Con battaglia di mezzo giugno (o battaglia di Pantelleria) si indica la serie di scontri aeronavali avvenuti, fra il 12 e il 16 giugno 1942, nel Mediterraneo centrale e orientale durante la seconda guerra mondiale. I combattimenti, che si inquadrano nella più ampia battaglia del Mediterraneo, videro le forze aeree e navali di Italia e Germania contrastare due operazioni di rifornimento dell'isola di Malta condotte dalla Royal Navy britannica (comprendente anche unità australiane e polacche), chiamate in codice Harpoon e Vigorous.Il termine "battaglia di mezzo giugno" è usato unicamente dalla storiografia italiana; la storiografia anglosassone considera invece le due operazioni come eventi separati e distinti, facendo quindi riferimento ad esse con i rispettivi nomi in codice. Tali operazioni – svolgendosi in una zona del Mediterraneo molto ampia – furono distinte in base alle rotte: da Alessandria d'Egitto la Vigorous e da Gibilterra la Harpoon, convergenti entrambe su Malta in un arco temporale di cinque giorni.
La battaglia può essere considerata un successo delle forze dell'Asse: il convoglio Harpoon, salpato da Gibilterra con la scorta delle navi da guerra del viceammiraglio Alban Curteis, fu sottoposto a lunghi attacchi da parte dei velivoli dell'Asse e dei sommergibili italiani durante il suo tragitto verso il Canale di Sicilia, venendo anche affrontato nelle acque antistanti l'isola di Pantelleria dagli incrociatori italiani dell'ammiraglio Alberto da Zara; in totale, dei sei mercantili facenti parte del convoglio solo due riuscirono ad arrivare a destinazione, mentre la scorta dovette subire forti perdite, sia direttamente dalle forze dell'Asse sia dai campi minati che circondavano Malta.
Il convoglio Vigorous, salpato da Alessandria sotto il comando del contrammiraglio Philip Vian, subì ripetuti attacchi aerei italo-tedeschi e da parte dei sommergibili e delle motosiluranti della Kriegsmarine, perdendo via via numerose unità; con la sua rotta di avvicinamento a Malta tagliata dall'uscita in mare del nucleo centrale della flotta italiana dell'ammiraglio di squadra Angelo Iachino (che nel tragitto ebbe l'incrociatore pesante Trento affondato da un sommergibile nemico), il convoglio invertì la rotta e rientrò alla base, senza essere riuscito a far arrivare sull'isola nessuno dei mercantili che lo componevano.
Antefatti L'assedio di Malta
Fin dall'entrata in guerra dell'Italia nel giugno del 1940, Malta aveva acquisito un importante ruolo strategico: l'isola è posta quasi al centro del Mediterraneo e per tale motivo durante il conflitto rivestiva una notevole importanza nell'ambito della campagna del Nordafrica, visto che si trovava in mezzo sia alla rotta usata dagli italiani per approvvigionare le loro truppe in Libia, sia alla via più breve tra il Regno Unito e le sue forze in Egitto, attraverso lo stretto di Gibilterra e il canale di Sicilia. Allo scoppio della guerra l'isola risultava in gran parte indifesa: la sua posizione esposta la rendeva talmente vulnerabile ad attacchi italiani che i britannici avevano dato per certa una sua imminente invasione, provvedendo di conseguenza ad allontanare dall'isola le loro forze aeree e navali, e ad evacuare il personale più importante.. Tuttavia nei giorni e nei mesi seguenti divenne sempre più palese che nessun tentativo d'invasione era in corso, anche perché l'alto comando italiano non aveva approntato nessun piano per questa evenienza. (lo farà solo nell'ottobre 1941 con la cosiddetta operazione C3.): i britannici quindi provvidero a rinforzare le difese dell'isola e trasformarla in una base per le loro unità aeree, navali e subacquee da impegnare negli attacchi contro il traffico italiano diretto in Libia..
Per i successivi due anni diversi scontri ebbero luogo nelle acque antistanti Malta: se i mezzi britannici di base nell'isola riuscivano ad ostacolare le rotte di rifornimento del nemico, quelli italiani di converso si dedicavano ad attaccare i cargo che portavano tutto il necessario per sostenere la difesa dell'arcipelago maltese. Il problema del rifornimento di Malta divenne via via sempre più gravoso per la Royal Navy, la marina militare britannica: era necessario garantire non solo l'approvvigionamento di tutto quello che serviva per fare dell'isola una base militare (velivoli, munizioni, pezzi di ricambio e rifornimenti militari), ma anche mantenere un flusso il più possibile costante di beni di prima necessità come viveri e combustibili, necessari non solo al personale militare ma anche alla numerosa popolazione civile.
Esistevano vari modi con cui la marina britannica faceva pervenire risorse e rifornimenti sull'isola: velivoli erano trasportati da navi portaerei, che li lanciavano verso gli aeroporti dell'isola una volta arrivate alla massima distanza possibile, mentre piccole quantità di materiali vitali come munizioni, medicinali e viveri potevano essere recapitati da singoli mercantili veloci, oppure da unità militari o sommergibili impiegati come navi da trasporto; il posamine , una veloce unità della classe Abdiel da 40 nodi, si distinse in questo genere di attività, compiendo numerosi viaggi di rifornimento da e per Malta e ottenendo per questo anche un encomio dallo stesso primo ministro britannico Winston Churchill.. Il metodo che garantiva però un maggior afflusso di risorse rimaneva quello di organizzare un vasto convoglio navale, composto dal maggior numero possibile di mercantili; poiché per le loro dimensioni i convogli non potevano non attirare l'attenzione del nemico, era necessario garantire loro una massiccia scorta militare, impiegando le risorse delle due formazioni navali britanniche impiegate nelle acque del Mediterraneo: la Mediterranean Fleet (Flotta del Mediterraneo) di base ad Alessandria d'Egitto e la Force H (Forza H) di base a Gibilterra.
Per volere dello stesso Adolf HitlerE contrariamente al parere del Großadmiral Karl Dönitz, comandante della flotta subacquea, che invece voleva concentrare tutte le risorse nella battaglia dell'Atlantico. Vedi: p. 51., la Kriegsmarine (la marina militare tedesca), dislocò a partire dal settembre del 1941 un contingente di U-Boot nel Mediterraneo, ottenendo subito diversi successi: il 14 novembre 1941 il sommergibile U-81 silurò e affondò la portaerei mentre rientrava da una missione di trasporto di aerei a Malta, mentre il 25 novembre seguente lU-331 colò a picco la corazzata mentre partecipava con il resto della flotta alla ricerca di convogli nemici nel Mediterraneo orientale.. Le capacità belliche della Mediterranean Fleet subirono un duro colpo il 19 dicembre 1941, quando incursori della Xª Flottiglia MAS italiana penetrarono nel porto di Alessandria e attaccarono le due navi da battaglia e : le due unità furono affondate ma si posarono sul basso fondale del porto, consentendone successivamente il recupero; per molti mesi però la flotta britannica si ritrovò priva di corazzate operative nel settore del Mediterraneo..
Il 16 gennaio 1942 decine tra generali e ammiragli italiani e tedeschi si riunirono a Garmisch-Partenkirchen per riprendere il piano italiano di invasione dell'isola, consigliati anche da consulenti giapponesi: fu deciso di far sbarcare le truppe solamente dopo un bombardamento di intensità crescente, che avrebbe dovuto minare fino in fondo la resistenza della guarnigione britannica.. Sembrava che l'ago della bilancia del confronto navale nel Mediterraneo si stesse spostando in favore delle forze dell'Asse: rinforzata dai velivoli del X Fliegerkorps (X corpo aereo) della Luftwaffe, l'aeronautica militare tedesca, giunti negli aeroporti della Sicilia all'inizio del 1941, la Regia Aeronautica aveva iniziato a sottoporre Malta ad una serie di estesi bombardamenti aerei, infliggendo danni enormi e compromettendo la tenuta della guarnigione. mentre, contemporaneamente, venivano preparati i mezzi da sbarco e si addestravano i paracadutisti; i continui raid aerei, che nel solo mese di marzo 1942 scaricarono dieci volte la quantità di bombe sganciate dai tedeschi durante il bombardamento di Coventry., obbligarono i britannici a ritirare le loro forze navali dislocate nell'isola.
Convogli verso Malta
Le rinnovate offensive aeronavali delle forze dell'Asse rendevano ormai complicate le operazioni di rifornimento dell'isola: tra il 22 e il 26 marzo 1942, durante gli eventi della cosiddetta seconda battaglia della Sirte, un convoglio britannico abbondantemente scortato aveva visto affondare in attacchi aerei dell'Asse tutti e quattro i mercantili che lo componevano, due dei quali all'interno del porto stesso di La Valletta poco dopo esservi approdati, e solo delle di rifornimenti trasportati avevano potuto essere recapitate.. Sull'isola continuava ad arrivare circa il 10% di quanto veniva inviato., e ciò aveva ripercussioni sulla resistenza della guarnigione: viveri e munizioni scarseggiavano, e il morale era molto basso. A metà del maggio del 1942, dopo che un preoccupante rapporto del nuovo governatore di Malta, Lord Gort, comunicava che l'isola disponeva di viveri per soli tre mesi, il comandante della Mediterranean Fleet viceammiraglio Henry Harwood decise di organizzare una nuova massiccia missione di rifornimento.. Per fare in modo che almeno una parte del carico potesse giungere a destinazione, questa volta i convogli sarebbero stati due: uno ("Harpoon"), partito da Gibilterra, sarebbe giunto a Malta da ovest mentre l'altro ("Vigorous"), salpato da Alessandria, sarebbe arrivato da est.; l'idea era che, trovandosi di fronte a due convogli contemporaneamente, le forze dell'Asse o si sarebbero divise, consentendo quindi ad ogni convoglio di affrontare una opposizione accettabile e di contenere le perdite, oppure si sarebbero concentrate solo su uno di essi, consentendo all'altro di arrivare alla meta indisturbato..
Il convoglio Harpoon sarebbe stato assemblato a Gibilterra con mercantili provenienti dal Regno Unito: i rifornimenti sarebbero stati trasportati da tre cargo britannici (Troilus, Orari e Burdwan), uno olandese (Tanimbar) e uno statunitense (Chant), mentre un vitale carico di carburante sarebbe stato portato dalla petroliera statunitense Kentucky; rifornimenti sarebbero stati caricati anche sul posamine HMS Welshman, che si sarebbe aggiunto al convoglio a Gibilterra per accompagnarlo durante parte del percorso fino a Malta, staccandosi poi per sfruttare la sua superiore velocità e ricongiungersi infine al convoglio il giorno 15 giugno dopo aver scaricato. La scorta del convoglio, guidata dal capitano di vascello Cecil Campbell Hardy, sarebbe stata costituita dall'incrociatore leggero , da nove cacciatorpediniere (di cui uno, lo , di costruzione britannica ma ceduto alla Marina polacca), da quattro dragamine e da sei motocannoniere del tipo Fairmile B (attrezzate anch'esse come dragamine); passata Gibilterra, il convoglio sarebbe stato scortato a distanza fino all'imboccatura del canale di Sicilia dalla "Force W" del viceammiraglio Alban Curteis, con le portaerei ed (che imbarcavano Fulmar, Swordfish e Sea Hurricane dei Naval Air Squadron 801, 807, 813, 824), la nave da battaglia , gli incrociatori leggeri (nave ammiraglia), e e otto cacciatorpediniere. La petroliera Brown Ranger, scortata da due corvette (Force Y), avrebbe provveduto al rifornimento in mare dei cacciatorpediniere di scorta al convoglio.