LeSwatini ([ɛswáˈtʼiːni]), ufficialmente Regno di eSwatini (noto fino al 2018 come Swaziland o anche con il nome Ngwane, adottato alla proclamazione dell'indipendenza, meno usato), è uno Stato indipendente dell'Africa meridionale.
È una delle tre monarchie dell'Africa, insieme al Marocco e al Lesotho. Si trova sul fianco orientale dei monti dei Draghi e confina con il Mozambico a est e con il Sudafrica a nord, ovest e sud. Non ha sbocco sul mare e dista circa dall'oceano Indiano. Estendendosi a un massimo di 200 km da nord a sud e 130 km da est a ovest, eSwatini è uno dei paesi più piccoli in Africa. Nonostante ciò, il suo clima e la sua topografia sono molto vari, vanno dal clima mite e di montagna dell'Alto Veld, a quello caldo e arido del Basso Veld.
La popolazione dello Stato è composta principalmente dall'etnia Swazi, e la lingua maggiormente utilizzata è lo swati (chiamato siSwati dai nativi). Gli Swazi stabilirono il loro regno nella seconda metà del diciottesimo secolo sotto il comando di Ngwane III.
Etimologia Il nome significa "terra degli Swazi", dal nome della principale etnia del paese, gli swazi; stesso significato aveva il nome precedente Swaziland, coniato dall'inglese. Siccome la "e" in "eSwatini" è una preposizione in lingua swati, il nome della nazione si scrive correttamente con la e minuscola e la S maiuscola, nonostante questo fatto venga spesso ignorato, scrivendo "Eswatini" in concordanza con l'ortografia italiana dei nomi propri.
Storia
Storia antica In eSwatini sono stati rinvenuti resti umani e manufatti risalenti a oltre anni fa. Le prime popolazioni dell'area, come nel resto dell'Africa del Sud, furono boscimani e ottentotti.
La colonizzazione bantu e la nascita degli swazi Apparsi probabilmente già prima dell'anno 1000, i Bantu provenienti dall'Africa centrale incominciarono nei secoli successivi una lenta ma continua migrazione verso est e verso sud, giungendo anche nell'eSwatini, da cui nel XVII secolo cacciarono definitivamente i boscimani. I primi gruppi bantu a colonizzare l'area furono Nguni e sotho. Gli odierni swazi discendono dal gruppo nguni, da cui si diversificarono a partire dal XVIII secolo, con la fondazione del primo regno swazi da parte di re Ngwane III. In questo periodo incominciò ad affermarsi il clan Dlamini, tuttora molto influente.
Le guerre contro gli zulu Il re Sobhuza I, succeduto a Ngwane III, dovette fronteggiare l'espansionismo zulu. Il conflitto si concluse con un netto ridimensionamento del regno swazi, limitato alla valle dell'Ezulwini. L'alleanza stretta tra boeri e zulu fece sì che gli swazi si alleassero con i britannici. Dopo ulteriori rovinosi scontri con boeri e zulu, nel 1877 il clan Dlamini assunse il potere invocando la protezione del Regno Unito, che nel 1881 proclamò ufficialmente il protettorato.
Il protettorato britannico e la prima fase del regno di Sobhuza II
Protetti dai britannici, gli swazi poterono consolidare il loro regno nei confini attuali. Alla fine del XIX secolo re Mbadzeni promosse una politica di riavvicinamento ai boeri, e nel 1894 firmò un patto con la repubblica boera del Transvaal. Nonostante questo ravvicinamento, allo scoppio delle guerre anglo-boere lo Swaziland si schierò nettamente con i britannici, godendo anche dei frutti della vittoria inglese.
Nel 1921, il nuovo re Sobhuza II (1899-1982), inaugurò una fase di investimenti economici, aprendo in maniera netta il paese agli investimenti stranieri (soprattutto inglesi e sudafricani). Sobhuza promosse inoltre lo sviluppo agricolo, sulla base di vere e proprie economie di scala, incentivando la grande proprietà terriera.
Negli anni sessanta incominciò a svilupparsi nel paese un movimento antibritannico guidato dal principe Dumisa Dlamini, lo Ngwane National Liberatory Congress (NNLC). Questo movimento risultò tuttavia sempre sconfitto alle elezioni dal partito costituzionalista filobritannico Imbokodvo National Movement (INM).
L'indipendenza e la seconda fase del regno di Sobhuza II Nel 1968 Sobhuza II dichiarò l'indipendenza dal Regno Unito nell'ambito del Commonwealth e modificò la costituzione, introducendo la monarchia costituzionale. A questo mutamento politico si oppose un forte partito assolutista, e la conseguente tensione politica portò a gravi scontri nel paese. Dopo cinque anni di crisi, nel 1973 Sobhuza II decise di sciogliere il parlamento e i partiti politici. Nel giro di cinque anni, la successiva "dittatura reale" riuscì a disarmare le fazioni e pacificare il regno.
Nel 1978, risolta la crisi, Sobhuza II tornò a elaborare una nuova costituzione, che conferiva al parlamento il potere amministrativo ma non quello legislativo.
Nell'ultima fase del suo regno Sobhuza II definì anche la politica estera dello Swaziland come fortemente filosudafricana, stringendo un'alleanza economica e militare con Pretoria e segnalandosi anche per la persecuzione di fuoriusciti dell'African National Congress nel suo territorio.
La reggenza e il regno di Mswati III
Sobhuza II morì nel 1982. In base alle norme dinastiche vigenti nel paese, la sua morte diede inizio a un periodo di reggenza nell'attesa che il Liqoqo (il "Consiglio della Corona") designasse il successore. La reggenza venne inizialmente affidata alla regina Dzeliwe ("La Grande Elefantessa"), e dal 1983 alla regina Ntfombi. Nel frattempo, le elezioni del 1983 premiarono gli assolutisti del Tibiyo.
Nel 1986 venne incoronato il nuovo re, il diciottenne Makhosetive, che assunse il nome di Mswati III. Questi incominciò il proprio regno con l'avvicinamento al clan Dlamini, formalizzato dall'incarico di primo ministro a Sotja Dlamini, sostituito nel 1989 da Obert Dlamini.
Con la caduta dell'apartheid in Sudafrica nel 1991, lo Swaziland modificò la propria posizione in politica estera, prendendo le distanze dal nuovo Sudafrica. Fra le conseguenze di questa nuova situazione vi fu la rivendicazione da parte di Mswati III di alcuni territori limitrofi allo Swaziland e appartenenti al Sudafrica (2000).
Nel 2001, in parte con motivazioni legate alla lotta all'AIDS, Mswati III ha introdotto la legge della castità, che impone la castità femminile fino al compimento del ventiquattresimo anno di età. Sono anche state concesse deroghe per alcune giovani spose.
Nel 2006 il re ha promulgato una nuova costituzione che introduce la monarchia assoluta. Il parlamento ha ora solo poteri consultivi. I partiti politici sono sciolti: la costituzione ammette solo l'associazionismo apartitico.
Nel 2018, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, il re ha cambiato il nome del paese da Swaziland a eSwatini.
Geografia L'eSwatini è un piccolo Stato () dell'Africa australe privo di sbocchi al mare. Il suo territorio ha forma quasi circolare e confina in gran parte con il Sudafrica (), salvo un tratto di a est con il Mozambico.
Morfologia
Il paese si distende su un altopiano che digrada leggermente da ovest verso est, salvo risalire leggermente presso il confine con il Mozambico. Il territorio si suddivide in tre aree geografiche ben distinte, chiamate localmente Veld (in afrikaans "campi").
Esse sono: Alto Veld, a ponente, zona montuosa con vette che salgono fino a (Monte Emlemle). Esso è attraversato da profonde valli ricoperte da foreste. In quest'area si trovano le capitali (Mbabane e Lobamba) e la valle di Ezulwini; Medio Veld, al centro del regno, area collinare ( circa) con praterie ubertose. Manzini ne è il centro più importante; Basso Veld, a est, zona piana costituita da savane e piantagioni che, presso il confine con il Mozambico, si eleva in dolci colline.
Idrografia I fiumi dell'eSwatini provengono tutti dal Transvaal e attraversano il paese da ovest verso est per gettarsi poi nell'oceano Indiano. I fiumi principali sono il Komati, lo Mbuluzi (Umbuluzi), lo Nggwavuma (Ingwavama) e lo Mkondo-Usutu.
Clima Il clima è temperato caldo, con un'umidità e una piovosità che diminuiscono radicalmente spostandosi dall'Alto al Basso Veld. La media annuale delle precipitazioni ammonta infatti a ovest a quasi e a est a . Le temperature si mantengono piuttosto stabili senza raggiungere usualmente valori estremi. Durante la stagione calda, la temperatura media è di (febbraio) mentre durante i mesi più freddi, può scendere sino a (luglio).
Popolazione Demografia
La popolazione totale è stata stimata in abitanti nel 2006, per una densità di 65 abitanti per chilometro quadrato. Il vero flagello del paese è l'AIDS: l'eSwatini è il paese più colpito del mondo, con una percentuale di sieropositivi sulla popolazione adulta superiore al 40%. Ciò ha causato un'aspettativa di vita estremamente bassa, di 31 anni per gli uomini e 32 per le donne."Human Development Report 2006," United Nations Development Programme, pp. 363-366, 9 novembre 2006 La mortalità infantile supera l'88 per mille. L'analfabetismo nel 2005 era al 20,8%, mentre due anni prima si attestava al 23,3%, segnando quindi un miglioramento.
Etnie Gli swazi, una popolazione del gruppo bantu, costituiscono circa l'84% della popolazione. A questi si aggiungono altri gruppi bantu (soprattutto zulu e sotho), che complessivamente rappresentano circa il 12%. Il resto è da suddividersi tra bianchi di origine anglosassone, boeri, indiani, meticci (incroci tra bianchi e asiatici) e mulatti (incroci tra bianchi e bantu).
Le diverse etnie dell'eSwatini sono da sempre ben integrate tra loro, come dimostrano le feste per il genetliaco del re (19 aprile), durante le quali anche i non swazi, bianchi compresi, si uniscono alle danze tradizionali.
Lingue Le lingue ufficiali sono l'inglese e lo swati (siswati), parlati da gran parte della popolazione. Di uso comune è anche l'afrikaans.
Religioni
Le religioni più praticate sono: il protestantesimo (35%), l'AmaZioni (30%), il cattolicesimo (25%). Seguono minoranze come l'islam (1%) e l'induismo (0,15%). Cristianesimo: 60% Protestantesimo: 35% Cattolicesimo: 25% AmaZioni: 30% Islam: 1% Induismo: 0,15% Altro: 8,85%
Ordinamento dello Stato
Monarchia In base alla nuova Costituzione del 2005 l'eSwatini è una monarchia assoluta. Il re, attualmente re Mswati III, salito al trono nel 1986 dopo la morte di suo padre re Sobhuza II nel 1982 e un periodo di reggenza. Secondo la costituzione del paese, il Ngwenyama è un simbolo di unità e dell'eternità della nazione Swazi.The Constitution of The Kingdom of Swaziland Act, 2005, Chapter 1, Section 4(2) Per tradizione, il re regna insieme a sua madre (o a un sostituto rituale), la Ndlovukati (lett. 'elefantessa'). Il primo è considerato il capo amministrativo dello Stato e la seconda il capo spirituale e nazionale dello Stato, con un potere reale che controbilanciava quello del re, ma durante il lungo regno di Sobhuza II, il ruolo della Ndlovukati divenne più simbolico.
Il re nomina il primo ministro tra i membri del Parlamento e nomina anche il resto dei ministri, che compongono il gabinetto presieduto dal re. Con l'aiuto di un consiglio consultivo, nomina inoltre la maggioranza dei senatori e una minoranza dei legislatori alla camera bassa del Libandla (Parlamento). La costituzione consente al re di nominare alcuni membri del Parlamento per rappresentare interessi particolari. Questi interessi particolari sono rappresentati da cittadini che potrebbero essersi candidati alle elezioni ma non sono stati eletti, o che potrebbero non essersi candidati affatto. Ciò avviene per bilanciare le opinioni in Parlamento. Gli interessi particolari possono essere rappresentati da persone di un determinato genere o razza, persone con disabilità, membri di spicco della comunità imprenditoriale, della società civile, studiosi e capi tribù.
Parlamento