Burgas (, pronuncia , traslitterazione francese Bourgas, talvolta utilizzata anche in inglese) è la maggiore città della Bulgaria sud-orientale e la seconda per dimensioni lungo la costa bulgara del Mar Nero. Con una superficie di 253,644 km², è tra le città più estese del paese. Al 31 dicembre 2024 conta abitanti ed è la quarta città più popolosa della Bulgaria, dopo Sofia, Plovdiv e Varna. È un importante centro culturale, economico, dei trasporti, amministrativo, turistico e formativo di rilevanza nazionale. È inoltre capoluogo dell’omonimo comune e del distretto di Burgas, nonché sede di istituzioni regionali e nazionali.

Nei dintorni di Burgas si trovano la più grande raffineria di petrolio dell’Europa sud‑orientale (Lukoil Neftohim Burgas), l’aeroporto internazionale – il secondo più trafficato del paese – e il secondo porto bulgaro sul Mar Nero, principale scalo petrolifero nazionale.

A Burgas hanno sede una flotta peschereccia, una parte della marina militare bulgara e una base della guardia costiera territoriale nazionale.

Numerose riserve naturali e aree protette, insieme a insediamenti antichi e medievali, al Mar Nero, ai monti Strandža e alle feste annuali, attirano un gran numero di visitatori. Burgas è conosciuta in Bulgaria come la “città degli uccelli e dei laghi”. Grazie ai numerosi eventi culturali estivi, è spesso definita la “capitale bulgara dei festival estivi”. La cattedrale di Burgas e l’area protetta di Poda figurano tra i cento siti turistici nazionali. Il monastero medievale di Sant’Anastasia, situato sull’omonima isola nella baia di Burgas, è conservato e aperto alle visite.

L'8 maggio 2026 Burgas è stata il punto di arrivo della prima tappa del Giro d'Italia – Nesebăr-Burgas.

Nel 2026 la città è stata scelta come sede dell'Eurovision Song Contest 2027.

Toponomastica L’attuale nome della città deriva dal greco Pyrgos, “torre”. Secondo una tradizione locale, il toponimo sarebbe legato a un palo di segnalazione romano, il burgus, situato nell’area dell’odierno porto. Il poeta bizantino Manuele File menziona la località come Pyrgos. Nelle lingue indoeuropee il greco pyrgos e il latino burgus condividono la stessa radice. Secondo il linguista bulgaro Kiril Vlahov, pyrgos sarebbe in origine una parola tracia di base indoeuropea, con il significato di “fortificazione costruita con robuste travi di legno”. Anche il nome della città spagnola di Burgos avrebbe un’etimologia analoga.Иван Карайотов, Стоян Райчевски, Митко Иванов: История на Бургас. От древността до средата на 20 век, Печат Тафпринт ООД, Пловдив, 2011, p. 7

Fino alla fine del XIX secolo la città era chiamata sia Burgas sia Pyrgos; sulle antiche mappe russe compare anche come Poros o Foros. Nel XIX secolo era conosciuta anche come Achelo Burgas, per distinguerla da Lüleburgaz e da altri insediamenti dal nome simile.Burgas in The Encyclopaedia of Islam. New Edition. Brill. Leiden Bd. 1, p. 1325

Un’altra ipotesi collega il nome alla città di Burtaz, situata nella Bulgaria del Volga e attestata nel XIII secolo.

Geografia Posizione geografica

La città sorge nella parte orientale della pianura di Burgas, a sua volta situata a est della pianura dell’Alta Tracia. Situata nel punto più occidentale del Mar Nero, dà il nome alla baia omonima, la più ampia e articolata della costa bulgara. Burgas è circondata da tre laghi – il Lago di Burgas, il Lago Atanasovsko e il Lago Mandrensko (dal 1963 bacino idrico di Mandra) – rispettivamente a ovest, nord‑est e sud‑ovest, mentre a est si affaccia sul Mar Nero. Tra il lago di Burgas e il lago Mandrensko si eleva la cima di Vărli Brjag, che con i suoi 209 metri rappresenta il punto più alto del territorio cittadino.

Nel territorio di Burgas si trovano due banchi di sabbia: Kumluka, situato tra il lago di Burgas e il Mar Nero, lungo circa 3 km e largo circa 1 km, e Atanasovska Kosa, tra il lago Atanasovsko e il Mar Nero, lunga circa 1 km. Nella parte marittima della baia di Burgas si trova anche l’isola di Sant’Anastasia, che appartiene al territorio cittadino. È situata a 6,5 km dalla costa ed è formata da rocce vulcaniche, raggiunge i 12 m nel suo punto più alto e ha una superficie di 22 decari.

La città dista 360 km dalla capitale Sofia, 255 km da Plovdiv e 130 km da Varna. Si trova inoltre a 332 km da Istanbul e a 782 km da Ankara. La distanza dalla capitale rumena Bucarest è di 316 km, mentre Atene dista 1 076 km, Belgrado 784 km e Skopje 638 km.

Clima Il clima di Burgas e della regione è di tipo subtropicale umido, con influenze marittime e continentali. La temperatura media dell'aria estiva raggiunge i 22,7 °C a luglio, con temperature massime giornaliere che rimangiono superiori ai 20 °C fino a novembre. Il numero medio mensile di ore di sole raggiunge le 328,6 a luglio.

In inverno, l'influenza continentale è evidente, ma le temperature rimangono più miti rispetto all'entroterra e le nevicate sono generalmente scarse. La temperatura media dell'aria invernale scende a 2,1 °C a gennaio. La temperatura media annuale dell'aria è di 12,3 °C.

Ambiente

Negli anni Ottanta del XX secolo l’inquinamento atmosferico e idrico provocò gravi problemi ambientali a Burgas, dovuti sia all’assenza di politiche di tutela efficaci sia al mancato rispetto degli standard ambientali da parte delle industrie sviluppate nel periodo socialista. Gli impianti di depurazione, non ampliati, furono sovraccaricati dalla crescita demografica ed economica, deteriorandosi progressivamente. Alla fine degli anni Ottanta le acque reflue industriali e quelle provenienti dagli ex campi profughi causarono un grave disastro ecologico nel lago di Burgas, la cui fauna ittica fu quasi completamente distrutta. Anche la costa del Mar Nero fu colpita da ripetuti episodi di inquinamento dovuti a fuoriuscite di petrolio e scarichi dell’industria petrolchimica. Nello stesso periodo la città fu esposta a elevate concentrazioni di idrogeno solforato (H₂S), particolato e anidride solforosa (SO₂), principalmente legate alle emissioni della raffineria e degli impianti chimici; nel 1996 si svolsero proteste pubbliche.Deutsche Gesellschaft für Osteuropakunde: Osteuropa: Zeitschrift für Gegenwartsfragen des Ostens, Band 47, Deutsche Verlags-Anstalt, 1997, p. 329Francis W. Carter, David Turnock: Environmental problems in Eastern Europe в Routledge natural environment – problems and management series, Routledge, 1996, pp. 58–59

Dopo la fine del periodo socialista furono avviati interventi di risanamento: nel 1992 fu istituita la Direzione Ecologia e negli anni Novanta vennero create unità di monitoraggio fisse e mobili. Le cinque stazioni di controllo dell’aria di Burgas, tra le poche nel paese, consentono l’identificazione dei singoli inquinanti, sebbene l’efficacia delle misure resti discussa.

Tra gli anni Ottanta e la fine dei Novanta furono istituite aree protette e avviati progetti per la tutela delle zone umide. Dal 2005 oltre 220 milioni di lev sono stati investiti nella rete fognaria, nell’approvvigionamento idrico e nella depurazione delle acque reflue. Nel 2010 è stato costruito un nuovo impianto nel quartiere Meden Rudnik e altri quartieri sono stati collegati al sistema centrale; nel 2012 sono stati previsti ulteriori ampliamenti e nuovi sistemi di monitoraggio nell’area portuale.

La trasformazione economica e il passaggio al gas da parte di grandi imprese come “Lukoil Neftochim”, “Kronospan Bulgaria”, “Hemusmark” e “Pobeda” hanno contribuito a un miglioramento significativo delle condizioni ambientali. Persistono tuttavia criticità nei quartieri di Dolno Ezerovo e Lozovo, con superamenti dei limiti di H₂S e SO₂; le autorità non sempre adottano misure efficaci e parte dell’inquinamento è attribuita a condizioni meteorologiche che favoriscono il trasporto delle emissioni dalla raffineria. Le principali fonti attuali sono l’industria, il settore del legno e il traffico automobilistico, per il quale sono previsti interventi di deviazione fuori dal centro urbano.David Turnock: The East European economy in context: communism and transition, издателство Routledge, 1997, p. 333Дияна Бедросян: Бургас с реализирани еко и водни проекти за над 200 млн. лева, Дарик Радио, 10 март 2011

Nel 2008 si tenne un referendum sull’oleodotto Burgas–Alessandropoli: il 96,75% dei votanti si espresse contro, ma l’affluenza del 27,09% lo rese invalido. Nel 2010 la città ottenne 70 milioni di euro di finanziamenti europei per modernizzare il trasporto pubblico, rinnovando la flotta di autobus, ampliando la rete filoviaria e realizzando circa 20 km di piste ciclabili, parte del futuro percorso Nesebăr–Pomorie–Burgas–Sozopol. Nel 2009 Burgas aderì al Patto dei Sindaci e nel 2011 fissò obiettivi di riduzione del consumo energetico (−27%), delle emissioni di gas serra (−25%) e di incremento delle fonti rinnovabili (+26%) entro il 2020. Nello stesso anno fu nominata “città bulgara più verde” tra i centri con oltre 200.000 abitanti.Бургас е най – големият зелен град на България, Дарик Радио

Natura Acque

Quattro fiumi attraversano Burgas: l'Ajtoska, la Rusokastrenska, l'Izvorska e la Čarlijska. L'Ajtoska sfocia nel lago di Burgas, la Rusokastrenska e l'Izvorska nel lago Mandrensko (dal 1963 bacino idrico di Mandra), mentre la Čarlijska nel lago Atanasovsko.

Tra i tre laghi che circondano la città, il lago Atanasovsko presenta la salinità più elevata, seguito dal lago di Burgas; il lago Mandrensko è prevalentemente d’acqua dolce, pur essendo collegato al Mar Nero tramite un canale.

Il lago di Burgas (in passato Vajakojsko) e il lago Mandrensko (in passato Jazekliisko) sono estuari marini formatisi dopo l’innalzamento postglaciale del livello del mare, che sommerse le foci fluviali creando una baia. Con l’abbassamento del livello marino alla fine del Basso Medioevo, la parte occidentale della baia di Burgas fu colmata dai sedimenti dei fiumi Rusokastrenska e Mandrenska, dando origine alle paludi Vajakojsko e Jazekliisko, impraticabili con minimi afflussi fluviali o venti orientali. Dopo la liberazione della Bulgaria tali paludi ostacolarono l’espansione urbana; il loro prosciugamento e la deviazione delle acque fluviali iniziarono nel 1921. Lo scavo del canale attorno alla palude di Jazekliisko proseguì fino al 1928 con fondi del prestito ai profughi, mentre il consolidamento definitivo delle sponde fu completato nella seconda metà degli anni ’40.Езерата на Бургас Oggi il lago di Burgas è il più grande della Bulgaria (27,6 km²), mentre il lago Mandrensko copre 10 km², con volumi idrici rispettivamente di 19 e 11 milioni di m³.The Annotated Ramsar List: Bulgaria. The Annotated Ramsar List of Wetlands of International Importance, Convenzione di Ramsar, consultata il 25 febbraio 2012

Il lago Atanasovsko è una laguna naturale, divisa in due bacini (settentrionale e meridionale) da una diga artificiale sulla quale corre la strada che collega il centro cittadino a Sarafovo, all’aeroporto di Burgas e a Varna. I due bacini sono collegati tra loro e con il Mar Nero tramite numerosi canali. La parte settentrionale è dichiarata riserva naturale, mentre quella meridionale è un’area protetta. La produzione di sale, documentata archeologicamente fin dall’antichità, continua tuttora.The Annotated Ramsar List: Bulgaria. The Annotated Ramsar List of Wetlands of International Importance, Convenzione di Ramsar, consultata il 25 febbraio 2012

A sud del lago Mandrensko si estende il massiccio della Strandža. Il lago è oggi diviso in due a seguito di opere di fortificazione degli anni ’40, che impediscono alle acque dolci della parte occidentale di defluire naturalmente nel Mar Nero; esse sono utilizzate principalmente per l’irrigazione. Dopo la diga orientale il lago segue il suo deflusso naturale, che forma l’area protetta di Uzungheren Liman, e tramite il canale naturale Poda, nell’omonima area protetta, sfocia nel golfo di Foros.