Biografia Hirayama Tōgo (平山藤五), suo vero nome, nasce ad Osaka nel 1642 in una famiglia di mercanti relativamente benestanti. Inizia a scrivere all'età di quattordici anni e sino ai ventisei si occupa esclusivamente di poesia: esordisce come poeta della scuola Danrin di Nishiyama Sōin, e si dedica in particolare all'haikai, forma poetica composta da lunghe strofe di 36, 50 o 100 versi e scritta con serie di 17 e 14 sillabeVita di un libertino (postfazione di Ivan Morris, pag. 236), ES, 2007, ISBN 978-88-95249-01-8..

Successivamente abbandona la poesia per dedicarsi alla narrativa (Saikaku intuisce che il romanzo può dare più soddisfazioni della poesia, sia dal punto di vista del profitto che da quello del successo). È un innovatore, un rivoluzionario: prendendo spunto da Asai Ryōi, dà vita ad un nuovo genere, quello dei cosiddetti ukiyozōshi, "racconti del mondo fluttuante", un'evoluzione, potremmo dire, dei precedenti kanazōshi. Nel 1673 adotta lo pseudonimo Saikaku.

Padre di tre figli (tra i quali una figlia cieca), nel 1675 rimane vedovo e due anni dopo decide di prendere la tonsura, atto con cui si ritira dal mondo per consacrare la propria vita all'arte.

Nel 1682, quarantenne, porta a termine il suo primo romanzo, Vita di un libertino. Due anni dopo vede la luce la sua seconda opera, Shoen Ōkagami. Nel periodo compreso tra il 1685 ed il 1688 l'autore giapponese raggiunge il culmine della sua attività narrativa, componendo nel solo 1688 almeno cinque tra le sue opere più importanti. In seguito Saikaku scriverà in maniera meno intensa, adottando altresì uno stile più sobrio e riprendendo a comporre haikai.

Dal 1692 in poi un senso di sconforto traspare nello stile dell'autore: Saikaku, probabilmente ammalato, ha infatti subito nello stesso anno la perdita della figlia.

Muore nel 1693 all'età di cinquant'anni e le sue ceneri vengono sepolte nel tempio Seigan ad Osaka. Le sue ultime parole sono: «Il termine della vita di un uomo è fissato a cinquant'anni, e anche questo mi sembra un periodo fin troppo lungo. Tanto più così...».

Stile narrativo L'opera narrativa di Saikaku si dirama in tre direzioni, che distinguono tre categorie di opere, diverse tra loro ma strettamente legate l'una all'altra:

Kōshokumono, in riferimento alla predilezione per l'amore dei sensi: a questo genere appartengono i suoi più grandi capolavori, come il romanzo d'esordio Vita di un libertino (Kōshoku Ichidai Otoko, 1682). In primo piano non vi sono i sentimenti, ma l'aspetto erotico di essi e l'amore sensuale (non si tratta, comunque, di pornografia); Bukemono, che descrivono il mondo dei samurai, protagonisti in prima persona delle vicende (reali e non) narrate, il Bushido (la "via del guerriero") ed il giri, ovvero il senso del dovere (contrapposto al ninjō, che identifica ogni sorta di emozione umana); Chōninmono, storie di cittadini e, in particolar modo, di mercanti, detentori del potere economico, che da poco iniziavano ad avvicinarsi anche alla cultura. Si tratta di racconti leggeri, nella trama e nella struttura, simili a dei manuali contenenti la filosofia della classe mercantile (che Saikaku conosce bene e che, quindi, riesce a descrivere minuziosamente).

Lo sfondo delle vicende è costituito dalla città e, in particolare, dai quartieri di piacere, in cui si muovono i protagonisti, gente comune, del popolo, come cortigiane, samurai, attori, mercanti, cittadini, di cui Saikaku descrive le semplici azioni quotidiane, avvalendosi di un linguaggio semplice, colloquiale, accessibile a tutti (una delle prerogative della cultura del periodo Edo è la diffusione della cultura verso il "basso") e di uno stile elegante, ricercato, raffinato, ricco di sarcasmo ed umorismo, sotto il quale cela la sua disapprovazione nei confronti del rigido Confucianesimo vigente.

Lo scrittore non si schiera mai apertamente (avrebbe rischiato di incedere nella dura censura shogūnale: fatto sta che è stato spesso criticato per la sua poca incisività e profondità di opposizione), in nome di una descrizione "a volo d'uccello" e di un realismo che si risolve in un'attenzione quasi maniacale per ogni minimo particolare, per ogni oggetto che potrebbe apparire futile, ma che tende ad arricchire la visione d'insieme, l'immagine completa della società del tempo.

Opere Vita di un libertino (Kōshoku Ichidai Otoko) 1682. Traduzione italiana di L. Origlia (Milano, edizioni SE, 2012) Shoen Ōkagami 1684 Racconti di Saikaku dalle province (Saikaku Shokoku Hanashi) 1685 Storia di Wankyū I (Wankyū Issei no Monogatari) 1685 Il calendario (Koyomi) 1685 Cinque donne amorose (Kōshoku Gonin Onna) 1686. Traduzione italiana a cura di Gian Carlo Calza (Milano, Adelphi Edizioni, 1979) Vita di una donna licenziosa (Kōshoku Ichidai Onna) 1686. Traduzione italiana di L. Origlia (Milano, edizioni SE, 2016) Venti casi di trasgressione della pietà filiale in Giappone (Honchō Nijū Fukō) 1686 Il grande specchio dell'omosessualità maschile (Nanshoku Ōkagami) 1687, Traduzione italiana di A. Maurizi (Frassinelli editore, Milano, 1997) Futokoro Suzuri 1687 La trasmissione delle arti marziali (Budō Denra Ki) 1687 Storie di obbligazioni morali dei samurai (Buke Giri Monogatari) 1688 Il magazzino eterno del Giappone (Nihon Eitai Gura) 1688 Irozato mitokoro zetai 1688 Il nuovo Kashō Ki (Shin Kashō Ki) 1688 Kōshoku Seisui Ki 1688 I calcoli della gente di questo mondo (Seken Mune Sanyō) 1692 Saikaku Okimiyage 1693, postumo Saikaku Oritome 1694, postumo Saikaku Zoky Tsurezure 1695, postumo Yorozu no Fumi-hōgu 1696, postumo Saikaku Nagori no Tomo 1699, postumo

Note

Voci correlate Letteratura giapponese

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