Il Ministero delle partecipazioni statali (sigla PPSS) fu l'organo del Governo italiano addetto alla supervisione e gestione delle partecipazioni statali nell'economia italiana.

Storia Fu istituito nel 1956 con la Legge 1589 per la gestione di enti e società per azioni a partecipazione statale, con l'obiettivo di creare occupazione, rilanciare zone depresse ed intervenire nei settori trascurati dall'industria privata, .

Vigilava e coordinava le attività di IRI, Eni, EGAM, EAGC - Ente Autonomo di Gestione per il Cinema, EAGAT, EFIM, EAMO - Ente Autonomo Mostra d'Oltremare, emanando direttive sulla base degli indirizzi generali ricevuti da due comitati interministeriali, il Comitato interministeriale per la politica industriale ed il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Queste dispersioni nella catena di comando frammentavano il potere decisionale e assoggettavano le compagnie statali ad interferenze politiche che minano le scelte aziendali e, di conseguenza, anche conti e bilanciLe amministrazioni pubbliche verso logiche di governo partecipato, Fabio Donato, Giuffrè (teoria degli oneri impropri): peraltro il Ministero non avrebbe potuto esercitare la sua autorità sulle singole partecipate, dovendosi prima dovuto raccordarsi con l'ente di gestione prepostoStoria dell'Iri - Vol. 2, Franco Amatori, Laterza. Nel 1977 si frappone un ulteriore soggetto, la Commissione parlamentare di controllo delle partecipazioni stataliSaggi di storia dell'economia finanziaria, Domenicantonio Fausto, FrancoAngeli.

Contestualmente alla nascita del Ministero, le aziende IRI ed ENI uscirono da Confindustria, come richiesto da sindacati e movimenti di sinistra già dal 1947, dando vita ad Intersind per IRI e Asap per ENI.

Le società dichiarate di interesse pubblico come Enel, Ferrovie dello Stato, Azienda autonoma delle Poste e delle Telecomunicazioni e ANAS rimasero in carico al Ministero delle finanze.

Tra il 1969 ed il 1980 stanziò miliardi di lire per lo sviluppo industriale del MezzogiornoLa strategia euro-mediterranea, Dino Nicolia, FrancoAngeli.

In seguito alla crescente attenzione della Comunità europea nei confronti degli aiuti di Stato e alle perdite accumulate da EFIM e IRI, nel 1992 viene svuotato delle sue competenze, assegnate al Ministero del tesoro insieme ai pacchetti azionari IRI ed ENI. Fu quindi soppresso, con referendum abrogativo, nel 1993. All'epoca, l'IRI era il settimo conglomerato al mondo per dimensioni, con un fatturato di circa 67 miliardi di dollariL'eterno ritorno dell'Iri, Osservatorio Globalizzazione, 8 gennaio 2020.

La sua sede era a Roma, in via Sallustiana, al numero civico 53, in un palazzo affittato dall'INA, poi utilizzato dal Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione del Ministero dello sviluppo economico.

Venne soppresso con legge n. 202 del giugno 1993 da parte del Governo Ciampi.

Fonti

Note

Voci correlate Ministri delle partecipazioni statali della Repubblica Italiana Ministeri del governo italiano soppressi o accorpati

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