Borgata Vittoria, nota perlopiù come Borgo Vittoria (Borgh Tòja in piemontese), è un quartiere della Circoscrizione 5 di Torino, ubicato nell'area settentrionale della città.
La borgataNel testo di questa pagina i termini "borgo" e borgata" vengono usati come sinonimi. In realtà con "borgo" si dovrebbe più correttamente intendere un insediamento extraurbano nato in un contesto rurale, mentre con "borgata" ci si riferisce a una sorta di appendice della città e ad essa connessa (nel caso di Torino: nata a ridosso delle porte della cinta daziaria ottocentesca). "Borgata Vittoria", dunque, sarebbe la dizione più corretta, ma è acclarato che oggi ci si riferisce a questo luogo chiamandolo indifferentemente "borgo" o "borgata". è delimitata: a nord dall'area fluviale Basse di Stura e dallo stesso torrente Stura di Lanzo (confine con il quartiere Villaretto) a est dal tratto nord del passante ferroviario di Torino (confine con il quartiere Rebaudengo) e corso Venezia (confine con il quartiere Barriera di Milano) a sud da corso Mortara, a ridosso della Dora Riparia (confine con il quartiere San Donato) a ovest dalle vie Orvieto, Casteldelfino, Giuseppe Vaninetti ed Enrico Fermi (confine con il quartiere Madonna di Campagna)
Borgo Vittoria confina dunque con i quartieri Villaretto e Falchera (oltre la Stura di Lanzo, lato nord), Rebaudengo e Barriera di Milano (lato est), San Donato (lato sud) e Madonna di Campagna (lato ovest).
Le descrizioni che seguono sono redatte in funzione dei confini appena descritti, comunemente riconosciuti. Si tenga però presente che esistono ulteriori valutazioni, in particolare quella del Politecnico di Torino risalente al 2014, che delimitano altrimenti i confini della borgata, seguendo i quali andrebbero così esclusi alcuni elementi qui descritti e inclusi altri qui tralasciati.
Storia
Anticamente, questo territorio fu sostanzialmente utilizzato per lo sfruttamento boschivo, agricolo e pastorizio. Soltanto a partire dal XVII secolo esso fu gradualmente occupato da costruzioni, modeste abitazioni rurali, ma anche grandi cascine: tra queste ultime va citata La Fossata, le cui importanti tracce (di particolare rilievo l'edificio padronale di fondazione seicentesca ed il muro di cinta) sono ancor oggi presenti tra la via omonima e via Randaccio e sottoposta a profonda ristrutturazione negli anni 2017-2019, dopo un lungo periodo di abbandono e decadenza.
Origine del nome Il nome della borgata rievoca la battaglia risolutiva dell'assedio di Torino, combattuta contro le truppe franco-spagnole il 7 settembre 1706 da parte delle truppe sabaude e austriache.
Teatri principali della battaglia furono in realtà zone limitrofe o anche più distanti (ossia Madonna di Campagna e Lucento): quando però nel 1885, durante gli estesi scavi per erigere la chiesa della Salute, fu rinvenuto un certo numero di ossa umane, queste furono messe in relazione a quel preciso evento storico. Da quel momento la borgata Levi (così si chiamava all'inizio) prese ad essere chiamata "borgo Vittoria" ed alcune vie e piazze di quest'area furono perciò intitolate a situazioni, luoghi e personaggi che, ancora oggi, evocano quel lontano avvenimento: Via Vittoria, Piazza della Vittoria: il riferimento è all'esito della battaglia che determinò la sconfitta delle truppe del Re Sole via Vibò: celebra la figura di Michele Antonio Vibò, che fu arcivescovo di Torino durante l'assedio via Principe d'Anhalt: ricorda il prussiano Leopoldo I di Anhalt-Dessau, che si distinse anche nella battaglia di Torino, combattendo contro i Francesi via d'Allery: evoca indirettamente l'assedio del 1704-05 della rocca di Verrua Savoia, difesa in un primo momento dal conte Pietro de la Roche d'Allery, la cui tenace resistenza rallentò le truppe franco-spagnole, facendo guadagnare tempo prezioso a Torino che stava ultimando le sue fortificazioni; il d'Allery continuò poi il suo servizio durante l'assedio torinese, come Governatore della Cittadella via Daun: è dedicata all'austriaco Virico von Daun, che durante l'assedio ebbe da Vittorio Amedeo II la carica di comandante militare della piazza di Torino via conte di Roccavione : generale via Fontanella: si ricorda la religiosa Maria degli Angeli Fontanella via degli Approcci, via dei Fornelli, via delle Trincee, via del Ridotto: questi nomi ricordano le opere di fortificazione, difesa ed offesa che costellavano le campagne intorno alla città assediata (gli "approcci" erano dei camminamenti infossati realizzati a supporto delle linee fortificate mentre con "fornelli" s'intendono quelli relativi alle mine esplosive).
Ottocento Tra il 1850-1855, con la costruzione del primo tratto della ferrovia Torino-Milano, e il 1886, anno in cui fu realizzato il primo tratto (fino a Venaria Reale) della futura ferrovia Torino-Ceres, cominciarono a definirsi i confini della borgata. A ridosso della Torino-Ceres si sviluppò una borgata che, prima di assumere l'attuale nome di Borgata Tesso, diverrà nota come Barriera di Lanzo; il nome si deve al fatto che l'insediamento venne a trovarsi all'esterno della cinta daziaria eretta nel 1853, vicino al casello al quale si arrivava giungendo dalle valli di Lanzo Torinese. Tale posizione, in un'area esente dai dazi sulle merci in ingresso in città, favorì quindi il commercio e la nascita di abitazioni e botteghe a nord del quartiere stesso.
Sul finire del XIX secolo prese il via la rapida colonizzazione industriale del borgo, in particolare con la nascita dell'opificio tessile Galoppo, sulla cui area sorgerà poi la S.N.O.S (Società Nazionale Officine di Savigliano). , che successivamente fonderà il Gruppo Finanziario Tessile di Torino; per un certo periodo quindi, la Borgata prese il nome Levi.
Un'ulteriore e importante crescita demografica, grazie anche alla nascita nel 1891 delle Ferriere (e relative fabbriche indotte) nel vicino quartiere Madonna di Campagna, si ebbe a cavallo del XIX e XX secolo, con il conseguente sviluppo di nuovi servizi rivolti ai borghigiani: ad esempio, nel 1895 fu posta la prima pietra della parrocchia territoriale, la monumentale chiesa e santuario di Nostra Signora della Salute, dedicata a Maria nelle vesti di protettrice della Patria e degli infermi, sede dell'omonima Opera di Carità.
Epoca recente Il boom demografico maggiore si registrò intorno agli anni Cinquanta, per proseguire fino alla metà anni Settanta del XX secolo, sulla scia della grande immigrazione interna che portò Torino a superare il milione di abitanti. Anche dopo l'inizio del calo demografico, oggi la popolazione del borgo rimane sostanzialmente stabile come numero di abitanti, grazie anche all'immigrazione extracomunitaria e non solo (per esempio, dalla Romania).
Monumenti ed edifici
Chiesa e Santuario di Nostra Signora della Salute Dedicata a Maria nelle vesti di protettrice della Patria e degli infermi, la Chiesa santuario di Nostra Signora della Salute è al contempo parrocchia e santuario. L'edificio neomedievale, ambiziosa opera eclettica di Giovanni Angelo Reycend, ospita le reliquie di san Leonardo Murialdo (1828-1900).
L'edificio conserva suggestioni e testimonianze relative all'assedio di Torino del 1706 e alla battaglia vittoriosa che in qualche misura, nel settembre di quell'anno, si svolse anche in questi luoghi: il santuario riveste dunque non solo un interesse artistico e religioso, ma ha acquisito anche le caratteristiche di memoria storica e documentaria. Sulla facciata del portico antistante l'ingresso della chiesa campeggiano due grandi statue, volute dalla Regina Margherita nel 1906, raffiguranti l'una Vittorio Amedeo II e l'altra il Principe Eugenio, protagonisti di quelle giornate memorabili che videro la disfatta delle truppe francesi All'interno, nella cripta ubicata nel transetto sinistro, si trova un ossario in vetro con i resti umani affiorati durante i lavori di costruzione della chiesa stessa: l'ossario è sorretto da quattro pilastrini in pietra con l'effige della Madonna e riportanti la data del 1706Questi pilastrini furono realizzati in centinaia di copie, poco tempo dopo la vittoria del 1706, e fatti collocare lungo la linea di circonvallazione delle truppe francesi, come testimonianza dell'avvenimento e come ringraziamento nei confronti della Madonna ("La Consolata", protettrice di Torino) Un altro pilastrino è visibile nel transetto sinistro, nei pressi dell'altare, collocato nel 1937 all'interno di una lapide celebrativa
Cascina "La Fossata"
La cascina "La Fossata", di fondazione almeno seicentesca, è stata anch'essa testimone diretta dei fatti relativi all'assedio di Torino del 1706, essendo diventata in quell'occasione luogo di difesa e di stoccaggio per le truppe piemontesi.
Tipo esempio di cascina "a corte chiusa", un tempo isolata nella campagna torinese e circondata da vasti terreni adibiti a colture e pascoli, ha subìto nei secoli alcune variazioni che, sebbene ottenute aggiungendo e trasformando edifici e spazi, non hanno stravolto l'impianto originale. Di grande impatto sono il "casino" padronale, di elegante fattura barocca, e la cinta muraria circostante, che dona al complesso l'aspetto di un luogo fortificato.
Nonostante vari cambi di proprietà, fino agli anni settanta del novecento la cascina ha proseguito la sua attività mantenendo la primitiva vocazione legata all'agricoltura e all'allevamento, sebbene un nuovo "assedio", quello della città in espansione, avesse nel frattempo divorato i terreni limitrofi, sostituendoli con strade e palazzi.
Caduta in abbandono e progressiva rovina, nonostante compaia come location esterna nel film Torino nera di Carlo Lizzani con Bud Spencer , la cascina ha vissuto decenni di degrado profondo sino a far disperare per la sua sorte e sopravvivenza (anche perché, nel frattempo, altre cascine torinesi erano state sacrificate alla speculazione urbanistica e demolite).
Nel 2016 la proprietà è passata al Comune di Torino: le strutture storiche sono state salvate e restaurate e l'area (sul limitare della quale sono stati eretti nuovi edifici ed un supermercato) è stata destinata, come nelle intenzioni, ad attività ed accoglienza di interesse sociale.
A fine 2018 i lavori di ristrutturazione, lunghi e complessi, sono terminati e l'inaugurazione degli spazi pubblici e di accoglienza è stata fatta nella primavera-estate 2019.
L'area verde all'interno della Cascina è stata intitolata in data 13/10/2022 dal Sindaco di Torino alla cantante Nella Colombo, originaria di Borgo Vittoria.
Altri edifici e luoghi d'interesse
Scuola "Giuseppe Allievo" (via Vibò 62), grande edificio scolastico in stile Liberty risalente all'inizio del XX secolo
Ex Officine Savigliano (lungo corso Mortara), esempio di architettura industriale, costruite del 1912 su progetto di Enrico Bonicelli, ora riconvertite ad uso commerciale e galleria di passeggio Case Popolari dello IACP: Borgo Vittoria ospita alcune "isole" realizzate, in anni diversi, per ospitare blocchi di abitazioni destinati alle classi meno abbienti. Alcuni di questi nuclei meritano uno sguardo in quanto rappresentano degli esempi di architettura che, rifiutando le impostazioni razionaliste, tentano di integrarsi con l'ambiente urbano circostante, come il 16º Quartiere IACP "Vittorio Veneto" (delimitato da via Sospello, via Bibiana, corso Grosseto e via Chiesa della Salute, edificato tra il 1928 e il 1930 su progetto di Umberto Cuzzi ); altri riflettono ancora il rigore d'inizio secolo XX, pur avendo una certa dignità architettonica, come il 6º Quartiere IACP (i cui ingressi affacciano su via Villar 36 e 38, in prossimità di piazza della Vittoria), sorto nel 1910 sull'area della cascina Colombé, demolita poco prima Chiesa di San Giuseppe Cafasso (corso Grosseto 72), opera di Felice Bardelli datata al 1956, progettata nel solco della tradizione legata allo stile Novecento, specialmente nella monumentalità di certe scelte espressive