La ferrovia Torre Annunziata–Castellammare di Stabia–Gragnano è una linea ferroviaria della Campania, che corre interamente nella città metropolitana di Napoli per una lunghezza di circa 10 chilometri e attraversa tre comuni: Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Gragnano.

La linea, classificata da RFI come complementare, ha una rilevante importanza storica per i trasporti ferroviari italiani: infatti è stata la prima linea ad essere progettata in Italia, e il suo tratto Torre Annunziata–Castellammare di Stabia è stato il quarto ad essere attivato (come prolungamento della ferrovia Napoli-Portici).

La tratta terminale Castellammare di Stabia-Gragnano è ufficialmente sospesa dal 2010 e da allora risulta priva di traffico.

Storia Le origini Nel 1836, la società francese Bayard, propose al re del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone, il progetto di una strada ferrata che collegasse Napoli con Nocera Inferiore, con un deviazione a Torre Annunziata per Castellammare di Stabia: la linea attraversava tutto il golfo di Napoli correndo lungo la costa fino a Torre Annunziata, per poi proseguire lungo la piana del Sarno fino a Nocera Inferiore, mentre la deviazione per la città stabiese continuava a seguire la linea costiera. Il re, entusiasta del progetto, diede l'approvazione per l'inizio dei lavori, che iniziarono nel 1838: il 3 ottobre 1839 venne inaugurata la prima tratta ferroviaria italiana, ossia la Napoli - Portici, a trazione a vapore e doppio binario. I lavori proseguirono ed il primo maggio del 1841 la ferrovia raggiunge Torre del Greco ed un anno dopo il 2 agosto 1842 viene raggiunta Torre Annunziata e Castellammare di Stabia: sarà questo il primo tratto della ferrovia Torre Annunziata–Gragnano. L'evento è una vera e propria festa con la presenza di tutte le massime autorità e del re stesso con le stazioni addobbate con festoni e corone di fiori. La linea si presenta di una lunghezza di circa 6 chilometri, a doppio binario e a trazione a vapore. La stazione di Torre Annunziata Centrale viene costruita nella zona sud della città, mentre quella di Castellammare di Stabia è posta alla periferia nord della città, nel rione Spiaggia. Nel corso del 1863 la ferrovia venne acquisita, assieme alla Napoli–Salerno, dalla Società Italiana per le Strade Ferrate MeridionaliSocietà Italiana per le Strade Ferrate Meridionali: Relazione del Consiglio di Amministrazione del 27 aprile 1863. Torino-1863, che ne mantenne la proprietà fino al riscatto dello stato. Nel frattempo lungo la ferrovia iniziano a sorgere numerose piccole industrie, invogliate dal fatto che possono ricevere più velocemente materie prime e allo stesso tempo avere un mezzo rapido per il trasporto dei prodotti una volta terminati: proprio basandosi su questa tesi, nel 1884 la nascente fabbrica di conserve Cirio si raccorda poco dopo lo scalo stabiese con la ferrovia. Lo sviluppo industriale interessa anche la vicina cittadina di Gragnano che con i suoi numerosi pastifici diventa la capitale mondiale della pasta: per velocizzare sia l'importazione di grano sia l'esportazione della pasta la società delle Meridionali decide di prolungare la ferrovia dalla stazione di Castellammare di Stabia verso Gragnano passando per la piana dove sorgono i numerosi pastifici: il 4 maggio 1885 viene inaugurata la nuova tratta ferroviaria di 5 chilometri, a binario unico e trazione a vapore, caratterizzata da una pendenza del 25 per mille.

Dalla fine dell'Ottocento alla Seconda Guerra Mondiale

La ferrovia porta ad un incremento notevole dei traffici sia per movimento passeggeri che soprattutto per trasporto merci: Castellammare di Stabia e Torre Annunziata diventano un crocevia fondamentale per il trasbordo sul treno sia dalle merci che provengono via terra dalla Calabria e dalla Puglia, sia per quelle che provengono dal mare. Per facilitare lo scambio tra il treno e le navi il 15 aprile 1886 vengono aperti due raccordi con le aree portuali di Torre Annunziata e di Castellammare di Stabia, entrambi a binario singolo: il primo si stacca dalla stazione di Torre Annunziata Centrale e dopo un percorso di circa 2 chilometri termina nella stazione di Torre Annunziata Marittima, posta nei pressi del porto e della stazione di Torre Annunziata Città sulla linea Napoli - Salerno, mentre il secondo si stacca dalla ferrovia poco prima di giungere nella stazione di Castellammare di Stabia e dopo un percorso di circa 3 chilometri, che attraversa buona parte della città nei pressi del lungomare, giunge al porto dove si trova la stazione di Castellammare di Stabia Marittima. Questo raccordo inoltre prosegue per trecento metri fino a raggiungere i cantieri navali: attualmente quello della città stabiese è l'unico utilizzato. Nel 1906 viene inaugurata la linea tranviaria che dalla stazione di Castellammare di Stabia giungeva fino a Sorrento attraversando buona parte della penisola sorrentina: il tram non fa altro che aumentare il traffico passeggeri della linea. In questo momento la ferrovia ha un bacino di utenza che ricopre non solo le tre città attraversate ma anche numerosi paesi vicino come quelli della penisola sorrentina, dei Monti Lattari come Lettere, Casola di Napoli, Agerola e Pimonte, nonché Sant'Antonio Abate. La Prima guerra mondiale non arreca danni alla linea e per tutto il periodo del fascismo non avvengono eventi di rilievo, eccezion fatta per l'elettrificazione dell'intera linea, l'inaugurazione, nel 1934, della linea della Circumvesuviana da Torre Annunziata fino a Castellammare di Stabia e l'utilizzo, sempre nello stesso anno, del raccordo per Castellammare Marittima come servizio urbano. Nel 1940 viene aperta la nuova fermata di Castellammare Industriale.

Dalla Seconda guerra mondiale agli anni '80

La Seconda guerra mondiale arreca pochissimi danni alla linea ed in breve riprendere il regolare servizio. Il 6 gennaio 1948 la Circumvesuviana prolunga la ferrovia da Castellammare di Stabia a Sorrento e lo stesso giorno viene chiusa la linea tranviaria sostituita dal più veloce e comodo treno: la stazione di Castellammare di Stabia perde il ruolo di collegamento con la penisola sorrentina e con esso una buona fetta di utenza. Il miracolo economico italiano degli anni sessanta investe la zona torrese-stabiese tanto da diventare uno dei luoghi più industrializzati d'Italia: cantieri metallurgici, industrie farmaceutiche, cartiere, pastifici a cui si aggiungevano quelli di Gragnano, si sviluppano tutti lungo la linea di costa e quindi lungo la ferrovia e da questo ne scaturisce un gran numero di raccordi industriali: in questo periodo sia i treni passeggeri, le cui destinazioni era diverse, da Napoli a Caserta, Salerno e Benevento, che quelli merci viaggiano 24 ore su 24. Per far fronte al cospicuo numero di operai che raggiungono le fabbriche, verso la fine degli anni '60, nei pressi dei cantieri metallurgici viene aperta una nuova fermata chiamata Castellammare Cantieri. Accanto allo sviluppo economico - industriale procede di pari passo il boom edilizio: le stazioni di Torre Annunziata Centrale e di Castellammare di Stabia, una volta poste all'estrema periferia si ritrovano ora ad essere al centro della città, così come lungo la tratta per Gragnano sorgono numerosi complessi abitativi: per venire incontro alle esigenze di queste persone viene creata una nuova fermata, presso la zona del Parco Imperiale, denominata Madonna delle Grazie, mentre, negli anni '70, viene chiusa la fermata di Castellammare Industriale.

Dagli anni '80 al 2000

A metà anni ottanta una grave crisi industriale colpisce la zona: le numerose industrie così come i pastifici di Gragnano vanno in fallimento e sono costrette a chiudere mentre le poche che riescono a salvarsi preferiscono affidarsi al trasporto su gomma per le loro merci, mezzo più rapido ed economico: segue un calo drastico del servizio merci e con esso la chiusura di quasi tutti i raccordi. Accanto a questo la concorrenza della Circumvesuviana che ha treni per Napoli con cadenza di ogni 30 minuti e la fortuna di passare nel centro sia di Castellammare di Stabia che di Torre Annunziata, toglie parecchi utenti alla linea FS, la quale viene inserita nella lista dei cosiddetti rami secchi ossia quelle tratte ferroviarie che hanno una così bassa percentuale d'utenza da rendere inutile il servizio ferroviario. Inoltre da Gragnano il trasporto mediante autobus viene di gran lunga preferito a quello in treno in quanto quest'ultimo impiega tempi maggiori per giungere a Napoli, dovendo cambiare anche senso di marcia nella stazione di Castellammare di Stabia. I traffici verso i porti diminuiscono ed in poco tempo viene chiuso il raccordo per Torre Annunziata Marittima, mentre quello stabiese resta in vita solo per servire i cantieri navali di legno e ferro, anche se la stazione marittima era stata già soppressa diversi anni prima dopo la chiusura dei magazzini generali. A fine anni ottanta viene aperte la nuova fermata di Rovigliano, a servizio dell'omonima frazione torrese, che negli anni aveva avuto un buon incremento di abitanti. Ad inizio anni novanta la fermata di Castellammare Cantieri viene chiusa al traffico per il ridotto numero di viaggiatori: lo scalo infatti, dopo la crisi industriale perse la sua funzione di servire gli operai ed inoltre si trovava distante da centri abitati. Con la diminuzione del traffico passeggeri inizia anche a diminuire il numero di treni: si passa da una dozzina di coppie di treni al giorno per Napoli di fine anni settanta a due coppie del 1994, mentre i servizi tra Torre Annunziata a Gragnano scendono da una trentina di coppie a 27 coppie nei giorni feriali e 14 in quelli festivi. Cambia inoltre anche il servizio tra Castellammare di Stabia e Gragnano che diventa a spola rendendo inutile il presenziamento dello scalo gragnanese, anche perché cessa definitivamente il traffico merci. Nel 1996 per far fronte alla grave crisi le Ferrovie dello Stato varano un nuovo orario che prevede 38 coppie di treni giornalieri con 7 corse prolungate su Napoli e una per Salerno: dopo pochi anni, visti gli scarsi risultati, l'esperimento verrà abbandonato.

Il XXI secolo