Il Factorum et dictorum memorabilium libri IX (Nove libri di fatti e detti memorabili) è l'opera più importante dello scrittore latino Valerio Massimo.
È divisa in nove libri, un repertorio di exempla positivi e negativi descritti attraverso il comportamento di personaggi famosi, racchiusi in 95 rubriche. L'opera presenta due sezioni: nella prima appare l'esemplificazione romana, nell'altra quella relativa ai popoli stranieri.
Contenuto
La prima parte è caratterizzata dall'esaltazione dell'esercito, delle istituzioni, delle virtù politiche e pratiche; nell'ultima parte si parla dei vizi, mentre nella prefazione trova posto l'apologia di Tiberio.
Caratteristica fondamentale è l'elogio della tradizione repubblicana: Valerio Massimo elogia infatti Catone l'Uticense (che incarna il valore della libertas) e condanna invece Livio Druso, che ha seminato discordia nella Res publica. Per i cesaricidi Bruto e Cassio vi è una valutazione in parte positiva, in quanto incarnano le virtù catoniane, in parte negativa in quanto sono comunque degli assassini. Si elogiano i conservatori e si condannano i demagoghi.
Data la particolare struttura, è verosimile che l'opera fosse scritta per un pubblico non particolarmente dotto, forse per le scuole di retorica - non a caso, tra i moderni è particolarmente usata per l'apprendimento del latino. Pare dunque che lo scopo dell'autore non fosse quello di competere con altri storici, ma di fornire ad un pubblico colto una serie di spunti aneddotici di carattere morale. Il paragone delle virtù romane e straniere va sicuramente a favore delle prime: i romani sono superiori dal punto di vista sia materiale sia morale.
Le fonti sono Cicerone, Sallustio, Livio, oltre a compilazioni analoghe all'opera di Massimo e ad essa precedenti, come quelle di Pomponio Rufo o Cornelio Nepote.
Fortuna medievale Tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo Rodolfo Tortario ne realizzò una vasta rielaborazione in distici elegiaci, il De memorabilibus, articolato come il modello in nove libri e composto da oltre settemila versi. Alla materia tratta da Valerio Massimo il poeta aggiunse alcuni episodi di provenienza diversa, prevalentemente cristiani.
Traduzioni italiane
De i detti et fatti memorabili tradotto di latino in toscano da Giorgio Dati fiorentino, Roma, per Antonio Blado d'Asola, 1539. Detti e fatti memorabili, a cura di Rino Faranda, Torino, UTET, 1971. Fatti e detti memorabili, Traduzione e note di Luigi Rusca, 2 voll., Milano, Rizzoli, 1972 («Biblioteca Universale Rizzoli», 2481-2483, 2484-2487).
Note
Bibliografia
Voci correlate Libru di Valeriu Maximu
Collegamenti esterni
Valerius Maximus, testo in latino del Factorum et dictorum memorabilium libri IX da The Latin Library
Categoria:Opere letterarie in latino