Trespass è il secondo album in studio del gruppo musicale britannico Genesis, pubblicato il 23 ottobre 1970 dalla Charisma Records.
Storia Dopo il limitato riscontro commerciale dell'album d'esordio From Genesis to Revelation e la rescissione del contratto con la Decca, i Genesis lavorarono a un nuovo repertorio che avrebbe portato a un diverso orientamento musicale. In questa fase il gruppo rinnovò anche la propria formazione con l'ingresso del batterista John Mayhew al posto di Jonathan Silver e ottenne un contratto con la Charisma, per la quale realizzò il secondo album in studio, Trespass, prodotto da John Anthony. Il disco presentò composizioni più articolate e strutture più estese rispetto all'esordio.
La preparazione dell'album si sviluppò attraverso un lungo periodo di composizione e prove, durante il quale i Genesis elaborarono il materiale che sarebbe confluito nel disco, in parte già sperimentato nelle esibizioni dal vivo. I brani mostrarono un progressivo allontanamento dalle precedenti strutture del pop-rock, con composizioni di maggiore durata, prive della tradizionale forma della canzone "strofa-ritornello", e caratterizzate da ampie sezioni strumentali. L'impiego del Mellotron contribuì alla definizione delle sonorità dell'album, richiamando anche l'influenza dei primi King Crimson, più volte riconosciuta successivamente dagli stessi Genesis.Philip Dodd (a cura di) e Genesis - Genesis - Revelations, De Agostini, 18 ottobre 2007 Questi elementi contribuirono ad avvicinare il gruppo al rock progressivo, delineando la direzione musicale che avrebbe inizialmente caratterizzato i lavori successivi.
L'evoluzione musicale intrapresa dal gruppo trovò un corrispettivo anche nell'immaginario associato all'album. La copertina realizzata da Paul Whitehead raffigura un paesaggio dai toni pastorali attraversato da uno squarcio prodotto da un coltello: secondo quanto ricordato dai membri dei Genesis, l'illustrazione fu modificata dopo l'inserimento nella scaletta definitiva di The Knife, ritenuto un brano rappresentativo del lato più aggressivo e drammatico del gruppo. Il contrasto tra l'ambientazione bucolica e l'elemento di rottura divenne così una rappresentazione visiva delle due componenti presenti in Trespass, sospese tra atmosfere liriche e momenti di maggiore tensione.Genesis, Genesis: Chapter & Verse, Weidenfeld & Nicolson, 2007.Philip Dodd (a cura di) e Genesis, Genesis - Revelations, De Agostini, 2007.
Con Trespass i Genesis cominciano ad affermarsi nell'Europa del Nord, in particolare in Belgio (1ª posizione in classifica) e nei Paesi Bassi, ben prima che in patria.Armando Gallo, Genesis - I Know What I Like, D.I.Y. Books, 1979
Contenuto Looking for Someone L'album si apre con Looking for Someone, introdotto dalla voce di Peter Gabriel accompagnata dal solo organo.
Diversamente da altre canzoni dei Genesis incentrate su storie fantastiche, questo brano affronta temi molto più intimi e personali, come la solitudine e la sensazione di sentirsi smarriti. Il protagonista si descrive come perso in un sottovia («lost in a subway»); la sua ricerca di «qualcuno» non è sentimentale ma rappresenta il bisogno disperato di un aiuto o di una guida per uscire dal proprio isolamento.
Nato originariamente come un pezzo soul ideato da Gabriel, il brano fu poi rielaborato dal gruppo verso sonorità folk.Trespass (cofanetto Genesis 1970-1975), 2007, 24:15–24:38. In un'intervista del 2016, Anthony Phillips dichiarò che la traccia nacque unendo sezioni distinte e jam in studio, evolvendo dall'impronta pop-soul di partenza fino a diventare una complessa suite progressive.
Secondo Paul Stump, critico musicale e autore britannico noto soprattutto per una delle opere di riferimento sullo sviluppo del rock progressivo, all'interno della composizione è inoltre riconoscibile un richiamo al riff di I Am the Walrus dei Beatles.
Nell'ottobre del 1970, in concomitanza con l'uscita dell'album, Looking for Someone fu scelta come singolo apripista per la promozione del disco, con Visions of Angels inserita come Lato B.
White Mountain White Mountain è la seconda traccia dell'album . Scritta principalmente dal chitarrista Anthony Phillips, la canzone si ispira al romanzo Zanna Bianca (White Fang) di Jack London, avente per protagonista un branco di lupi.
Fang è un lupo che commette il peccato supremo di accedere al luogo sacro dove si trova la "Corona degli Dei" (simbolo del potere sovrano), tabù riservato esclusivamente al Re del branco, One-eye (il Guercio). Inseguito e messo al corrente della propria sorte, Fang affronta il vecchio re leader in un duello per la sopravvivenza e vi soccombe. L'alba vedrà la «montagna bianca tinta di rosso», mentre One-eye nasconde nuovamente il segreto e torna a regnare in pace tra i suoi simili.
Il brano racchiude l'idea guida dell'intera opera. Nel testo compare infatti in modo esplicito la radice del titolo dell'album Trespass:
Il verbo inglese to trespass (trasgredire, violare un confine o entrare indebitamente in un territorio proibito) definisce la mossa drammatica di Fang, trasformando il brano in una chiave di lettura concettuale dell'LP: ogni traccia del disco racconta infatti una forma diversa di "intrusione" o superamento di un limite (politico, interpersonale o sacrale).
Dal punto di vista musicale, il pezzo si distingue per l'intreccio di chitarre acustiche a dodici corde e per l'uso suggestivo del flauto traverso suonato da Peter Gabriel, che anticipa le atmosfere folk-prog tipiche del primo periodo del gruppo.
Visions of Angels Visions of Angels era stato composto e registrato già durante le sessioni del primo album, ma fu escluso perché il gruppo riteneva che il brano non fosse ancora sufficientemente sviluppato. La composizione nacque da un brano per pianoforte di Anthony Phillips, successivamente rielaborato con l'aggiunta di una nuova sezione centrale elaborata dall'intero gruppo, prima di essere inserito in Trespass.Mario Giammetti, The Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, pp. 63-64, ISBN 978-88-6231-126-7 Rispetto ad altri brani dell'album presenta una struttura più vicina alla forma canzone tradizionale, basata sull'alternanza tra strofe e ritornello, pur includendo sviluppi strumentali caratteristici del nuovo approccio musicale della formazione.Daryl Easlea, Genesis: The Complete Guide, Omnibus Press, 1992, pp. 32-33.Paul Hegarty e Martin Halliwell, Beyond and Before: Progressive Rock Since the 1960s, Continuum, 2011, p. 59.
Stagnation La composizione musicale di Stagnation fu sviluppata dall'intero gruppo, mentre il testo fu scritto da Peter Gabriel. Il brano riprende alcune sezioni di The Movement, una lunga composizione mai registrata dai Genesis e sviluppata durante la prima fase della loro carriera, dalla quale furono ricavate idee confluite anche in altri brani successivi.Mario Giammetti, The Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, p. 65, ISBN 978-88-6231-126-7 Caratterizzato dall'intreccio tra le chitarre a dodici corde di Phillips e Rutherford, e le parti di pianoforte, organo e Mellotron di Tony Banks, il brano rappresentò uno dei primi esempi dell'approccio compositivo più articolato che avrebbe caratterizzato il gruppo negli anni successivi.Daryl Easlea, Genesis: The Complete Guide, Omnibus Press, 1992, p. 33. Peter Gabriel lo descrisse come una "canzone-viaggio", per la struttura priva di una tradizionale alternanza strofa-ritornello e per la successione di diversi cambiamenti di atmosfera.Trespass (cofanetto Genesis 1970-1975), 2007.
Dusk Il brano, inizialmente intitolato Family, era già presente nel demo registrato dai Genesis ai Regent Studios nel 1969, prima di essere rielaborato e incluso in Trespass. La musica fu composta da Phillips e Rutherford, mentre la maggior parte del testo fu scritta da Phillips. Secondo Phillips, il nucleo del brano nacque dal lavoro svolto con Rutherford sulle rispettive chitarre acustiche a dodici corde, una soluzione destinata a caratterizzare il primo stile dei Genesis.
The Knife The Knife è uno dei brani più lunghi e rappresentativi di Trespass, caratterizzato da un'impostazione più aggressiva rispetto alle atmosfere prevalentemente acustiche del resto dell'album. La sezione principale del brano, basata sull'alternanza tra strofe e ritornello, fu composta da Gabriel e Banks, mentre il testo fu scritto sempre da Gabriel ma con Phillips; le restanti parti furono sviluppate dall'intera formazione dei Genesis.Mario Giammetti, The Musical Box - Le canzoni dei Genesis dalla A alla Z, Arcana, Roma 2010, p. 67, ISBN 978-88-6231-126-7
In origine il brano era intitolato The Nice, come omaggio all'omonimo gruppo britannico: la parte di organo di Banks richiamava infatti lo stile del tastierista Keith Emerson sul singolo America. L'influenza di The Nice contribuì alla scelta dei Genesis di sperimentare una composizione dal carattere più energico rispetto ai brani acustici della loro prima fase; Gabriel la descrisse in seguito come uno dei primi esempi della componente più oscura e intensa della musica del gruppo.
La versione pubblicata sull'album dura circa nove minuti, mentre in precedenti esibizioni dal vivo il brano poteva raggiungere durate maggiori.Chris Welch, Genesis: The Complete Guide, 2011, p. 30. Il testo, scritto da Gabriel come una parodia delle canzoni di protesta, affronta il tema della violenza e del rapporto tra potere e repressione. La sezione parlata in cui un gruppo di soldati spara contro una folla di manifestanti è stata interpretata come un possibile riferimento ai fatti della strage della Kent State University del 1970. The Knife rimase nel repertorio dal vivo dei Genesis anche dopo i successivi cambi di formazione e una versione abbreviata venne occasionalmente utilizzata come bis durante i concerti negli anni ottanta.
Copertina La copertina dell'album è opera dell'artista Paul Whitehead, cui il gruppo commissionerà la grafica di altri due album dopo questo. L'immagine è in realtà il ricalco di un disegno a china realizzato nel 1911 dall'illustratore e scenografo ungherese Willy Pogany (1882-1955) per il libretto del Tannhäuser di Richard Wagner; dalla medesima fonte proviene anche il capolettera gotico del titolo Trespass (che con Tannhäuser ha in comune appunto l'iniziale «T»).
Il cantante dei Genesis Peter Gabriel rivendica a sé l'idea che il disegno di copertina appaia sfregiato da un coltello,Interviste ai Genesis per il cofanetto CD/DVD Genesis 1970-1975 allusione al brano The Knife ma anche metafora della compresenza nella musica del gruppo di temi pastorali (espressi nello stile del disegno stesso) e altri più aggressivi, nonché più in generale del contrasto fra eleganza vittoriana e violenza repressa, tipico secondo Gabriel del subconscio inglese; questo tema ricorrerà anche in lavori successivi dei Genesis, come Nursery Cryme e Selling England by the Pound. La composizione grafica finale consiste nel disegno originale di Whitehead fotografato nuovamente per includervi appunto, sul retro, un vero coltello conficcato.
Tracce Testi e musiche di Tony Banks, Peter Gabriel, Anthony Phillips e Mike Rutherford. Lato A
Lato B
Crediti Formazione Peter Gabriel – voce solista, flauto, fisarmonica, tamburello, grancassa Anthony Phillips – Chitarra a dodici corde, chitarra elettrica, dulcimer martellato, cori Tony Banks – organo, pianoforte, Mellotron, chitarra, cori Mike Rutherford – chitarra acustica a 12 corde, basso elettrico, chitarra classica, violoncello, cori John Mayhew – batteria, percussioni, cori
Personale tecnico John Anthony – produzione Robin Geoffrey Cable – ingegneria del suono Paul Whitehead (Cleen Mashine Studio) – grafica e copertina
Accoglienza e classifiche