Harley Quinn, il cui vero nome è Harleen Frances Quinzel, è un personaggio dei fumetti statunitensi creato da Paul Dini (testi) e Bruce Timm (disegni), pubblicato dalla DC Comics. La sua prima apparizione avviene nella serie del DC Animated Universe (DCAU) Batman, dopodiché è stata introdotta nei fumetti in Batman: Harley Quinn (Vol. 1) n. 1 (ottobre 1999).

Stravagante supercriminale avversaria di Batman, Harley Quinn è stata originariamente introdotta come fidanzata e spalla del Joker, sebbene col tempo se ne sia allontanata ed abbia avuto una brillante carriera autonoma da entrambi i lati della legge. Raffigurata come un'ex-psichiatra all'Arkham Asylum assegnata al Joker, è stata manipolata da quest'ultimo innamorandosi di lui, adottando un'identità in costume, diventando sua complice ed aiutandolo a fuggire e seminare il caos a Gotham City. La relazione tossica tra Harley e il Joker, caratterizzata come passionale quanto abusante e contraddistinta da una forte codipendenza, è altalenante e l'ha vista fare puntualmente ritorno da lui nonostante i maltrattamenti e la follia, fino ad emanciparsi definitivamente dal criminale, anche grazie al sostegno della migliore amica ed interesse romantico Poison Ivy, evolvendosi, nel corso della sua vita editoriale, in una sorta di instabile antieroina sui generis ed entrando infine a far parte ufficialmente della cerchia degli alleati di Batman. Imprevedibile, dotata di eccezionali competenze ginniche e marziali, capacità fisiche potenziate e armi clownesche, tra cui un distintivo mazzuolo sovradimensionato, Harley Quinn ha fatto parte di gruppi come la Società segreta dei supercriminali, i Segreti Sei, le Gotham City Sirens, la Squadra Suicida, le Birds of Prey e la Justice League.

Harley Quinn è uno dei personaggi più popolari e di maggior successo commerciale della DC Comics, apparendo in numerose testate a fumetti e ricevendo svariate trasposizioni mediatiche nonché prodotti di merchandising, tanto che l'editore della casa editrice, Jim Lee, l'ha definita il quarto pilastro dell'Universo DC, dopo Superman, Batman e Wonder Woman.

Nel 2009 è stata inserita al 45º posto nella classifica dei 100 più grandi cattivi nella storia dei fumetti stilata da IGN, mentre Comics Buyer's Guide l'ha collocata al 16° posto della sua classifica delle 100 donne più sexy dei fumetti.

Il nome del personaggio è un gioco di parole sulla maschera della commedia dell'arte Arlecchino.

Storia editoriale Il personaggio di Harley Quinn è stato creato appositamente per la serie DCAU Batman da Paul Dini col character design di Bruce Timm, esordendo l'11 settembre 1992 nel quinto episodio della prima stagione, Un piccolo favore, scritto da Dini e diretto da Boyd Kirkland. Introdotta, assieme ad altri scagnozzi del Joker, per fare da linea comica e smorzare i toni cupi della storia, originariamente avrebbe dovuto apparire in forma di cameo in un solo episodio. Dini, intenzionato ad inserire un personaggio femminile nella scena in cui il Joker esce da una torta poiché convinto fosse troppo strano lo facesse lui stesso, è stato poi convinto a mantenere la scena invariata, pur inserendo comunque una spalla femminile per avere una figura che enfatizzasse quanto il Joker fosse divertente, spaventoso ed egocentrico. Traendo ispirazione dalla dinamica tipica degli avversari della serie televisiva di Batman degli anni '60, Dini decide che la "nuova scagnozza" avrebbe dovuto essere una «buffa controparte del Joker per poter creare un po' di dinamica alla Punch e Judy tra i due» descrivendo che «[...] poteva fare una battuta e gli scagnozzi avrebbero riso, e il Joker l'avrebbe guardata in modo minaccioso». La principale ispirazione per la sua creazione è stata tuttavia un episodio del 1991 de Il tempo della nostra vita in cui l'attrice Arleen Sorkin, amica di Dini sin dai tempi del college, compare in una sequenza onirica vestita da giullare. Il carattere ed i manierismi da "bionda frizzante, spiritosa e spumeggiante" di Sorkin sono quindi stati incorporati al personaggio portando Dini a chiedere che fosse lei stessa a doppiarla marcando il suo accento newyorkese con delle inflessioni yiddish poiché desideroso che, esattamente come Sorkin, fosse ebrea.

Dini ha descritto la voce usata da Sorkin per il personaggio come «una bionda sfacciata che è anche una ribelle [...] un po' di Adelaide di Guys and Dolls, un po' di Judy Holliday e molto di Arleen», sostenendo sia molto vicina al modo di parlare usato dall'amica nel quotidiano. L'autore ha inoltre valutato diversi nomi, tra cui "Columbine", scegliendo infine di chiamarla "Harley Quinn" sia per mantenersi in linea con la tradizione che vuole gli avversari di Batman avere identità civili che richiamino ai loro alter ego, che poiché convinto sia "un bel nome per una ragazza" e per fare un gioco di parole con la maschera della commedia dell'arte Arlecchino.

Il primo schizzo ad opera di Dini, Harley appare come "una pazza in minigonna" ispirata alle fattezze di Barbara Eden e di comiche degli anni '40 come Betty Hutton, Gloria Grahame e Claudette Colbert, ma Timm l'ha poi ridisegnata come una versione "semplificata" e in chiave supercriminale del tradizionale costume di Arlecchino, con copricapo da giullare, colletto a balze, maschera domino e motivo a rombi posizionati strategicamente per facilitare l'animazione, oltre a trarre spunto dal personaggio Golden Age di Daredevil per lo schema alterno dei colori rosso e nero sulla tuta.

Dopo aver visto Harley Quinn in un montaggio preliminare dell'episodio, Dini ha suggerito di farla ricomparire in altri sebbene Timm e Alan Burnett fossero restii all'idea, reputando che introdurre una "fidanzata del Joker" lo avrebbe reso troppo "umano" e "comico"; il personaggio è tuttavia poi ricomparso in I pesci che ridono (10 gennaio 1993) e L'ho quasi ucciso (10 novembre 1992) sebbene, per data di trasmissione, quest'ultimo episodio sia uscito prima del precedente. Divenuta uno dei personaggi più popolari presso gli spettatori, Harley è stata protagonista di diversi episodi interamente dedicati a lei, portando Dini a dichiarare: «alla fine, tutti i registi volevano realizzare un episodio su Harley Quinn, così il personaggio iniziò ad apparire in storie senza il Joker. Nel corso degli anni si è alleata con la sua migliore amica Poison Ivy per occasionali scorribande per Gotham e ha persino dato del filo da torcere a Batman da sola. Ora consideriamo Harley la carta vincente della nostra serie, capace di comparire in qualsiasi momento per tormentare i nostri eroi con le sue folli trovate». Il personaggio è poi comparso in chiave ricorrente in tutte le principali serie del DC Animated Universe (DCAU) Batman - Cavaliere della notte, Superman, Static Shock e Justice League, oltre che nel film direct-to-video Batman of the Future - Il ritorno del Joker e in diversi albi del tie-in a fumetti Le avventure di Batman.

Data la popolarità ottenuta, Harley Quinn è stata introdotta nei fumetti, inizialmente nei tie-in DCAU e poi con lo one-shot Batman: Amore folle (febbraio 1994), sempre ad opera di Dini e Timm, che ne approfondiscono le origini e il rapporto col Joker. La storia, elogiata da pubblico e critica, è ritenuta una delle più belle storie mai scritte sul personaggio, raffigurata come una figura tragica e compassionevole. Nel descrivere la genesi dell'opera Dini ha dichiarato: «Bruce ed io [...] stavamo parlando di cosa succederebbe se ci fosse una sorpresa riguardo alle sue origini. E se non fosse solo una scagnozza? Ci è venuta l'idea che fosse stata una dottoressa all'Arkham Asylum e che il Joker le fosse entrato in testa trasformandola in una sua seguace... poi abbiamo pensato: e se Harley fosse nel ruolo della fidanzata che sopporta tutto?»

Dopo essere apparsa nell'Elseworld Thrillkiller '62 (febbraio 1998), Harley esordisce ufficialmente nella continuity principale con lo one-shot Batman: Harley Quinn, scritto da Dini, illustrato da Yvel Guichet e pubblicato a ottobre 1999, nel corso dell'arco narrativo Terra di nessuno, a sette anni dal suo debutto animato. Karl Kesel viene poi incaricato di scrivere una testata regolare dedicata al personaggio assieme a Terry Dodson, dichiarando: «[La serie] è un incarico interessante perché la protagonista è a) pazza e b) una criminale, ed entrambe queste caratteristiche sono essenziali per il personaggio, quindi non vogliamo sbarazzarci di nessuna delle due. [...] Abbiamo definito una direzione per il fumetto che [...] stabilirà le motivazioni e gli obiettivi di Harley. A seconda della trama, a volte sarà dalla parte degli angeli, altre volte dalla parte dei demoni e dei diavoli. Come la maggior parte dei grandi personaggi criminali, non le interessa la legge. Ciò che le interessa è qualcosa di completamente diverso. Cosa sia, verrà rivelato nel corso dei primi sei numeri». A casa delle scarse vendite, i due autori lasciano la serie dopo il numero 25 (dicembre 2002), venendo sostituiti da A.J. Lieberman, Mike Huddleston e Troy Nixey, che la portano avanti fino al numero 38 (gennaio 2004) prima della cancellazione.

Dopo qualche anno di apparizioni minori, Harley Quinn torna a ricoprire un ruolo da co-protagonista nella serie Gotham City Sirens, scritta da Dini, illustrata prevalentemente da Guillem March ed incentrata su un instabile gruppo composto da Harley, Catwoman e Poison Ivy, che tuttavia viene cancellata ad agosto 2011, dopo 26 numeri, a causa del rilancio di The New 52.

Nel settembre 2011 Harley Quinn viene reintrodotta sulle pagine del quarto volume di Suicide Squad ad opera di Adam Glass che ha spiegato la decisione dichiarando: «quello che stiamo cercando di mostrare, e che secondo me non viene sfruttato abbastanza con Harley, è che si tratta di una donna che era una dottoressa molto intelligente e molto manipolatrice. Stiamo cercando di enfatizzare questa sua caratteristica. È pazza, ma c'è qualcosa dietro la sua follia. Nel nuovo Universo DC forse non tutti finiscono all'Arkham Asylum. Alcuni potrebbero dover scontare una pena severa ed essere trasferiti a Belle Reve, e la sua presenza qui non significa che non sia già stata o non finirà ad Arkham. In sostanza, avevamo bisogno di una "cattiva ragazza", e la miglior "cattiva ragazza" dell'Universo DC è Harley Quinn». Tale iterazione del personaggio, dipinta come molto più violenta e sociopatica, è mostrata in chiave autonoma ed a sé stante rispetto al Joker. La serie, terminata ad aprile 2014 con la chiusura dell'arco narrativo Forever Evil viene seguita da una seconda serie regolare omonima sul personaggio, ad opera dei Jimmy Palmiotti e Amanda Conner, che spostano le avventure del personaggio a Brooklyn, affiancandole un cast di supporto di vari "fenomeni da baraccone". I due, ritenuti gli autori più influenti ad aver lavorato sul personaggio dai tempi di Dini e Timm, reinventano Harley come un'antieroina che si è lasciata alle spalle la relazione tossica col Joker, ripristinandone il carattere spensierato, cartoonesco ed umoristico. La serie, contraddistinta dalla frequente rottura della quarta parete, dalla canonizzazione della relazione saffica tra la protagonista e Poison Ivy e dal confronto tra Harley e il Joker ha ricevuto un'accoglienza estremamente positiva, diventando una delle serie più vendute della DC Comics, ispirando vari spin-off e venendo conclusa solo a causa del rilancio editoriale di Rinascita.

Il personaggio viene in seguito reintrodotto sul primo numero di Suicide Squad: Rebirth (ottobre 2016) per richiamare la trasposizione cinematografica dello stesso anno, per poi continuare a comparire nella serie, scritta da Rob Williams, fino alla sua cancellazione nel gennaio 2019. Contemporaneamente è protagonista di un terzo volume omonimo, diretto prosieguo della gestione Conner-Palmiotti, che continuano a sceneggiarla fino al dicembre 2017 venendo sostituiti prima da Frank Tieri e poi da Sam Humphries, concludendosi ad agosto 2020.