LUzbekistan (), ufficialmente Repubblica dell'Uzbekistan (), anche scritto Usbechistan e attestato come Usbechia nell'italiano di fine '700, è uno Stato dell'Asia centrale. La sua capitale è Tashkent, che conta oltre 3 milioni di abitanti. La superficie è di 448.978 km². La popolazione attuale del Paese è di oltre 37,5 milioni di persone. La valuta è il sum. L'Uzbekistan è uno Stato laico con una forma di governo costituzionale semi-presidenziale. L'Uzbekistan è composto da 12 regioni, e dalla repubblica autonoma del Karakalpakstan. L'Uzbekistan è membro dell'Organizzazione degli Stati Turchi, della CSI, dell'ONU, dell'OSCE, dell'SCO. Fino al 1991 faceva parte dell’URSS. La religione principale è l'Islam e la maggioranza degli uzbeki è musulmana.
Confina a nord e a ovest con il Kazakistan, a est con il Kirghizistan e il Tagikistan, a sud con l'Afghanistan e il Turkmenistan; insieme al Liechtenstein, è uno degli unici due Stati al mondo doppiamente senza sbocco al mare, ovvero, oltre a non avere sbocchi sul mare, confina con Stati anch'essi privi di sbocco sul mare.Generalmente non si tiene conto del Mar Caspio, perché è un mare chiuso e non accessibile ai traffici marittimi. Le lingue ufficiali sono l'uzbeco e, nella repubblica autonoma del Karakalpakstan, il caracalpaco.
Storia
I territori dell'attuale Uzbekistan furono compresi nelle satrapie di Sogdiana e Corasmia dell'Impero achemenide, fino alla conquista di Alessandro Magno. Successivamente la regione entrò a far parte degli Imperi dei Parti e sasanide. Nel Medioevo emerge per la prima volta l'elemento turco con la potenza qaraqanide (IX-XII secolo), che si rafforzerà dall'XI secolo a spese del regno persiano dei Samanidi. Questa verrà poi soppiantata dai Mongoli all'inizio del XIII secolo, che fonderanno il regno centroasiatico del Chagatay, peraltro rapidamente turchizzandosi nella lingua e nei costumi. Successivamente, con l'emergere della figura di Tamerlano che si riproponeva di rinnovare i fasti e le conquiste di Gengis Khan, Samarcanda diverrà uno dei grandi centri della civiltà timuride e dell'Asia centrale musulmana.
Nel XIV secolo Samarcanda fu trasformata nella capitale favolosa con «le moschee e i mausolei dalle piastrelle color turchese, (...) da Tamerlano, che vi era nato e «che ora giace sepolto sotto una lapide particolarissima: il più grosso blocco di giada che esista al mondo», come è stato scritto».
Dal XVI secolo, con la dinastia di origine mongola degli Shaybanidi il paese comincia a chiamarsi Uzbekistan e nella seconda metà del secolo la capitale viene spostata a Bukhara. Emergono successivamente due formazioni destinate a durare tra alterne vicende fino alla metà del XIX secolo: il Khanato di Khiva e il Khanato di Bukhara, spesso in conflitto tra loro, e dal Settecento si formerà, più a est, il Khanato di Kokand. La regione fu per tutta l'epoca dell'Impero safavide (XVI secolo - metà del XVIII secolo) al centro di conflitti sia con i sovrani persiani sia, più tardi, con la nascente potenza russa. Nel XIX secolo, l'Impero russo cominciò la sua espansione nell'Asia centrale; ma a differenza di altri territori turchi centroasiatici (Kazakistan, Kirghizistan), Khiva e Bukhara non vennero subito annesse, bensì divennero emirati vassalli della Corona Zarista.
Sullo sfondo è il periodo del "Grande gioco", ovvero del confronto geopolitico e militare tra Impero russo e Impero britannico, che si fa solitamente iniziare nel 1813 e finire con la convenzione anglo-russa del 1907. All'inizio del XIX secolo circa 2 000 miglia separavano l'India britannica e le regioni periferiche della Russia zarista. Gran parte di quelle terre non erano neanche tracciate sulle mappe. Dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917 seguì una seconda fase dei rapporti con la Russia, con la creazione, dopo varie complesse vicende, della Repubblica bolscevica di Bukhara. In seguito, nonostante alcune prime resistenze ai bolscevichi, l'Uzbekistan entrò a far parte dell'Unione Sovietica.
Il 1º settembre 1991 l'Uzbekistan, seppur riluttante, dichiarò l'indipendenza. Mentre le tre Repubbliche baltiche guidarono la battaglia per l'indipendenza, quelli dell'Asia centrale ne ebbero timore. "Le forze indipendentiste che spingevano per la separazione dall'Unione Sovietica erano molto deboli in Asia centrale. . Il 30 luglio 2004 si verificarono gli attentati alle ambasciate di Tashkent. Il 13 maggio 2005, violente dimostrazioni di protesta scoppiarono nella città di Andijan, nella regione di Fergana, in seguito alle azioni di antiterrorismo del governo, che portarono all'arresto di 23 cittadini accusati di essere integralisti islamici.
In seguito ai tumulti i soldati spararono sulla folla uccidendo molte centinaia di persone (meno di 200 secondo le fonti ufficiali). I dimostranti per ritorsione presero in ostaggio 30 persone. Nello stesso giorno a Taškent, un sospetto kamikaze venne colpito e ucciso all'esterno dell'ambasciata d'Israele. La repressione del presidente Islom Karimov, poi estesa, si ritiene che abbia provocato anche altre vittime, non conteggiate negli elenchi ufficiali. In seguito alla repressione si ritiene che comunque i capi più importanti della rivolta "islamista" siano fuggiti e abbiano trovato rifugio in Afghanistan, dove è stata segnalata la loro presenza nella regione del Vaziristan pakistano.
Geografia
Esteso per 1 500 km da nord-ovest a sud-est, con una larghezza media che non supera i 300 km, l'Uzbekistan si allunga dalle falde occidentali del massiccio dell'Alaj (a est), che inquadrano la valle del Fergana (una fossa di sprofondamento), sino alle rive del vastissimo lago d'Aral (a ovest), residuo di un antico mare, a soli 53 m di altitudine. Nel territorio si distinguono due zone geomorfologiche e climatiche.
La parte occidentale è dominata dalla steppa arida del Kizulkum (300 000 km², in parte nel Kazakistan), che arriva sino all'Aral. L'Amu Darya, che segna per un lungo tratto il confine con il Turkmenistan, divide questa zona semidesertica, ricca di giacimenti di gas naturale, dall'altopiano desertico del Karakum (in territorio turkmeno) e dal deserto dell'Ustyurt, che si estende a ovest dell'Aral sino al Caspio. Le pianure che circondano il lago d'Aral appartengono alla Repubblica del Karakalpakstan. In tutta la regione occidentale il clima è continentale secco, con temperature minime in gennaio di -29 °C e massime estive di +45 °C; le precipitazioni sono inferiori a 100 mm annui.
Nella parte orientale, i bacini fluviali del Zeravšan, dell'Amu Darya e del Syr Darya sono separati dalle estreme propaggini dei Tien Shan, dell'Alaj e del Pamir, catene montuose giovani e fortemente sismiche. La più elevata tra queste è quella dei Gissar, dove al confine con il Tagikistan si trova la più alta vetta del paese, il Khazret Sultan (4 643 m s.l.m.) Tra le catene dell'Alatau e dell'Alaj si estende la già menzionata pianura del Fergana, bacino tettonico lungo 300 km e largo 100, bagnato dal Syr Darya e dai suoi affluenti, in cui si concentra una parte rilevante della popolazione. La frontiera con il Tagikistan taglia queste catene e le valli che le separano in modo assai complesso: la valle del Fergana, per esempio, è separata dalla capitale Taškent da territorio tagico. Il controllo dei corsi d'acqua, essenziale per la vita economica, crea rivalità tra i due Paesi. Nelle valli fluviali e sulle pendici montuose la continentalità del clima si attenua e aumentano le precipitazioni (da 300 mm annui nelle pianure a più di 1 000 sui rilievi).
Il 4,6% del territorio è costituito da aree protette.
Risorse naturali
L'Uzbekistan è ricco di risorse naturali, con significativi giacimenti minerari e riserve di petrolio e gas naturale. Con la quarta riserva di oro più grande al mondo, l'Uzbekistan si classifica al settimo posto tra i produttori mondiali, e la miniera di Muruntau del Paese, gestita dalla Stabilimento minerario e metallurgico di Navoi (NMMC), è tra le più grandi miniere d'oro attualmente operative.
Inoltre, l'Uzbekistan possiede alcune delle riserve di uranio più grandi al mondo, nonché un'abbondanza di metalli di importanza strategica come rame, zinco, piombo, tungsteno e molibdeno. A ciò si aggiunge il potenziale leader dell'Uzbekistan nel campo delle energie rinnovabili, con abbondanti risorse eoliche e solari per guidare la transizione energetica, sia nella regione che oltre.
Demografia
PopolazioneAnnoMilioni1950 6,22000 24,82025 37,7
L'Uzbekistan è lo Stato più popoloso dell'Asia centrale. I suoi 37,5 milioni. di abitanti, concentrati nel Sud e nell'Est del paese, costituiscono infatti circa la metà della popolazione totale dell'area. Pertanto, la crescita demografica nel 2024 è stata del 2%, ovvero persone. Questi dati sono stati presentati dall'Agenzia di Statistica sotto la presidenza dell'Uzbekistan. Della popolazione totale, 18,9 milioni (50,4%) sono uomini e 18,6 milioni (49,6%) sono donne. La maggioranza della popolazione è uzbeka, che rappresenta l'84,4% della popolazione. L'Uzbekistan è una repubblica multinazionale abitata da rappresentanti di circa 130 nazionalità e gruppi etnici.
Come in altri paesi dell'Asia centrale, la popolazione della Repubblica dell'Uzbekistan è relativamente "giovane", la maggior parte è in età lavorativa.
Composizione etnica della popolazione dell'Uzbekistan nel 2021: Uzbeki: 29,2 milioni di persone, pari all'84,4% della popolazione Tagiki: 1,7 milioni di persone Kazaki: persone Karakalpaki: persone Russi: persone Kirghizi: persone Turkmeni: persone Tatari: persone Coreani: persone Ucraini: persone Azeri: persone Bielorussi: persone Altre nazionalità: persone.
Istruzione L'Uzbekistan ha un alto tasso di alfabetizzazione: il 99,9% degli adulti di età superiore ai 15 anni sa leggere e scrivere. Tuttavia, poiché solo il 76% della popolazione di età inferiore ai 15 anni frequenta attualmente la scuola (e solo il 20% dei bambini di età compresa tra 3 e 6 anni frequenta la scuola materna), questa percentuale potrebbe diminuire in futuro. Gli studenti frequentano la scuola dal lunedì al sabato durante l'anno scolastico e l'istruzione formale termina alla fine dell'undicesimo anno. Secondo l'Agenzia di Statistica dell'Uzbekistan, il numero di istituti di istruzione generale in Uzbekistan all'inizio dell'anno accademico 2022/2023 era di 10.522. All'inizio dell'anno accademico 2022/2023, la quota di ragazzi sul numero di studenti negli istituti di istruzione secondaria generale era del 51,3%, mentre la quota di ragazze era del 48,7%.
La spesa pubblica per l'istruzione in Uzbekistan è stata pari al 5,6% del PIL nel 2019 e al 6,2% del PIL nel 2021. Nel 2019, della spesa totale per l'istruzione, il governo ha destinato la quota maggiore all'istruzione secondaria (circa il 65%), all'istruzione prescolare (21%), all'istruzione superiore (10%) e all'istruzione secondaria speciale (4%).
Nel 2023, l'UNICEF ha supportato il governo dell'Uzbekistan nello sviluppo di una Roadmap per la Riforma dell'Istruzione, che mira a unire gli sforzi del governo, dei partner per lo sviluppo, degli insegnanti, dei genitori, degli studenti e delle comunità scolastiche per raggiungere gli obiettivi strategici delineati di un'istruzione di qualità trasformativa. In tempi recenti l'apertura di sedi di istituti universitari esteri come il Politecnico di Torino o l’Università di Westminster ha arricchito l'offerta di cultura di livello elevato nel Paese.
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