Al-Walīd proseguì nell'opera di consolidamento del califfato riunificato dal padre ʿAbd al-Malik b. Marwān, completando l'arabizzazione dell'amministrazione (dīwān) e monumentalizzando i suoi centri principali con la costruzione a Damasco della grande moschea degli Omayyadi e di un edificio consimile ad Aleppo. Fece inoltre costruire il Qaṣr al-Kharāna (Palazzo di Harāna), uno dei tre Castelli del deserto della Giordania.

Seguendo l'esempio del padre, confermò al-Ḥajjāj b. Yūsuf - che già godeva di un'ottima reputazione - nella carica di governatore (wālī) della Persia. al-Ḥajjāj - che aveva dimostrato le sue capacità di governo in Iraq sedando una rivolta kharigita - pianificò le campagne militari che avrebbero condotto, entro il 712, all'annessione della Transoxiana e del Sindh.

Mūsā b. Nuṣayr e il suo delegato Ṭāriq b. Ziyād furono, invece, i generali che conquistarono e governarono, per conto del califfato di Damasco, i territori spagnoli di al-Andalus.

Bibliografia al-Ṭabarī, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk (Storia dei profeti e dei re), Muḥammad Abū l-Faḍl Ibrāhīm (ed.), Il Cairo, Dār al-maʿārif, 1969-77.

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