La storia del floppy disk iniziò quando nel 1967 la IBM iniziò le prime sperimentazioni per la creazione di un nuovo dispositivo da utilizzare come memoria di massa per i suoi scopi. Sequenza storica dei formati floppy-diskTipo di discoAnnoCapacità8-pollici197180 kB8-pollici1973256 kB8-pollici1974800 kB8-pollici doppia faccia (DS)19751MB5¼-pollici1976110 kB5¼-pollici doppia densità (DD)1978360 kB5¼-pollici quadrupla densità (QD)19841,2 MB3-pollici1984?320 kB3½-pollici1984720 kB3½-pollici alta densità (HD)19871,44 MB

Storia La IBM assegnò al suo centro di sviluppo di San José in California un nuovo compito: studiare un semplice ed economico sistema per caricare microcodice sui suoi mainframe System/370. Il 370 fu il primo mainframe IBM a usare memoria a semiconduttore e, quando l'alimentazione era tolta, il microcodice andava ricaricato (mentre il suo predecessore, il System/360 non perdeva il suo contenuto in memoria quando non era alimentato). Questo compito poteva essere adempiuto comodamente dai vari driver per nastro magnetico, ma i nastri erano ingombranti e lenti mentre la IBM cercava qualcosa di più veloce e adeguato in modo da poter essere inviato come aggiornamento per i clienti, ad un costo non superiore a 5 dollari.

David Noble lavorò sotto la direzione di Alan Shugart e provò tutte le soluzioni esistenti per analizzare se poteva essere sviluppato un nastro magnetico di nuova concezione. Il risultato fu un disco di sola lettura, di 8 pollici (20 cm) di diametro, chiamato "memory disk", che conteneva 80 kilobytes (KB), che poteva essere letto da un apposito dispositivo. La versione originale era semplicemente composta dal solo disco, ma lo sporco divenne un serio problema, per cui fu in seguito racchiuso in un involucro di plastica solcato da stoffa per raccogliere lo sporco. Il nuovo dispositivo diventò una parte standard del System/370 nel 1971.

Un inventore giapponese, Yoshiro Nakamatsu (o Dr. NakaMats), reclamò di essere pervenuto indipendentemente al principio del floppy disk già nel 1950, per cui l'IBM dovette acquisire una licenza di vendita quando iniziò a produrre i propri floppy disk di sistema 20 anni dopo.

Nel 1973 la IBM rilasciò una nuova versione di floppy, questa volta nel 3740 Data Entry System. Questo nuovo sistema usava un diverso formato di scrittura che consentiva di immagazzinare fino a 256 KB sullo stesso disco, in cui i dati potevano essere letti ma, per la prima volta, anche scritti. Questi supporti divennero comuni per trasportare piccole quantità di dati, rimpiazzando quasi completamente i nastri magnetici. Il 3740 Data Entry System era una periferica del System/370 modello 115.

Quando i primi microcomputer vennero sviluppati negli anni settanta, i floppy da 8 pollici trovarono posto in essi come uno dei pochi dispositivi di memorizzazione ad alta velocità disponibili sul mercato. Ma dato il loro prezzo, in quanto costavano più dello stesso computer, molte macchine di allora continuarono a utilizzare i nastri magnetici.

La situazione iniziò a cambiare con l'approvazione del primo standard per i floppy disk, ECMA-59, ad opera di Jim O'Reilly di Burroughs, Helmut Hack della BASF e altri. O'Reilly stabilì un primato seguendo questo documento attraverso il processo di approvazione dell'ECMA, formando il sotto-comitato in una riunione dell'ECMA e approvando la bozza dello standard nella riunione successiva, tre mesi più tardi. Questo standard costituì successivamente anche la base per lo standard ANSI. La standardizzazione portò ad un accordo tra diversi concorrenti per creare un supporto in un unico standard compatibile, e permise un rapido incremento della qualità e diminuzione dei costi.

A quei tempi Alan Shugart lasciò l'IBM, si trasferì alla Memorex per un breve periodo, e quindi di nuovo nel 1973 per fondare la Shugart Associates. Lì iniziò a lavorare sui miglioramenti al formato esistente da 8 pollici, per creare un nuovo sistema da 800 KB. Comunque fu difficile trovare fondi e nel 1974 fu cacciato dalla sua stessa società.

Nel frattempo la Burroughs Corporation stava sviluppando un nuovo drive da 8 pollici ad alte prestazioni, e che potesse essere utilizzato da entrambi i lati, nella sua fabbrica a Glenrothes, in Scozia. Con una capacità di 1 MB, questa nuova unità superava di ben 4 volte quella del drive IBM ed era in grado di fornire abbastanza spazio da immagazzinare tutto il software e i dati del B80 Data Entry System della Burroughs, che fra l'altro montava il primo controller dischi VLSI. Il nuovo disco da 1 MB dual sided entrò in produzione nel 1975, ma fu danneggiato a causa di un problema industriale, che causò la fabbricazione di supporti di scarsa qualità. A causa degli alti tassi d'errore che ne derivavano, furono creati alcuni strumenti per testare il supporto per il "bit-shift" (spostamento dei bit) nelle tracce più interne, e il risultato fu un notevole investimento della Burroughs nel progetto di un software di test che poi fu fornito ai clienti come strumento di controllo della qualità: tramite le informazioni che ne derivarono, si poté arrivare ad un evidente miglioramento della produzione.

Non molto dopo che il formato da 2,88 MB fu immediatamente bocciato dal mercato, fu ovvio che gli utenti avevano bisogno di spostare quantità di dati sempre maggiori. Emerse un certo numero di prodotti, ma solo pochi mantennero un qualche livello di compatibilità all'indietro con i floppy da 3½. Il "Floptical" di Insite Peripherals fu il primo ad apparire, offrendo dispositivi da 20, 40 e infine 80 MB che potevano ancora leggere e scrivere i dischi da 1,4 MB. Comunque, i drive non si connettevano ad un normale controller per floppy disk, e questo significava che molti PC più vecchi sarebbero stati incapaci di avviarsi da un disco in un Floptical drive. Questo influenzò di nuovo negativamente i tassi di adozione.

Annunciato nel 1995, il "Super Disk" drive, spesso visto con i marchi Matsushita (Panasonic) e Imation, aveva una capacità iniziale di 120 MB. Fu successivamente portato a 240 MB. Non solo questo drive poteva leggere e scrivere i vecchi floppy disk da 1,4 MB, ma le ultime versioni potevano scrivere ben 32 MB sui normali dischi da 1,4 MB (vedi la nota sotto). Sfortunatamente, l'opinione popolare riteneva i dischetti Super Disk piuttosto inaffidabili, sebbene non lo fossero più degli Zip drive e SyQuest Technology offerti nello stesso periodo. Questo ancora una volta, vero o falso che fosse, ne danneggiò l'adozione.

Ad oggi i dischetti da 3½ sono ancora disponibili sul mercato, benché nessun computer nel 2009 abbia più in dotazione un lettore di floppy. La scarsa capacità di memorizzazione dei dischetti, considerati i file gestiti tipicamente dai computer moderni, fa preferire agli utenti i pen drive, che hanno reso ampiamente obsoleti altri tipi di memorie di massa diffuse negli anni passati, come lo Zip disk e i CD (Ri)scrivibili. Anche l'Apple Macintosh, che aveva reso popolare il formato nel 1984, ha iniziato ad abbandonarlo nel 1998 con il modello iMac. Forse prematuramente, dal momento che il modello base dell'iMac all'epoca aveva solo un'unità CD-ROM, dando agli utenti un non facile accesso ai mezzi rimovibili. Ciò rese i floppy drive con connessione USB un accessorio diffuso per i primi iMacs.

La capacità formattata dei floppy da 3½ pollici ad alta densità era originariamente 1440 kilobytes (KiB), o 1.474.560 bytes. Questo è equivalente a 1,41 MiB (1,47 MB decimale). Comunque la loro capacità è di solito indicata come 1,44 MB dai produttori di dischetti. In alcuni paesi, specialmente in Sudafrica, i floppy da 3½ pollici sono stati comunemente chiamati stiffies o stiffy disks, a causa del loro involucro rigido ("stiff"), che si contrappone a quello flessibile ("floppy") degli involucri dei dischetti da 5¼.

Il 23 aprile 2010, la Sony (che detiene il 70% della produzione di floppy disk) ha dichiarato che cesserà definitivamente la produzione dei supporti alla fine di marzo del 2011.

I formati degli anni '70

Il floppy da 12 pollici Nei tardi anni settanta alcuni grandi elaboratori IBM usavano anche un dischetto da 12 pollici (30 cm), ma poche informazioni sono disponibili sul loro formato interno e sulla loro capacità di memorizzazione. Tale formato nacque soprattutto per le memorie di massa a dischetti, un ibrido tra floppy disk e hard disk, infatti un certo numero di ditte, incluse IBM e Burroughs, sperimentarono la costruzione di un dispositivo formato da una serie di dischetti utilizzabili tutti insieme, per creare una sola unità con una grande capacità di memorizzazione. Il sistema Burroughs usò 256 dischetti da 12 pollici, che ruotavano ad alta velocità. Quando l'unità doveva operare sui dati di uno dei suoi dischi, il disco selezionato veniva separato dagli altri tramite getti d'aria, e subito dopo entravano in gioco le testine di lettura, che venivano avvicinate alla superficie del disco. Questo approccio anticipò il disco di Bernoulli della Iomega, ma le rotture delle testine o i malfunzionamenti del sistema ad aria erano spesso all'ordine del giorno. Sfortunatamente, il programma non raggiunse mai il ciclo produttivo.

I minifloppy da 5¼ pollici Nel 1975, lo stabilimento Burroughs a Glenrothes sviluppò un prototipo di drive da 5¼ pollici, motivato sia dalla necessità di superare le proprietà di espansione asimmetrica al variare dell'umidità dei più grandi floppy da 8 pollici, sia in risposta alla notizia che la divisione prodotti di recording audio della IBM aveva appena prodotto una macchina per dettati usando dischi da 5¼ pollici. I dirigenti della Burroughs commisero uno degli storici errori nel campo industriale e decisero che sarebbe stato "troppo poco costoso" per fare abbastanza profitto, e scartarono il progetto.

Nel 1976 Jim Adkisson, uno degli impiegati della Shugart Associates, fu avvicinato da An Wang dei Wang Laboratories, che riteneva che il formato da 8 pollici fosse evidentemente troppo grande per i calcolatori desktop per l'elaborazione testi che stava sviluppando in quel periodo. Dopo l'incontro in un bar di Boston, Adkisson chiese a Wang quanto pensasse che i dischi dovessero essere grandi e Wang, indicando un tovagliolo, disse "circa di quelle dimensioni". Adkisson portò il tovagliolo con sé in California, scoprì che era largo 5¼ pollici (13 cm) e creò un nuovo drive di quelle dimensioni e con una capacità di 110 KB.

Il drive da 5¼ pollici era notevolmente meno costoso di quello da 8 pollici della IBM e presto iniziò a comparire nelle macchine CP/M. A un certo punto la Shugart Associates arrivò a produrre 4.000 drive al giorno. Nel 1978 c'erano più di 10 produttori nel mercato dei floppy drive da 5¼ pollici e il nuovo formato rimpiazzò presto il vecchio in quasi tutte le applicazioni. Questi primi drive leggevano solo un lato del dischetto e questo portò alla diffusa abitudine di intagliare una seconda tacca di abilitazione alla scrittura e un secondo foro dell'indice nell'involucro, per risparmiare sul costo dei dischi. Il disco così modificato poteva quindi essere inserito capovolto nel drive per utilizzare anche l'altro lato ("to flip over" ovvero "capovolgere", da cui il termine "flippy disk"). La Tandon introdusse i drive a due facce nel 1978 e un nuovo formato a doppia densità aumentando la capacità fino a 360 KB.