La Struttura di Richat (Guelb El Richat o Guelb Er Richat, ), chiamata anche Occhio del Sahara, è una struttura circolare nel Deserto del Sahara vicino ad Ouadane in Mauritania. Descritta da alcuni come somigliante ad una grande ammonite, ha un diametro di circa 50 chilometri.
Nella lingua hassaniyya, rīšāt significa "piume". La struttura è nota, a livello locale, come tagense, un termine che richiama l’apertura rotonda della sacca di pelle con cui, da secoli, gli abitanti raccolgono l’acqua dai pozzi. Inizialmente fu interpretata come il cratere di un impatto da asteroide, a causa della sua forma circolare, ma oggi si pensa che sia un rialzo simmetrico, messo a nudo dall'erosione.
A partire dagli anni 2000, l’interpretazione scientifica più accreditata ipotizza che si tratti di una cupola vulcanica gigantesca, risalente al periodo Cretaceo (100 milioni di anni fa), che sarebbe crollata su se stessa nel corso dell’erosione, durata diversi milioni di anni.
Le rocce sedimentarie affioranti hanno un'età da tardo proterozoica, verso il centro, ad ordoviciana, verso l'esterno. La presenza di livelli di quarzite determina il diverso grado di erosione della struttura, formando le geometrie concentriche.
All'interno della struttura di Richat si sono trovate diverse rocce ignee, sia intrusive che effusive. Sono infatti presenti rioliti, gabbri, carbonatiti e kimberliti.
La struttura di Richat è stata visitata dagli anni ’50 dagli scienziati. Per via delle dimensioni e dell'aspetto inconfondibile, essa è un punto di riferimento per gli astronauti fin dalla missione Gemini 4.
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