LEucaristia,DOP, «Eucaristia ». Utilizzata anche la forma "eucarestia": o comunione, o santa cena, per gran parte delle Chiese cristiane, è il sacramento istituito da Gesù durante l'Ultima Cena, alla vigilia della sua passione e morte. Il termine deriva . Il Nuovo Testamento narra l'istituzione dell'eucaristia in quattro passi: Matteo ; Marco ; Luca ; Prima lettera ai Corinzi . In Gesù si definisce, in analogia con la manna, come il vero pane disceso dal cielo, che sazia e disseta per la vita eterna, inviato dal Padre a dare la vita per il mondo.
Le origini
Nell'Ultima Cena, secondo l'interpretazione cattolica del racconto dei vangeli, Gesù distribuì ai suoi discepoli il pane e il vino come suo corpo e suo sangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua memoria. La Chiesa cattolica, dunque, fin dalla sua origine, celebra l'atto sacramentale dell'Eucaristia come uno degli impegni lasciatile da Gesù stesso, suo Dio salvatore e fondatore. Secondo la dottrina cattolica, l'eucaristia è l'azione sacrificale durante la quale il sacerdote offre il pane e il vino a Dio, che, per opera dello Spirito Santo, diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo, lo stesso Corpo e lo stesso Sangue offerti da Gesù stesso sulla croce. I cristiani protestanti non credono nell'atto sacramentale come rinnovarsi del sacrificio della croce, né in generale credono nella transustanziazione; alcune comunità protestanti rifiutano anche la presenza reale. Molte non usano il nome Eucaristia, ma altri nomi, tipicamente Cena del Signore, Santa Comunione, Comunione o Santa Cena, che variano anche a seconda della lingua.
Terminologia Il Nuovo Testamento è stato originariamente scritto in lingua greca e il sostantivo greco εὐχαριστία (eucharistia), che significa "ringraziamento", appare alcune volte in questo, mentre il verbo greco correlato εὐχαριστήσας si trova più volte nei racconti del Nuovo Testamento dell'Ultima Cena,Thomas R. Schreiner, Matthew R. Crawford, The Lord's Supper (B&H Publishing Group 2011 ), p. 156John H. Armstrong, Understanding Four Views on the Lord's Supper (Zondervan 2009 )Robert Benedetto, James O. Duke, The New Westminster Dictionary of Church History (Westminster John Knox Press 2008 ), vol. 2, p. 231 compreso il più antico di questi:
Il termine εὐχαριστία (eucharistia) è quello con cui si fa riferimento al rito nella Didaché (documento di fine I o inizio II secolo),Eucharist in the New Testament by Jerome Kodell 1988 p. 51Theological Dictionary of the New Testament by Gerhard Kittel, Gerhard Friedrich and Geoffrey W. Bromiley 1985 p. 437Stanley E. Porter, Dictionary of Biblical Criticism and Interpretation (Taylor & Francis 2007 ), p. 207 negli scritti di Ignazio di Antiochia (morto tra il 98 e il 117)Epistle to the Ephesians 13:1; Epistle to the Philadelphians 4; Epistle to the Smyrnaeans 7:1, 8:1 e di Giustino Martire (Prima Apologia scritta tra il 155 e il 157).Introducing Early Christianity by Laurie Guy p. 196
Fonti paleocristiane La Didaché (in greco: Διδαχή) è un trattato della Chiesa primitiva che include istruzioni per il Battesimo e l'Eucaristia. La maggior parte degli studiosi la datano alla fine del I secolo.Bruce Metzger. The canon of the New Testament. 1997 L'Eucaristia è menzionata nei capitoli 9,9:1 Riguardo all'eucaristia, così rendete grazie: 9:2 dapprima per il calice: Noi ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la santa vite di David tuo servo, che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli. 9:3 Poi per il pane spezzato: Ti rendiamo grazie, Padre nostro, per la vita e la conoscenza che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli. 9:4 Nel modo in cui questo pane spezzato era sparso qua e là sopra i colli e raccolto divenne una sola cosa, così si raccolga la tua Chiesa nel tuo regno dai confini della terra; perché tua è la gloria e la potenza, per Gesù Cristo nei secoli. 9:5 Nessuno però mangi né beva della vostra eucaristia se non i battezzati nel nome del Signore, perché anche riguardo a ciò il Signore ha detto: "Non date ciò che è santo ai cani". 1010:1 Dopo che vi sarete saziati, così rendete grazie: 10:2 Ti rendiamo grazie, Padre santo, per il tuo santo nome che hai fatto abitare nei nostri cuori, e per la conoscenza, la fede e l'immortalità che ci hai rivelato per mezzo di Gesù tuo servo. A te gloria nei secoli. 10:3 Tu, Signore onnipotente, hai creato ogni cosa a gloria del tuo nome; hai dato agli uomini cibo e bevanda a loro conforto, affinché ti rendano grazie; ma a noi hai donato un cibo e una bevanda spirituali e la vita eterna per mezzo del tuo servo. 10:4 Soprattutto ti rendiamo grazie perché sei potente. A te gloria nei secoli. 10:5 Ricordati, Signore, della tua chiesa, di preservarla da ogni male e di renderla perfetta nel tuo amore; santificata, raccoglila dai quattro venti nel tuo regno che per lei preparasti. Perché tua è la potenza e la gloria nei secoli. 10:6 Venga la grazia e passi questo mondo. Osanna alla casa di David. Chi è santo si avanzi, chi non lo è si penta. Maranatha. Amen. 10:7 Ai profeti, però, permettete di rendere grazie a loro piacimento. e 14.14:1 Nel giorno del Signore, riuniti, spezzate il pane e rendete grazie dopo aver confessato i vostri peccati, affinché il vostro sacrificio sia puro. 14:2 Ma tutti quelli che hanno qualche discordia con il loro compagno, non si uniscano a voi prima di essersi riconciliati, affinché il vostro sacrificio non sia profanato. 14:3 Questo è infatti il sacrificio di cui il Signore ha detto: "In ogni luogo e in ogni tempo offritemi un sacrificio puro, perché un re grande sono io - dice il Signore - e mirabile è il mio nome fra le genti".
Ignazio di Antiochia (nato c. 35 o 50, morto tra il 98 e il 117), uno dei Padri apostolici, menziona l'Eucaristia come "la carne del nostro Salvatore Gesù Cristo"VII, 1. Stanno lontani dalla eucaristia e dalla preghiera perché non riconoscono che l'eucaristia è la carne del nostro salvatore Gesù Cristo che ha sofferto per i nostri peccati e che il Padre nella sua bontà ha risuscitato. Costoro che disconoscono il dono di Dio, nel giorno del giudizio, moriranno. Sarebbe meglio per loro praticare la carità per risorgere. Conviene star lontano da essi e non parlare con loro né in privato né in pubblico, per seguire invece i profeti e specialmente il vangelo nel quale è manifestata la passione e compiuta la risurrezione. Fuggite le faziosità come il principio dei mali. Lettera Ai Cristiani di Filadelfia VII,1Preoccupatevi di attendere ad una sola eucarestia. Una è la carne di nostro Signore Gesù Cristo e uno il calice dell'unità del suo sangue, uno è l'altare come uno solo è il vescovo con il presbiterato e i diaconi miei conservi. Se ciò farete, lo farete secondo Dio. Lettera Ai Cristiani di Filadelfia 1.1.1.5
Giustino Martire (nato c. 100, morto c. 165) cita a questo proposito:
Nella sua prima Apologia Giustino descrive come l'Eucaristia veniva celebrata a Roma alla metà del II secolo, priva ancora delle particolarità del rito romano attuale, delle quali sono testimonianze il Sacramentario veronese o leoniano (VI secolo) e il Sacramentario gelasiano (VIII secolo).Adrian Fortescue, Liturgy of the Mass in Catholic Encyclopedia New York 1910
Giustino, al quale è attribuito il merito di essere il primo a registrare il formato base della messa: liturgia della parola seguita da liturgia dell'eucaristia.Julie Young, Eric Augenstein, Catholicism Penguin 2015 p. 152 indica più dettagliatamente i seguenti elementi:Thomas P. Rausch, The Roots of the Catholic Tradition Wipf and Stock Publishers 2002 142–143Emma Loosley, The Architecture and Liturgy of the Bema in Fourth- to-Sixth-Century Syrian Churches BRILL 2012 79Ian Levy, Gary Macy et alii, [A Companion to the Eucharist in the Middle Ages] BRILL 2011 22 Frequenza settimanale: "Nel giorno appellato del sole tutti quelli che sono nella città o campagne convengono insieme".Opere di san Giustino filosofo e martire. Recate dal greco in italiano con prefazioni e note da d. Gio. Battista Gallicciolli Venezia 1799 vol. 1, pp. 478–480 capitolo LXVII Letture: "Si leggono le Memorie degli apostoli, e gli scritti dei profeti finché il tempo lo permette". Omelia: "Il prefetto fa per discorso un'ammonizione ed esortazione perché s'imitino queste belle cose". Preghiere dei fedeli in comune: "In seguito sorgiamo tutti in comune e facciamo preghiere"; nelle celebrazioni dopo il conferimento del battesimo ad un nuovo cristiano, "orare instantemente per se stessi e per l'illuminato, e per tutti gli altri in qualunque luogo sieno, perché vengano fatti degni di imparare le cose vere, e di venire fatti degni conversatori buoni, e osservatori dei comandamenti, acciò conseguiamo l'eterna salute".Opere di san Giustino filosofo e martire. Recate dal greco in italiano con prefazioni e note da d. Gio. Battista Gallicciolli Venezia 1799 vol. 1, pp. 473–475 capitolo LXV Bacio della pace: "Terminate le orazioni ci salutiamo a vicenda con un bacio". Offerta di pane e vino e acqua: "Si offre pane, vino e acqua"; "Poscia offresi al presidente dei fratelli pane e una tazza di acqua e vino temperato". Azione di grazie per bocca del presidente: "Ed egli prendendolo celebra lode e gloria al Padre dell'universo pel nome del Figliuolo e dello Spirito santo e celebra a lungo l'azione di grazie per essere noi fatti degni da lui di queste cose"; "il prefetto fa similmente orazioni e azioni di grazie a tutta sua possa". Acclamazione del popolo: "Il popolo acclama dicendo l'Amen"; "tutto il popolo presente acclama dicendo: Amen. La parola amen in lingua ebraico significa, sia fatto". Comunione: "Quelli che da noi sono chiamati diaconi, danno a cadauno dei presenti da partecipare del pane, del vino e dell'acqua, adoprati per celebrare l'azione di grazie, e ne portano ai non presenti"; "Fassi a cadauno la distribuzione e la partecipazione delle cose colle quali si celebrò l'Eucaristia, e ai non presenti si mandano per mezzo dei diaconi". Colletta per i bisognosi: "I ricchi veramente, e quelli che vogliono, ciascuno a suo arbitrio dà ciò che vuole. E quello che si raccoglie viene depositato appresso il prefetto: ed egli soccorre gli orfani e le vedove ...".
VII-VIII secolo Nell'ottobre 2025 è stato dato l'annuncio del ritrovamento a Topraktepe di cinque pani eucaristici risalenti al VII-VIII secolo di cui uno raffigura insolitamente Gesù Cristo come contadino, in analogia alla parabola del buon seminatore. La raffigurazione è accompagnata dalla scritta greca Con gratitudine a Gesù benedetto, che indica il significato etimologico della parola "Eucaristia" (rendere grazie a Dio) e richiama il rito della benedizione dei pani.
Studi moderni ed ecumenismo Alcuni studi recenti hanno interpretato le origini dell'eucaristia in relazione a temi quali il rapporto tra storia e teologia nei resoconti evangelici, il confronto con il contesto ebraico e greco-romano del tempo, e l'evoluzione delle pratiche e delle dottrine, anche in relazione alle varianti riscontrate da luogo a luogoThe Oxford history of Christian worship, di Geoffrey Wainwright, Karen Beth Westerfield Tucker, 2005. Secondo altre ipotesiMarcello Craveri, Un uomo chiamato Gesù, 1993 ISBN 88-7122-975-4Preserved Smith, A short history of Christian theophagy, 1922 il sacramento dell'Eucaristia sarebbe frutto di un'evoluzione della coscienza delle prime comunità cristiane, in qualche modo influenzata dalle "cerimonie mitiche e di culti misterici teofagici" presenti nelle civiltà ellenisticheJames Hastings, Encyclopedia of Religion and Ethics, 2003 p. 136.
Il ruolo centrale della celebrazione eucaristica nel cristianesimo e lo sviluppo, da parte delle diverse confessioni religiose, di variazioni anche molto significative hanno inoltre reso il confronto sull'eucaristia uno dei temi centrali del movimento ecumenicoMerriam-Webster's encyclopedia of world religions, 2000..