La Generazione del '27 fu una costellazione di autori della letteratura spagnola che si fece conoscere nel panorama culturale spagnolo intorno all'anno 1927, con l'onore che fu tributato al poeta Luis de Góngora nell'Ateneo di Siviglia, al quale partecipò la maggioranza di coloro che abitualmente si considerano suoi membri. L'ultimo membro vivente del gruppo era Pepín Bello, morto nel 2008.

Denominazione Il termine "generazione" per indicare questo gruppo di poeti spagnoli è stato usato per la prima volta nel 1948 da Dámaso Alonso, uno dei giovani intellettuali che nel 1927 si riunirono a Siviglia per commemorare il poeta Luis de Góngora nel trecentesimo anniversario della sua morte. La definizione "generazione del 27" che compare nell'edizione del 1957 della Historia de la literatura española di Ángel Valbuena PratDue capitoli si intitolano: «La generación de 1927: la poesía pura: Diego, Lorca, Alberti, Guillén, Salinas» e «La generación de 1927: Humanismo, poesía, teatro y prosa». Ángel Valbuena Prat, Historia de la literatura española, 5. edizione, Barcelona, Gili, 1957, OCLC 1072073981. La stessa definizione è usata in un articolo del 1953: A. Valbuena Prat, La generación de 1927 vista al cabo de veinticinco años, in Correo Literario. 1. novembre 1953, secondo l'opinione dello studioso di letteratura spagnola Andrew A. Anderson sarebbe già stata utilizzata nel 1944 da uno dei membri del gruppo, il poeta e critico letterario Juan Chabás, nella sua Nueva historia. Manual de la literatura española, pubblicata in esilio a Cuba. Nel 1974 lo scrittore e critico letterario Juan Manuel Rozas contribuisce a rafforzare questa definizione, chiarendone i riferimenti: il 1927 è l'anno del terzo centenario della morte di Gongora e quello in cui vengono pubblicate le principali riviste del gruppo e alcuni dei testi più significativi della nuova estetica letteraria.

Nella seconda metà del Novecento il concetto di generazioneIl concetto di generazione letteraria venne proposto nel 1930 dallo studioso tedesco Julius Petersen sull’onda del positivismo, ed ebbe largo seguito in Spagna. Egli individuò otto fattori - fra cui data di nascita, educazione, appartenenza a una comunità, ideali condivisi, lingua, rapporto critico con la generazione precedente - per sancire l’esistenza di una generazione letteraria all’interno di un determinato panorama culturale. Cfr. Julius Petersen, Die literarischen Generationen, in Emil Ermatinger, Philosophie der Literaturwissenschaft, Berlin: Junker und Dünnhaupt, 1930, pp. 130-187; C. Christopher Soufas, Julius Petersen and the Construction of the Spanish Literary Generation, in Bulletin of Spanish studies, Vol. 79, n. 2-3 (2002), pp. 247-262 è stato messo in discussione perché non ritenuto applicabile al gruppo di intellettuali cui veniva attribuito, o perché - in generale - giudicato inadatto a definire un gruppo letterario, in quanto eccessivamente limitante. Nel corso del tempo sono state proposte altre declinazioni, ad esempio Generación Guillén-Lorca (nomi del più anziano e del più giovane dei suoi autori), Generación de la amistadQuesta definizione, proposta da José Luis Cano, intende sottolineare il forte legame intercorso fra alcuni componenti del gruppo (Salinas-Guillén, Aionso-Aieixandre, Diego-Alonso, Diego-Guillé). Cfr. José Luis Cano La poesia de la generación del 27, 2. edizione, Madrid, Ediciones Guadarrama, 1973, p. 11., Generación de la Revista de Occidente, tuttavia Generazione del '27 rimane la definizione più riconosciuta e consolidata.

La delimitazione del gruppo Fu la Gaceta literaria fondata nel 1927 a Madrid e diretta da Ernesto Giménez Caballero il centro di aggregazione. Alla rivista collaborarono tra gli altri Federico García Lorca e Salvador Dalí. L'elenco abituale del gruppo poetico del '27 si limita a dieci autori: Jorge Guillén, Pedro Salinas, Rafael Alberti, Federico García Lorca, Dámaso Alonso, Gerardo Diego, Luis Cernuda, Vicente Aleixandre, Manuel Altolaguirre e Emilio Prados, però ebbe anche molti altri scrittori, drammaturghi che appartengono alla Generazione del '27, generalmente immatricolata da Max Aub seguito da alcuni più anziani, come Fernando Villalón, José Moreno Villalobos o León Felipe, e altri più giovani, come Miguel Hernández. D'altra parte qualcun altro è stato dimenticato dalla critica, come Concha Méndez, poetessa e scrittrice di teatro, Juan Larrea, Pepe Alameda, cronista taurino e poeta, Mauricio Bacarisse, Juan José Domenchina, José María Hinojosa, José Bergamín o Juan Gil-Albert. O conosciuta come lAltra generazione del 27, secondo la denominazione che le venne data da uno dei suoi membri, José López Rubio, formata dagli umoristi discepoli di Ramón Gómez de la Serna, vale a dire, Enrique Jardiel Poncela, Edgar Neville, Miguel Mihura e Antonio de Lara, "Tono", gli scrittori che nel dopoguerra integrarono la redazione di La Codorniz... e sono solo alcuni fra i tanti.

D'altra parte non tutta la produzione letteraria del '27 è scritta in castigliano (spagnolo); alcuni di loro sono autori di testi letterariamente stimabili in altri idiomi, come Salvador Dalí oppure Óscar Domínguez, che scrissero in francese, o in inglese, come Felipe Alfau, e alcuni scrittori e artisti stranieri ebbero anche molto a che vedere con questa estetica, come Pablo Neruda, Vicente Huidobro, Jorge Luis Borges o Francis Picabia.

È in più, anche è doveroso sfatare l'idea che la Generazione del '27 fosse un fenomeno esclusivamente madrileno, come una critica troppo localista (e localizzata) sembra impegnarsi a segnalare, bensì una costellazione di nuclei creativi ripartiti nel più ampio spazio di tutta la geografia nazionale e strettamente intrecciata. I più importanti si concentrarono a Siviglia (intorno alla rivista Mediodía), Isole Canarie (intorno alla Gaceta de Arte) e a Malaga (intorno a la rivista Litoral); senza considerare tanti altri un po' meno aderenti, ma di non minore importanza in Galizia, Cataluña e a Valladolid.

Allo stesso modo, si suole dimenticare che alcuni membri del gruppo coltivarono altre forme d'arte, come Luis Buñuel, cineasta, K-Hito, caricaturista e animatore, Salvador Dalí e i pittori surrealisti, Maruja Mallo, pittrice e scultrice, Benjamín Palencia, Gregorio Prieto, Manuel Ángeles Ortiz, Ramón Gaya e Gabriel García Maroto, pittori, Ignacio Sánchez Mejías, torero, o Rodolfo Halffter e Jesús Bal y Gay, compositore e musicologo quest'ultimo anche, appartenente al Gruppo degli otto, che si suole identificare in musica come il correlato alla letteraria Generazione del 27 e stava integrato dal citato Bal y Gay, gli Halffter, Ernesto e Rodolfo, Juan José Mantecón, Julián Bautista, Fernando Remacha, Rosa García Ascot, Salvador Bacarisse e Gustavo Pittaluga. In Catalogna viene chiamato gruppo catalano, che fece la sua presentazione nel 1931 sotto il nome di Gruppo di Artisti Catalani Indipendenti composto da Roberto Gerhard, Baltasar Samper, Manuel Blancafort, Ricardo Lamote de Grignon, Eduardo Toldrá e Federico Mompou.

Potrebbero aggiungersi anche i componenti della cosiddetta Generazione del 25 di architetti (che altri hanno proposto di chiamare anche generazione del '27, per unirla a questa), della quale facevan parte Agustín Aguirre, Teodoro de Anasagasti, Carlos Arniches, José de Aspiroz, Rafael Bergamín (fratello di José), Luis Blanco Soler, José Borobio, Martín Domínguez, Fernando García Mercadal, Luis Gutiérrez Soto, Casto Fernández Shaw, Manuel Muñoz Casayús, Luis Lacasa, Miguel de los Santos, Manuel Sánchez Arcas e Ramón Durán Reynals.

Diversi studi hanno infine rilevato come abbiano fatto parte della Generazione del 27 anche numerose donne - poetesse, scrittrici, drammaturghe, pittrici, artiste - a lungo lasciate ai margini della storiografia letteraria. Fra queste, denominate anche come gruppo Sinsombrero, vi sono Carmen Conde (Cartagena 1907- Madrid 1996, poetessa), Concha Méndez (Madrid 1898-Messico 1986, scrittrice), María Zambrano (Vélez-Málaga 1904-Madrid 1991, filosofa), María Teresa León (Logroño 1903-Madrid 1988, scrittrice), Rosa Chacel (Valladolid 1898-Madrid 1994, scrittrice), Ernestina de Champourcín (Vitoria 1905-Madrid 1999, poetessa), Josefina de la Torre (Las Palmas de Gran Canaria, 1907-Madrid 2002, poetessa), Maruja Mallo (Vivero 1902-Madrid 1995, pittrice), Ángeles Santos (Portbou 1911-Madrid 2013, pittrice e grafica).

Rivista Il suo documento di entrata nella tradizione letteraria fu senza dubbio la prima edizione della Antología curata da Gerardo Diego nel 1932. D'altra parte, si fecero notare pubblicando in riviste come La Gaceta Literaria diretta da Ernesto Giménez Caballero, nella Cruz y Raya (1933), diretta da José Bergamín, nel Litoral, pubblicato da Manuel Altolaguirre e Emilio Prados a Málaga dal 1926; Carmen, creata a Santander (1927) da Gerardo Diego e con un supplemento festivo, Lola; in Verso y prosa (1927), di Murcia, diretta da Juan Guerrero Ruiz e Jorge Guillén e che in un primo tempo fu supplemento letterario del diario murciano La Verdad; Mediodía (Siviglia); Meseta, di Valladolid; nella Revista de Occidente, la cui casa editrice diede alle stampe vari libri del gruppo; nel Caballo verde para la poesía (1935), diretta da Pablo Neruda, e nellOctubre, diretta da Rafael Alberti.

Estetica ed evoluzione Negli autori del '27 è molto significativa la tendenza all'equilibrio, alla sintesi tra poli opposti (Lázaro), inclusi in uno stesso autore:

Si osserva molto bene in Pedro Salinas.

Tra una concezione romantica dell'arte (impulso, ispirazione) e una concezione classica (sforzo rigoroso, disciplina, perfezione). Lorca diceva che si è poeti "per grazia di Dio (o del demonio)", ma non lo si è meno "per la grazia della tecnica e dello sforzo".

Tra la purezza estetica e la autenticità umana, tra la poesia pura (arte per l'arte; desiderio di bellezza) e la poesia autentica, umana, preoccupata per i problemi dell'uomo (più abituale dopo la guerra: Guillén, Aleixandre...).

Tra l'arte per una minoranza e una maggioranza. Alternano l'ermetismo e la chiarezza, il colto e il popolare (Lorca, Alberti, Diego). Si avverte un passaggio dall"io" al "noi". "Il poeta canta per tutti", direbbe Aleixandre.

Tra l'universale e lo spagnolo, tra gli influssi della poesia europea del momento (surrealismo) e della migliore poesia spagnola di sempre. Sentono grande attrazione per la poesia popolare spagnola: cancioneros, romanceros ...

Tra la tradizione e rinnovazione. Si sentono prossimi alle avanguardie (Lorca, Alberti, Aleixandre e Cernuda possiedono libri surrealisti; G.Diego, creazionisti); prossimi alla generazione anteriore (ammirano Juan Ramón, Unamuno, i fratelli Machado, Rubén Darío...); ammirano il Bécquer del XIX secolo (Alberti "Homenaje a Bécquer", Cernuda "Dove abita l'oblio"...); sentono autentico fervore per i classici: Manrique, Garcilaso, San Juan, Fray Luis, Quevedo, Lope de Vega e, soprattutto, Góngora.

Istituzioni La maggioranza di questi autori, principalmente lirici, entrarono in contatto con la tradizione letteraria attraverso il Centro de Estudios Históricos diretto dal padre della filologia spagnola, Ramón Menéndez Pidal, e con le avanguardie attraverso i viaggi, la divulgazione portata a capo da Ramón Gómez de la Serna e altri novecentisti e, soprattutto, le attività e conferenze programmate dalla Residencia de Estudiantes, istituzione ispirata dal Krausismo della Institución Libre de Enseñanza e diretta da Alberto Jiménez Fraud.

Storiografia sul '27