La statura (, da status, "stato", "condizione") o altezza è la misura di lunghezza del corpo umano tra la pianta dei piedi e il vertex (o vertice, il punto più alto della testa). La sua rilevazione si effettua posizionando il capo in maniera da rendere orizzontale un piano ideale che passa per i forami uditivi e per il margine inferiore dell'orbita oculare sinistra..
Carattere somatico che esprime l'ordine di grandezza del parametro massimale del corpo umano, la statura è costituzionale, dovuta a fattori genetici e ambientali multipli: muta in rapporto all'etnia, agli individui, alle ore del giorno, alle fasi della vita ed è espressione dell'accrescimento somatico, al termine del quale in condizioni fisiologiche varia tra i limiti di circa a circa , con oscillazioni estesissime a seconda dei soggetti considerati: il limite inferiore può essere ampiamente superato, come per esempio nei pigmei.. Pertanto, valori antropologici più analitici della norma umana sono quelli compresi negli intervalli - oppure -..
Misurazione
La misurazione della statura può essere ottenuta con le unità del sistema metrico decimale (metro, centimetro o millimetro). o del sistema imperiale britannico. In passato erano adoperate altre forme di misurazione, quali i piedi e i pollici, dai valori diversi a seconda del luogo in cui erano in uso..
Detta misura si ottiene con uno statimetro (o antropometro), strumento composto da una barra verticale graduata e da una branca mobile perpendicolare alla barra e su questa scorrevole, che viene appoggiata sul vertex. Altri metodi di misurazione si effettuano a ridosso di una parete verticale priva di battiscopa, utilizzando un metro ripiegabile o a nastro avvolgibile e una squadra ad angolo retto (che sostituisce la branca mobile), fatta scivolare parallelamente alla parete. Il soggetto va misurato scalzo; la misurazione, inoltre, non considera la capigliatura e va effettuata dopo aver permesso alle vertebre della spina dorsale del soggetto di rilassarsi e dilatarsi, lasciando che questi dorma per le necessarie ore e comodamente, dunque la mattina al risveglio (altezza reale); la statura non è infatti costante: varia a seconda dell'ora del giorno (mattino o sera) o dell'affaticamento del soggetto. Poiché si tratta di differenze di qualche centimetro (fino a ), è bene ricordare le circostanze del rilevamento.
La misura sui documenti individuali viene approssimata al centimetro: un valore maggiore di e minore di si approssima a ..
Indice scelico L'indice scelico (o schelico), in antropometria e in medicina costituzionalistica (quel ramo della medicina che ha per oggetto la costituzione individuale e le malattie a essa connesse), esprime il rapporto tra la statura e la lunghezza del busto dal piano ischiatico al vertice della testa, quindi indirettamente la lunghezza degli arti inferiori. Tale misura si ottiene come rapporto percentuale tra la statura seduta e la statura complessiva del soggetto in esame, come espresso nella formula:
.
dove la statura seduta, che corrisponde alla misura del tronco, si calcola misurando la distanza tra il vertice della testa e il piano d'appoggio dello sgabello sul quale si è seduti, con i piedi poggiati a terra, collo e busto eretti, perpendicolari alle cosce. Le due lunghezze devono essere espresse nella stessa unità di misura. Ottenuto l'indice scelico, è quindi possibile capire a quale tipo il soggetto misurato appartenga: se longilineo, normolineo o brevilineo, come illustrato nella seguente tabella (nella quale è il valore dell'indice scelico approssimato alla prima cifra decimale):
UomoDonna : Longilineo: Longilinea: Normolineo: Normolinea: Brevilineo: Brevilinea
I soggetti longilinei (o macrocormici) sono caratterizzati dal fatto che la lunghezza degli arti inferiori è maggiore di quella del busto. I soggetti normolinei (o mesaticormici) hanno gli arti inferiori di lunghezza eguale a quella del busto. I soggetti brevilinei (o brachicormici) hanno la lunghezza degli arti inferiori minore rispetto a quella del busto.
Tali caratteristiche non sono legate necessariamente a una statura alta o bassa, sebbene di norma la struttura longilinea si accompagni all'alta statura..In ambito linguistico e descrittivo il termine "longilineo" è associato all'alta statura, con l'uso, per esempio, del termine "spilungone" ("'Spilungóne s.m. (f.-a): definizione scherzosa di persona dalla struttura vistosamente longilinea accentuata da una notevole magrezza' ci dicono con esattezza Giacomo Devoto e Giancarlo Oli nel loro Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana" []) d'impiego letterario piuttosto frequente:
Da
Il termine "brevilineo" è invece associato alla bassa statura:
Da
Storia Caratteristiche biologiche
Fra le varie popolazioni viventi altezza e peso variano notevolmente. Le grandi dimensioni corporee potevano in passato presentare dei vantaggi. A livello di storia antropologica, un uomo grande incuteva infatti rispetto, risultando avvantaggiato nel combattimento corpo a corpo e nella caccia di grossi animali. Un uomo robusto, occupando più spazio, era in genere più resistente e poteva pertanto intraprendere cacce che richiedessero un uso rilevante della forza, contribuendo con una maggior quantità di carne all'alimentazione familiare. Altezza e massiccia costituzione possono tuttavia risultare svantaggiose: una mole corporea considerevole richiede più calorie, anche soltanto per mantenersi in vita, particolarmente durante la crescita; un bambino di notevole mole corporea per costituzione genetica si trova in condizioni di svantaggio quando il cibo è scarso. Nei periodi di carestia, gli individui di piccola taglia hanno maggiori probabilità di sopravvivere rispetto a quelli di taglia medio-grande. Esiste poi una relazione, anche se non chiara e dimostrata, in parte dovuta ad adattamento fisiologico e in parte all'azione della selezione naturale fra dimensioni corporee relative e distribuzione geografica in relazione alle temperature..
Va infine ricordato che l'altezza umana può costituire un elemento decisivo al momento della scelta amorosa del partner da parte degli esseri umani e divenire, in ogni sua estensione, elemento di feticismo..
L'invenzione dell'"uomo medio"
L'introduzione del concetto di "uomo medio" si deve a Adolphe Quetelet (1796-1874) considerato uno dei padri della statistica. Quetelet pensava che la collettività umana fosse regolata da leggi simili a quelle che regolano i fenomeni fisici e chiamò il complesso di tali leggi "fisica sociale". Oltre alla teoria dell'uomo medio, al suo nome è legata anche la teoria binomiale dei caratteri umani: secondo lo studioso, il tipo fisico, morale e intellettuale di una popolazione è identificato dalla media aritmetica dei valori di tali caratteri dei suoi componenti. Inoltre, in una popolazione omogenea, i valori di un carattere comune ai suoi componenti si distribuiscono secondo una curva le cui ordinate sono proporzionali ai successivi termini di sviluppo del binomio di Newton.
Teoria di Quetelet Secondo la teoria dell'"uomo medio" di Quetelet, considerando le altezze in un gruppo d'individui omogenei per origine, sesso ed età, si noterà che tutte le stature sono diverse fra loro. Quando gli individui vengono riuniti in classi di statura di uguale ampiezza si può notare che: esiste una classe di stature in cui gli individui misurati sono più numerosi; tale classe è circa equidistante dalla statura massima e da quella minima, osservate nel gruppo d'individui; la frequenza diminuisce man mano che dalla classe di frequenza massima si discende verso le stature inferiori o si sale verso le superiori; le frequenze corrispondenti alle classi di statura superiori o inferiori ed equidistanti (simmetriche) dalla classe di frequenza massima risultano circa uguali; la media di tutte le stature è teoricamente uguale alla statura centrale della classe di massima frequenza e può essere assunta come tipo di tutte le stature dei componenti del gruppo.
Critiche Il concetto di "uomo medio" e relativi corollari sono stati contestati in ogni tempo. Alla sua critica più severa ha contribuito inconsapevolmente lo stesso Quetelet: si credeva infatti che i pesi umani crescessero in rapporto al quadrato delle stature; dato questo vincolo tra la serie delle stature e quella dei pesi, risultava che la media aritmetica delle stature non fosse compatibile con la media aritmetica dei pesi, e pertanto, un uomo che avesse avuto una statura uguale alla media, per tale motivo avrebbe avuto in realtà un peso diverso da quello medio. Poiché era verosimile che la stessa incompatibilità fra altezze e pesi potesse avere luogo anche per altri caratteri, l'uomo medio risultava una costruzione incongruente, da abbandonare. Nonostante questa obiezione, in apparenza definitiva, la dottrina dell'uomo medio ha avuto un'accoglienza universale nella pratica scientifica, non esente da critiche, facendo indagare mediante l'uso delle medie i caratteri delle popolazioni e confrontando fra loro i diversi gruppi umani, a ciascuna età.
Contraffazioni statistiche Le misure medie possono essere fuorvianti a causa della diffusione non uniforme dei dati: la media non mostra infatti la loro diffusione. Se si vuole osservare l'altezza degli studenti in una classe, per esempio, può risultare che la statura media è la stessa nelle classi A, B e C: ma le altezze dei singoli studenti sono fra loro molto diverse in A, B e C. I risultati sono distribuiti uniformemente sopra e sotto la media: tuttavia, non è sempre così. Il risultato di una singola persona può avere un grande peso sulla media dell'intero gruppo. È questo un esempio di media fuorviante poiché due persone con risultati estremi alzano o abbassano la media. Il valore medio non rappresenta quindi la popolazione nel suo insieme. Ed esistono diversi altri modi in cui il risultato medio può risultare fuorviante, fra cui l'arrotondamento dei valori: se la diffusione dei risultati non è uniforme, la media può essere influenzata da risultati estremi. A ciò vanno aggiunti gli errori di misura nella metodologia di confronto dei dati. Da
Uno studio pubblicato nel 2022 per "BMC Medical Research Methodology", con l'intento di aumentare l'accuratezza della misurazione di statura e peso autodichiarati, ha evidenziato che i dati riferiti dai soggetti, adoperati nelle statistiche, e quelli clinici effettivi, risultano discrepanti: in genere, l'altezza è sovrastimata, il peso sottostimato. Ciò ha un ruolo determinante nell'alterazione dei valori delle statistiche mediche.