Biografia La formazione Bakunin nacque nel piccolo villaggio di Prjamuchino, presso Tver'. Figlio di nobili proprietari terrieri, frequentò la scuola di artiglieria di Pietroburgo. Prima a Mosca e poi a Dresda, si appassionò alla filosofia e in particolare agli scritti di Schelling e Hegel, e venne a contatto con le concezioni libertarie di Proudhon, anche se in questa fase prevalevano in lui concezioni di stampo panslavista.
L'evento che cambiò la sua vita fu però l'insurrezione di Dresda del 1849, o sollevazione di maggio, un evento afferente alla "Primavera dei popoli", durante la quale gli fu compagno di lotta il compositore tedesco Richard Wagner. Catturato dalle truppe sassoni, il 14 gennaio 1850 fu condannato alla pena di morte, commutata in ergastolo. Nel 1851 fu trasferito nella fortezza di Pietro e Paolo a San Pietroburgo. Ivi, su richiesta del conte Orlov, scrisse una confessione allo zar Nicola I. Nel 1857 la pena fu commutata in esilio a vita in Siberia. Da qui, nel 1861, riuscì a scappare, attraverso il Giappone e gli Stati Uniti..
In Italia
In un colloquio con Karl Marx avvenuto a Londra il 3 novembre 1864, i due rivoluzionari concordarono che Bakunin si sarebbe adoperato in Italia per cercare adesioni all'Associazione Internazionale dei Lavoratori, costituita da poche settimane, e per scalzare l'influenza di Mazzini, allora predominante nelle società operaie.. Quello stesso anno si stabilì a Firenze e nel 1865 iniziò il suo soggiorno a Napoli, dove fondò il giornale Libertà e giustizia e organizzò una associazione segreta (di cui poco si sa) denominata Fratellanza internazionale..
Sono di questo periodo i primi articoli contro la visione statalista di Giuseppe Mazzini, suo grande avversario. Riguardo ai suoi rapporti con la Massoneria, risulta che il pensatore russo, durante la sua permanenza a Firenze, fosse affiliato alla loggia "Progresso sociale", Valle dell'Arno, e che tra il 21 e il 23 maggio 1864 rappresentò il Conclave di Firenze alla quarta Assemblea costituente che elesse Gran maestro Giuseppe Garibaldi, il quale il 22 gennaio gli aveva conferito a Caprera il 30º grado (Kadosh) del Rito scozzese antico ed accettato (e aveva scritto a Lodovico Frapolli di "régulariser sa position").Aldo A. Mola Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Giunti/Bompiani, Firenze-Milano, p. 138. Risulta anche che avesse avuto precedenti esperienze massoniche in Svezia nel 1845.
Nel 1867 partecipò al primo congresso internazionale della Lega della Pace e della Libertà, indetto a Ginevra da un comitato di liberali per discutere del "mantenimento della libertà, della giustizia e della pace", con l'illusione che il socialismo rivoluzionario avrebbe fatto breccia nell'associazione. Ma dopo il 2º congresso, il 25 settembre del 1868, la fazione dei socialisti rivoluzionari si scisse dalla Lega, costituendo la Alleanza Internazionale della Democrazia Socialista, che chiese formalmente di essere ammessa come gruppo a parte nell'Associazione Internazionale dei Lavoratori. La richiesta venne accolta, ma alla precisa condizione che l'Alleanza si sciogliesse e aderissero all'Internazionale le singole sezioni locali... Nel 1869 avallò, attraverso il ruolo organizzativo di Carlo Gambuzzi, l'anticoncilio anticlericale di Napoli, svoltosi in opposizione al Concilio Vaticano I..
Durante la guerra franco-prussiana, nel 1871 tentò di fomentare una sommossa popolare a Lione. L'opera di Bakunin in Italia venne facilitata dagli eventi della Comune di Parigi, che diedero enorme popolarità all'Internazionale e portarono alla definitiva rottura con Mazzini. Mazzini infatti condannò l'insurrezione parigina, vedendo in essa la negazione dell'idea di nazione; Bakunin al contrario la difese come modello di rivoluzione antiautoritaria e federalista (concezione libertaria). Nell'aspra polemica che ne seguì, furono numerosi i mazziniani che presero posizione a favore di Bakunin, affluendo nei nascenti gruppi della Prima internazionale..
Lo scontro con Marx
All'interno della Prima Internazionale Bakunin si trovò rapidamente in conflitto con Karl Marx: Marx sosteneva infatti la necessità di rafforzare i poteri del Consiglio generale dell'organizzazione ed il primato dell'azione politica in vista della nascita di uno Stato proletario, Bakunin difendeva al contrario la piena autonomia delle federazioni nazionali, poneva in primo piano la lotta economica e una rivoluzione che avrebbe dovuto sfociare in un'organizzazione federalista di libere comuni.
Nel settembre 1871, nell'impossibilità di tenere il previsto congresso, si tenne a Londra una conferenza dell'Internazionale in cui, anche grazie alla scarsa presenza di delegati bakuninisti impossibilitati a intervenire a causa degli eventi francesi, venne approvata una risoluzione favorevole alla creazione di partiti politici. Contro queste deliberazioni, nel novembre 1871 i delegati della Fédération Jurassienne e alcuni espatriati si riunirono a Sonvilier e approvarono una circolare in cui accusavano Marx di voler "introdurre nell'Internazionale lo spirito autoritario" attraverso una rigida centralizzazione..
Dopo la decisione del consiglio generale di convocare il congresso dell'Internazionale all'Aia (una località difficilmente raggiungibile per i bakuninisti che avevano le loro posizioni di forza nell'Europa meridionale), anche la federazione italiana decise, nella Conferenza di Rimini, il pieno appoggio alle posizioni di Bakunin. Al congresso dell'Aia del 1872 Bakunin fu espulso dalla Associazione internazionale dei lavoratori con l'accusa, tra l'altro, di aver mantenuto segretamente in vita l'Alleanza Internazionale per la Democrazia Socialista (che si era impegnato formalmente a sciogliere).. Nel 1872, a Saint-Imier, organizzò, con le sezioni "ribelli" dell'Internazionale, il primo congresso dell'Internazionale anti-autoritaria, che segnò definitivamente la spaccatura della Prima internazionale in due tronconi.. Nel 1873 scrisse la sua unica opera completa, Stato e anarchia.
Gli ultimi anni Nel 1874 si trasferì con la giovane moglie Antonia Kwiatkowska in Svizzera, a Minusio, nella villa La Baronata, acquistata per ospitarlo da Carlo Cafiero, che vendette dei suoi possedimenti a Barletta per raccogliere il denaro necessario. Morì a Berna il 1º luglio 1876. Bakunin ebbe tre figli: Carlo, Sofia (madre del matematico Renato Caccioppoli) e Maria. Quest'ultima nacque in Siberia, dove la moglie di Bakunin si era rifugiata dopo che lui era stato espulso dalla Francia.
Il pensiero
In apparenza asistematico, il pensiero di Bakunin ruota attorno a due idee fondamentali, quella di natura (come materia) e quella di libertà. La natura è per lui la sintesi di vita, solidarietà, causalità portati all'universalità; essa, quindi, unisce l'inorganico, l'organico e il vivente, con l'uomo al suo vertice.
Nel 1871 in Il sistema del mondo egli scrive che: «La Causalità universale, la Natura, crea i mondi. Essa ha determinato la configurazione meccanica, fisica, chimica, geologica e geografica della nostra terra e, dopo avere rivestito la sua superficie di tutti gli splendori della vita vegetale e animale, continua a "creare", nel mondo umano, la società con tutti i suoi sviluppi passati, presenti e futuri».Considerazioni filosofiche, La Baronata, Carrara 2000, p. 17.
Il materialismo di Bakunin è ateo, monistico e deterministico; egli ha dell'universo una concezione armonicistica e unitaria, secondo la quale tutto si concatena e progredisce insieme, dove le leggi che governano la materia bruta sono armonizzate con quelle che promuovono lo sviluppo dello spirito umano. E quindi ne deriva che: "Le leggi dell'equilibrio, della combinazione e dell'azione reciproca delle forze e del movimento meccanico; le leggi del peso, del calore, della vibrazione dei corpi, della luce, dell'elettricità, come quelle della composizione e scomposizione chimica dei corpi, sono assolutamente inerenti a tutte le cose che esistono, comprese le diverse manifestazioni del sentimento, della volontà e dello spirito. Queste tre cose, costituenti propriamente il mondo ideale dell'uomo, non sono che funzioni totalmente materiali della materia organizzata e viva, nel corpo dell'animale in generale e in quello dell'animale umano in particolare. Di conseguenza, tutte queste leggi sono leggi generali, a cui sono sottomessi tutti gli ordini conosciuti e ignoti dell'esistenza reale del mondo"Considerazioni filosofiche, pag. 18.
Affermava Bakunin nel 1873: "La vita, in quanto movimento concretamente razionale, è nel mondo della scienza la marcia dal fatto reale all'idea che lo abbraccia, che lo esprime e che di conseguenza lo spiega; e nel mondo pratico è il movimento che va dalla vita sociale verso la sua organizzazione più razionale possibile conformemente alle indicazioni, alle condizioni, alle necessità e alle esigenze più o meno spontanee di quella medesima vita" (Stato e anarchia).
Questo determinismo radicale contrasta ed è parzialmente incoerente con un'idea di libertà umana che appare simile a quella degli Stoici, una libertà di fare ciò che è già scritto nel destino delle leggi della materia. Perciò Bakunin incoerentemente "stacca" l'uomo dalla cieca natura in base al fatto che l'uomo "ha bisogno di conoscere", e allora da questo bisogno nasce un'istanza di libertà. L'uomo nasce e vive nel bisogno, in quanto animale, ma in quanto essere pensante è libero di progredire indipendentemente dalla natura materiale che lo fonda. La spinta intima a voler conoscere sé e il mondo fa dell'uomo, necessitato per natura, un essere che si fa libero di determinare il proprio destino.
Il massimo della libertà umana sta nel fare la rivoluzione e cambiare il sistema umano ingiusto che si è determinato nella storia passata. La libertà dalle contingenze e dagli abusi è il bene supremo che il rivoluzionario deve cercare a qualunque costo, e Bakunin dice allora: "l'uomo [...] deve conoscere tutte le cause della propria esistenza e della propria evoluzione, affinché possa comprendere la propria natura e la propria missione...". L'uomo quindi ha una missione da compiere, e tale missione, non potendo per un materialista ateo essere Dio ad affidargliela, non può che essere la Natura.
La Natura però è a sua volta necessitata dalle leggi fisiche, e perciò non libera. Ma Bakunin sorvola su tutti questi problemi e incoerenze, concludendo che ciò è possibile per l'uomo nuovo e rivoluzionario: "Affinché, in questo mondo di cieca fatalità, egli possa inaugurare il mondo umano, il mondo della libertà". Se sul piano filosofico le manchevolezze sono evidenti, Bakunin trova una certa coerenza spostandosi sul piano sociologico, sulla base del principio di natura e negativo per cui: "Nel mondo naturale i forti vivono e i deboli soccombono, e i primi vivono solo perché gli altri soccombono".Considerazioni filosofiche, pag. 29
Nella guerra crudele dei forti per dominare e per sfruttare i deboli, l'uomo giusto, il rivoluzionario, ha la "missione" inderogabile di cambiare le cose e controbilanciare l'arroganza dei forti e dei potenti. Il mondo della libertà umana è perciò un mondo basato sull'eguaglianza, che è la condizione prima di ogni umanità armonica e giusta. La libertà dal bisogno è infatti irrealizzabile senza l'uguaglianza di fatto (uguaglianza sociale, politica, ma soprattutto economica). I fenomeni che spingono gli uomini all'ineguaglianza e alla schiavitù sono due: lo Stato e il Capitale. Abbattuti questi, grazie a una rivoluzione strettamente popolare, si giunge all'Anarchia, ma essa è foriera di un nuovo ordine sociale più avanzato, senza classi.