La tratta di esseri umani o tratta di persone è un'attività criminale finalizzata alla cattura, il sequestro o il reclutamento, nonché il trasporto, il trasferimento, l'alloggio o l'accoglienza di una o più persone, usando mezzi illeciti e ai fini dello sfruttamento delle stesse. Nel Protocollo delle Nazioni Unite contro la tratta delle persone viene definita come: A differenza del traffico di migranti, la tratta di persone avviene senza il consenso degli individui oggetto della stessa ed è finalizzata non al trasporto in un altro Stato, bensì al loro sfruttamento.
Nonostante la notevole quantità di provvedimenti legislativi, resta l'inadeguatezza delle organizzazioni internazionali a delineare almeno per grandi numeri le proporzioni del fenomeno. Ad oggi non si dispone di dati precisi ed univoci sul mercato nero degli esseri umani destinati allo sfruttamento sessuale e non, poiché le stime eseguite dalle Organizzazioni non governative e dalle Nazioni Unite non offrono valori concordanti.Vedi for example: US Department of State, 2010, Trafficking in Persons (TIP) Report 2010.Bialik, Carl, 2010, Suspect Estimates of Sex Trafficking at the World Cup, The Wall Street Journal, 19 June.Vedi also: US Government Accountability Office, 2006, Human Trafficking: Better Data, Strategy and Reporting Needed to Enhance U.S. Antitrafficking Efforts Abroad, Highlights of GAO-06-825 Report, Washington, DC. Molti attribuiscono la causa del problema all'impossibilità di riprodurre statistiche significative.Agustin, Laura, 2008, Sex at the Margins: Migration, Labour Markets and the Rescue Industry, London and New York: Zed Books.Rothschild, Nathalie, 2009b, Rescue: A New PC Term for Repatriation , spiked, 26 October.
Storia La schiavitù può essere fatta risalire al momento in cui gli esseri umani hanno stabilito qualche forma primitiva di società. I popoli sottoponevano a schiavitù gli sconfitti in seguito a guerre o campagne di conquista, impiegandoli nel lavoro nei campi o nei servizi domestici; ma anche forme di sfruttamento economico finivano per assoggettare persone indigenti o di etnie diverse al dominio pieno ed esclusivo di un padroneThe Man That Was a Thing: Reconsidering Human Commodification in Slavery. By: RINEHART, NICHOLAS T. Journal of Social History. Fall 2016, Vol. 50 Issue 1, p28-50. 23p..
Nel mondo greco e romano, in particolare, tale pratica era così diffusa da procurare ingenti profitti economici: l'Impero romano investiva molto nelle opere pubbliche e pertanto aveva bisogno di una gran quantità di forza lavoro a basso costo, ad esempio nel porto di Ostia le navi quotidianamente scaricavano rifornimenti alimentari, fiere per i giochi circensi e persone per la vendita. Plinio il Vecchio e Cicerone riferiscono di alcuni tentativi rivolti, invano, a diverse persone al fine di liberare i propri schiavi. I tentativi di fuga e/o la commissione di reati da parte di tali persone erano puniti severamente, talvolta senza alcuna difesa o tutela legale.
In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, durante le invasioni barbariche, coloro che erano stati schiavi si dispersero nelle campagne e nelle vallate, sotto la giurisdizione di un signore o feudatario, che attribuì alla popolazione la denominazione di “servi della gleba”. Fuori dall'Europa, presso i musulmani, in Nord America e India la schiavitù continuò a essere sfruttata. Infatti, nel sistema di caste indù vi erano milioni di persone costrette a subire le pratiche imposte dalla propria cultura religiosa.
Quando nel XVI secolo avvenne la scoperta dell'America molte nazioni quali Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Francia e Inghilterra stabilirono proprie colonie in tutto il mondo. Inizialmente, solo i nativi del Paese conquistato potevano partecipare ai lavori forzati ma, nel momento in cui crebbe la domanda di beni, specialmente cotone e canna da zucchero per la produzione di alcolici, si rese necessaria anche una quantità maggiore di forza lavoro, così che quelle nazioni iniziarono ad importare schiavi da altri paesi, spesso, sfruttando le popolazioni dell'Africa Occidentale e costringendoli ad effettuare lunghi viaggi, in condizioni disumane, al fine di emigrare nei territori coloniali americani.
Una prima base fu stabilita sulla costa nei primi mesi del 1448, dalla quale un iniziale nucleo di indigeni fu trasferito in Portogallo. Nel 1562 si aggregò l'Inghilterra con rotte verso i Caraibi. Infine gli Stati Uniti, nel XVIII secolo, si appropriarono di un lungo tratto di costa africana, l'attuale Liberia, per difendere i propri interessi. Il lavoro dei campi, comunque, iniziò subito a mietere vittime: molti morirono di stenti, altri si suicidarono. A volte il lavoro era remunerato dalla medesima merce prodotta come nel caso degli alcolici, concorrendo da una parte a peggiorare lo sfruttamento della manodopera e d'altra parte a diffondere diverse leggende sull'automedicazione di tale sostanza. Nonostante tali indicazioni alimentari, l'aspettativa di vita era comunque minima.
Si stima che circa 8-10 milioni di persone furono costrette ad attraversare l'Atlantico dirette in America. L'economia di molte città quali Nantes, Bristol e più tardi Liverpool, sopravvissero grazie alla schiavitù e gli affari furono trattati come parte del più ampio interesse nazionale. Le conseguenze individuali, alla fine, ebbero vasta eco; l'impatto del commercio che ebbe sulla società africana è difficile da quantificare. I mercanti di schiavi raramente si addentravano nell'entroterra per catturare le proprie vittime, così che delle associazioni criminali quali i Dahomey e gli Ashanti si impegnarono, dietro un corrispettivo in denaro, a piantonare la “merce” così come nutrire gli schiavi fino all'imbarco. Quando, in un secondo momento, gli esploratori europei decisero di ampliare i propri obiettivi di cattura, si scoprì che questi popoli spesso agivano come intermediari nella tratta più all'interno. Il bisogno di schiavi creò uno stato permanente di guerra che si diffuse ovunque, anche lontano dagli stessi contatti dei colonialisti. Sebbene intervenissero vari mutamenti nel modello schiavista, il trattamento che gli schiavi dovettero subire rimase invariato. Punizioni di efferata crudeltà, lunghi turni di lavoro e magre soddisfazioni erano all'ordine del giorno, almeno fino a quando Spagna e Portogallo dimostrarono di voler cambiare le proprie leggi e concedere taluni diritti, come ad esempio il matrimonio e la possibilità di denunciare un padrone crudele.
Sebbene già nel diritto romano esistessero delle modalità di affrancamento dalla schiavitù, e per quanto il cristianesimo abbia rappresentato una tappa fondamentale per tale movimento di liberazione, l'idea della libertà intesa come diritto naturale venne affermata solo nel XVIII secolo grazie ai contributi teorici di John Locke, Wesley e Jean-Jacques Rousseau. A fronte della modalità con cui, per secoli, le potenze coloniali catturavano i nativi africani per avviarli allo sfruttamento, con l'Illuminismo avvennero una serie di innovazioni nel modo di affrontare le questioni sociali. In Francia, Danimarca e Inghilterra cominciavano ad emergere i primi movimenti anti-schiavisti che rivendicavano la riforma dei codici penali, l'abolizione degli 'hanging codes' ed un diverso trattamento per le persone che soffrivano di disturbi mentali.
Nel XIX secolo molte nazioni, che riuscirono a conquistare l'indipendenza in America, abolirono la schiavitù. Il Brasile nel 1888, la Bolivia nel 1825, il Regno Unito nel 1833, la Francia nel 1848 e, infine, gli Stati Uniti nel 1865.
Nel 1948 in seguito alla Dichiarazione universale dei diritti umani, la schiavitù così come la tratta di esseri umani, furono banditi in tutto il mondo. L'idea di un definitivo affrancamento da qualsiasi forma di schiavitù, tuttavia, abbisogna ancora di molti sforzi prima di essere raggiunta. Il medesimo documento afferma:
Leggi emanate nei primi anni del 2000 in Francia,Legge approvata dall'Assemblea Nazionale in prima lettura il 24 gennaio 2002 così come negli Stati Uniti, confermano l'orientamento del legislatore nel contrastare le diverse forme di schiavitù contemporanee. La legge statunitense,Legge n. 106-386 Victims of Trafficking and Violence Protection Act, 2000 in particolare, prevedeva che l'amministrazione americana: integrasse i Country Reports sui diritti umani (che la segreteria di Stato redige ogni anno) con dati paese per paese sull'esistenza di gravi forme sulla tratta di persone; costituisse un'Inter-Agency Task Force to Monitor and Combat Trafficking che, a decorrere dal 2002, pubblicasse annualmente una lista di Stati che non rispettano degli standard minimi nella lotta alla tratta di esseri umani, con prevedibili conseguenze politico-diplomatiche.
Successivamente furono approvate - previe interessanti relazioni parlamentari sul fenomeno, come il Rapporto all'Assemblea Nazionale francese della missione di informazione comune sulle diverse forme di schiavitù moderna - nuove disposizioni che si arricchivano di alcuni dei contributi scientifici più recenti. Non a caso tali studiAmy O'Neill R., Tratta internazionale delle donne verso gli Stati Uniti; Id., Una manifestazione di schiavismo contemporaneo e di crimine organizzato; Graycar A., Tratta di esseri umani provenivano da ambiti geografici (Stati Uniti d'America, Australia) dove con crescente attenzione si fronteggia la problematica della tratta delle persone elaborati dopo la scoperta delle ingenti dimensioni raggiunte dal fenomeno delle nuove forme di schiavismo.
Da ciò prese le mosse l'iter legislativo con cui l'Italia, novellando l'art. 600 c.p. e seguenti del codice penale, ha soddisfatto l'esigenza di apprestare una risposta sanzionatoria assai incisiva contro queste tipologie di sfruttamento. Una particolare attenzione è stata riservata all'evoluzione dello strumento cautelare reale, alla luce delle proposte emerse in sede di Consiglio dell'Unione europea che intenderebbero creare una procedura speciale di "blocco dei beni" (funzionalizzato alla confisca, recentemente evolutasi proprio in sede europea in direzione dell'inclusione del valore equivalente al profitto o prezzo del reato) per alcuni reati tra cui la tratta delle persone.
Tratta di esseri umani e traffico di migranti
Divergenze d'impostazione giuridica che continuano a sussistere tra gli Stati della comunità internazionale hanno indotto la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale a distinguere, nei suoi due protocolli aggiuntivi, rispettivamente, la "tratta di esseri umani" (human trafficking) e il "traffico di migranti" (migrant smuggling), nonostante la frequente connessione tra i due fenomeni.African migrants sold in Libya 'slave markets', IOM says, BBC news, 11 aprile 2017.
Mentre, infatti, il traffico di migranti si può configurare come un reato contro lo Stato e spesso implica un interesse reciproco del trafficante e della vittima, la tratta degli esseri umani configura un reato contro la persona e presuppone come obiettivo lo sfruttamento della risorsa umana. Infine si può suddividere quest'ultimo in "sfruttamento di manodopera" e "sfruttamento sessuale" fino ad includere la fattispecie più grave: lo "sfruttamento dei minori", sia per fini ergonomici che biologici.