La Fraternità sacerdotale San Pio X (, FSSPX) è una società di vita apostolica cattolica tradizionalista fondata da monsignor Marcel Lefebvre nel 1970. La società subì una scomunica a seguito delle consacrazioni episcopali di Ecône del 1988 avvenute senza mandato pontificio, poi revocata da Papa Benedetto XVI nel 2009. A partire dalla remissione delle scomuniche, la società ha operato in uno status canonico controverso fino alle consacrazioni episcopali di Ecône del 2026, svoltesi di nuovo in assenza di un mandato pontificio e, per questo, causa di una seconda scomunica da parte della Santa Sede.

La Società conta 6 vescovi, oltre 700 sacerdoti, circa 300 seminaristi e oltre 400 tra frati e suore. Il numero dei fedeli che frequentano le funzioni della Fraternità è stimato tra i 200.000 e gli oltre un milione sparsi in 77 paesi del mondo.

I suoi membri sono chiamati comunemente lefebvriani (o, con forma anche graficamente adattata all'italiano, lefevrianiCfr. la voce lefevriano nel Dizionario d'ortografia e di pronunzia: http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=44151&r=467733 .), dal cognome del fondatore della comunità. È composta da sacerdoti, frati, suore ed è diretta da un superiore generale, aiutato da due assistenti e da un economo generale.

In data 1º novembre 1970 monsignor François Charrière, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, firmò il decreto di fondazione della "Fraternità Sacerdotale Internazionale San Pio X", eresse nella diocesi di Friburgo la Fraternità San Pio X e ne approvò e confermò gli statuti per un periodo di sei anni "ad experimentum", periodo che avrebbe potuto essere tacitamente rinnovato, prima dell'erezione definitiva.

La congregazione, costituita in opposizione al Concilio Vaticano II e alle riforme che ne sono seguite, raggruppa molti dei continuatori della Chiesa preconciliare: gli aderenti desiderano conservare la messa tridentina e si oppongono all'ecumenismo e al dialogo interreligioso.

Dopo le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, avvenute il 30 giugno 1988 e presiedute da Lefebvre, tutti coloro i quali aderirono formalmente alla Fraternità incorsero ipso facto nella scomunica latae sententiae, per scisma, secondo quanto decretò papa Giovanni Paolo II con il motu proprio Ecclesia Dei.

Dopo la morte di Lefebvre fu a lungo guidata dall'episcopo svizzero Bernard Fellay, uno dei quattro sacerdoti ordinati vescovi da Lefebvre senza mandato pontificio nel 1988, al quale il 21 gennaio 2009 fu revocata la scomunica. L'11 luglio 2018, durante il IV Capitolo generale della Fraternità, venne nominato nuovo superiore il presbitero italiano Davide Pagliarani.

A seguito della consacrazione episcopale senza mandato pontificio di quattro vescovi, avvenuta il 1º luglio 2026 e presieduta dal vescovo Alfonso de Galarreta, co-consacrante il vescovo Bernard Fellay, i vescovi consacranti e i neo-consacrati sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae. Il giorno successivo, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha decretato che i ministri sacri della Fraternità amministrano illecitamente tutti i sacramenti e che il sacramento del matrimonio e della penitenza sono considerati invalidi dalla Chiesa.

Storia L'origine della Fraternità

Nel 1968 alcuni seminaristi, scontenti dell'insegnamento ricevuto nei seminari francesi, si rivolsero a monsignor Marcel Lefebvre per domandargli dove avrebbero potuto ricevere una formazione sacerdotale alternativa, ritenuta più autentica. Un primo tentativo fu fatto nel Seminario francese di Roma, che dipendeva dai Padri del Santo Spirito. Poco dopo si orientarono verso l'Università di Friburgo e, il 6 giugno 1969, monsignor François Charrière, vescovo di Friburgo, diede la sua autorizzazione e il suo incoraggiamento per l'apertura nella città, sua sede vescovile, di un "Convitto internazionale di San Pio X", sotto la direzione di monsignor Marcel Lefebvre.

Di fronte all'aumento delle domande di ammissione, monsignor Lefebvre acquistò una seconda casa a Ecône, nel Vallese. Questa, all'inizio, non doveva ospitare che seminaristi del primo anno, detto "di spiritualità", che avessero fatto i loro studi a Friburgo, ma quando ritenne che l'Università di Friburgo non assicurasse più un insegnamento conforme alla tradizione cattolica, monsignor Marcel Lefebvre si decise a fare di Ecône la propria casa di formazione, e il 6 giugno 1971 benedisse la prima pietra dei nuovi edifici del seminario internazionale San Pio X, composti di tre ali, per ospitare circa 140 fra professori e seminaristi, le sale di studio e di comunità.

Lefebvre, con l'accordo e l'approvazione del vescovo Charrière, insieme al seminario a Ecône in Svizzera, accolse giovani seminaristi cattolici di diverse nazioni.

Parlando della sua "opera di Chiesa", Lefebvre disse: "Non è nata con un obiettivo di contestazione o di opposizione, niente affatto. Essa è nata come nascono le opere di Chiesa, cioè per una necessità che si è presentata di vigilare sulla buona formazione del sacerdote".Tissier de Mallerais, Mons. Marcel Lefebvre - Una vita, Tabula Fati 2005, pp. 467 ss.

Nel 1971 la Fraternità sacerdotale San Pio X venne approvata dalla Santa Sede con lettera gratulatoria del cardinale Wright, prefetto della congregazione per il clero. Lefebvre annunziò allora che i sacerdoti della FSSPX avrebbero continuato a celebrare la messa secondo il rito di san Pio V. Suo primo rettore fu Jacques Masson, che successivamente rientrò nella Chiesa di Roma lasciando il seminario e facendo atto di sottomissione al papa.

Intorno a Ecône sono gravitate fazioni della destra francese, che non lesinavano al seminario il loro sostegno finanziario. Sul piano locale godeva dell'appoggio di personalità vallesane del partito democristiano, in particolare l'ex presidente della Confederazione Svizzera, Roger Bonvin. Punto di aggregazione fu il movimento Pro FideAA.VV. Il cristianesimo, Rizzoli Editore, Milano, 1978, pp. 98-99.

Nella Fraternità cercarono rifugio cattolici disorientati dalla rottura con la tradizione che aveva caratterizzato, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, alcuni settori della Chiesa e dell'episcopato (in particolare in Francia e in altri Paesi del Nord Europa), con nuove interpretazioni nella dottrina e nella liturgia, nonché numerosi abbandoni di sacerdoti, o da una nuova politica sociale della Chiesa, interpretata dai tradizionalisti come commistione con ambienti e dottrine marxiste.

Primi dissidi

Fra Roma ed Ecône, i toni cominciarono a inasprirsi negli anni settanta, quando l'arcivescovo Lefebvre decise di ordinare dei preti formati esclusivamente nel seminario di Ecône senza l'accordo dell'autorità diocesana.

L'impronta decisamente conservatrice e soprattutto la crescente opposizione agli orientamenti del Concilio provocarono il ritiro del riconoscimento canonico e l'ordine di chiusura del seminario internazionale San Pio X di Ecône (1975). Dopo il rifiuto da parte di Lefebvre di accettare questa disposizione, intervenne lo stesso papa Paolo VI con lettere personali, ma Lefebvre rispose inasprendo la polemica contro la curia romana e disattese la proibizione di ordinare nuovi sacerdoti e di aprire nuove case. Nel 1976 Marcel Lefebvre fu sospeso a divinis e la fraternità sacerdotale San Pio X entrò così in stato di disubbidienza. Gli ammonimenti romani e la sospensione non impedirono alla fraternità di Ecône di trovare seguaci in diversi paesi.

Ecône contava nel 1976 circa 140 seminaristi. Molti che avevano già ricevuto gli ordini nel 1975, si trovarono di fronte alle prime difficoltà: per esercitare il sacerdozio in una parrocchia, ogni sacerdote deve essere incardinato, cioè deve essere accettato da un vescovo nella sua diocesi e le gerarchie nazionali impediscono ai presbiteri ordinati a Ecône di esercitare qualsiasi attività pastorale ufficiale.

Nel febbraio 1977 sacerdoti appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X occuparono a Parigi la chiesa di Saint-Nicolas-du-ChardonnetBernard Lecomte, "Giovanni Paolo II La biografia", Milano 2004, pag. 483.

L'inizio del pontificato di Giovanni Paolo II

La pubblicazione di Rapporto sulla fede del cardinale Ratzinger apparve a molti come un elemento nuovo nel caso Lefebvre: si intravedevano in questo libro importanti affinità con certe tesi di Lefebvre. Ma subito dopo il sinodo straordinario, gli eventi precipitarono. Le due iniziative ecumeniche del papa che rappresentavano la ricerca della fratellanza fra le religioni delineata nel concilio Vaticano II, la visita alla sinagoga di Roma e la giornata di preghiera in comune con i rappresentanti delle grandi religioni ad Assisi provocarono vivacissime critiche da parte dei seguaci di Lefebvre e gettarono benzina sul fuocoGuasco Maurilio - Guerriero Elio - Traniello Francesco "La Chiesa del Vaticano II (1958-1978)" Cinisello Balsamo (Milano) 1994 parte seconda pag. 680.

Nel 1981 Antônio de Castro Mayer, vicino alle posizioni di Lefebvre, rassegnò le proprie dimissioni da vescovo di Campos in Brasile, e diresse l'unione sacerdotale San Giovanni Maria Vianney.

Nel 1983 a Lefebvre succedette nella carica di Superiore Generale della FSSPX Franz Schmidberger.

La rottura definitiva tra Roma ed Ecône

Dal 1987, la Santa Sede aveva intrapreso tentativi di conciliazione, culminati nel maggio 1988 in un'intesa che implicava comunque per Lefebvre il divieto di consacrare nuovi vescovi. La rottura totale maturò negli ultimi giorni di maggio, dopo l'opposizione del papa a nuove concessioni richieste da Ecône, che il cardinal Ratzinger sarebbe invece stato propenso a esaminare favorevolmente (udienza del cardinal Ratzinger del 27 maggio 1988)Guasco Maurilio - Guerriero Elio - Traniello Francesco La Chiesa del Vaticano II (1958-1978), Cinisello Balsamo (Milano), 1994, parte seconda, p. 681. Il 30 giugno dello stesso anno, Lefebvre contravveniva al divieto ricevuto consacrando quattro vescovi a Ecône (Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta): ciò ebbe come esito la scomunica ufficiale del Vaticano e la pubblicazione del motu proprio Ecclesia Dei. Aveva partecipato alla cerimonia con Lefebvre, come co-consacrante imponendo le mani e recitando la preghiera consacratoria nell'ordinazione, il vescovo brasiliano Antônio de Castro Mayer che portò con sé l'intera diocesi di Campos. Il problema non è la validità di queste ordinazioni, ma la sua liceità: si tratta cioè di ordinazioni valide, ma illecite.Su YouTube è possibile vedere il video della cerimonia di consacrazione dei vescovi