Biografia
Antonio (di Bellincione), discendente da un'antica famiglia fiorentina, fu pievano del santuario di Santa Maria ad Impruneta nel 1439, collaboratore di papa Eugenio IV e di papa Paolo II che lo avevano nominato arcivescovo di Ragusa, vescovo di Fiesole e poi di Volterra.
Egli fu noto per i suoi scritti teologici, composti in stile eleganteG. Negri Istoria degli scrittori fiorentini, Ferrara 1721 p.52 e G. Mazzucchelli Gli scrittori d'Italia I, Brescia 1753, pp.185 ss Al santuario dell'Impruneta fece aggiungere il chiostro che egli volle chiuso entro un muro fortificatoG.B. Casotti Memorie istoriche della miracolosa Immagine di Maria Vergine dell'Impruneta, Firenze 1714
Lì si trova la sua tomba, fatta erigere dalla nipote Deianira. Il sarcofago è sorretto da due grosse mensole scolpite a fogliami, nel cui spazio è inserito lo stemma degli Agli. Sulle mensole è appoggiata una cornice intagliata, sormontata dal sarcofago che ha due lesene laterali scolpite, tra le quali si trovano due putti e l'epitaffio: Antistes templi jacet hac Antonius urna/ Allius insignis moribus et genere/ Nobilis hic sibi vixit inops et dives egenis/ Consilioque gravi profuit atque opera/ Dumque pius pastor Volaterris aut Epidauri/ Dogmate pavit oves non timuere lupum ("In questa urna del tempio giace Antonio degli Agli, illustre per costumi e per nascita. Nobile, visse sobriamente per sé stesso e generosamente verso i bisognosi; con il suo saggio consiglio e con la sua opera fu di grande aiuto. E mentre, pio pastore a Volterra o a Epidauro (Ragusa), nutriva il gregge con la sua dottrina, le pecore non temettero il lupo"). Il sarcofago è chiuso con un ciborio a cupola. Alla sua base si trovano due lesene appoggiate a un gradino di marmo nero, all'interno delle quali c'è un medaglione di marmo nero con l'iscrizione al centro: Vixit ann / LXXVII Men.[sis] X / Dieb.[us] X / Obiit. An.[no] D.[omini] MCCCCLXXVII / Deianira Fratris / Filia / T.[itulum] P.[oni] I.[ussit] ("Visse settantasette anni, dieci mesi e dieci giorni. Morì nell'anno del Signore 1477. Deianira, sua nipote (figlia del fratello), fece erigere questa lapide in sua memoria"). Sopra il sarcofago è murato un bassorilievo in marmo del 1477 circa, opera di un seguace di Benedetto da Maiano, rappresentante la Madonna col Bambino.
Durante i bombardamenti del 1944 che danneggiarono la chiesa, la sua tomba fu scoperchiata. All'interno si trovò un sudario a uncinetto e un cuscino a patchwork, rarissimo per tecnica e datazione. Entrambi sono conservati nel Museo del Tesoro di Santa Maria dell'Impruneta.
Note
Bibliografia Ulrich Middeldorf, Una tomba fiorentina del Quattrocento dimenticata, (traduzione di Giovanna Ragionieri) in L'Impruneta, una pieve, un santuario, un comune rurale, Monte Oriolo, Impruneta (Firenze), Francesco Papafava editore, 1988
Voci correlate Fra Domenico di Giovanni
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Vescovi e arcivescovi di Ragusa di Dalmazia Categoria:Vescovi di Fiesole Categoria:Vescovi di Volterra