Biografia Nato e cresciuto a Salerno, figlio di un macchinista ferroviario, Leonardo, originario di Monteverde (in provincia di Avellino) e di Gioconda, morta di parto dando alla luce il fratello quando Santoro aveva sei anni, si è laureato in filosofia presso l'Università degli Studi di Salerno, avendo come relatore Biagio De Giovanni. Ha iniziato la sua militanza politica nel gruppo maoista Unione Comunisti ItalianiStefano Ferrante, La Cina non era vicina, Sperling & Kupfer, 2008 e, contemporaneamente, la sua carriera giornalistica sul periodico Servire il popolo, edito dalla stessa organizzazione e chiuso nel 1975 .

Successivamente passò al quindicinale del PCI campano La Voce della Campania, di cui fu direttore da marzo 1979 per nove mesi, quando venne allontanato per le sue posizioni eterodosse rispetto alla linea ufficiale del partito. Collaborò quindi con l'Unità, Il Mattino ed Epoca.

La carriera televisiva

Venne assunto in Rai, dove lavorò per la radio come conduttore di rubriche e autore di sceneggiati radiofonici (Via le odiate macchine, Radio Uno). In seguito approdò in televisione nel 1982 dove, dopo una breve esperienza agli esteri e alla vicedirezione del TG3, ha realizzato speciali e settimanali su Tresette, Oggi dove, Specialmente sul Tre e Tg Terza. È stato autore e conduttore di vari programmi come Samarcanda, Il rosso e il nero e Tempo reale.

Nel 1991 ha pubblicato il libro Oltre Samarcanda (Ed. Sperling & Kupfer) e nel 1996 Michele chi? (Ed. Baldini e Castoldi); con quest'ultimo vinse il Premio Cimitile nel 1998.

Il passaggio a Mediaset: Moby Dick Con la vittoria de L'Ulivo alle elezioni del 1996 cambiarono i vertici del servizio pubblico e i rapporti tra Santoro e Rai cominciarono a raffreddarsi. Venne deciso di cancellare la struttura giornalistica di Tempo reale e il neo-presidente Rai, lo scrittore Enzo Siciliano, sentendo che si parlava di Santoro, rispose "Michele chi?".

Nell'autunno del 1996 Santoro decise quindi di lasciare la Rai per passare a Mediaset, dove divenne il direttore della testata giornalistica di Moby Dick, seguito dagli storici collaboratori Sandro Ruotolo, Riccardo Iacona, Corrado Formigli e con volti nuovi come Luisella Costamagna, Pietro Suber e Laura Berlinguer. Moby Dick venne trasmesso in prima serata su Italia 1, ma inizialmente non ottenne il successo sperato: il doppio appuntamento settimanale, il martedì ed il giovedì, venne ridotto al solo giovedì e la trasmissione venne spesso battuta nellaudience dal programma Prima serata di Lucia Annunziata. Solo successivamente ottenne successo e fu affiancato da Moby's, un puro reportage giornalistico senza dibattito in studio, in seconda serata su Italia 1.

Nel 1999 Moby Dick si dedicò molto al racconto della guerra del Kosovo e molta eco ebbe una puntata condotta da Santoro in diretta dal ponte Brankov di Belgrado, nella quale intervistava gli operai serbi delle fabbriche bombardate dalla NATO e i civili che presidiavano i ponti con i bersagli al collo. Le critiche furono aspre: Marco Pannella ribattezzò la trasmissione come TeleMilosevic; Antonio Di Pietro, in studio, durante la diretta, tacciò Santoro di faziosità; il Centro Cristiano Democratico ed Alleanza Nazionale criticarono aspramente la puntata accusando Santoro di voler difendere Milošević; anche Enrico Deaglio ed Enrico Mentana ne presero le distanze. Democratici di Sinistra, Federazione dei Verdi e Sandro Curzi lo difesero, sostenendo il diritto d'informare anche sui danni causati dalle bombe della NATO. Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri giudicò la puntata da Belgrado un "evento di grande rilievo" e Santoro respinse le accuse sostenendo che anche le ragioni dei cittadini serbi dovevano essere sentite e che si sarebbe dovuto trovare un modo alternativo alla guerra per ottenere la pace in Jugoslavia.

Il ritorno in Rai: Circus, Sciuscià e Il raggio verde

Lavorò a Mediaset fino all'estate del 1999 e in autunno Santoro ritornò in Rai, questa volta su Rai 1, con il programma Circus. Circus era un programma di approfondimento giornalistico itinerante che venne trasmesso veramente sotto un tendone da circo, con cadenza mensile, nel 1999 e poi con cadenza settimanale dal gennaio fino al maggio 2000, tranne che in marzo e aprile; al progetto collaborarono sempre Ruotolo, Iacona e Formigli.

Nel marzo del 2000 Santoro lanciò anche Sciuscià, il giovedì in seconda serata sempre su Rai 1. Sciuscià era un programma fatto di reportage girati e montati come se fossero un film, in onda da marzo fino ad aprile; la seconda serie venne trasmessa in estate da luglio fino a settembre sempre in seconda serata, ma su Rai 2 e che promosse la costituzione di una lista elettorale in vista delle europee del 2024.. La lista Pace Terra Dignità, alla quale hanno aderito Rifondazione Comunista, Mera25 Italia e il Movimento Equità Territoriale, è stata presentata a febbraio 2024 e, dopo aver raccolto le firme necessarie e aver fatto ricorso in tribunale, viene accettata in tutta Italia con Santoro che è capolista in quattro circoscrizioni. Santoro raccoglie circa 160.000 preferenze in tutta Italia, ma la lista con il 2,2% non supera la soglia di sbarramento del 4%.

Critiche e polemiche Accuse di faziosità L'Authority e lo schieramento politico di centrodestra hanno denunciato più volte la faziosità del giornalista, in un insieme di accuse che sono poi arrivate a una serie di procedimenti e azioni volte contro Santoro. Secondo Marco Travaglio, la motivazione che sta alla radice di queste gravi accuse e dei procedimenti è direttamente proveniente dal mondo della politica e dovuta, in principio, alle controversie politiche sul caso Mangano-Dell'Utri e sul caso Satyricon, e successivamente su molti altri casi di condizionamento della gestione della RAI da parte dei vertici di amministrazione, che sono di nomina politica, riguardo ad alcune puntate della trasmissione Annozero (come per il caso De Magistris o per il caso Grillo-Sgarbi). .

, Santoro è stato un giornalista e reporter che ha messo in luce molti aspetti sconvolgenti del paese, dando pubblicità alle voci emergenti e minoritarie, compresi i piccoli movimenti politici (come il MSI o la Lega Lombarda) oscurati in altre trasmissioni RAI. Per quest'ultima caratteristica di Santoro, Achille Occhetto lo definì un "leghista di sinistra".

Nel 1994 Umberto Bossi dichiarò alla Commissione Cultura della Camera: «Senza le trasmissioni di Santoro l'Italia non avrebbe preso coscienza degli sprechi di denaro pubblico e del disastro sociale del Sud».

Santoro ha inoltre subito numerose critiche e accuse di faziosità sia da politici di centro-destra e centro-sinistra che da una parte della stampa (Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa ecc.) a seguito della puntata di Annozero del 15 gennaio 2009 sul conflitto israelo-palestinese, abbandonata in diretta da Lucia Annunziata.

Presunti ospiti pilotati Durante la puntata del 26 maggio 2011 di Annozero, Santoro si collegò in diretta con il collaboratore Stefano Maria Bianchi da Taranto dove dipendenti di Teleperformance scioperavano a causa degli oltre esuberi proclamati dalla multinazionale francese per le sue sedi italiane di Roma e Taranto. Alcuni lavoratori hanno poi criticato la gestione del collegamento accusando di essere stati usati e aggrediti fisicamente dai membri della troupe. La redazione di Annozero rispose a queste lamentele attribuendole a motivi di tempo.

In un'intervista nel marzo 2011 a Scusi lei è favorevole o contrario, programma di Maria Latella in onda su Lei, Mauro Coruzzi (in arte Platinette) dichiarò: "Mi è stato chiesto di partecipare più volte in qualità di ospite ad Annozero però, a un certo punto, gli inviti sono stati ritirati. Poco prima avevo ricevuto la telefonata di una redattrice che pretendeva di conoscere in anticipo la natura delle risposte che avrei dato in studio".

Procedimenti giudiziari Il 5 novembre 2007, il Tribunale Penale di Varese ha condannato Santoro per diffamazione a mezzo televisivo per aver accostato l'associazione culturale Terra Insubre ad alcuni movimenti razzisti di estrema destra in una puntata de Il raggio verde del 2000. La sanzione è stata di mille euro di multa e un risarcimento stimato in diecimila euro per ognuna delle tre parti civili: l'associazione Terra insubre, il suo fondatore Andrea Mascetti e l'ideologo del carroccio (poi fuoriuscito) Gilberto Oneto. Il 5 febbraio 2009 il deputato PdL Giancarlo Pittelli ha denunciato Santoro, Sandro Ruotolo e Antonio Massari alla Procura di Catanzaro per diffamazione. Secondo Pittelli in una puntata di Annozero del 18 dicembre 2008, dedicata alle inchieste Why not e Poseidone, fu mandata in onda e commentata la ricostruzione di una sua conversazione telefonica intercettata che non sarebbe stata corrispondente alla realtà. Il 24 novembre 2011 Santoro comunicò di essere oggetto di un'azione civile da parte di Mediaset. L'azienda della famiglia di Berlusconi affermava che le circostanze raccontate da Santoro in un'intervista al Fatto Quotidiano sulle presunte pressioni dell'azienda milanese su Telecom per impedirgli l'ingresso di andare a La7, facendo saltare un accordo già siglato con Giovanni Stella (ad TiMedia), non erano vere. Il 29 maggio 2015 il Tribunale di Milano condannò Santoro a risarcire Mediaset di euro. Il 20 febbraio 2012, il Tribunale Civile di Torino ha assolto Santoro, ma ha condannato la Rai e il giornalista Corrado Formigli a risarcire con cinque milioni di euro Fiat Group Automobiles per un servizio comparativo trasmesso da Annozero il 2 dicembre 2010 in cui era stata criticata una vettura prodotta dalla casa torinese, la Alfa MiTo, in un modo che il giudice Maura Sabbione ha definito «denigratorio». La sentenza in questione è stata però completamente ribaltata in appello; in particolare, con sentenza del 28 ottobre 2013 la Corte d'Appello di Torino ha riconosciuto che il servizio di Formigli non era affatto denigratorio nei confronti della Fiat, anche perché riportava giudizi sulla Alfa MiTo già formulati da una rivista specializzata del settore auto.

Le minacce di morte A seguito del fallito attentato di via Fauro a Maurizio Costanzo del 1993 da parte della Mafia, su mandato di Totò Riina, conseguente alla maratona Rai-Fininvest contro la mafia, che vide il Maurizio Costanzo Show collegato con Samarcanda di Santoro dopo l'assassinio di Libero Grassi, così come a Costanzo anche a Santoro venne assegnata una scorta, che però il giornalista rifiutò.M. Costanzo, Chi mi credo di essere, Milano, A. Mondadori, 2004

Nel mese di giugno del 2009 la Digos indagò su una lettera contenente un proiettile di fucile Winchester e la scritta "morirai" inviata a Michele Santoro e a Di Pietro presso gli uffici della Rai. La Procura di Roma aprì un fascicolo contro ignoti.

Nel maggio del 2010 alla redazione palermitana di Repubblica venne recapitata una busta contenente un proiettile e una lettera dattiloscritta contenente minacce di morte ad Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta, Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Massimo Ciancimino e al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.

Televisione Samarcanda (Rai 3, 1987-1992) Il rosso e il nero (Rai 3, 1992-1994) Scommetti sul rosso, sul nero o sullo zero? (Rai 3, 1994) Tempo reale (Rai 3, 1994-1996) Moby Dick (Italia 1, 1996-1999) Circus (Rai 1, 1999-2000) Sciuscià (Rai 1, 2000; Rai 2, 2000-2002) Il raggio verde (Rai 2, 2000-2001) Annozero (Rai 2, 2006-2011) Raiperunanotte (Current TV, Sky TG24, televisioni locali, 2010) Tutti in piedi! (Current TV, Sky TG 24, televisioni locali, 2011) Servizio pubblico (Sky TG 24, televisioni locali, Radio Capital, Cielo, Radio Radicale, 2011-2012; LA7, 2012-2015) Italia (Rai 2, 2016-2017) M (Rai 2, 2017; Rai 3, 2018) Volare (Rai 2, 2019) Speciale Mafia - La ricerca della verità (LA7, 2021) Filmografia