Biografia Insegnante di disegno e di pittura,Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. I, p. 80 Marcel Camus visse l'esperienza della seconda guerra mondiale passando quattro anni di prigionia in un campo di concentramento in Germania, dove diresse recite teatrali per i prigionieri. Le sue prime esperienze nel cinema francese furono come assistente di cineasti quali Jacques Becker, Luis Buñuel,Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, p. 164 Jacques Feyder e Henri Decoin. Esordì nella regia con il lungometraggio La donna di Saigon (1957), ambientato durante la guerra d'Indocina.
Nel 1959 diresse il suo secondo film, Orfeo negro, una fiabesca elaborazione del mito di Orfeo ed Euridice ambientata in una sfolgorante Rio de Janeiro durante il Carnevale. La pellicola venne accolta trionfalmente e vinse la Palma d'Oro al Festival di Cannes 1959 e l'Oscar al miglior film straniero nel 1960. Girato con un budget ridotto e portato a termine con difficoltà,I grandi manifesti del cinema, De Agostini, 1984, p. 64 Orfeo negro si avvalse di una smagliante fotografia a colori e fu interpretato da un cast di attori non professionisti,"501 grandi registi", a cura di Steven Jay Shneider, Atlante Edizioni, Bologna, 2009, p. 194 ad eccezione di Marpessa Dawn (Euridice), che per un breve periodo fu moglie di Camus. La pellicola diede al regista la celebrità internazionale e fece conoscere al pubblico il fascino del Carnevale di Rio e la bossa nova, genere musicale che di lì a poco si sarebbe affermato in tutto il mondo. Camus fu accostato alla corrente cinematografica della Nouvelle Vague, benché fosse di una generazione anteriore a quella dei giovani cineasti all'epoca in affermazione, ma non riuscì più a ripetere il vertiginoso successo del pluripremiato film.
Le sue opere successive furono oggetto di critiche e film quali Ossessione nuda (1965), in cui il regista portò nella Provenza rurale una storia fiabesca ispirata a Romeo e Giulietta, e L'età selvaggia (1970), ambientato tra la gioventù di Saint-Tropez, furono giudicati poco credibili e privi di profondità e struttura formale. Tra gli ultimi film diretti da Camus, da ricordare Un elmetto pieno di... fifa (1970), una nostalgica commedia ambientata nella Francia occupata dai tedeschi, che ebbe un discreto successo e fu l'ultima apparizione sul grande schermo dell'attore Bourvil. Il regista si dedicò successivamente a produzioni televisive, tra cui I falciatori di margherite (1974), miniserie sui pionieri dell'aviazione, e telefilm tratti da opere di Molière e Voltaire.
Filmografia parziale
Documentari Renaissance du Havre (1948)
Lungometraggi La donna di Saigon (Mort en fraude) (1957) Orfeo negro (Orfeu negro) (1959) Rio negro (Os Bandeirantes) (1961) L'uccello del paradiso (L'Oiseau de paradis) (1963) Ossessione nuda (Le Chant du monde) (1965) L'homme de New York (1967) La ragazza della notte (Vivre la nuit) (1968) L'età selvaggia (Un été sauvage) (1970) Un elmetto pieno di... fifa (Le Mur de l'Atlantique) (1970) Otalia de Bahia (1976)
Televisione La Porteuse de pain – miniserie TV (1973) Molière pour rire et pour pleurer – miniserie TV (1973) I falciatori di margherite (Les Faucheurs de marguerites) – miniserie TV (1974) Ce diable d'homme – miniserie TV (1976) Winnetou le mescalero – serie TV (1980)
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Registi francesi del XX secolo Categoria:Sepolti nel cimitero di Père-Lachaise