio mentre il 5 giugno, dopo che Bernadotte rimase ferito in una scaramuccia, venne messo a comando del I Corpo della Grande Armée, guidandolo nella successiva battaglia di Friedland. In particolare, la carica guidata dallo stesso Victor fu uno degli elementi che portarono al successo francese. Più che soddisfatto del comportamento e dei successi del generale, Napoleone gli concesse il bastone di maresciallo dell'Impero il 13 luglio.. Dopo la pace di Tilsit, Victor fu nominato governatore della Prussia e di Berlino, ottenendo il titolo di duca di Belluno nel settembre 1808.. Ad un anno dalla fine della guerra, Victor fu messo al comando del I Corpo della Grande Armée destinato a combattere in Spagna. Giunto a Parigi il 22 settembre 1808, si mosse verso Bayonne, raggiungendo la città tra il 20 ed il 30 ottobre. Pochi giorni dopo, le sue forze attraversarono i Pirenei e si riunirono a Vitoria entro il 5 novembre. Dopo essere stato ripreso da Napoleone per la sua imprudenza, costata una sconfitta al generale Villatte a Balmaseda il 5 novembre,. tra il 10 e l'11 novembre Victor attaccò e sconfisse il generale spagnolo Blake ad Espinosa de los Monteros: la vittoria francese fu totale e gli spagnoli rimasti si diedero alla fuga. Dopo questa vittoria, il maresciallo ebbe un ruolo importante nello scontro di Somosierra, aprendo il cammino dell'esercito francese verso Madrid. Il 2 dicembre, il maresciallo partecipò alla conquista della capitale spagnola e poi si diresse verso Toledo. Il successivo 18 gennaio, nei pressi di Uclés, sconfisse l'esercito spagnolo del generale Venegas, dell'armata del duca dell'Infantado, infliggendo pesanti perdite ai nemici..