Era cugino di Gustav Felix Flatow (altro membro della squadra ginnica), anch'egli morto a Theresienstadt.

Giunse a Berlino nel 1887. Dopo le Olimpiadi si dedicò al suo magazzino di biciclette esercitando saltuariamente l'attività di funzionario sportivo e di giornalista.

Di origini ebraiche, venne escluso nell'ottobre 1933 dalle attività sportive in Germania. Ricevette l'invito ad aprire, insieme ad altre vecchie glorie, le Olimpiadi del 1936: coraggiosamente rifiutò.

Cercò di riparare nei Paesi Bassi al tempo delle persecuzioni degli ebrei, ma venne catturato e deportato all'età di 73 anni (ottobre 1942) da Berlino al campo di concentramento di Theresienstadt, 40 miglia da Praga. Morì due mesi dopo con altri 35.000 ebrei.

Medaglie olimpiche - Trave a squadre - Ginnastica - Atene, 1896 - Parallele individuale - Lotta - Atene, 1896 - Parallele a squadre - Ginnastica - Atene, 1896 - Trave individuale - Ginnastica - Atene, 1896

Altre posizioni 4º - Anelli - Ginnastica - Atene, 1896 4º - Cavallo - Ginnastica - Atene, 1896 4º - Volteggio - Ginnastica - Atene, 1896

Galleria d'immagini

Bibliografia H. Bernett, Alfred Flatow—vom Olympiasieger zum Reichsfeind, in Sozial- und Zeitgeschichte des Sports 1 (1987): 2, 94-102.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Charlottenburg- Wilmersdorf

Alfred Flatow sul sito di Yad Vashem .

Categoria:Morti nel campo di concentramento di Theresienstadt Categoria:Emigranti dalla Germania nazista Categoria:Ebrei tedeschi