Esaustive informazioni bio-bibliografiche e un'ampia scelta antologica delle opere si trovano in Pietro Chierichetti, L'opera poetica di Scipione Errico, Università degli Studi di Milano (tesi di laurea), anno accademico 2001-2002.
Biografia Scipione Errico nacque nel 1592 a Messina: il padre (nobile napoletano) e la madre muoiono quando Scipione è ancora in tenera età:
Rimasto orfano si dedica agli studi ecclesiastici, ottenendo la laurea in Teologia.
Ma insieme agli studi filosofici e teologici si applica alla poesia, pubblicando, poco più che ventenne, nel 1613, due idilli, L’Endimione (un’edizione in pochi fogli volanti e dedicata a don Luigi Carraffa, principe di Stigliano) e L’Ariadna (sempre fogli volanti).Giorgio Santangelo, Un capitolo del barocco marinistico meridionale: Scipione Errico, Manfredi, Palermo, 1976, pag. 96: Iniziò la sua formazione e la sua carriera letteraria, ancor giovanissimo, in quel fervoroso ambiente culturale da cui fiorì l’Accademia della Fucina, a Messina, che fu centro rigoglioso di cultura umanistica e rinascimentale.Luisa Mirone, Nota bibliografica, in Scipione Errico, Sonetti e madrigali e altre rime dalle raccolte giovanili, Edizioni RES, San Mauro Torinese, 1993, pagg. 99-100. Scipione Errico, L’Endimione Idillio di Scipione Herrico, In Messina, Per Pietro Brea, 1613. Scipione Errico, L’Ariadna Idillio di Scipione Herrico Messinese, In Messina, 1613. Nella stamparia di Pietro Brea. Il successo di queste due brevi opere spinge il libraio Gioseppe Matarozzi a stampare un volume intitolato Madrigali di Scipione Herrico.Luisa Mirone, pag. 100. Scipione Errico, Madrigali di Scipione Herrico, In Messina, Per Pietro Brea, 1613. Ad instanza di Gioseppe Matarozzi
La parabola ascendente dell’Errico culmina con la pubblicazione, nel 1614, del poemetto La Via Lattea, dedicato al cardinale Scipione Borghese: nel nuovo volume sono contenute anche altre poesie.Scipione Errico, Rime di Scipione Herrico, In Messina, Per Pietro Brea, Ad instanza di Francesco Rodella, nell’anno 1619
L’Errico sembra comunque non partecipare alla stampa delle sue opere.Luisa Mirone, pag. 101: L’attestazione è degna di fede: neppure questa edizione, pur tipograficamente più preziosa, fu sorvegliata dall’autore. Nel 1619, sempre a Messina, viene stampato il volume Rime di Scipione Herrico, contenente sonetti, madrigali ed altre opere (Ode al monte Etna, Il ritratto di bella donna). In queste prime opere è evidente l’ispirazione al Marino come afferma il Santangelo:
Si conclude qui quella che può essere definita la prima parte della vita dell’Errico: è una scansione determinata anche dalla produzione poetica, visto che fino al 1619 il poeta messinese si dedica quasi esclusivamente alla lirica, poi, come conferma il libraio Rodella, scrivendo la dedicatoria a don Giuseppe Balsamo nel volume delle Rime, attende alla composizione di un poema eroico.Luisa Mirone, cit., pag. 101: Ad essa ancora si riferisce il libraio Francesco Rodella, responsabile della successiva raccolta di Rime dell’Errico, scrivendo nella dedicatoria a Giuseppe Balsamo: “Gradisca la prego la fatica che ho fatta in raccogliere queste operette, delle quali alcune scritte a mano, e alcun’altre stampate in varie parti, divise, e mal corrette vagavano, perché l’Auttore intento a più degna composizione d’un suo Poema Heroico, poca cura di esse prendeva.” E il poema in questione è La Babilonia distrutta, pubblicato a Messina nel 1623 (anche se alcuni fanno risalire la prima edizione al 1624).Cfr. Dizionario biografico degli italiani, Istituto della enciclopedia italiana, fondata da G. Treccani, Roma, 1968, pag. 262; cfr. Bibliografia siciliana…, cit., pag. 325: Scipione Errico, La Babilonia distrutta, poema eroico, in 24°. Venezia, presso Missirino, 1624. Intanto l’Errico entra in contatto con alcune tra le maggiori personalità culturali del suo secolo come Michele ed Angelico Aprosio ed Francesco Loredano.Bibliografia siciliana…, cit., pag. 325: Si diede indi allo studio delle belle lettere, coltivando ancora la poesia, e progredì in modo in tali studi, che si attirò l’ammirazione, e la venerazione dei letterati dell’epoca, e segnatamente del cavaliere Francesco Loredano e di Pietro, Michele e Angelico Aprosio. Il successo delle sue poesie gli permette di far parte delle più prestigiose accademie: l'Accademia degli Umoristi di Roma, l'Accademia degli Oziosi di Napoli, l'Accademia degli Incogniti di Venezia.Bibliografia siciliana…, cit., pag. 325: Venne ascritto a molte celebri accademie, tra le quali in quella degli Umoristi a Roma, tra gli Otiosi a Napoli, tra gl’Incogniti di Venezia ecc. Giorgio Santangelo, ivi, pag. 21: Questo letterato, che fu famoso ai suoi tempi, tanto da essere celebrato nelle più illustri accademie italiane come teologo, poeta, critico ed erudito, non è stato fortunato presso i suoi posteri più immediati, né presso quelli a lui più lontani…
Nel 1626 viene pubblicata a Venezia la commedia Le Rivolte di Parnaso, con la quale l’Errico s’inserisce nella polemica sul Marino e sul poema epico.Scipione Errico, Le Rivolte del Parnaso, Venezia, per Bartolomeo Fontana, 1626. Giorgio Santangelo, Scipione Errico critico e “Le Rivolte del Parnaso”, in Scipione Errico, Le Rivolte del Parnaso commedia in cinque atti, a cura di Giorgio Santangelo, Società di Storia patria per la Sicilia Orientale, Catania, 1974, pag. 13: La prima opera che ci è dato di esaminare nello svolgimento del suo autorevole intervento nella polemica pro e contro l’Adone, è quella assai fortunata commedia Le Rivolte del Parnaso (la prima edizione è del 1626) …
Continua però a scrivere idilli, come Il Nettuno dolente, per la morte di Filiberto di Savoia (1624)Scipione Errico, Il Nettuno dolente, idilio funebre Nella morte del Serenissimo Principe Filiberto di Savoia Generalissimo del Mare, per la Maestà Cattolica, in Scipione Errico, Poesie liriche di Scipione Herrico, In Venetia, 1646, Appresso Giacomo Hertz. e L’Austria vittorioso, un epitalamio (1624).Scipione Errico, L’Austria vittorioso Epitalamio Nelle felicissime nozze dell’Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori Don Federico Colonna Principe di Paltano, & c. e Donna Margherita d’Austria et Branciforte Principessa di Butera, & c., in Scipione Errico, Poesie liriche di Scipione Herrico, In Venetia, 1646, Appresso Giacomo Hertz. Cfr. Bibliografia siciliana…, cit., pag. 325. Mentre infuria la polemica su L’Adone, l’Errico stampa Il cannocchiale appannato (1629), opera con la quale prende le difese del Marino contro lo Stigliani.Scipione Errico, Il Cannocchiale appannato, Messina, presso Gio. Francesco Bianco, 1629. Dizionario biografico degli italiani, ivi, pag. 263: Nel Cannocchiale appannato (Messina 1629), composto in forma di dialogo fra G. Trissino e C. B. Arbora, egli appare preoccupato di far rientrare l’Adone entro gli schemi di un certo aristotelismo critico, ma nello stesso tempo deciso a confutare le acri censure dello Stigliani, che cercava, secondo lui, con “lanternino”, i plagi e le imitazioni.
La vita dell’Errico si svolge intanto tra Messina e Roma, dove conosce Leone Allacci, primo custode della Biblioteca Vaticana e frequenta il cardinale Spada.Giorgio Santangelo, Un capitolo del barocco marinistico meridionale: Scipione Errico, ivi, pag. 97: L’Errico visse a lungo a Roma e a Venezia…Dizionario biografico degli italiani, ivi, pag. 263: Del resto egli soggiornò a Roma, dove conobbe L. Allacci e fu amico e commensale del cardinale B. Spada…
Anche la tragicommedia Le liti di Pindo, pubblicato nel 1634, è dedicata alla polemica su L’Adone.Scipione Errico, Le Liti di Pindo, tragicommedia in commedia, Messina, presso Gio. Francesco Bianco, 1634. Dizionario biografico degli italiani, ivi, pag. 263: La polemica contro lo Stigliani proseguì anche, ma incidentalmente, nella commedia Le liti di Pindo (Messina 1634), un’opera di complicata struttura, che si voleva ispirata a Luciano e in cui vengono inserite l’altra commedia Del maritaggio di Venere e la tragicommedia Della Cariclea.
La polemica sul poema epico, affrontata ne Le Rivolte di Parnaso, spinge l’Errico a scrivere un’altra epopea, questa volta di argomento classico: il poema Della Guerra troiana è pubblicato a Messina nel 1640.Scipione Errico, Della guerra troiana, presso la Stamperia Camerale per la vedova di Bianco, Messina, 1640.
Il decennio che va dal 1640 al 1650 l’Errico lo trascorre a Venezia:Dizionario Bompiani degli autori di tutti i tempi e di tutte le letterature, Bompiani, Milano, 1987, pag. 717: …tra il 1640 e il 1650 soggiornò a Venezia… nella città lagunare il messinese pubblicherà varie opere: Le Guerre di Parnaso (1643),Scipione Errico, Le Guerre di Parnaso, Venezia, presso Matteo Leone e Giovanni Vecchio, 1643. romanzo allegorico incentrato sul problema dell’aristotelismo in poesia, La Deidamia (1644), dramma musicale di grande successo,Scipione Errico, La Deidamia, dramma musicale, Venezia, presso Matteo Levi e Giovanni Vecchi, 1644.
Dizionario biografico degli italiani, ivi, pag. 263: Novissimo il melodramma Deidamia con musica di P. F. Caletti detto Cavalli, che venne accolto “con meraviglioso applauso” e fu replicato a Firenze. e un volume di Poesie liriche (1646), che raccoglie un po’ tutte le opere principali del messinese.Scipione Errico, Poesie liriche di Scipione Herrico, In Venetia, 1646, Appresso Giacomo Hertz.
A Venezia però l’Errico compone molte opere, numerose delle quali, a carattere encomiastico, sono intimamente legate alla vita culturale, e non solo, della città di S. Marco (l’Ibrahim deposto, i poemetti per il doge Erizzo e per l’Antenori, L’Adria festante e La Croce stellata, dedicati ad Alvise da Mosto). Di tutte queste opere non è facile stabilire con precisione la data in cui vennero composte: vanno però collocate tutte nel decennio veneziano del poeta.Tornato a Messina viene eletto canonico della cattedrale e, dal 1652 al 1656, risulta docente di teologia, poi anche di filosofia morale, nel locale Studio.Dizionario biografico degli italiani, ivi, pag. 263: Ritornato a Messina, l’Errico compare come docente di teologia nel locale Studio dal 1652 al 1656 e di filosofia morale nel 1665-66…
Nel 1653 l’Accademia messinese della Fucina, per rivendicare alle patrie lettere il vanto di un talento ormai riconosciuto in tutta Italia, pubblica una silloge delle opere errichiane: un volume molto ampio che contiene, oltre a vari sonetti, componimenti di ogni genere (poemetti, idilli, un panegirico) ed il poema epico La Babilonia distrutta.Scipione Errico, La Babilonia distrutta, poema heroico con altre poesie di Scipione Herrico Nell’Academia della Fucina detto l’Occupato, In Messina, Nella stamperia di Iacopo Mattei, 1653, Con licenza de’ superiori.
L’Errico continua però l'attività, la terza fase della sua produzione, che si divide tra la poesia epica e la prosa. Infatti, il poeta messinese rivedrà il poema Della Guerra troiana, che aveva suscitato non poche discussioni, pubblicandone nel 1661 il rifacimento, intitolato L’Iliade overo L’Achille innamorato.Scipione Errico, L’Iliade overo l’Achille innamorato, poema eroico di Scipione Herrico, per Francesco Moneta, in Roma, 1661. Qualche anno prima aveva invece composto due opere di carattere storico e religioso, la Censura teologica et historica adversus P. Soavi Polani de Concilio tridentino pseudo historiam (1654)Scipione Errico, Censura teologica et historica adversus P. Soavi Polani de Concilio tridentino pseudo historiam, Dilinguae, 1654. e la De tribus scriptoribus historiae Concilii Tridentini (1656).Scipione Errico, De tribus scriptoribus historiae Concilii Tridentini, Amstelodami, et Anverpiae, 1656.