Biografia Ottenuta la laurea in medicina all'Università di Jena nel 1683, divenne il fisico di corte del duca Giovanni Ernesto III di Sassonia-Weimar nel 1687.

Dal 1694 al 1716 occupò la cattedra di medicina all'università di Halle, e fu in seguito nominato medico del re Federico Guglielmo I di Prussia a Berlino.

In chimica Stahl è ricordato soprattutto per la sua teoria del flogisto, i cui elementi essenziali, tuttavia, egli dovette a J.J. Becher (1635-1682). Propose inoltre una visione della fermentazione che per alcuni aspetti assomiglia a quella supportata da Justus von Liebig un secolo e mezzo più tardi.

In medicina, con la sua opera fondamentale intitolata Theoria medica vera (1708) sostenne un sistema animistico, in opposizione al meccanicismo di Herman Boerhaave e Friedrich Hoffmann. In seguito ebbe una polemica con Leibniz, che aveva sollevato delle questioni critiche su alcune tesi della Theoria stahlianaG. W. Leibniz, Obiezioni contro la teoria medica di Georg Ernst Stahl. Sui concetti di anima, vita, organismo, a cura di Antonio M. Nunziante, Macerata, Quodlibet, 2011.

Stahl distinse inoltre le malattie mentali in due tipologie, quelle causate da affezioni somatiche agli organi, da lui chiamate «simpatiche», ed altre denominate invece «patetiche» (idiopathischer), la cui origine egli riteneva psicogena, cioè da attribuire esclusivamente all'anima. Questa sua distinzione ebbe notevole influenza sullo sviluppo della psichiatria,Werner Leibbrand, Annemarie Wettley, Der Wahnsinn: Geschichte der abendländischen Psychopathologie, Friburgo in Brisgovia–Monaco, Karl Alber Verlag, 1961, pp. 323–328. oltre a renderlo un importante precursore della psicosomatica.Axel W. Bauer, Der Körper als Marionette? Georg Ernst Stahl und das Wagnis einer psychosomatischen Medizin, in Georg Ernst Stahl (1659–1734) in wissenschaftshistorischer Sicht, Leopoldina-Meeting am 29. und 30. Oktober 1998 In Halle (S.), a cura di Dietrich von Engelhardt e Alfred Gierer, in "Acta historica Leopoldina", n. 30, Halle (Saale) 2000, pp. 81–95. Seguaci di questa sua classificazione furono psichiatri come Johann Gottfried Langermann.Erwin H. Ackerknecht, Kurze Geschichte der Psychiatrie, 3ª edizione, pag. 36, alla voce «Stahl», Stoccarda, Enke, 1985 ISBN 3-432-80043-6.

Stahl riteneva tuttavia che l'anima fosse da valorizzare anche per il suo apporto alla guarigione, e che compito del medico fosse di aiutare questa forza intrinseca con cui la natura cercava di liberarsi dalla malattia. Per il suo animismo vitalista, fece da apripista alla medicina romantica.

Scritti

Le più importanti delle sue numerose opere sono: Zymotechnia fundamentalis sive fermentationis theoria generalis (1697), che contiene l'ipotesi flogistica;

Specimen Becherianum (1702); Theoria medica vera (1708), la sua opera maggiore;

Ars sanandi cum expectatione (1730).

Note

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