La ferrovia Messina-Siracusa, o dorsale jonica (spesso chiamata Messina-Catania-Siracusa) è una delle due linee ferroviarie principali della rete ferroviaria della Sicilia sia per mole di traffico che per popolazione servita.

Storia

Tratta InaugurazioneMessina-Giardini-Taormina12 dicembre 1866Giardini-Taormina-Catania3 gennaio 1867Catania-Lentini1º luglio 1869Lentini-Siracusa19 gennaio 1871 La costruzione della linea ferroviaria venne proposta immediatamente dopo la proclamazione dell'unità d'Italia. Si era già ben visto che il trasporto su ferro promuoveva lo sviluppo del territorio e sia la Camera di Commercio di Catania che gli industriali e i grandi produttori agricoli premevano in tal senso.

La Società Adami e Lemmi, costituita dai banchieri Pietro Augusto Adami e Adriano Lemmi di Livorno, aveva ottenuto il 25 settembre 1860, con decreto del governo provvisorio di Garibaldi,Vita di Garibaldi, allegato al vol secondo, Stabilimento tipografico Perrotti, Napoli 1862. la concessione per la costruzione di varie ferrovie, ma questo incontrava l'opposizione del nuovo governo italiano che aveva tutt'altre prospettive e venne revocata per manovre politiche.

La Società Vittorio Emanuele di Carlo Laffitte, costituita con capitale interamente francese, ebbe invece la concessione per costruire e per l'esercizio delle linee ferroviarie calabro-sicule, e subentrò facilmente alla Società Adami e Lemmi anche perché si era assicurata una consistente partecipazione azionaria in quest'ultima.

Il 27 agosto 1863 affidò quindi la costruzione delle nuove linee ferroviarie a una società formata dai signori Parent, Schaken e C. e Salamanca che, il 25 settembre successivo, la subconcessero a un'ulteriore società in accomandita, formata dai signori Vitali, Picard, Charles e C., che era stata costituita a Parigi il 24 agosto 1862 i cui soci accomandanti erano Parent, Schaken e C. e gli accomandatari Vitali, Picard, Charles ed Oscar Stevens. Quest'ultima società appaltò ulteriormente la costruzione dei tronchi ferroviari Alcantara-Catania, Catania-Siracusa, ed i lavori della Stazione di Catania Centrale all'impresa Beltrami Gallone e C.

Nel 1866 non riuscendo a portare avanti i lavori per motivi finanziari, la Società Vittorio Emanuele pose in liquidazione, per scadenza di termini, la Società Vitali, Picard, Charles e C. Il 29 novembre 1866 la Vittorio Emanuele stipulava una nuova convenzione con l'Impresa Generale per la costruzione delle strade ferrate calabro-sicule per continuare i lavori della Messina-Siracusa.

Il 12 dicembre 1866, finalmente, Messina veniva collegata alla Stazione di Taormina-Giardini con l'apertura al traffico della prima tratta di 47,07 km e il 3 gennaio del 1867 il tronco successivo di 47,7 km raggiungeva la stazione di Catania Centrale costruita, contro il parere di gran parte dell'opinione pubblica locale che voleva un tracciato a nord della città, sulla scogliera dell'Armisi che obbligò, per il proseguimento verso Siracusa, alla costruzione degli Archi della Marina, che cinsero la città di Catania entro una cintura di ferro, tuttora esistente, dal lato del mare.Giuseppe Giarrizzo, Catania, Laterza, Bari, 1986.

Il 1º luglio del 1869 venne inaugurata, dopo il completamento del lungo viadotto della Marina e della galleria dell'Acquicella, la tratta da Catania Centrale a Catania Acquicella e da questa a Bicocca tutta a semplice binario fino alla stazione di Lentini, importante scalo agrumario. Nello stesso giorno veniva aperto anche il collegamento ferroviario di 914 m fino a Catania Marittima all'interno del porto di Catania. I lavori avevano comportato lo scavo di un'altra lunga galleria, di oltre 1 km, per giungere fino a Lentini.

Il 19 gennaio 1871 veniva ultimato ed aperto al traffico l'ultimo tratto di 57,8 km tra Lentini e la Stazione di Siracusa. Per questo era stato scelto un itinerario tortuoso che seguiva la costa allo scopo di evitare lo scavo di ulteriori lunghi tunnel e con la costruzione di un solo ponte di un certo rilievo sul torrente Castelluccio. Due decenni dopo la stazione di Siracusa venne collegata, dalla Rete Sicula, al porto con un tratto di linea di  m al termine del quale venne costruita la stazione di Siracusa Marittima; l'attivazione avvenne il 13 agosto 1892.Ordine si servizio n. 9 del 31 luglio 1892, in Alessandro Tuzza, Treni di carta.

Fino al secondo dopoguerra non vi furono variazioni di rilievo; alla fine degli anni cinquanta dietro pressione degli enti locali il percorso ferroviario da Ognina alla stazione centrale di Catania che correva allo scoperto venne sostituito da una galleria in rettilineo di oltre 1 km. La lunga Galleria di Ognina, con poca lungimiranza, venne tuttavia realizzata a semplice binario. Gli anni seguenti videro l'elettrificazione prima della Messina-Catania che comportarono adeguamenti di sagoma limite e ampliamento del fascio binari della stazione centrale; nel maggio 1960 fu la volta della Catania-Siracusa.

Nei primi anni settanta vennero avviati i lavori di raddoppio della tratta Giampilieri-Messina centrale ed avviati i lavori di raddoppio anche delle tratte Acquicella-Catania Bicocca e Catania Ognina-Giarre. Il 28 maggio 1989 fu attivato il tratto in variante a doppio binario di 21 km, dei quali circa ¾ in galleria, tra Catania Ognina e Carruba, alle porte di Giarre. Entravano così in funzione le stazioni interamente nuove e in sede differente di Cannizzaro e Acireale e abbandonate definitivamente quelle di Acitrezza e Acicastello.Notizie flash, in iTreni, n. 96, anno X, settembre 1989, p. 7. Il tracciato a doppio binario termina attualmente alle porte della stazione di Fiumefreddo.

Negli anni novanta venne affrontato il problema del tratto terminale Targia-Siracusa (la cosiddetta "cintura di ferro") che presentava alcuni passaggi a livello con soli due passaggi tra le due aree centrali della città. Il 21 giugno 1998 fu abbandonato e sostituito da un tratto a doppio binario in variante di cui buona parte nella nuova galleria Epipoli di km 3,5. L'ingresso nella stazione di Siracusa, sin dall'inizio stazione passante, venne cambiato spostandolo sul lato sud in affiancamento alla linea proveniente da Ragusa;Notizie flash, in I Treni, n. 196, anno XIX, settembre 1998, p. 6. la scelta tuttavia precluse la possibilità di effettuare treni diretti senza inversione di marcia sull'itinerario Catania-Siracusa-Ragusa (come invece era possibile ed avveniva in precedenza).

La linea è in parte oggetto di lavori di riclassamento dall'inizio degli anni 2000 con il passante ferroviario di Catania che, oltre a completare il raddoppio del binario, creerà alcune nuove fermate a carattere metropolitano. È previsto anche l'interramento della stazione di Catania Centrale, sostanziali modifiche della tratta fino a Bicocca, con l'interramento dei binari per consentire il prolungamento della pista aeroportuale di Fontanarossa e lo spostamento più a sud della stessa stazione.

Sono inoltre previsti lavori di velocizzazione della tratta Bicocca-Augusta, con rettifiche di tracciato e raddoppio del binario.CIPE, Programma delle infrastrutture strategiche (legge n. 443/2001), delibera 19 luglio 2013 Velocizzazione linea ferroviaria Catania-Siracusa, adeguamento e raddoppio tratta Bicocca-Augusta (GU Serie Generale n.302 del 27-12-2013).

Il 14 dicembre 2008 vennero attivate le nuove fermate di Fiumara Gazzi, Mili Marina, Ponte Santo Stefano, Ponte Schiavo e San Paolo,Impianti FS, in "I Treni" n. 311 (gennaio 2009), pp. 8-10. servite a partire dal 15 giugno dell'anno successivo dai treni della Metroferrovia di Messina.Treni metropolitani, in "i Treni" n. 317 (luglio 2009), p. 4.

Il 18 giugno 2017 venne attivato il raddoppio del binario fra le stazioni di Cannizzaro e di Catania Centrale (il cosiddetto "passante ferroviario di Catania"); contemporaneamente venne soppressa la stazione di Catania Ognina e vennero attivate le nuove fermate di Catania Ognina, di Catania Picanello e di Catania Europa, destinate a un futuro servizio metropolitano.Rete Ferroviaria Italiana, Circolare territoriale PA 7/2017.

Nel 2022 sono cominciati i lavori sulla tratta Fiumefreddo-Giampilieri che ultimeranno il raddoppio completo della linea tra Messina e Catania. Il completamento è previsto nel 2029.

Nei primi di giugno 2026 è stato completato lo scavo della prima canna della galleria Scaletta, di 2,7 km, per mezzo della "talpa meccanica" Letteria. Qualche mese prima la TBM Alessia aveva terminato di scavare la galleria "Forza d'Agrò", di circa 2,5 km e ha avviato lo scavo della galleria "Letojanni", di circa 3,8 km. Le operazioni di spostamento della fresa, di circa 1000 T tra le due gallerie hanno permesso il collaudo contemporaneo dei due nuovi viadotti tra le due gallerie.

Nel mese di gennaio 2026, tra il 19 e il 22, le eccezionali mareggiate provocate dal ciclone Harry hanno seriamente danneggiato la linea in 4 punti tra Messina e Taormina interrompendo la circolazione dei treni. I danni maggiori sono avvenuti in corrispondenza della località di Itala, tra Alì Terme e Letojanni e in corrispondenza dell'Isola Bella. È stata danneggiata anche la stazione di Catania Centrale e la Metropolitana di Catania nel tratto adiacente alla discesa per il Porto di Catania. Il ripristino è avvenuto il 6 marzo; fino ad allora la ferrovia è rimasta interrotta.

Variante di Augusta Nell'ambito dell'ammodernamento strutturale della linea sono in corso i lavori di costruzione e spostamento in variante di un tratto di 7,7 km per bybassare la città e la stazione esistente (che sarà costruita decentrata rispetto al centro abitato). Il tratto di attraversamento della città, ridotto a 2,8 km, sarà attivato entro il 2027. Consentirà di eliminare tre passaggi a livello e la vecchia stazione di Augusta. L'intera opera, progettata nel 2022 è stata interamente finanziata e i lavori sono iniziati nel 2024. Sarà inoltre realizzata una bretella ferroviaria di collegamento con il nuovo parco ferroviario del porto di Augusta. .

Caratteristiche La linea venne costruita a semplice binario per tutto il suo percorso ed esercita con trazione a vapore. Per il ricovero e l'accudienza delle locomotive vennero costruiti tre depositi locomotive, a Messina, Catania e Siracusa. Le stazioni principali di fermata per tutte le categorie di treni furono: Stazione di Messina Centrale, Stazione di Taormina-Giardini, Stazione di Giarre-Riposto, Stazione di Acireale, Stazione di Catania Centrale, Stazione di Lentini, Stazione di Lentini Diramazione, Stazione di Augusta, Priolo-Melilli e Stazione di Siracusa. A queste per certi treni si aggiungevano anche Alì Terme e Santa Teresa di Riva.

Verso la metà degli anni sessanta vennero attuati i primi ammodernamenti sostanziali con l'elettrificazione, prima da Messina a Catania e poi fino a Siracusa. Nello stesso periodo venne raddoppiato il viadotto degli Archi della Marina a Catania e ampliato il piazzale e il fascio binari della stazione centrale di Catania mediante la costruzione di un imponente sbarramento in calcestruzzo sul mare adiacente. Nei primi anni settanta venne raddoppiata la tratta Giampilieri-Messina e soppresse molte fermate intermedie che i treni accelerati (poi locali) facevano sul tratto ove prima era esistita la Tranvia Messina-Giampilieri.Antonino Taverna, Appunti di viaggio, nº 4, 1982, Misterbianco.Ferrovie dello Stato, Compartimento di Palermo, Orario di servizio 152a, Ediz.1978. Vennero inoltre avviati i lavori di raddoppio anche del tratto Catania Acquicella-Catania Bicocca e Catania Ognina-Giarre. Da segnalare come alcune opere minori vennero già predisposte per il raddoppio come il ponte che scavalca via Savoca a Santa Teresa di Riva.