La rivolta di Los Angeles (citata nelle fonti in lingua inglese come 1992 Los Angeles Riots o anche Rodney King Uprising, cioè "sommossa di Rodney King") è stata una serie di sommosse a sfondo razziale scoppiata nella città di Los Angeles il 29 aprile 1992 e cessata il 4 maggio dello stesso anno. I disordini iniziarono a South Central Los Angeles il 29 aprile, dopo l'assoluzione di quattro agenti del Dipartimento di polizia di Los Angeles (LAPD) per l'uso eccessivo della forza nell'arresto e nel pestaggio di Rodney King, che era stato filmato da un privato cittadino e poi trasmesso da diverse reti televisive.
Le rivolte successivamente si diffusero in tutta l'area metropolitana di Los Angeles, con migliaia di persone in rivolta per un periodo di sei giorni dopo l'annuncio del verdetto. Durante i disordini si verificarono saccheggi, aggressioni, incendi dolosi e omicidi, e le stime dei danni alle proprietà superarono il miliardo di dollari. Con la polizia locale sopraffatta nel controllare la situazione, l'allora governatore della California Pete Wilson schierò la Guardia Nazionale californiana, e il presidente George H. W. Bush inviò la 7th Infantry Division e la 1st Marine Division.
Con lo schieramento dei militari, l'ordine fu ristabilito in tutta la città, ma durante i disordini furono uccise 63 persone, vi furono feriti e più di arresti. Il capo della polizia Daryl Gates, che aveva già annunciato le sue dimissioni durante le sommosse, fu accusato della maggior parte degli incidenti.
Gli antefatti Il fermo e le violenze su Rodney King
La notte del 3 marzo 1991 Rodney King, un tassista afroamericano che stava trasportando due passeggeri sulla Foothill Freeway, di Los Angeles, forzò un posto di blocco della polizia, ignorando l'ordine di fermarsi. Una pattuglia della California Highway Patrol (CHP) iniziò un inseguimento ad alta velocità attraverso autostrade e quartieri residenziali della città. Quando King si fermò, gli agenti della CHP Timothy Singer e Melanie Singer arrestarono tutti e tre gli occupanti dell'auto. Dopo che i due passeggeri furono caricati a bordo dell'auto di pattuglia, cinque agenti della polizia di Los Angeles (Stacey Koon, Laurence Powell, Timothy Wind, Theodore Briseno e Rolando Solano) circondarono King. Dopo di che, lo colpirono due volte con un taser. Un poliziotto disse che King sembrava armato e sotto l'effetto di fenciclidina, una droga molto diffusa in quel periodo, e che resistette all'arresto. I cinque agenti a quel punto accerchiarono King e lo bastonarono violentemente con i manganelli, mentre era indifeso per terra.
La registrazione del fatto Il pestaggio, che secondo gli agenti era stato innescato dall'atteggiamento di King, venne ripreso da un videoamatore, George Holliday, che lo filmò dalla sua casa. La registrazione era lunga 12 minuti e venne ceduta ai maggiori network televisivi e mostrato all'opinione pubblica statunitense. Il filmato di King picchiato dalla polizia divenne un punto di riferimento immediato per l'attenzione dei media e un tema comune per gli attivisti di Los Angeles e di tutti gli Stati Uniti. La copertura mediatica dell'incidente fu notevolmente ampia durante le prime due settimane: furono pubblicati più di cento articoli su vari quotidiani nazionali e dedicate molte ore di approfondimento sui network televisivi.
Dopo aver visto la registrazione del pestaggio, il capo della polizia di Los Angeles Daryl Gates commentò:
Le accuse e il processo Prima della diffusione del video del pestaggio, i leader delle minoranze di Los Angeles si erano ripetutamente lamentati delle molestie e dell'eccessivo uso della forza da parte degli agenti della polizia di Los Angeles nei confronti degli appartenenti alle minoranze. Una commissione indipendente (la Christopher Commission), formatasi dopo la pubblicazione del video, concluse che un "numero significativo" di agenti della LAPD "usa ripetutamente la forza eccessiva contro il pubblico e ignora costantemente le linee guida scritte del dipartimento sull'uso della forza", e che i pregiudizi relativi a razza, sesso e orientamento sessuale erano fattori determinanti nell'uso eccessivo della forza. La relazione della commissione chiese le dimissioni del capo della polizia Daryl Gates e dell'intera commissione civile della polizia.
Quattro poliziotti coinvolti vennero incriminati: si trattava di Stacey Koon, Laurence Powell, Timothy Wind e Theodore Briseno. Nella giuria, che nel sistema giudiziario degli Stati Uniti viene scelta con molte trattative e compromessi tra la difesa e l'accusa, non c'erano neri: nove giurati erano bianchi, uno era ispanico, uno asiatico e soltanto uno aveva il padre afroamericano. Il 29 aprile 1992, dopo sette giorni di discussioni, la giuria, dopo aver esaminato il video, prosciolse tutti e quattro dall'accusa di aggressione, e tre su quattro anche dall'accusa di uso eccessivo della forza.
I disordini Fuori dal tribunale si radunò in fretta una folla di qualche centinaio di persone, quasi tutte afroamericane. Subito dopo la sentenza si scatenò la rivolta della comunità afroamericana di Los Angeles, che raggiunse l'apice nei due giorni successivi, fino a quando lo spiegamento delle forze armate contribuì a migliorare la situazione. Le prime segnalazioni di violenze arrivarono dalla zona dell'incrocio tra Florence e Normandie. Tra le cinque e le sei di pomeriggio la polizia ricevette altre segnalazioni di violenze in altre zone di South Los Angeles: soprattutto esponenti delle gang locali avevano iniziato a tirare pietre alle auto e a devastare i negozi. Intervennero pattuglie della polizia, ma in alcuni casi ci furono resistenze agli arresti e scontri. La situazione più grave però si stava sviluppando all'incrocio tra Florence e Normandie, dove la folla acquistò coraggio dopo che la polizia si era sostanzialmente ritirata, e continuò e intensificò le devastazioni.
Il capo della polizia disse che la polizia stava gestendo con professionalità la situazione, ma già verso le ore 19:00 fu chiaro che la situazione era sfuggita al controllo degli agenti. Un camionista bianco, Reginald Denny, fu fermato all'incrocio tra Florence e Normandie, pestato brutalmente e quasi ucciso da due uomini afroamericani, che si misero a ridere e schernire l'uomo di fronte alle telecamere di un elicottero giunto sul posto. Poco dopo un altro camionista, Larry Tarvin fu aggredito mentre percorreva Florence Avenue. L'aggressione a Denny fu trasmessa in diretta, e chiarì che le sommosse non si sarebbero fermate nel giro di un giorno. Alle ore 20:00, Gates rientrò in città per prendere in mano la situazione, ma la risposta dell'amministrazione fu lenta e inefficace, anche a causa dei dissidi fra Gates e il sindaco afroamericano di Los Angeles, Tom Bradley.
Giorno 1 - mercoledì 29 aprile Prima del verdetto Nella settimana prima della sentenze su Rodney King, il capo della polizia Gates stanziò 1 milione di dollari per possibili straordinari della polizia. Nonostante questa misura, l'ultimo giorno del processo, due terzi dei capitani di pattuglia della polizia di Los Angeles erano fuori città a Ventura, in California, per il primo giorno di un seminario di formazione che sarebbe durato tre giorni.
Alle 13:00 del 29 aprile il giudice Stanley Weisberg annunciò che la giuria aveva raggiunto un verdetto, ma che quest'ultimo sarebbe stato letto solo due ore dopo. Questo fu fatto per dare ai giornalisti, ma anche alla polizia e ad altri soccorritori di emergenza, il tempo di prepararsi al risultato, poiché si temeva che i poliziotti sarebbero stati assolti. La polizia attivò il suo centro operativo di emergenza, che tuttavia fu accusato successivamente di non aver messo in atto alcuna azione preparatoria per ciò che stava per succedere. In particolare, le persone destinate al personale del centro non entrarono in servizio prima delle 16:45, e non fu intrapresa alcuna azione per provvedere a un cambio di turno. Il centro quindi non era né preparato né operativo quando fu letto il verdetto.
La lettura del verdetto L'assoluzione dei quattro agenti fu annunciata alle ore 15:15. Nel frattempo, più di 300 persone si erano radunate di fronte al tribunale per protestare contro il verdetto. Mentre montavano le proteste di fronte al tribunale, un gruppo di persone entrò in un negozio di liquori con l'intenzione di "farla pagare per quello che stavano subendo". Il figlio del proprietario fu colpito con una bottiglia e due giovani distrussero la vetrata dell'ingresso mentre gli altri rubavano alcuni alcolici. Due agenti della polizia intervennero, ma non trovando gli aggressori, si limitarono a compilare un rapporto.
Alle 16:58 il sindaco Tom Bradley, primo afro-americano a ricoprire tale carica, tenne una conferenza stampa per discutere del verdetto. Durante la conferenza, espresse rabbia per l'assoluzione degli agenti, ma invitò i cittadini alla calma. Più tardi, il vicecapo della polizia Bob Vernon dichiarò che le parole di Bradley furono interpretate come un invito alla rivolta, dato che le segnalazioni di crimini aumentarono drasticamente un'ora dopo la conferenza.
Gli scontri all'incrocio tra la 71st e la Normandie A Florence e Halldale, due agenti richiesero supporto per arrestare un giovane sospettato di aver lanciato un oggetto contro l'auto di pattuglia, mentre era in corso un inseguimento a piedi. Circa ventiquattro poliziotti, comandati dal tenente Michael Moulin, della 77ª Divisione della LAPD, giunsero sul posto e arrestarono il giovane Seandel Daniels, 16 anni, caricandolo sul sedile posteriore di un'autopattuglia. Il trattamento riservato al giovane, un adolescente ben noto nella comunità, agitò ulteriormente una folla sempre più numerosa e inquieta, che iniziò a schernire e a rimproverare la polizia. Tra la folla c'erano anche Bart Bartholemew, fotografo freelance del New York Times, e un residente della zona, Timothy Goldman, che iniziò a registrare gli eventi con una videocamera.
La polizia formò un perimetro attorno agli agenti che stavano conducendo l'arresto per difenderli dalla folla sempre più ostile, il che portò a ulteriori alterchi e arresti. Nella confusione un membro della folla rubò una torcia a uno dei poliziotti. Temendo che gli agenti avrebbero fatto ricorso all'uso della "forza potenzialmente letale" per respingere la folla, il tenente Moulin ordinò a tutti gli agenti di ritirarsi. Durante la ritirata, la folla inseguì gli agenti lanciando loro sassi, oggetti contundenti e armi improvvisate. I detriti colpirono anche un automobilista di passaggio. Moulin in seguito affermò che gli agenti erano in inferiorità numerica e impreparati a gestire la situazione, anche perché la loro attrezzatura antisommossa era stata immagazzinata presso l'Accademia di polizia.
Moulin segnalò la ritirata verso le 17:50. Il comando della polizia disse agli agenti di recarsi presso un deposito pullman fra la 54th e Arlington, e ordinò di attendere ulteriori istruzioni. Moulin a quel punto chiese spiegazioni di quanto stava succedendo, ma il comando rispose che stavano ancora "formando delle squadre" e che il deposito era stato convertito in un avamposto della polizia. Tuttavia, l'avamposto fu essenzialmente inutile e diede prova dell'impreparazione della polizia. Mentre gli incidenti e le sommosse che avvennero nelle ore successive furono trasmesse in diretta su tutti i canali, i poliziotti di stanza al deposito non furono informati dei fatti.
I tumulti e le aggressioni all'incrocio tra la Florence e la Normandie