LFN P90 è una PDW progettata e prodotta dalla Fabrique Nationale d'Herstal in Belgio. Ideata in seguito alla richiesta da parte della NATO di un proiettile che sostituisse l'ormai vecchio 9 × 19 mm Parabellum, il P90 fu concepito come un'arma compatta ma potente per l'uso da parte di carristi, personale di supporto, forze speciali e unità anti-terrorismo.

Progettata in congiunzione con la pistola FN Five-seveN e il proiettile FN 5,7 × 28 mm, lo sviluppo dell'arma cominciò nel 1986 e la produzione nel 1990 (da cui il 90 del nome), quando il prototipo di munizione fu accorciato fino a divenire il 28 mm che conosciamo. Una variante del P90 modificata per usare il nuovo munizionamento venne alla luce nel 1993 quando fu messa in vendita anche la compagna Five-seveN.

Con il suo design bullpup, un mirino reflex integrato e controlli ambidestri, il P90 è un'arma con un look fortemente futuristico. La caratteristica forse più particolare dell'arma è il caricatore orizzontale montato sul lato superiore dell'arma.

Il P90 è attualmente in uso presso polizie e eserciti di oltre quaranta paesi, tra cui Austria, Brasile, Canada, Francia, Grecia, India, Malesia, Polonia e Stati UnitiTirans, Ivars (2009). "Baltic Defence Research and Technology 2009 Conference Proceedings". Military Review: Scientific Journal for Security and Defence (ISSN: 1407–1746), Nr. 3/4 (132/133), p 103.. Negli Stati Uniti, il P90 è impiegato da oltre 200 corpi di sicurezza, tra cui anche lo United States Secret Service. Progettata inizialmente come PDW, si potrebbe vedere l'arma anche come pistola mitragliatrice o addirittura fucile d'assalto compatto. La versione a fuoco selettivo del P90 è disponibile unicamente per i reparti militari, ma dal 2005 esiste in commercio una variante semiautomatica per il mercato civile denominata PS90.

Storia Sviluppo Il P90 (assieme al suo proiettile da 5,7 × 28 mm) fu sviluppato dalla FN di Herstal come risposta al bando NATO per rimpiazzare l'ormai vecchio 9 × 19 mm Parabellum (assieme alle armi che lo impiegavano)Gourley, S.; Kemp, I (November 26, 2003). "The Duellists". Jane's Defence Weekly (ISSN: 02653818), Volume 40 Issue 21, pp 26–28.. La NATO richiedeva l'adozione di due armi nel nuovo calibro: un'arma da spalla e una pistola da fianco. Secondo la NATO, queste nuove armi, denominate PDW (Personal Defense Weapons, armi da difesa personale) avrebbero dovuto fornire "protezione personale in situazioni estreme, nel momento in cui l'utilizzatore si fosse trovato a stretto contatto col nemico [...]". Nel 1989, la NATO rese pubblico il documento D/296, in cui venivano specificate le caratteristiche richieste per le nuove armi:

La nuova munizione doveva avere gittata, precisione ed efficacia superiori allo standard 9 × 19 mm. Inoltre, era richiesta potenza sufficiente a perforare i giubbotti antiproiettile. L'arma PDW prevista per la munizione avrebbe dovuto avere un peso inferiore ai 3 kg e montare un caricatore da almeno 20 colpi. La pistola prevista per la munizione avrebbe dovuto pesare meno di 1 kg (con un valore preferito di 700 g) e avere un caricatore da non meno di 20 colpi. Le due armi avrebbero dovuto presentare un design abbastanza compatto da permettere all'utilizzatore di tenerle addosso in qualunque circostanza, sia all'aperto che all'interno di veicoli o velivoli, con alta tolleranza alle condizioni ambientali.

La FN Herstal fu il primo produttore di armi portatili a rispondere al bando della NATO: venne subito proposto lo sviluppo di un'arma da difesa personale camerata per una nuova munizione da 5,7 mm ad alta velocità. Il munizionamento originale con nomenclatura ufficiale SS90 entrò in produzione con il P90 nel 1990. La SS90 accelerava il proiettile da 1,5 g (23 grani, con nucleo in polimero) a circa 850 m/s (alla volata). Poco dopo la sua introduzione, il P90 venne impiegato dalle forze speciali del Belgio durante la Guerra del Golfo del 1991.

A seguito dell'introduzione del P90, la FN rivide anche il proiettile 5,7 × 28 mm. La nuova variante, designata SS190, usava un'ogiva più corta di 2,7 mm rispetto allo standard SS90. Questo permetteva di usare la munizione più efficacemente nella nuova Five-seveN allora in sviluppo. Il proiettile SS190 era più pesante e presentava una struttura più convenzionale con nucleo in alluminio e acciaio. Il primo prototipo per il nuovo munizionamento fu presentato nel 1992, e la proposta fu alla fine ufficializzata nel 1993, quando venne quindi sostituita la SS90. Un caricatore modificato per essere caricato con munizioni più corte venne introdotto nello stesso anno. Da quel momento furono sviluppate svariate varianti allo standard SS190, come la munizione tracciante L191 o la subsonica SB193 per l'uso con silenziatori.

Valutazione NATO Nel 2002-2003 la NATO condusse una serie di test volti alla standardizzazione di una munizione come rimpiazzo del 9 × 19 mm Parabellum. I test compararono le potenzialità delle munizioni FN 5,7 ×28 mm e HK 4,6 × 30 mm. I risultati del test furono sottoposti all'analisi di esperti provenienti da Canada, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, che decretarono come il proiettile della FN fosse "senza ombra di dubbio" il più efficace tra i due. Tuttavia, la delegazione tedesca rifiutò la raccomandazione NATO di standardizzare il 5,7 mm, bloccando così il processo nella sua totalità. Come risultato, sia il 4,6 × 30 mm che il 5,7 × 28 mm sono stati adottati indipendentemente da svariate nazioni, in base alle singole preferenze, con il P90 in uso in oltre quaranta Stati.

Oggi

Ulteriori sviluppi dell'arma portarono alla creazione del modello P90 TR, equipaggiato con un'interfaccia a tripla scina MIL-STD-1913 per il montaggio di accessori. Il modello fu presentato nel tardo 1999 ed è tuttora disponibile al fianco della versione standard del P90. Solo più recentemente, il P90 è divenuta arma disponibile per il mercato civile nella variante carabina semiautomatica PS90.

Design

Il P90 è un'arma a fuoco selettivo, operata a rinculo, con rateo di fuoco di circa 900 colpi al minuto. L'arma è camerata per il proiettile FN 5,7 × 28 mm, e sebbene inizialmente concepita e commercializzata come PDW, la si può considerare una pistola mitragliatrice o un fucile d'assalto molto compatto. La sua forma poco convenzionale è il frutto di anni di ricerche sull'ergonomia. L'arma viene impugnata tramite il foro scavato nel corpo che permette l'inserimento del pollice, con la seconda mano posizionata sulla guardia del grilletto, molto grande perché adibita a questo scopo. Il P90, per mantenere ottimi livelli di precisione, spara dalla posizione di otturatore chiuso e il suo design prevede largo impiego di polimeri per il risparmio sui costi di produzione. Si tratta di un'arma leggera, appena 2,5 kg scarica, oppure 3 kg quando caricata con 50 colpi.

Il P90 è un'arma interessante per il suo essere completamente ambidestra: l'utilizzo è semplice e intuitivo sia per destrimani che per mancini senza modifiche. La FN Herstal lo definisce "la prima arma automatica portatile completamente ambidestra". La leva di armamento, il rilascio del caricatore e i comandi per le mire metalliche sono distribuiti simmetricamente su entrambi i lati dell'arma, mentre il selettore di fuoco si trova proprio alla base del gruppo grilletto, dove può essere azionato sia dal dito con cui si fa fuoco che dal pollice della mano di supporto. Quando in azione, l'arma espelle i bossoli verso il basso attraverso uno sportello ricavato sul lato inferiore dell'arma, così da non interferire con la mira.

Il P90 può montare una cinghia per il trasporto, e dato che l'arma presenta un calcio fisso (e non telescopico), è facilmente imbracciabile quando necessario. I contorni smussati e arrotondati impediscono all'arma di incastrarsi nell'abbigliamento o nell'equipaggiamento aggiuntivo, e una protrusione verticale verso il basso proprio prima della volata impedisce al tiratore di spostare accidentalmente la mano di fronte alla canna durante l'azionamento dell'arma. Uno spazio vuoto (accessibile rimuovendo la copertura del calcio) ricavato nel corpo dell'arma contiene il kit di pulizia.

Il P90 fu progettato per avere una lunghezza non superiore all'apertura delle spalle del tiratore, così da permettere l'uso agevole in spazi angusti, come dentro un mezzo corazzato. Per farlo, si è scelta una configurazione bullpup, con meccaniche e caricatore posizionati dietro il grilletto, sotto la testa del tiratore, così che non vi siano spazi inutilizzati nel calcio dell'arma. Le dimensioni sono tenute al minimo dal sistema di alimentazione orizzontale unico: il caricatore è posizionato parallelamente alla canna nella parte superiore della scocca. L'arma ha il profilo più compatto tra le pistole mitragliatrici in produzione. La versione standard dell'arma ha una lunghezza totale di 500 mm, un'altezza di 210 e uno spessore di 55 mm.

Il P90 richiede una manutenzione minima, e può essere rapidamente e facilmente smontato. È un'arma modulare, composta di quattro parti: canna e sistema di mira, meccaniche interne e parti mobili, scocca e gruppo grilletto, gruppo di scatto. La canna del P90 è forgiata a freddo e cromata, con lunghezza totale di 263 mm, ed è dotata di soppressore di fiamma con taglio diagonale che agisce anche come attenuatore di rinculo. La rigatura della canna è ad 8 linee con passo destrorso di 1:231 mm. La fabbrica garantisce la canna per circa 20.000 colpi.

Il meccanismo del grilletto è collegato ad un selettore rotante a tre posizioni: S (sicura), 1 (semiautomatico) e A (automatico). In posizione automatica il selettore modifica la funzione del grilletto in maniera simile a quanto avviene nello Steyr AUG: una pressione lieve permette il fuoco semiautomatico, mentre la pressione a fine corsa permette il fuoco automatico.

Munizionamento

Particolarmente significativo nel design del P90 è il munizionamento impiegato, a collo di bottiglia di piccolo calibro e ad alta velocità. Il proiettile da 5,7 × 28 mm fu sviluppato dalla FN Herstal in risposta alla richiesta NATO di un rimpiazzo per il 9 × 19 mm Parabellum usato in pistole e mitra. La munizione pesa 6 g (93 grani), circa la metà rispetto al normale 9 mm, cosa che permette quindi di trasportare (a parità di peso) più munizioni. Dato il piccolo diametro delle munizioni, è possibile riempire i caricatori con un numero insolitamente alto di colpi. La munizione provoca un forte rumore ed una vistosa fiammata (se sparata da pistola), ma produce un rinculo inferiore del 30% rispetto alle normali munizioni da 9 mm, migliorando così la controllabilità dell'arma. L'alta velocità permette al proiettile di restare in volo più a lungo di molti concorrenti.

Scopo della FN Herstal era creare un proiettile 5,7 × 28 mm, denominato poi SS190, in grado di penetrare le corazze protettive in kevlar della NATO (ad esempio la NATO CRISAT) progettate per fermare qualunque proiettile da pistola. Sparato dal P90, il 5,7 × 28 mm SS 190 ha una velocità alla volata di circa 716 m/s e riesce a penetrare con facilità la corazza CRISAT (o una Level IIIA in kevlar) fino a 200 m di distanza. La FN Herstal garantisce una gittata effettiva della munizione di 200 m e una gittata teorica massima di 1.800 m (se il colpo è sparato da un P90).