Lo zoo di Napoli, situato nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, è un giardino zoologico e bioparco italiano. Costituisce una delle maggiori attrazioni turistiche dei Campi Flegrei.

Storia Storia Creato nel 1940 e rimasto chiuso a causa della seconda guerra mondiale, lo zoo di Napoli fu inaugurato il 25 ottobre 1949., grazie a Franco Cuneo ed Angelo Lombardi, nell'area della Mostra d'Oltremare. Verrà considerato per oltre un quarto di secolo un luogo ideale in cui condurre ricerche scientifiche, assumendo fama in tutta Europa, dato che ospitava numerosi animali rari e vantava, in aggiunta, una pregevole collezione botanica ed un patrimonio artistico di grande interesse e valore (merito dell'intervento di Luigi Piccinato). Tra i maggiori risultati del parco faunistico figurano le prime nascite di saltarupe e di avvoltoio reale al mondo, di gerenuk in Europa e di rinoceronte nero in Italia.Comune di Napoli - Comunicati Stampa Nonostante i trascorsi senz'altro importanti, negli anni ottanta inizia per lo zoo una fase difficile della sua storia. L'area viene colpita da abbandono e degrado a causa dei debiti accumulati dalla società che lo gestiva, e lo Zoo di Napoli chiude nel settembre 2003. Subito dopo la chiusura si registra nello zoo una moria di animali a causa della mancanza di cibo, spazio ed acquaNapoli, fallisce e chiude lo zoo cercasi casa per orsi e lama (2004) la Repubblica con alcuni di essi, tra cui gli scimpanzé, trasferiti in centri di recuperohttps://centrotutelafauna.org/scimpanze/. Nel novembre 2004 lo zoo riaprehttps://www.argacampania.it/riaperto-lo-zoo-di-napoli-2mila-visitatori-la-parte-del-leone-lhanno-fatta-i-bambini/ gestito dalla società Park and Leusure proprietaria del parco Edenlandia.

Storia recente Nel corso del 2009, sia in maggio che in settembre, sono nati diversi cuccioli di leoneQuattro cuccioli di leone nati a settembre 2009 Il Messaggero; in seguito a queste nascite, lo zoo ha iniziato a dare il suo contributo al progetto di recupero del leone asiatico, oltre a quello del salvataggio della capra napoletana a cui aveva già aderito. Nel 2008 è morta l'ultima giraffa che era presente all'epoca, mentre l'ultima otaria presente è deceduta nel 2010. Nel 2011 falliscono sia il progetto che mirava alla creazione di un grande "family park", integrando lo zoo con Edenlandia, sia la società che gestiva entrambehttps://napolimonitor.it/edenlandia-e-zoo-il-privato-che-avanza/. Inizia così un nuovo periodo di abbandono e degrado, mancando cibo per gli animali e soldi per mandare avanti la struttura.

Il 2 ottobre 2013 l'imprenditore napoletano Francesco Floro Flores ha rilevato il giardino zoologico dopo il suddetto periodo di abbandono, promettendo di trasformarlo in un bioparco A inizio 2016 arrivano allo zoo esemplari che mancavano da anni come giraffe, elefanti, ippopotami e il coccodrillo del Nilo.

Restauri A seguito della nuova gestione, lo zoo di Napoli ha apportato numerosi cambiamenti alle strutture e alle aree del parco, per adeguarsi alle nuove normative per i giardini zoologici. Il rinnovo e l'apertura della nuova fattoria (2014) hanno permesso di recuperare aree ormai inutilizzate. La nuova area copre una superficie di circa 7000 metri quadri, all'interno della quale sono presenti circa 13 recinti destinati a specie diverse di animali d'allevamento. L'area restaurata presenta anche alcuni laghetti in cui sono presenti alcune specie di tartarughe.

Nell'autunno 2015, la casa degli elefanti viene riqualificata per dare più spazio a tali animali, includendo zone prima destinate a rinoceronti e ippopotami. Analogamente, i recinti di giraffe ed altri erbivori sono stati uniti per formare la savana; la zona degli orsi che conteneva reparti per orsi polari e dal collare, è stato unificata a favore degli orsi bruni, gli unici attualmente presentihttps://www.napolitime.it/35861-intervista-a-francesco-floro-flores-sullo-zoo-di-napoli-lo-stato-dei-lavori-tra-progetti-e-preoccupazioni.html. Nel dicembre 2015, il parco inaugura la nuova area Regno delle Tigri, un'area recintata di 3500 metri quadri per le tigri storiche dello zoo, originariamente tenute in gabbie non adeguate alle loro esigenze, e per i nuovi esemplari di tigre di Sumatra..

Nel 2017, dalla coppia di siamanghi del parco nasce un cucciolo, chiamato Gennarino, seguito tre anni dopo da un altro piccolo. Sempre nel 2017, è stato annunciato il possibile ritorno degli scimpanzé, tramite una raccolta fondi per il restauro delle vecchie gabbie e la costruzione di un nuovo recinto esterno, finora non attuato.

Nell'ottobre 2021, lo zoo ha accolto una coppia di giaguari, di cui un esemplare melanico, divenendo attualmente l'unico zoo italiano ad ospitare una coppia riproduttrice di questi animali, già ospitati e riprodotti in passato. Il 27 luglio 2023 nasce Victor, l’unico cucciolo di giaguaro nero in Italia. Un evento rarissimo per una specie animale “prossima alla minaccia”, la cui "sopravvivenza è messa a dura prova". Nello stesso anno il recinto dei leoni viene ampliato, sostituendo il fossato con una barriera di vetro. Il 30 ottobre 2024 nasce Romelu, secondo cucciolo di giaguaro melanico, mentre Victor ormai cresciuto viene trasferito.

Nel 2025, per la prima volta in Italia, nasce una cucciolata di quattro fossa: tali animali, già presenti allo zoo di Napoli negli anni '80, vi sono stati riportati nel 2019.https://www.lospeakerscorner.eu/zoo-di-napoli-arrivano-i-cercopitechi-e-i-fossa/ Nello stesso anno, il parco accoglie un leone marino sudamericano sequestrato dai Carabinieri Forestali del Cites di Verona, trovato rinchiuso all’interno di un furgone, alloggiandolo nell'ex vasca delle foche comuni.

Descrizione Lo zoo, dopo aver attraversato un lungo processo di restauro, ha acquisito nuove aree dedicate agli animali e rispondenti agli standard qualitativi europei che sono state edificate o riadattate nel triennio 2014-2016. Numerose sono state le nascite tra gli animali, come pure i numerosi arrivi da altre strutture zoologiche. Sono visibili numerose aree, in parte riqualificate dalle precedenti strutture: Area di interazione Fattoria didattica Galleria piccoli mammiferi Area serval Capanna del Sapere (Area didattica) Grande area sudamericana, con tapiri, capibara, marà. Conigliera Regno delle Tigri Voliera sudamericana Uccelleria Area tartarughe Rettilario, anfibiario e insettario Lago, con uccelli acquatici e lemuri catta su un isolottohttps://www.roadtvitalia.it/sorpresa-zoo-napoli-arrivano-lemuri-siamango-per-gioia-grandi-bambini-video/ Area australiana (Wallaby fra cui un esemplare bianco, emù ecc.) Area cercopitechi di Brazzá Casa degli Elefanti Grande savana: area in cui sono visibili gnu, gru, zebre, cobi defassa, giraffe, antilopi nyala e ippopotami Piccola savana: due aree separate in cui sono visibili lichi e ippopotami Habitat diversificati (siamanghi, foche, tapiri, orsi, e tanti altri).

Note

Bibliografia

Voci correlate Edenlandia Stazione di Zoo-Edenlandia

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