Autore di più di 450 opere fra libri e opuscoli, Cotton Mather divenne una delle più influenti autorità religiose in America. A lui si deve l'impostazione della morale nei nuovi insediamenti e l'invito rivolto alla seconda e terza generazione di Puritani, discendenti dai fondatori delle colonie del New England, a tornare alle radici teologiche del puritanesimo.
Per la sua prolificità di autore, Mather era una potenza intellettuale da non sottovalutare in ambito religioso e politico nelle colonie inglesi del Massachusetts, dove fu anche un'autorevole figura in campo scientifico: nel 1716 prese nota di alcuni dei primi esperimenti di ibridazione vegetale con mais rosso, blu e giallo.
Biografia
Cotton Mather nacque a Boston il 12 febbraio 1663, figlio di Increase Mather, pastore congregazionalista della North Church.Da non confondersi con l'Old North Curch di rito episcopale. Gli venne dato il nome Cotton in onore del nonno materno, John Cotton, predicatore puritano.
Frequentò la Boston Latin School per poi iscriversi all'Università di Harvard, dove si laureò nel 1678 all'età di 16 anni. Dopo aver completato il periodo di lavoro post laurea divenne assistente di suo padre. Nel 1685 divenne pastore titolare dell'Old Church.
Il rapporto di Cotton Mather con il padre Increase, affermato scrittore, rettore di Harvard e personalità di spicco del puritanesimo americano, fu spesso teso e difficile. Cotton era deciso a imitare la vita realizzata del padre ma, nonostante gli sforzi compiuti, non ebbe mai abbastanza successo in politica. Tuttavia, per prolificità superò suo padre come scrittore.
Una delle più note dimostrazioni del loro difficile rapporto si ebbe in occasione del Processo alle streghe di Salem. Nonostante Increase Mather non tollerasse quella maratona giudiziaria, Cotton Mather ne documentò il decorso Hovey pp. 531-2.
Dopo la caduta di Giacomo II d'Inghilterra nel 1688, Mather fu tra i promotori di un'insurrezione contro Sir Edmund Andros, governatore del Dominion del New England.
Cotton Mather ebbe tre mogli e 15 figli. Di questi gli sopravvissero l'ultima moglie e due figli. Morì a Boston il 13 febbraio 1728 e fu sepolto nel cimitero di Copp's Hill, vicino all'Old North Church nel quartiere North End di Boston.
Mather scrittore La più importante opera di Mather è Magnalia Christi Americana (1702), una collezione, in sette volumi, di narrazioni biografiche e notizie storiche, alle quali si rifecero successivi scrittori statunitensi come Nathaniel Hawthorne, Elizabeth Drew Stoddard e Harriet Beecher Stowe per descrivere il valore culturale del New England alle generazioni susseguenti alla Rivoluzione americana. È considerato uno dei documenti più importanti della storia americana, perché riflette una particolare tradizione storiografica.
Mather, nell'interpretare l'esperimento americano, cerca di spiegare gli eventi del suo tempo, di interpretarne il significato e di classificare le tipologie di individui attratti dall'avventura nelle colonie, quasi predicendone il successo. In qualità di pensatore puritano e di conservatore, sulla base della sua formazione religiosa, Mather si rifà alla Bibbia per rivolgersi al pubblico suo contemporaneo, adottandone il linguaggio figurativo e istituendo analogie tra passi biblici ed eventi: per esempio l'arrivo nelle colonie di eminenti leader come John Eliot, John Winthrop e il suo stesso padre Increase Mather è collegato alle storie bibliche di Noè e di Abramo. Le lotte, sia intellettuali che materiali, da parte della prima, seconda e terza generazione di Puritani diventano il brodo di coltura della mentalità tipicamente americana di definire il posto da occupare fra le altre nazioni. Il disagio e l'autoinganno, che caratterizzò quel periodo della storia coloniale, sarebbero poi stati rivisitati in molte forme nei momenti di crisi politiche e sociali (come nel caso dei processi alle streghe di Salem, che coincisero con le guerre di frontiera e con la concorrenza economica fra indiani, coloni francesi e di altre nazioni europee) e anche durante i lunghi periodi di specificazione culturale (ad esempio il Rinascimento Americano del XVIII e XIX secolo nel campo della letteratura, pittura e architettura cercò di capitalizzare le caratteristiche identità americane).
Cotton Mather non aveva fama di scrittore dallo stile neutrale e imparziale. Molti, se non tutti, i suoi scritti presentano frammenti della sua vita o furono scritti per ragioni strettamente personali. Secondo lo storico letterario Sacvan Bercovitch Mather affrontò ogni questione in prima persona e consentì ai suoi pregiudizi di filtrare attraverso i suoi scritti:
Mather e le donne Mather ebbe tre mogli e spesso scrisse di loro nei suoi diari in modo non molto lusinghiero, attribuendo alla sua terza moglie, Lydia, una malattia mentale, di cui gli storici dubitano fosse realmente affetta. Rivelò le sue graffianti opinioni sulle donne in Ornaments for the Daughters of Zion e in Wonders of the Invisible World, in cui parteggia per i giudici di Salem più che per le donne accusate di stregoneria. Mather incoraggiò e sostenne lo svolgimento dei processi, che portarono all'esecuzione di 20 degli imputati e di due cani.
La polemica sull'inoculazione del vaiolo La pratica dell'inoculazione del vaiolo (diversa dalla successiva vaccinazione) fu sviluppata inizialmente in Africa e Asia. Nella Turchia del XVII secolo, si sviluppò la pratica della variolazione, che comportava l'infezione di un paziente, attraverso un taglio nella cute, con l'essudato ricavato da un altro paziente affetto da una forma relativamente lieve di vaiolo, al fine di far insorgere una affezione controllabile e sanabile, procurando all'organismo una successiva immunità.
Agli inizi del XVIII secolo, la Royal Society in Inghilterra stava discutendo sull'utilizzo dell'inoculazione, quando l'epidemia di vaiolo del 1713 stimolò ancor di più l'interesse verso questa pratica.Blake 1952, 489-90 Tuttavia bisognò aspettare fino al 1721 per registrare il primo caso di inoculazione in Inghilterra.
Il vaiolo nel New England Il vaiolo fu una seria minaccia per i coloni anglo-americani e ancor più devastante per i nativi americani. Nel New England scoppiarono epidemie di vaiolo nel 1677, 1689–90 e nel 1702.Aronson and Newman 2002 Per l'elevata contagiosità, la mortalità superò il 30% dei casi.Gronim 2007, 248 Boston fu colpita da epidemie di vaiolo nel 1690 e nel 1702. Nel 1700 il vaiolo era diventato la più devastante fra le malattie epidemiche che circolavano nelle nazioni occidentali. Le autorità pubbliche del Massachusetts affrontarono le epidemie ricorrendo principalmente alla quarantena per le navi che arrivavano nella baia di Boston e per gli abitanti colpiti, che erano tenuti sotto sorveglianza o rinchiusi in un lazzaretto.Blake 1952, 489
Nel 1706 uno schiavo sudanese di nome Onesimo raccontò a Cotton Mather che da bambino gli era stato inoculato il virus del vaiolo nel suo paese di origine. Mather ne rimase affascinato. Nel luglio del 1716 ebbe modo di leggere sulla rivista scientifica Philosophical Transactions un articolo a sostegno dell'inoculazione scritto dal Dr. Emanuele Timoni di Costantinopoli.Silverstein 2009, 293 Mather comunicò in una lettera al Dr. John Woodward del Gresham College di Londra di aver in progetto di sollecitare i medici di Boston ad adottare la pratica dell'inoculazione in caso di nuove epidemie di vaiolo nella colonia.Blake 1952, 490-91
Il 22 aprile 1721 la nave Seahorse giunse dalle Indie occidentali con a bordo casi di vaiolo. La quarantena non impedì il contagio in città: otto casi furono accertati il 27 maggio e a metà giugno la malattia si diffondeva con rapidità allarmante. Molti residenti fuggirono verso le aree rurali. La tremenda combinazione dell'esodo verso le campagne, della quarantena e dei timori dei commercianti di avvicinarsi alla città minarono per settimane le attività commerciali nella capitale della Bay Colony. Il numero delle vittime raggiunse in settembre la quota di 101 e gli amministratori cittadini «limitarono severamente la durata del rintocco delle campane durante le cerimonie funebri».Blake 1952, 495 I legislatori destinarono la somma di mille sterline come aiuto alle persone che, in queste condizioni, non riuscivano a sfamare le loro famiglie.
Il 6 giugno 1721 Mather inviò ai medici della città un estratto delle relazioni sulla variolizzazione scritte dal Dr. Emanuele Timoni e da Jacopo PilarinoCossarizza 1, invitandoli a consultarsi sulla questione. Non ricevette alcuna risposta. Mather perorò quindi la sua causa presso il Dr. Zabdiel Boylston, che provò la procedura sul suo unico figlio e su due schiavi, un adulto e un ragazzo. Tutti e tre guarirono nel giro di una settimana. Entro la metà di luglio Boylston aveva praticato l'inoculazione su altre sette persone.
L'epidemia raggiunse il picco nel mese di ottobre del 1721 con 411 decessi. Entro il 26 febbraio 1722 l'epidemia cessò. A partire da aprile del 1721 si erano verificati 5.889 casi di vaiolo, con 844 decessi, dei quali più di tre quarti si verificarono a Boston durante il 1721.Blake 1952, 496 Nel frattempo il Dr. Boylston aveva praticato 242 inoculazioni, con solo sei esiti mortali.
La disputa sull'inoculazione La campagna di inoculazioni condotta da Boylston e Mather «sollevò un orrido clamore» tra la gente di BostonMather, Diary, 11, 628. Sia Boylston che Mather furono «bersaglio della loro furia; del loro odio e delle loro invettive», che Mather riporta nel suo diario. Gli amministratori di Boston, avendo consultato un medico che sosteneva la pericolosità dell'inoculazione, proibirono a Boylston la prosecuzione del trattamento.Blake 1952, 493
Sul giornale New England Courant apparvero articoli contrari alla pratica: la popolazione di Boston temeva che l'inoculazione diffondesse, piuttosto che prevenire, la malattia. Alcuni storici, in particolare H. W. Brands, hanno sostenuto che questa linea editoriale fosse stata decisa dal redattore capo James Franklin, fratello di Benjamin Franklin. All'estrema contestazione si giunse nel novembre del 1721, quando ignoti lanciarono una granata nella casa di Cotton Mather.Qual. Saf. Health Care (PMID 14757807)
L'atteggiamento dell'opinione pubblica era comunque molto variabile.
Ostilità dei medici Diversi oppositori dell'inoculazione richiamavano le conoscenze dell'epoca, secondo le quali vi erano solo due leggi della fisica (la medicina): la simpatia e l'antipatia. L'inoculazione non era né simpatia verso una ferita o una malattia, né antipatia, ma creazione di qualcosa di nuovo. Per questo motivo, essa violava le leggi della medicina, trasformando i medici in artefici di danno invece di salute.Williams, 1721 13
Il commerciante di tabacchi e medico John Williams sostenne con articolati argomenti che «l'inoculazione del vaiolo non è fra le leggi, sia naturali che divine, della fisica e per questo è da considerarsi illegale».Williams, 1721 Come per la maggior parte dei coloni, il credo puritano di Williams compenetrava ogni aspetto della sua vita. Per fondare la sua posizione egli ricorse alla Bibbia: citò da Matteo 9:12 le parole di Gesù: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati». L'inoculazione era da considerarsi «illegale» anche perché non si rintracciava nella Bibbia e dunque non rispondeva alla volontà di Dio.Williams 1721, 2
Inoltre essa violava la regola d'oro, perché chiunque volontariamente infettasse un altro, gli stava facendo quello che non avrebbe voluto fosse fatto a sé stesso. Williams si chiese se il vaiolo «non fosse una delle imperscrutabili opere di Dio e l'inoculazione non fosse che un opporsi all'Altissimo». Chiedeva anche ai suoi lettori se l'epidemia di vaiolo non fosse altro che «una punizione per i peccati» inflitta da Dio e li diffidava dal proteggersi dall'ira di Dio tramite l'inoculazione, perché tale comportamento sarebbe servito solo a «irritarlo ancora di più».Williams 1721, 4