Vita Nato a Marino il 24 settembre 1828 da Francesco, originario di Monte Porzio Catone, fu allievo del Collegio dei PP. DottrinariChe avevano sede nell'edificio attiguo alla chiesa della SS. Trinità e divenne farmacistaLa sua bottega si apriva su Corso Trieste..
Tuttavia si occupò soprattutto di studi storici e geologici sull'intera area dei Castelli Romani. Fu consigliere comunale d'ispirazione cattolica dopo l'Unità d'ItaliaVenne eletto consigliere comunale il 2 settembre 1876 e rimase attivamente in carica fino al 1885.
Sposò Serafina Ingami, con cui ebbe 9 figli, alcuni dei quali morti prematuramente.
Fu soprattutto archeologoCfr. la rivista «Archeologia», vol. 28 (1989), p. 1: a lui si devono, tra l'altro, studi del sito di Prato della Corte, ai piedi del Monte Cavo (l'antico Mons Albanus), già pacificamente identificato con il Caput Aquae Ferentinum, in cui il Torquati sostiene essersi trovato il Lucus FerentinumG. Torquati, Studi storico-archeologici, cit. in bibl., pp. 4-21., cioè il luogo d'adunanza della Lega Latina, la cui individuazione è ancora discussa. Del Torquati si conserva un manoscritto in cui, dopo la perdita dei reperti, si trova l'unica traccia di alcuni pezzi (e segnatamente di alcune iscrizioni) emerse dagli scavi archeologici effettuati nel sito di Bovillae Heikki Solin, Un'ulteriore iscrizione aliena ad Anzio, in: «Epigraphica», 53 (1991), pp. 253-5, p. 253.
S'interessò anche di filologia dantesca.
Morì il 23 aprile 1897, all'età di 69 anniL'Abate Parroco della Basilica di San Barnaba, monsignor Francesco Pescatori, scrisse sul registro parrocchiale dei decessi "sapientia et pietate praeditus": anche l'allora sindaco di Marino Annibale Terribili lo elogiò in Consiglio Comunale.. A Torquati sono intitolate una stradaNel quartiere Villa Desideri, a Marino. e una biblioteca di interesse locale, ubicata a fianco del percorso museale nello storico Palazzo Colonna progettato da Antonio da Sangallo il GiovaneLa biblioteca è stata realizzata grazie all'associazione pro loco del centro storico di Marino..
L’"Origine della lingua italiana" Oltre alla storia e all'archeologia Torquati coltivò studi linguistici. Nel 1886 pubblicò lOrigine della lingua italiana: «L'ampio studio sostiene che il volgare parlato a Roma nel Medioevo, continuatore, con poche modifiche, del dialetto usato dal volgo laziale nel sec. I a. C., corrisponde all'attuale dialetto marinese»Paolo D'Achille e Claudio Giovanardi, La letteratura volgare e i dialetti di Roma e del Lazio, Roma, Bonacci, 1984, p. 138.. Nonostante l'arditezza di questa tesi, oggi non più condivisibile (ma, dati gli strumenti a sua disposizione e i metodi euristici allora più diffusi in Italia, del tutto rispettabile all'epoca), mantiene intatto anzitutto il suo valore storico, indicativo di quella temperie degli studi linguistici in Italia, ma anche, e soprattutto, il suo valore documentario. Infatti l'opera di Torquati è costituita nella sua quasi interezza da un'accurata analisi del dialetto marinese ai tempi dell'autore, in comparazione con quello romanesco di prima fase (cioè medievale), e corredata da un ampio repertorio lessicale.
Il dialetto di Marino, quantitativamente poco rilevante (aveva ed ha alcune migliaia di parlanti), possiede invece una sua significativa rilevanza dal punto di vista qualitativo al fine dell'inquadramento geostorico dei dialetti mediani di area laziale. I due principali fasci di isoglosse in area italo-romanza sono la linea La Spezia-Rimini (che separa i dialetti settentrionali da quelli centro-meridionali) e la linea Roma-Ancona «che divide l'Italia centrale dall'Italia meridionale»Gerhard Rohlfs, La struttura linguistica dell'Italia, in: Id., Studi e ricerche su lingua e dialetti d'Italia, Sansoni, 1972, pp. 6-25, p. 9.. Questa linea, che definisce la struttura linguistica dell'Italia, passa proprio per i Castelli Romani, dove subisce uno sfrangiamento, data la grande varietà linguistica offerta dai loro dialetti, che non costituiscono affatto delle variazioni di un unico dialettoLuca Lorenzetti, Evoluzione dialettale e variabilità linguistica nei Castelli Romani, in «Contributi di Filologia dell'Italia Mediana», 7 (1993), pp. 171-91; da notare le cartine geolinguistiche che corredano l'articolo., infatti l'area dialettologica dei Colli Albani «si trova alla confluenza di almeno quattro zone dialettali abbastanza ben delineate: una zona vicina al tipo sabino, che vi insiste da nordest; l'area ciociara, a sudest; la meridionale tirrenica, coi dialetti della costa fino a Nettuno; infine, la romanesca»Luca Lorenzetti, Evoluzione dialettale e variabilità linguistica nei Castelli Romani, in «Contributi di Filologia dell'Italia Mediana», 7 (1993), pp. 171-91, p. 172 le cui influenze sono state variamente assimilate e rielaborate dalle singole comunità, dando vita a dialetti talvolta notevolmente distanti tra loro. Non a caso il «grande dialettologo italiano»Alfredo Stussi, Lingua, dialetto e letteratura, Torino, Einaudi, 1993, p. 46. Clemente Merlo affermava su «la Zeitschrift für romanische Philologie, la più autorevole rivista di filologia romanza»Alberto Varvaro, Identità linguistiche e letterarie nell'Europa romanza, Roma, Salerno editore, 2004, p. 15 a proposito dei dialetti della campagna romana che essi costituiscono una «miniera d'oro»Clemente Merlo, Appendice all'articolo dei continuatori del lat. ille ecc., in: «Zeitschrift für romanische Philologie», XXXI (1907), pp. 157-163, p. 159..
In questa situazione, il dialetto marinese, quale si ricava dall’Origine della lingua italiana di Girolamo Torquati (1886), assume una rilevanza se possibile ancor maggiore poiché tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, con l'esplosione demografica ed economica di Roma, nuova capitale dell'Italia unita, l'influenza del romanesco ha cominciato a scompaginare gli originali equilibri dei dialetti dei Castelli Romani, che «vanno gradatamente inclinando verso il romanesco»Giovanni Crocioni, Il dialetto di Velletri e dei paesi finitimi, in «Studj romanzi» V (1907), pp. 27-88, p. 57.. L'opera di Torquati è l'unica registrazione affidabile di una realtà altrimenti non più attingibile. Non è quindi un caso che essa venga utilmente adoperata ancora oggi in lavori dialettologici di circolazione internazionale come Die Toskanisierung des römischen Dialekts im 15. und 16. Jahrhundert del linguista tedesco Gerhard ErnstG. Ernst, Die Toskanisierung des römischen Dialekts im 15. und 16. Jahrhundert, Tübingen, Niemeyer, 1970, p. 57, p.79, p. 89 (e p. 200). oppure il Lexikon der Romanistischen LinguistikUgo Vignuzzi, Italienisch: Areallinguistik VII; Marche, Umbrien, Lazio, in G. Holtus, M. Metzeltin, Ch. Schmitt (Hrsgg.), Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), vol. IV, Tübingen, Niemeyer, 1988, pp. 606-642, p. 619 e p. 641.
Opere principali Studi storico-critici di Girolamo Torquati sulla vita e sulle gesta di Flavio Claudio Giuliano, soprannominato l'apostata, 325 pagine, Roma 1878.OPAC BNC Firenze - Studii storico-critici di Girolamo Torquati sulla vita e sulle gesta di Flavio Claudio Giuliano, soprannomato l'apostata URL consultato il 18-06-2009 La Chiesa Cattolica fonte e guarentigia di ogni vera libertà, 42 pagine, Roma 1881; Origine della lingua italiana: dall'attuale dialetto del volgo laziale al dialetto del popolo romano nel secolo XIII e da quest'ultimo dialetto a quello della plebe latina nell'età della Repubblica e dell'Impero. Investigazioni filologiche del cav. Girolamo Torquati, 400 pagine, Roma 1886.Open Library - Girolamo Torquati, Origine della lingua italiana: dall'attuale dialetto del volgo laziale al dialetto del popolo (...) URL consultato il 18-06-2009 Commento del cav. Girolamo Torquati al primo verso del Canto VII dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, 30 pagine, Roma 1893; Studi storico-archeologici sulla città e sul territorio di Marino ordinati in tre volumi per Girolamo Torquati, (di questo manoscritto è stato edito a Marino nel 1987 per i tipi della Tipografica Renzo Palozzi il 1° volume, contenente gli studi su Bovillae; gli altri due volumi sono inediti); Il luogo della pugna e de' Sepolcri degli Orazi e de' Curiazi. Investigazioni storiche del cav. Girolamo Torquati, manoscritto 1897. La distruzione della villa di Voconio Pollione a Marino, Marino, Biblioteca di interesse locale "G. Torquati", 1987 (contiene dati autobiografici)
Note
Bibliografia Luca Lorenzetti, Note a margine dell'Origine della lingua italiana di Girolamo Torquati (1885), in: «Bollettino di italianistica», V (2008), n°1, pp. 27–44. Antonia Lucarelli, Lo storico marinese Girolamo Torquati (Sec. XIX), in: Eruditi e letterati del Lazio, a cura di Renato Lefevre, Roma, Palombi, 1988, pp. 187–196. Stefania Tufi, Auxiliary distribution in the Castelli Romani dialects: The case of Marino, in: «The Italianist», Volume 20, Number 1, June 2000, pp. 274–291. Renato Lefevre e Maria Angela Nocenzi Barzilai, Introduzioni all'edizione 1987 degli Studi storico-archeologici sulla città e sul territorio di Marino ordinati in tre volumi per Girolamo Torquati.
Voci correlate Dialetti dei Castelli Romani Bovillae Madonna del Popolo (Marino) Santissimo Crocifisso di Marino Storia di Marino
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