L'oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento della città di Carini venne edificato accanto alla Chiesa Madre.
Storia La Compagnia nacque verso il 1550 in seguito a un rinnovato fervore religioso verso l'eucaristia. Poco dopo venne loro concesso di costruire un proprio oratorio accanto alla chiesa madre, eretto tra il 1567 e il 1568. Tra i compiti che svolgeva la Compagnia aveva particolare rilievo sociale quello di aiutare le fanciulle indigenti da maritare provvedendo alla loro dote con i contributi dei fedeli.
L'oratorio è spesso usato per matrimoni, anche da coppie che vengono da Palermo.
Descrizione
L'oratorio si presenta oggi come uno dei migliori esempi di insieme di stucchi della scuola di Giacomo Serpotta, caratterizzati dal candore e dalla complessità decorativa. Risalgono al XVIII secolo e sono opera del figlio di Giacomo, Procopio e del trapanese Vincenzo Messina.
Agli angoli e lungo le pareti si trovano otto statue delle Virtù e altre personificazioni. Il resto della decorazione illustra invece il mistero dell'eucaristia, con Il Santissimo che riceve l'adorazione di una belva, L'Adorazione della mula per ordine di sant'Antonio da Padova, I miracoli di Bolsena, di Torino e di San Pasquale.
La volta è decorata da affreschi coevi di Giuseppe Velasco, con, al centro, il Trionfo dell'eucaristia e, ai lati, Evangelisti, Profeti e Re dell'Antico Testamento, oltre alle Figure del sacrificio eucaristico.
L'altare ospita la pala dellUltima cena, opera del primo Seicento attribuita a Pietro D'Asaro, detto il "Monocolo di Racalmuto". All'ingresso una pittura su lavagna con la Madonna del Monserrato, di autore ignoto.
Bibliografia Sicilia. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003.
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Santissimo Sacramento Carini Compagnia del Santissimo Sacramento