Il popolo Jenisch, denominato anche Yenishe, rappresenta la terza maggiore popolazione nomade europea, dopo i Rom ed i Sinti. Sono presenti in Germania (Regione del Reno), Svizzera, Austria, Paesi Bassi, Francia, Belgio, Italia, Romania e Spagna (dove sono principalmente noti come Mercheros). Mentre le popolazioni romaní (Rom, Sinti, Kalé, Romanichals ed altre) sono etnie di derivazione indiana, gli Jenisch sono di origine germanica e hanno un loro proprio idioma. Per via di questa loro sostanziale differenza sono anche stati chiamati con l'espressione zingari bianchi (spesso dispregiativa, in tedesco: Weiße Zigeuner, in francese: Tziganes blancs).
Denominazione Orgogliosi della loro identità, la loro cultura differisce profondamente da quella delle etnie romaní, con cui non vogliono essere confusi; parlano una propria lingua, di origine germanica, con influssi ebraici (yiddish), rotwelsch e celtici, con qualche prestito dalla lingua romaní. L'origine degli Jenisch non è certa, ma essi si definiscono diretti discendenti di popolazioni celtiche. Comunque dopo la seconda guerra mondiale, su espressa richiesta di una loro rappresentanza mandata alla «Romani Union» furono accolti nella comunità degli zingari.
Diffusione in Europa Gli Jenisch che vivono in Germania sono 220.000, di cui più della metà, ovvero 120.000 in Baviera; i rimanenti nella Renania Settentrionale-Vestfalia e nel Baden-Württemberg. Di tutti gli Jenisch tedeschi solo 29.000 sono nomadi e viaggiano in roulotte.
La Svizzera con 35.000 unità è la quarta nazione con il maggior numero di Jenisch; di questi si calcola che 5.000 siano nomadi. In Austria vivono 35.000 Jenisch soprattutto nel Tirolo, nel Waldviertel e nel Burgenland; di questi circa 3.500 sono nomadi. Inoltre in Ungheria si segnalano 60.000 Jenisch e 11.000 in Bielorussia, con un numero imprecisato di nomadi. Nel 1990 erano 70.000 gli Jenisch in Belgio e 2.800 in Lussemburgo.
In altri paesi dell'Europa occidentale come la Francia e nei Paesi Bassi, manca un censimento certo. Ad avviso di Alain Reyniers "Gli Jenisch in Francia rappresentano oggi il più grande numero tra i nomadi".Alain Reyniers, articolo sulla rivista Études Tsiganes , N°2/91 Molte altre famiglie vivono invece in maniera stabile in baraccopoli e sono concentrate a Marsiglia.Karim Dridi, , Rue 89, 12 juin 2008
Una loro presenza storica è stata segnalata anche in Italia. Nei paesi di lingua tedesca vengono chiamati Jenische, nelle zone di lingua francese Yeniche. Sono stati chiamati anche con termine spregiativo zingari, anche se tale termine più che discriminante rappresenta per loro la base della loro diversa identità.
Di tutte le suddette nazioni solo la Svizzera riconosce agli Jenisch lo status di minoranza etnica.
Situazione sociale
Gli Jenisch hanno sempre recepito nel corso degli anni lo spirito del tempo della società dominante. Quattro sono comunque le caratteristiche che sono rimaste inalterate nel corso dei secoli:
Autonomia dell'idioma jenisch, che certamente, come ogni lingua, si è evoluta nel corso dei secoli, ma la cui base e la cui natura sono rimasti gli stessi. Documenti risalenti all'anno 1250 fanno notare che il dialetto alsaziano ha un vocabolario tipicamente Jenisch. Un'organizzazione in clan familiari. Una vita nomade. Uno stile di vita particolarmente originale e rude in alcune usanze ancora esistenti nell'Alsazia del Nord, come l'abitudine di immergere i bambini neonati nel fiume Moder o la consuetudine di praticare moltissimi tatuaggi su tutte le parti del corpo con attrezzi volutamente rudimentali come l'uso di frese, coltelli da cucina, mescole di frassino, saliva, inchiostro e grappa.
Origini e storia fra mito e realtà Ci sono tracce che indicano la presenza di gruppi jenisch nella Svizzera dall'XI secolo e nella Germania nel XIII secolo. L'espressione "Fahrendes Volk" (popolo errante) è utilizzata nel linguaggio svizzero-tedesco fin dal Medioevo.
C'è una certa difficoltà nello stabilire esattamente le origini del popolo jenisch. Si sono avanzate più ipotesi nell'identificare tale origine per questo popolo emarginato da secoli, dove i matrimoni misti erano e rimangono comuni. Alcune di queste ipotesi sono:
Discendenti da popoli Celti. Discendenti di commercianti nomadi ebrei (Chochemer); teoria che si basa sugli ebraismi del linguaggio Jenisch e sulle somiglianze significative esistenti nei nomi di entrambe le comunità. Secondo un'ulteriore teoria, gli Jenisch sarebbero sorti da "incroci" fra disertori poveri e un gruppo di migranti del Cantone di Berna all'epoca della guerra dei trent'anni. Questa teoria parte dal presupposto che tutti, senza eccezione, fossero cattolici, mentre si sa che la stragrande maggioranza degli emigranti erano protestanti luterani. L'etnografo Marie-Paul Dollé ha affrontato il problema in un suo studio del 1979.Les Tsiganes manouches en Alsace: thèse de 3ème cycle, institut d'ethnologie, Strasburgo 1979 Documento a cura di Marie-Paul Dollé
Perseguitati nella Germania Nazista
Gli Jenisch, così come i Rom e i Sinti, furono aspramente perseguitati nella Germania nazista, rinchiusi nei campi di concentramento e pagarono un alto prezzo in termini di vite umane.
A metà degli anni trenta, infatti, i nazisti tedeschi iniziarono la "lotta contro la piaga zingara". Non solo contro Rom e Sinti, ma anche contro i cosiddetti "vagabondi erranti zingari", ovvero gli Jenisch.
Uomini, donne e bambini furono discriminati; prima schedati nel cosiddetto Zigeuner-Buch, il libro degli zingari, furono poi sterilizzati perché ritenuti inferiori.
La polizia criminale, inoltre, durante il periodo nazista emise carte di identità con le loro impronte digitali. Le carte erano marroni per gli zingari originali, grigie per i nomadi non zingari e con strisce diagonali azzurre su fondo marrone per i Mischlinge (lett. "sangue misto").Dizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, pag.842
Un imprecisato numero fu arrestato e portato, insieme con gli altri zingari, nei campi di concentramento e sterminio, soprattutto ad Auschwitz-Birkenau.
Gli Jenisch subirono, proprio perché tedeschi, un trattamento particolare. Il Dizionario dell'Olocausto aiuta a far luce su questo particolare tipo di trattamento: "La diversità di trattamento riservata agli zingari puri e ai Mischlinge zingari era in antitesi con la politica seguita nei confronti degli ebrei: gli ebrei puri dovevano essere uccisi, mentre coloro che avevano metà o un quarto di sangue ebreo venivano in genere risparmiati. Al contrario, i Mischlinge zingari furono condannati allo sterminio perché Himmler e i criminologi tedeschi erano convinti che solo la feccia del popolo tedesco - come gli Jenisch, commercianti ambulanti che vivevano di espedienti e parlavano un dialetto particolare misto a termini di origine ebraica e romaní - potesse sposarsi con gli zingari".Dizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, volume II, pag. 843-844.
La storia di Ernst Lossa e della sua famiglia
Oltre alla eliminazione per gassificazione nei campi di sterminio, molti Jenisch furono vittime del programma nazista di eutanasia. Eclatante e conosciuta, grazie ai mass media di tutto il mondo, è l'esecuzione del giovane Ernst. Ernst Lossa fu una delle tante giovani vittime jenisch, ucciso a soli 14 anni con due iniezioni letali di morfina e scopolamina nella filiale di Irsee della cosiddetta casa di cura di Kaufbeuren, diretta da Valentin Faltlhauser,Kaufbeuren uno dei tanti centri con reparti pediatrici costituiti per l'eliminazione fisica di bambini e ragazzi tramite eutanasia. Il primo, come fa notare un Dizionario dell'Olocausto: [....] venne costituito vicino a Berlino nell'ospedale di Brandeburgo-Gorden diretto da Hans Heinze. Ben presto ne vennero aperti altri: un centro a Eglfing-Haar, diretto da Hermann Pfannmüller; un altro a Eichberg, diretto da Friedrich Mennecke; a Vienna, lAm Spiegelgrund, diretto prima da Erwin Jekelius e poi da Ernst Illing. Alla fine, oltre venti reparti pediatrici attuavano il programma di eliminazione. In questi reparti, medici ed infermieri uccidevano i bambini somministrando loro barbiturici e altri farmaci comuni - soprattutto morfina, scopolamina, luminal e veronal - ma talvolta li lasciavano semplicemente morire di fame. Per di più, i medici facevano esperimenti sui bambini prima che morissero e dopo ne prelevavano gli organi per lo studio . - Dizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, Volume I, pag. 279, Editoriale L'Espresso su Licenza Einaudi, Roma 2012 in Baviera, uno dei centri della Aktion T4.Marco Paolini: Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute, Einaudi Torino 2012 ISBN 978-88-06-21017-5. Nella sua cartella clinica i medici nazisti scrissero: la morte è stata causata da broncopolmonite.
Lossa nacque ad Augusta nella Germania bavarese da genitori jenisch appartenenti ad un ceppo nomade.Già considerati zingari nella Germania pre nazista, tanto da essere schedati come tali nello zigeuner book, di fatto furono accolti nella comunità zingara, la Romani Union, solo dopo la seconda guerra mondiale:«Kinder zwischen Rädern». Kurzfassung des Forschungsberichtes «Das Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse» - pubblicato su mandato dell'Ufficio federale della cultura N. 67 della collana <undKinder> dell'Istituto Marie Meierhofer, Zurigo 2001, p. 13 La sua famiglia, composta dal padre Christian, dalla madre Anna e da due sorelline più piccole, per guadagnarsi da vivere girava le città bavaresi e del sud della Germania, disegnando immagini religiose.
I genitori di Ernst, già dal lontano 1905 erano stati schedati dal governo del Länder in cui vivevano ed inseriti nello Zigeuner-Buch (il libro degli zingari).
Quando salì al potere Adolf Hitler, poco dopo la nascita di Ernst, in virtù della politica razziale dei nazisti, la vita, per tutti gli zingari, compresi gli stessi genitori di Ernst, divenne durissima a causa di divieti, discriminazioni ed emarginazioni perpetrate contro le razze diverse, ritenute inferiori a quella ariana, sfociati ben presto in persecuzione, internamento ed eliminazione fisica.
La famiglia Lossa non venne risparmiata da un simile trattamento. Accusati di essere zingari e venditori ambulanti, venne tolta loro subito la patria potestà. Ernst e le due sorelline più piccole furono affidati ad un orfanotrofio di Augusta. La madre di Ernst poco dopo morì di tubercolosi; all'epoca Ernst aveva solo 4 anni. Il padre, dopo essere stato arrestato, venne deportato prima nel campo di concentramento di Dachau e poi nel Campo di concentramento di Flossenbürg, dove avrebbe trovato in seguito la morte.
Ormai orfano, il piccolo Ernst visse un'infanzia difficile, senza nessuna guida affettiva. Venne considerato dai medici e dagli educatori un bambino difficile, irrequieto, ineducabile ed irrecuperabile. Venne messa in discussione la sua stessa sanità mentale, cosa palesemente falsa, per la convinzione razzista dei medici nazisti secondo la quale, essendo zingaro, Ernst fosse predisposto di natura ad avere turbe psicologiche. La sua candidatura al programma di morte per eutanasia era stata decisa.
È così che, dopo un'infanzia di maltrattamenti e discriminazioni, non ultima una permanenza nel riformatorio giovanile di Dachau nel 1940, il giovane Ernst venne mandato nel 1942 all'ospedale psichiatrico di Kaufbeuren, che si trovava a pochi chilometri dalla sua filiale, la clinica della morte nel villaggio bavarese di Irsee, dove sarebbe stato eliminato con due punture letali.
Discriminati in Svizzera