Il Partito Comunista del Vietnam () è il principale partito politico della Repubblica Socialista del Vietnam sin dalla promulgazione della costituzione del 1976. Fondato nel 1930, il PCV si presenta come il rappresentante della classe operaia, dei lavoratori e dell’intera nazione, ispirandosi al marxismo-leninismo e al Pensiero di Hồ Chí Minh, che costituiscono le linee guida per tutte le sue attività. È supportato dal Fronte della Patria Vietnamita ed è unico partito legale all'interno del Paese.
L’organo supremo del partito è il Congresso Nazionale dei Delegati, che si riunisce periodicamente per determinare le strategie generali. Al termine di ogni congresso, viene eletto il Comitato Centrale, che agisce come massima autorità tra un congresso e l'altro. Il Comitato Centrale, a sua volta, elegge il Politburo, il Segretariato, il Comitato Centrale per l’Ispezione e designa il Segretario Generale, scelto tra i membri del Politburo.
Il PCV partecipa regolarmente all’Incontro internazionale dei partiti comunisti e operai. È noto anche per promuovere un modello definito "economia di mercato orientata al socialismo", che ha preso forma a partire dal 1986 con l'introduzione delle riforme economiche note come Đổi Mới. Prima di allora, il paese aveva adottato un’economia di tipo centralizzato. Durante la guerra fredda, il partito si è schierato al fianco dell’Unione Sovietica e dei suoi alleati.
Storia Colonizzazione francese dell'Indocina A partire dal 1858, la Francia iniziò a colonizzare il Vietnam. Dopo aver conquistato territori nell'Annam, nel centro dell'odierno Vietnam, e a sud in Cocincina, l'intera nazione fu assoggettata dopo la vittoria nella guerra franco-cinese nel 1885. La colonizzazione della Cambogia ebbe inizio nel 1863 e fu portata a termine nel 1906 sottraendo al Siam, l'odierna Thailandia, il controllo delle province occidentali cambogiane. Anche l'odierno Laos fu sottratto ai siamesi, che avevano in parte annesso e in parte reso stati vassalli i precedenti regni laotiani; iniziata nel 1893, la conquista del Laos ebbe termine nel 1907. Fondata nel 1887 con capitale a Saigon, la federazione coloniale Indocina francese assorbì gradualmente tutti i territori conquistati nella regione. Nel 1902 la capitale fu spostata ad Hanoi.
Primi movimenti anti-francesi Le prime organizzazioni anti-colonialiste indocinesi nacquero in Vietnam agli inizi del XIX secolo ed erano di stampo monarchico e illuminista. Le prime dimostrazioni ebbero luogo nel 1908 e furono duramente represse dal governo coloniale, che nel disperderle fece diverse vittime. Al termine della prima guerra mondiale, le ribellioni cominciarono anche tra i vietnamiti arruolati nell'esercito coloniale. Vi partecipò anche il giovane imperatore vietnamita Duy Tân, che fu catturato e deportato nella remota isola della Reunion. Tra i più importanti capi delle rivolte vi fu Phan Bội Châu, che preparò l'insurrezione sotto il profilo politico e militare; messo agli arresti domiciliari nel 1925, sarebbe stato di esempio per i rivoluzionari dei periodi successivi. Al suo arresto, larghi strati della popolazione meno abbiente organizzarono dimostrazioni di protesta. Phan Boi Chau and the Rise of Nationalism, countrystudies.us
Nascita del movimento comunista 1925-1930 Nel 1925, l’espatriato Hồ Chí Minh fondò in Cina l'Associazione della Gioventù Rivoluzionaria Vietnamita (Hội Việt Nam Cách mạng Thanh niên), comunemente nota come Associazione della Gioventù (Hội Thanh niên).. L’obiettivo dell’organizzazione era porre fine all’occupazione coloniale nell'Indocina francese, preparando le masse alla lotta armata rivoluzionaria.. L’Associazione si proponeva inoltre di diffondere il marxismo-leninismo e la linea rivoluzionaria tra operai, contadini e intellettuali, in vista della futura fondazione di un partito comunista.. Le sue attività erano sostenute finanziariamente dal Comintern.. L’Associazione si diffuse ampiamente nelle fabbriche e nei principali centri economici dell’Indocina, inviando i propri membri a vivere e lavorare in fabbriche, miniere e piantagioni secondo il principio della "proletarizzazione"..
Nel 1928, la sede dell’Associazione a Canton fu distrutta dai nazionalisti del Kuomintang, costringendo il gruppo alla clandestinità.. Questo evento causò una frattura interna e portò infine a una scissione..
Alla fine di marzo 1929 fu costituita ad Hanoi la prima cellula comunista dell’Indocina.. Essa promosse la fondazione di un partito comunista durante il Congresso di zona dell’Associazione nel Tonchino e incaricò i delegati locali di presentare tale proposta al congresso nazionale.
Il 1º maggio 1929 si tenne a Hong Kong il Congresso dell’Associazione della Gioventù Rivoluzionaria del Vietnam, durante il quale la delegazione del Tonchino propose lo scioglimento dell’Associazione e la creazione del Partito Comunista Indocinese. La proposta fu respinta e la delegazione abbandonò l’assemblea.. Partito Comunista Indocinese
Il 17 giugno 1929, oltre venti delegati provenienti da cellule attive in tutta la regione del Tonchino si riunirono ad Hanoi, dove proclamarono lo scioglimento dell’Associazione della Gioventù Rivoluzionaria e annunciarono la fondazione del Partito Comunista Indocinese (Đông Dương Cộng sản Đảng).. Il nuovo partito presentò una piattaforma politica e un manifesto che affermavano l’obiettivo di realizzare una rivoluzione socialista attraverso l’alleanza tra operai e contadini.
Un’altra fazione dell’Associazione, operante nella regione della Cocincina, organizzò una conferenza a Saigon e, alla fine del 1929, si autoproclamò Partito Comunista dell’Annam (An Nam Cộng sản Đảng).. Nel corso dello stesso anno, i due partiti intrapresero una vivace polemica reciproca, ciascuno cercando di affermare la propria egemonia all’interno del movimento di liberazione nazionale vietnamita..
Parallelamente, nella regione dell’Annam emerse un terzo gruppo comunista vietnamita, la Lega Comunista dell’Indocina (Đông Dương Cộng sản Liên Đoàn), che non derivava dalla Lega della Gioventù. Questo gruppo traeva origine da un distinto movimento di liberazione nazionale e si considerava un rivale diretto dell’organizzazione fondata da Hồ Chí Minh.
Fondazione Venuto a conoscenza della presenza di tre distinte organizzazioni comuniste in Vietnam, il Comintern inviò una lettera con l'obiettivo di sollecitarne l’unificazione in un’unica organizzazione politica:.
Seguendo le direttive contenute nella lettera del Comintern, Hồ Chí Minh convocò una riunione per unificare le organizzazioni comuniste presenti in Vietnam.. Il 3 febbraio 1930 si tenne presso il Wah Yan College di Kowloon, Hong Kong, la conferenza di unificazione tra il Partito Comunista dell’Indocina e il Partito Comunista dell’Annam, con la partecipazione di membri indipendenti della Lega dei Comunisti dell’Indocina. Dopo cinque giorni di lavori, il 7 febbraio 1930 fu ufficialmente fondato il Partito Comunista del Vietnam.. Trần Phú fu eletto segretario generale e scrisse le Tesi politiche del partito..
In una conferenza successiva, su richiesta del Comintern, il partito assunse il nome di Partito Comunista Indocinese (Đảng Cộng sản Đông Dương), allo scopo di includere le lotte rivoluzionarie in Laos e Cambogia, ancora parte dell’Indocina francese.. L’11 aprile 1931 il Comitato esecutivo dell’Internazionale Comunista riconobbe ufficialmente il PCI.
Nel biennio 1930-1931, il PCI guidò una serie di rivolte, tra cui l’insurrezione dei Soviet di Nghệ-Tĩnh, che puntavano a instaurare un governo sul modello sovietico. Il movimento fu duramente represso dalle autorità coloniali francesi e il partito subì gravi perdite.
Durante i primi cinque anni di attività, il Partito Comunista Indocinese raggiunse circa 1500 membri, contando su un vasto numero di simpatizzanti. Nonostante le dimensioni ridotte, riuscì a esercitare una notevole influenza in un contesto sociale vietnamita segnato da forti tensioni. I cattivi raccolti del 1929 e del 1930, insieme al pesante indebitamento delle campagne, contribuirono a radicalizzare una parte significativa della popolazione contadina. Nella città industriale di Vinh, gli attivisti del partito organizzarono le manifestazioni del Primo Maggio, che si trasformarono in proteste di massa quando vi si unirono numerose famiglie di lavoratori e contadini poveri, esasperate dalle difficili condizioni economiche..
Quando le tre marce del Primo Maggio divennero dei raduni popolari, le autorità coloniali francesi intervennero con la forza per reprimere quelle che consideravano rivolte pericolose. Le forze governative aprirono il fuoco sulla folla, provocando decine di morti e accrescendo ulteriormente l’indignazione. In risposta, in diversi villaggi furono istituiti consigli locali per tentare forme di autogoverno. La repressione francese si intensificò nell’autunno del 1931: circa 1300 persone furono uccise, mentre molte altre furono imprigionate o deportate. L’autorità coloniale fu ristabilita e il PCI venne di fatto spazzato via nella regione.
Il segretario generale Trần Phú e diversi membri del Comitato Centrale furono arrestati o giustiziati. Il Comintern incaricò Lê Hồng Phong di riorganizzare il movimento. Nel marzo 1935, fu convocato in segreto a Macao il primo congresso nazionale del partito, con l’obiettivo di rafforzarne la struttura, approvare uno statuto ed eleggere il Comitato Centrale.. Lê Hồng Phong fu eletto segretario generale, incarico che l’anno successivo passò a Hà Huy Tập.
Nel frattempo, il VII Congresso dell’Internazionale Comunista promosse la formazione dei fronti popolari, stabilendo come obiettivo immediato dei partiti comunisti non più il rovesciamento del capitalismo e la costruzione del socialismo, ma la lotta contro il fascismo e le guerre di aggressione.. Di conseguenza, il Partito Comunista Indocinese fu costretto a rinunciare pubblicamente a gran parte della sua opposizione al colonialismo francese e ad allearsi con altri partiti antifascisti. Anche Hồ Chí Minh fu estromesso dalla leadership del partito nei primi anni Trenta..
Alla conferenza del Comitato Centrale tenutasi a Shanghai nel luglio 1936, il partito sospese temporaneamente la lotta anti-coloniale e diede vita a un Fronte Unito del Popolo, con l’obiettivo di opporsi ai Francesi, combattere il fascismo e rivendicare libertà democratiche.. Sfruttando il clima più tollerante introdotto dal governo di sinistra francese, il partito riuscì ad operare legalmente e a partecipare alle elezioni. Nel marzo 1938, durante la Conferenza centrale presieduta a Saigon da Hà Huy Tập, il Fronte fu ridenominato in Fronte Unito Democratico Indocinese.
Opposizione di sinistra Il partito, soprattutto nel sud del Vietnam, si trovò a fronteggiare l’opposizione di altri gruppi nazionalisti e di sinistra, in particolare di orientamento trockista. Nel novembre 1931, alcuni dissidenti interni fondarono l’Opposizione di Sinistra dell'Ottobre (Tả Đối Lập Tháng Mười), gravitante attorno alla rivista clandestina Tháng Mười ("Ottobre"). Tra i fondatori vi erano Hồ Hữu Tường e Phan Văn Hùm, che già nel luglio 1930 avevano formato a Parigi un gruppo indocinese all’interno della Lega dei Comunisti (Liên Minh Cộng Sản Đoàn), sezione dell’Opposizione di sinistra internazionale, contestando una leadership da loro definita come composta da "apprendisti moscoviti"..