Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings) è un film d'animazione del 1978 diretto da Ralph Bakshi.

Basato sull'omonimo romanzo di J. R. R. Tolkien, il film segue le vicende del primo romanzo, La Compagnia dell'Anello, e della metà del secondo, Le due torri, poiché in origine il film doveva essere la prima parte di un'opera divisa in due pellicole. Nonostante l'idea, il film non fu concluso, dal momento che non ottenne il successo sperato e la casa di produzione si rifiutò di finanziare il sequel: pertanto la pellicola s'interrompe dopo la battaglia del Fosso di Helm.

Fu il primo adattamento cinematografico del romanzo e il secondo film animato tratto dalle opere di Tolkien dopo The Hobbit. La tecnica utilizzata è quella del rotoscopio.

Trama La storia inizia con la forgiatura dei diciannove anelli magici: sette grandi anelli vennero dati ai nani, tre agli elfi e nove ai re degli uomini. Tuttavia il malvagio Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor, creò l'Unico Anello, e con esso iniziò a dominare gli altri anelli e i popoli liberi della Terra di Mezzo. Nonostante il suo potere, egli venne sconfitto da Isildur, il quale si impossessò dell'anello.

Ma poiché Isildur non lo distrusse, il cattivo riuscì a sopravvivere alla sconfitta. Dopo la morte di Isildur, l'Unico Anello cadde nel Grande Fiume e lì fu ritrovato in seguito dalla misteriosa creatura Gollum (pronunciato erroneamente “Gollam” nel doppiaggio italiano) che se ne impossessò dopo aver ucciso il suo amico Déagol. L'anello portò Gollum ben presto alla pazzia. Tuttavia, anche quest'ultimo arrivò a perdere l'anello che venne ritrovato da Bilbo Baggins, uno Hobbit della Contea.

Passati diversi anni, Bilbo sta festeggiando il suo compleanno. Indossato l'anello, che ha il potere di rendere invisibili, Bilbo spaventa gli invitati e ritorna nella sua dimora per prepararsi ad un viaggio lontano dalla Contea. Il potente e saggio stregone Gandalf il Grigio, grande amico di Bilbo, esorta e convince quest'ultimo a lasciare il suo anello magico al giovane nipote Frodo.

Dopo 17 anni, Gandalf ritorna nella Contea e si reca da Frodo. Spiega a quest'ultimo che l'anello che ha ereditato da Bilbo è l'Unico Anello forgiato da Sauron e che tale oggetto è continuamente cercato dai Cavalieri Neri (Nazgûl), servi del redivivo Signore Oscuro, e lo esorta a lasciare la Contea. Mentre Frodo si mette in viaggio, Gandalf raggiunge Saruman il Bianco, capo dell'Ordine degli Stregoni, in cerca di consigli. Saruman però ha tradito l'ordine e ha deciso di allearsi con Sauron, e quando Gandalf si rifiuta di unirsi a lui e dargli informazioni sull'anello, lo imprigiona sulla sua torre.

Frodo, intanto, insieme all'amico Sam, e agli hobbit Merry e Pipino raggiunge la locanda Il Puledro impennato a Brea, e lì attende, invano, l'arrivo di Gandalf. Nella locanda incontrano il ramingo Strider, che si rivela amico di Gandalf e si offre nell'accompagnarli nel loro viaggio. Quella stessa notte I Cavalieri Neri raggiungono Brea e tentano di uccidere gli Hobbit nella loro camera, ma grazie a uno stratagemma falliscono.

Ripreso il loro viaggio per Rivendell, la terra degli elfi, Frodo e la sua compagnia vengono trovati dai Cavalieri Neri durante la notte, mentre si riposavano a Colle Vento. Frodo, cedendo al terrore si infila l'anello, e viene scoperto dal signore dei Nazgûl che lo accoltella con un pugnale di Morgul, e solo l'intervento di Strider, che li respinge con il fuoco, evita conseguenze ancor più gravi. Ad aiutare Frodo, che sta male dopo la pugnalata ricevuta (un pezzo della lama è infatti rimasto nel suo corpo e si sta facendo strada fino al cuore) arriva Legolas.

L'elfo, amico di Strider, si offre di accompagnarli fino a Rivendell, dove Elrond, il re elfico, potrà guarire Frodo dalla ferita ricevuta. Dopo un giorno di cammino, i Cavalieri li raggiungono nuovamente e Frodo si ritrova separato dai suoi amici e costretto a fuggire a cavallo, inseguito dai nove spettri al completo che poi tentano persino di convincerlo a seguirli fino a Mordor. Dopo aver oltrepassato il fiume di Rivendell, Frodo perde le forze, mentre i Cavalieri Neri vengono spazzati via dal fiume stesso nel tentativo di catturarlo. Elrond, signore di Rivendell, cura Frodo, che al suo risveglio incontra Gandalf (riuscito a fuggire da Saruman grazie alla grande aquila Gwhair, vecchia amica dello stregone), i suoi amici hobbit, e suo zio Bilbo.

A Rivendell, Frodo partecipa al Consiglio di Elrond per decidere il destino dell'Anello. Frodo si offre di portarlo a Mordor e ad affiancarlo vengono scelti otto compagni, la "Compagnia dell'Anello": Gandalf, Strider (che nel frattempo si è rivelato come Aragorn, erede di Isildur e del trono di Gondor), Legolas, Gimli, Boromir, Sam, Pipino e Merry. Partiti da Rivendell, Gandalf consiglia di passare attraverso le miniere di Moria, ma Aragorn non è convinto di questa scelta. Solo quando Gandalf chiede a Frodo di scegliere per tutti in quanto Portatore dell'Anello e lo hobbit sceglie Moria, il gruppo entra nelle miniere. Qui vengono attaccati dagli Orchi ed infine da un Balrog, il quale affronta Gandalf; durante lo scontro sul ponte di Khazad-dûm, lo stregone lo fa crollare e il Balrog precipita, ma con la sua frusta fa in tempo a trascinare Gandalf con sé nell'abisso sottostante.

La Compagnia, afflitta per la perdita, si dirige a Lothlórien, regno della dama della luce Galadriel, dove Frodo cerca di offrire alla dama il prezioso anello non reputandosi all'altezza della missione. Galadriel tuttavia rifiuta, facendogli capire che solo lui può compiere quel cammino insidioso. Lasciato il reame, la compagnia deve decidere dove proseguire il proprio viaggio. Frodo, allontanatosi per decidere, viene raggiunto da Boromir il quale, preoccupato per le sorti della sua città e del suo popolo, è convinto che solo usando l'anello contro il nemico potranno evitare la rovina. Poi l'uomo, infuriato dal rifiuto dello hobbit di prestargli l'anello, tenta di sottrarglielo. Frodo, spaventato dal compagno di viaggio si infila l'anello per rendersi invisibile e fugge, raggiunge il fiume e parte alla volta di Mordor da solo con il fido Sam.

Boromir, pentitosi di quello che ha fatto, avvisa il resto della compagnia, che si divide per trovare Frodo. Merry e Pipino si imbattono durante la ricerca in un manipolo di orchi e Boromir viene ucciso nel tentativo vano di salvarli dalla cattura. Aragorn, Legolas e Gimli, trovato il loro compagno ormai morente, gli promettono di andare a Minas Tirith e salvarla dalla distruzione. Dopo aver seppellito Boromir, i tre compagni decidono di lasciare Frodo al suo destino e di inseguire gli orchi per liberare i compagni catturati.

Durante la marcia verso Mordor, Frodo e Sam si accorgono di essere seguiti da Gollum e, tendendo a quest'ultimo un'imboscata, riescono a catturarlo. Gollum, in cambio della libertà, decide di condurre i due a Mordor. Intanto gli orchi che avevano catturato Merry e Pipino per portarli da Saruman, vengono uccisi durante il loro viaggio dal gruppo guidato da Éomer, nipote di Théoden, signore di Rohan. I due Hobbit, approfittando della battaglia, si rifugiano nella Foresta di Fangorn dove vengono presi in custodia da un Ent, Barbalbero.

Aragorn, Legolas e Gimli, entrati anche loro a Fangorn, incontrano Gandalf, creduto morto e ora risorto sotto le sembianze di Gandalf il Bianco. Gandalf conduce i tre nel reame di Rohan dove Théoden è ormai consumato dall'influsso malefico di Saruman e del suo consigliere Grima Vermilinguo. Gandalf riesce a liberare il re e lo esorta ad organizzare il suo esercito in vista dello scontro con le truppe di Saruman. Intanto il viaggio di Frodo, Sam e Gollum prosegue e, quest'ultimo, trama alle spalle dei suoi compagni di viaggio per impadronirsi dell'Anello.

Mentre Gandalf si reca alla ricerca di Éomer e del suo esercito, Théoden conduce il suo popolo al fosso di Helm, dove comincia a barricarsi per l'imminente scontro con le forze di Saruman. Gli orchi, maggiori nel numero, riescono ad entrare nella fortezza e a nulla servono gli sforzi di Aragorn e degli altri guerrieri per fermare l'avanzata. Ormai sul punto di essere sconfitti, Théoden e i soldati rimasti affrontano a cavallo i nemici finché sopraggiunge Gandalf con Éomer e tantissimi soldati di Rohan, i quali distruggono gli orchi di Saruman e vincono la battaglia.

Produzione Sviluppo

Nel 1969, i diritti del romanzo Il Signore degli Anelli furono acquistati dalla United Artists per poco più di £ 104.000.. La casa di produzione cominciò, subito, a pensare ad un possibile adattamento cinematografico live-action dell'opera di Tolkien affidandolo al regista britannico John Boorman. Boorman, incaricato di scrivere una sceneggiatura, decise di adattare il romanzo di Tolkien in un unico film. Per aiutare Boorman nello sviluppo della sceneggiatura, fu assunto Rospo Pallenberg. La sceneggiatura, conclusa in seguito da Boorman, contava circa 700 pagine, per le quali il regista e sceneggiatore fu pagato 3 milioni di dollari. Boorman scrisse una storia molto diversa da quella del romanzo e si prese molte libertà artistiche. Inserì nuove parti non presenti nel libro e ne modificò alcune. Il risultato fu bocciato subito dai produttori e Boorman venne licenziato.

Nella sceneggiatura di Boorman, la storia della Terra di Mezzo veniva narrata in maniera interessante durante il Consiglio di Elrond:

Tra le varie parti modificate da Boorman, una delle più controverse è quella della scena in cui Frodo, per guardare nello specchio di Galadriel, deve avere un rapporto sessuale con lei (proprio per questo, il marito Celeborn fu tagliato dalla sceneggiatura). Altre parti furono aggiunte o modificate da Boorman, come la scena in cui Frodo giunge a Gran Burrone e viene guarito dalla tredicenne Arwen, la quale gli rimuove chirurgicamente il pugnale Morgul con un bisturi rovente minacciata da Gimli, mentre Gandalf sfida Boromir a prendere l'Anello. Nel film di Boorman, Arwen non ha una relazione con Aragorn ed è uno spirito guida della compagnia dell'anello. Galadriel, invece, viene trattata come un oggetto sessuale in quanto, nel corso del film, molti dei protagonisti cercano di sedurla in ogni modo. Boorman inventò apposta per Gimli una scena ambientata nelle miniere di Moria in cui il nano veniva sepolto in un buco, con un cappuccio in testa, e veniva preso a bastonate dai suoi compagni per fargli ricordare la parola chiave per entrare nelle miniere.

Per problemi di budget, Boorman fu costretto ad eliminare tutte le creature volanti. Per questo, nella battaglia a Minas Tirith, invece delle Bestie Alate, i Nazgûl cavalcano dei cavalli senza pelle, con i muscoli esposti. La sceneggiatura di Boorman terminava con Gandalf, Frodo, Bilbo, Galadriel, Arwen ed Elrond che partivano per le Terre Immortali. Nel corso del viaggio il gruppo intravedeva un arcobaleno sull'acqua e Legolas, mentre osservava lo spettacolo sulla costa con Gimli, esclama: «Guarda, solo sette colori! Il mondo è in rovina! Viviamo in un mondo diminuito!». Dopo il licenziamento, Boorman lavorò al film Excalibur, usando alcune idee avute durante la produzione de Il Signore degli Anelli.

Regia