Costretto all'abdicazione dal suo trono secolare nell'ambito delle guerre della prima coalizione antifrancese, quando la riva sinistra del Reno venne occupata e poi annessa dalla Francia, fu l'ultimo principe-elettore di Colonia.
Biografia I primi anni e la scelta della carriera ecclesiastica Massimiliano era il sedicesimo e ultimo figlio dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo e dell'imperatore Francesco Stefano di Lorena, nonché nipote prediletto del feldmaresciallo Carlo Alessandro di Lorena. Fu fratello di personaggi di spicco dell'epoca, come i futuri imperatori Giuseppe II e Leopoldo II, e delle arciduchesse Maria Antonietta, poi regina consorte di Luigi XVI di Francia, e Maria Carolina, poi regina consorte di Napoli e Sicilia.
All'età di nove anni suo padre morì e pertanto la sua educazione ricadde interamente nelle mani di sua madre Maria Teresa. Fin da piccolo, infatti, la madre aveva contato di affidargli un giorno il governatorato dell'Ungheria e per questo scopo già dal 1767 gli aveva concesso la Gran Croce dell'Ordine di Santo Stefano e gli aveva profilato all'orizzonte un futuro nell'esercito imperiale (come accadeva del resto per molti nobili rampolli delle famiglie aristocratiche europee dell'epoca). Per questo intraprese già dal 1774 un grand tour che toccò tappe importanti come la Germania, i Paesi Bassi, l'Italia e la Francia. Durante il soggiorno alla reggia di Versailles, dove sua sorella regnava come sovrana consorte, rimase disgustato dalla mentalità della nobiltà francese e sviluppò un'avversione del tutto personale al popolo di Francia, che perdurò per il resto della sua vita e condizionò molte delle sue future scelte. Durante il suo soggiorno a Salisburgo, il celebre compositore austriaco Mozart gli dedicò la sua opera Il re pastore.Maximilian Franz, Erzherzog von Österreich, in http://www.deutsche-biographie.de/
Prese parte per breve tempo alla Guerra di successione bavarese, accompagnando il fratello Giuseppe II e, per quanto lodato dall'imperatore stesso per l'abilità dimostrata anche sul campo, a causa di una brutta caduta da cavallo che gli procurò lesioni permanenti ad una gamba e lo rese inabile al servizio militare, dovette rinunciare con dolore alla possibilità di una carriera nell'esercito imperiale. Pertanto decise di dedicare il resto della sua vita a Dio. Nel 1780, quando morì l'amato zio Carlo di Lorena, Massimiliano gli successe anche come capo dell'Ordine Teutonico.Eduard Hegel, Das Erzbistum Köln zwischen Barock und Aufklärung. Vom pfälzischen Krieg bis zum Ende der französischen Zeit, Colonia, 1979, p.66
Una carriera "programmata"
Maria Teresa, che inizialmente non aveva considerato per Massimiliano Francesco la carriera ecclesiastica, si confidò con il primo ministro Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg, che le consigliò di far ottenere al figlio la dignità di principe-arcivescovo di Colonia. Il cancelliere imperiale sostenne infatti che la promozione di questo rampollo della casata degli Asburgo avrebbe costituito un contrappeso non indifferente nel gioco dell'influenza prussiana nella Germania nord-occidentale, grazie alla posizione strategica dell'elettorato di Colonia.
La candidatura di Massimiliano Francesco, come era prevedibile, venne osteggiata da più parti e precisamente, oltre che dalla Prussia, anche dai Paesi Bassi e dal ministro di stato di Münster, Franz von Fürstenberg.Wilhelm Kohl, Das Bistum Münster. Die Diözese 3. Berlino - New York, 2003 (Germania Sacra. Neue Folge, vol. 7,3) p.718 L'influenza di una figura rilevante come Maria Teresa ed una lettera scritta di proprio pugno da Luigi XVI di Francia (cognato di Massimiliano Francesco) riuscirono infine a vincere tutte le resistenze ed a convincere il vescovo di Colonia in carica, Maximilian Friedrich von Königsegg-Rothenfels, a prendere Massimiliano come vescovo coadiutore e canonico della cattedrale (che era il passo naturale alla successione di quella sede episcopale). Il capitolo lo confermò alla carica di coadiutore il 16 agosto 1780 ed inviò Heinrich Johann von Droste zu Hülshoff a recare la notizia all'imperatrice.
Al di là delle mere cariche onorifiche, giunto a questo punto si rendeva necessario per Massimiliano Francesco prendere una posizione chiara sulla sua futura carriera ecclesiastica e per questo il 9 luglio 1780 decise di ottenere la tonsura a Vienna, nella cappella del palazzo imperiale, per mano del nunzio apostolico in Austria, Giuseppe Garampi, ricevendo anche gli ordini minori il 1º agosto di quello stesso anno.Eduard Hegel, Das Erzbistum Köln zwischen Barock und Aufklärung. Vom pfälzischen Krieg bis zum Ende der französischen Zeit, Colonia, 1979, p.69
Principe-elettore di Colonia e vescovo di Münster
Nel 1783 Massimiliano Francesco si recò a Roma in visita a papa Pio VI, ma il 21 aprile dell'anno successivo venne costretto a fare ritorno urgentemente a Colonia per via della morte del vescovo in carica, che ricopriva altresì il ruolo di vescovo di Münster. Il 27 aprile 1784, come era prevedibile, il capitolo della cattedrale lo prescelse, a soli 28 anni, quale successore del defunto vescovo. Egli prese residenza ufficiale a Bonn, assumendo dunque la direzione degli affari del suo nuovo principato ecclesiastico. Dopo un ritiro spirituale di tre settimane nel seminario di Colonia, l'8 dicembre 1784 venne consacrato a Colonia suddiacono dal nunzio Giuseppe Bellisomi, il 16 dicembre venne nominato diacono ed il 21 dicembre venne ordinato sacerdote. Dopo il Natale del 1784 celebrò la sua prima messa e l'8 maggio 1785 venne consacrato vescovo di Colonia e di Münster dall'arcivescovo di Treviri, Clemente Venceslao di Sassonia.
Pur non avendo intrapreso la carriera ecclesiastica per vocazione, Massimiliano Francesco prese a cuore devotamente i suoi nuovi doveri, a differenza di quanto avevano fatto alcuni dei suoi predecessori. Celebrò la messa nella cattedrale quotidianamente, fece buon uso delle leggi ecclesiastiche e prese parte personalmente alle processioni della sua diocesi, come quella importantissima del Corpus Domini, che si svolgeva annualmente. Compì diverse visite pastorali nella sua diocesi e amministrò le cresime da buon pastore, mentre spesso i suoi predecessori avevano lasciato queste attività di "ordinaria amministrazione" ai loro vescovi ausiliari.Eduard Hegel, Das Erzbistum Köln zwischen Barock und Aufklärung. Vom pfälzischen Krieg bis zum Ende der französischen Zeit, Colonia, 1979, p.79-85. Viene riportato che durante una sua visita in Westfalia, ad Arnsberg e poi a Brilon, in pochi giorni cresimò oltre 27.000 persone
Fervido sostenitore dell'illuminismo e delle riforme attuate nell'impero da parte di suo fratello Giuseppe II, abolì fronzoli e costumi elaborati a corte, mantenendo personalmente uno stile di vita sobrio e aperto nei confronti di tutti. A Bonn preferì soggiornare all'Oberbergamt Bonn, a differenza dei suoi predecessori che prediligevano sempre il palazzo arcivescovile, mentre a Münster soggiornò di rado. Il suo conservatorismo e la sua estrema diffidenza anche verso i suoi collaboratori di governo gli attirarono ad ogni modo già all'epoca non poche critiche e pamphlets.Eduard Hegel, Das Erzbistum Köln zwischen Barock und Aufklärung. Vom pfälzischen Krieg bis zum Ende der französischen Zeit, Colonia, 1979, p.71
Il principe illuminato Esattamente come suo zio Carlo di Lorena, Massimiliano era un uomo di profonda cultura; egli amava le arti in ogni genere e sostenne per questo scopo diversi artisti tra i più noti della sua epoca, soprattutto musicisti del calibro di Mozart, Haydn, Beethoven ed altri, ma anche filosofi e scrittori (abbastanza insolito e strano per un potente della Chiesa). Inoltre scrisse alla sorella Maria Antonietta che prevedeva una rivoluzione in Francia entro poco tempo e ne appoggiava segretamente gli ideali (dando però contemporaneamente asilo agli aristocratici fuggiaschi). A tutto questo va aggiunto che molte persone con cui aveva stretti rapporti di amicizia (i suoi artisti in primis) erano membri di società segreteIl nome di Massimiliano di Lorena è stato associato al fantomatico Priorato di Sion, di cui egli sarebbe stato Gran Maestro. In realtà il Priorato di Sion (recentemente assurto a grande notorietà a seguito del successo del bestseller "Il codice Da Vinci") fu inventato nel 1953 da Pierre Plantard, che successivamente produsse anche la pretesa lista dei Grandi Maestri (in cui figura anche Carlo Alessandro di Lorena), senza alcun fondamento storico..
Per questi suoi scopi iniziò una campagna di profonde riforme nel suo stato, volte ad ammodernarlo pur mantenendolo nell'etica di un principato ecclesiastico sottoposto al governo del Sacro Romano Impero.
La riforma scolastica
Uno dei principali obiettivi di Massimiliano Francesco nel governo del suo principato fu la riforma dell'educazione scolastica. Egli volle che essa fosse alla base del miglioramento della scuola pubblica, che doveva essere estesa il più possibile grazie anche all'istituzione di scuole apposite per la formazione degli insegnanti, adeguatamente testati da un esame prima di essere abilitati alla professione. I primi modelli di queste nuove istituzioni si ebbero già dal 1783 a Münster e dal 1784 a Mergentheim. Nell'elettorato di Colonia il vero motore di queste riforme fu il pedagogista Friedrich Adolf Sauer, persona di estrema fiducia del vescovo, il quale intuì anche la necessità di creare in questo contesto delle scuole industriali nelle quali gli alunni, oltre all'alfabetizzazione, avessero la possibilità di affiancare attività pratiche e lavorative.Eduard Hegel, Das Erzbistum Köln zwischen Barock und Aufklärung. Vom pfälzischen Krieg bis zum Ende der französischen Zeit, Colonia, 1979, p.72
La riforma ecclesiastica Orientato dagli ideali dell'assolutismo illuminato, Massimiliano Francesco cercò di rafforzare l'autorità del vescovo nella sua diocesi e le sue competenze in ambito ecclesiastico locale. Ovviamente in questo suo sforzo l'arciduca incontrò delle opposizioni, in particolare dai rappresentanti dello stato laico nei territori secolari sottoposti alla sua giurisdizione e dalle varie potenze ecclesiastiche intermedie che si frapponevano tra il popolo e la curia.Eduard Hegel, Das Erzbistum Köln zwischen Barock und Aufklärung. Vom pfälzischen Krieg bis zum Ende der französischen Zeit, Colonia, 1979, p.73 Rispetto dunque ad altri sovrani con lui confinanti, il suo approccio in materia di riforme ecclesiastiche non poté che rimanere contenuto. La situazione era invece di molto diversa per quanto riguardava la questione della nunziatura apostolica a Colonia, per la quale Massimiliano Francesco si batté largamente, dal momento che la nuova nunziatura di Monaco di Baviera pretendeva di essere responsabile di altri territori al di fuori dei domini dei Wittelsbach, tra cui i ducati di Kleve-Jülich-Berg, che appartenevano de facto all'arcidiocesi di Colonia. Preso da questa questione, abbracciando sempre più la politica ecclesiastica del fratello imperatore, Massimiliano Francesco sottoscrisse una lettera inviata al papa e sottoscritta anche da altri vescovi tedeschi (nota come puntualizzazione di Ems) nella quale si chiedeva al pontefice di rinunciare a delle nunziature apostoliche in Germania e di fare direttamente riferimento ai vescovi locali in caso di necessità.
La riforma giuridica, economica e sociale Massimiliano Francesco si concentrò nella riforma delle prerogative sociali del suo ministero: la magistratura venne semplificata e velocizzata nei suoi procedimenti, istituendo nel 1786 una corte d'appello superiore con sede a Bonn, rendendo quindi de facto inutile il tribunale istituito presso la locale nunziatura apostolica e concentrando nelle mani dell'amministrazione del principato la giustizia locale. Sotto il suo governo venne completamente abolita la tortura.