Biografia Di padre ateniese e madre traciaEpifanio, Adversus haereses, III 2, 9., Antistene fu allievo di GorgiaDiogene Laerzio, VI 1. e, successivamente, discepolo di SocrateGnomologio Vaticano, 743 n. 4..
Tra i Socratici, Antistene si distinse per l'orgogliosa esibizione della propria povertàAd esempio ritratta in Senofonte, Simposio, 4, 61-64 e citata in un aneddoto in Diogene Laerzio, VI 8. e per il feroce dibattito contro PlatoneDiogene Laerzio, VI 7..
Fondò, poi, una sua scuola, detta cinica perché i cinici si riunivano nel Cinosarge, il ginnasio ateniese dove erano accettati anche i "semi-cittadini" (Antistene era, infatti, in quanto di madre straniera, un meteco)Diogene Laerzio, VI 13-15.. Probabilmente fu maestro di Diogene di Sinope, anche se non se ne hanno prove certe.
Opere Il pinax (catalogo) delle numerose opere di Antistene è conservato da Diogene Laerzio, nella sezione del VI libro della sua opera dedicata proprio al filosofo ateniese e alla sua scuola. Di esse ci restano una declamazione dal titolo Aiace, che è un brevissimo discorso (in 9 paragrafi) sulla rivendicazione dell'eroe di Salamina per le armi di Achille, cui si contrappone, sempre di Antistene, un Odisseo, una risposta in 14 paragrafi: entrambe testimoniano la militanza retorica di Antistene, ricche di figure gorgiane.Se ne veda il testo greco a cura di G. Giannantoni, Socratis et Socraticorum reliquiae, vol. V. Delle altre opere abbiamo circa 150 frammenti.Sempre nell'edizione Giannantoni.
Pensiero
Il pensiero antistenico è ricostruibile da questi numerosi frammenti e dalla sezione dossografica laerziana, da cui risulta che Antistene neghi l'oggettività sostanziale del concetto socratico, riducendolo a un mero prodotto soggettivo della riflessione dell'uomo sulla realtà circostante, disgregando il valore dell'idea platonica: in particolare col suo motto divenuto celebre, «vedo il cavallo ma non la cavallinità», intende contestare l'essenzialismo di Platone, il quale gli avrebbe risposto: «perché non hai l'occhio per vederla».Aneddoto riferito da Simplicio in Categorie, 66 b, 45 (cit. in Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, vol. I, pag. 78, Torino, Unione Tipografico-editrice, 1946).
Ne consegue una forma di nominalismo: la conoscenza della realtà è limitata al puro nome, che, essendo specifico di ciascun oggetto, vieta di formulare predicazioni universali, cioè giudizi.
Sul piano morale la filosofia di Antistene conduce in due direzioni: da una parte all'attivismo, simboleggiato dalla figura di Eracle, ovvero verso uno strenuo impegno individuale nella pratica della virtù; dall'altra parte verso un ritorno allo stato di natura, in cui l'uomo tende a liberarsi dei bisogni che eccedono la necessità della sopravvivenza; ossia: potere, ricchezza, fama, amore.
Note
Bibliografia Antisthenis Fragmenta, a cura di Fernanda Decleva Caizzi, Milano-Varese, Istituto Editoriale Cisalpino, 1966.
Voci correlate Diogene di Sinope Cinici
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