Il Ducati Monster è una moto naked prodotta a partire dal 1993 dalla Ducati, prodotta in diverse cilindrate; questa motocicletta è considerata la capostipite di questa categoria, che fino ad allora aveva avuto poco successo, inoltre ispirò molte altre moto.

Dal suo debutto fino al 2007 non ha mai cambiato radicalmente il suo stile e la casa bolognese ne ha prodotti più di 150.000 esemplari.

Storia La presentazione

Nei primi anni 90, Ducati era in carenza di idee per un modello nuovo, dato che quasi tutti i suoi modelli in listino, tutti molto simili e dello stesso genere, erano in produzione dalla fine degli anni 80.

Ducati fece affidamento sull'ingegnere Argentino Miguel Galluzzi, in forze alla Cagiva, che in passato progettò il Ducati Supersport e il recente Cagiva Raptor, disegnò il Monster, una moto che, a differenza delle sue sorelle carenate, fu studiata apposta per essere semplice, grezza e razionale.

Il Monster viene presentato dalla Ducati per la prima volta al pubblico al salone di Colonia nell'autunno del 1992. Il prototipo che montava la prima versione a carburatori del motore di 904 cm³ di derivazione Supersport, raffredato ad aria o ad olio, vedeva la conferma della distribuzione desmodromica.

Il telaio era, invece, costituito dal traliccio in tubi derivato dalla serie 851/888.

Nel maggio del 1993 esce nei concessionari Ducati il primo Monster, con l'unica motorizzazione di 904 cm³, con un suo costo di listino è di Lire 11.890.000 (12.500.000 lire su strada).

Il forcellone, il telaio e la sospensione progressiva (Boge) derivano dalla 851, e il resto della componentistica è di prim'ordine: impianto frenante Brembo e sospensioni Showa. Il motore (bicilindrico ad L, due valvole per cilindro e distribuzione desmodromica) è lo stesso che equipaggia la SS. La strumentazione ha cifre rosse su sfondo bianco (è previsto il solo tachimetro/contachilometri) e otto spie.

Dal 1994 al 1999 1994; In quest'anno vengono presentate due motorizzazioni “per tutti”, un 400 (non per il mercato europeo) e un 600 a carburatori, quest'ultimo diverrà in breve tempo il best seller delle vendite Ducati al prezzo di Lire 10.790.000 mentre il 900 verrà ritoccato nel prezzo arrivando a costare Lire 14.750.000. Il Monster 600 si differenzia dal fratello maggiore per un cambio a 5 marce invece che a sei, frizione a bagno d'olio invece che a secco, un solo disco all'impianto frenante anteriore, assenza del radiatore di raffreddamento dell'olio e pneumatici di misura ridotta.

1995; In quest'anno la gamma rimane invariata e vengono soltanto aumentate le colorazioni di carrozzeria disponibili: giallo e rosso per il 600, nero e rosso per il 900. 1996; La nuova motorizzazione di 750 cm³, su carrozzeria di colore argento, riempie il vuoto tra le due versioni già esistenti. Le differenze rispetto al 600, sono solo la presenza del radiatore dell'olio ed una diversa cubatura del motore. Viene inoltre introdotta la prima special prodotta da Borgo Panigale, la versione “S”, creata sulla base della 900. La versione “S” si distingueva dal resto della gamma per le leve con serbatoio separato, per la presenza del cupolino (che diverrà di serie solo l'anno successivo), i tubi idraulici in treccia metallica, i dischi flottanti in ghisa (normalmente in acciaio inox), la sella in pelle Connolly ed il kit antisaltellamento al posteriore.

1997; Quest'anno la Ducati introduce un nuovo sistema di riscaldamento dei carburatori, azionabile tramite un rubinetto, per eliminare i problemi di condensa del carburante che si possono verificare nei mesi freddi. Il sistema utilizza l'olio motore per riscaldare i carburatori. Vengono inoltre ridotte le dimensioni delle valvole nel 900, così come vengono usate delle camme dal profilo meno spinto (valvole e camme del 750, a partire dal motore numero 037727), rendendo la guida in città molto più morbida e permettendo l'uso della benzina verde. Il cupolino diventa di serie per il 900 ed il supporto manubrio è ora in un pezzo unico in lega leggera.

1998; La Ducati passa di mano, non è più parte del gruppo Cagiva e questo determina un radicale rinnovamento della gamma a cominciare dall'introduzione della nuova colorazione Dark, un nero opaco creato ad arte per essere una base per le elaborazioni grafiche e le personalizzazioni, fenomeno che il Monster ha da sempre ispirato e che contagia tutti i possessori di naked. Cambia anche il logo, con l'introduzione del disco tagliato che stilizza la D di Ducati. Il 750 ottiene un disco in più nel freno anteriore e continua la produzione delle motorizzazioni esistenti con valvole piccole. L'introduzione del 900 “S”, ottiene il ritorno all'utilizzo delle valvole grandi per questa cubatura.

1999; Quest'anno vede l'introduzione di una grande innovazione per il modello da 900 cm³, che deriva dalle Superbike, l'iniezione elettronica, che migliora la trattabilità e l'erogazione dei motori Ducati.

Dal 2000 al 2005

2000; Viene effettuato un leggero restyling su tutti i modelli: tegolino posteriore, frecce e strumentazione vengono sostituiti con nuove versioni. Cambiano anche i cerchioni e il parafango anteriore.

Tutti i modelli a due valvole sono disponibili anche nella versione Metallic e Cromo. La prima ha la scritta Ducati sul serbatoio (di un grigio particolare) in metallo, la seconda ha invece il serbatoio interamente cromato.

Il 900 Special del 2000 monta l'ammortizzatore Ohlins al posteriore (montato in orizzontale, nascosto alla vista dai fianchetti) così come i parafanghi in carbonio e la barra antisaltellamento.

Viene introdotta l'iniezione Marelli sulla 900.

2001; Viene introdotto il Monster S4, che rappresenta il nuovo allestimento top di gamma.

Il motore utilizzato è quello del Ducati 916, derivato direttamente dalla Superbike, con 4 valvole per cilindro e ben 101 CV, ma debitamente rivisitato negli alberi a camme per renderlo meno "spinto" e di matrice più turistica. Anche il telaio, in questa versione, cambia e viene adottato quello utilizzato dalle Sport Tourer ST2 ed ST4, riconoscibile dalla mancanza dell'archetto di reazione del forcellone posteriore. Cerchi Marchesini a 5 razze e l'esclusiva colorazione “Senna” (grigio titanio e i cerchi rossi) aiutano a riconoscere questo modello.

2002; Quest'anno vede la nascita della terza generazione di Monster grazie al nuovo 620i.e. che prende il posto del 600 a carburatori e che dà il via all'applicazione dell'iniezione elettronica su tutta la gamma. Il catalizzatore montato sul nuovo 620i.e. permette di ottenere, su questo allestimento, la classificazione anti-inquinamento Euro 2 (mentre tutti gli altri allestimenti restano Euro 1). Il nuovo Monster 620i.e. viene proposto in 3 allestimenti: Dark, standard, ed “S”.

Tutte le motorizzazioni adottano la nuova sospensione posteriore, già anticipata dall'S4, che permette di eliminare l'archetto di reazione del forcellone posteriore, snellendo di molto l'estetica. Su tutte le versioni, inoltre, viene adottato il secondo disco all'impianto frenante anteriore.

La versione con motore 400 (destinata prima di quest'anno esclusivamente al mercato giapponese) fa il suo timido ingresso anche nel mercato europeo, proponendosi come valida alternativa dei concorrenti giapponesi. La versione standard sarà accompagnata dall'iniezione elettronica, dal doppio disco Brembo e dalla possibilità di scegliere le combinazioni di colori delle carene e del telaio. La versione dark verrà proposta con il telaio nero, disco anteriore singolo, carene sverniciate. Il Monster 400 i.e. è un modello poco venduto a causa dell'elevato costo (rispetto ad uno scooter) e dalle prestazioni blande. È un perfetto modello entry level, tuttavia poco potente e quindi venduto pochissimo. Il tentativo di commercializzazione in Europa sarà interrotto due anni dopo a causa degli scarsi risultati. La commercializzazione in Giappone rimarrà invece ancora attiva.

In quest'anno, infine, viene presentata una special su base S4, prodotta in serie limitata di 350 esemplari, denominata Fogarty in onore del pluricampione di motociclismo Carl Fogarty.

Gamma in produzione:

Monster 400 i.e. - dark, standard - 44 CV @ 10500 giri/min - 166 kg (168 kg Japan Version)

Monster 620 i.e. - dark (arriverà in seguito), standard, s (fianchetti e paracalore in carbonio, cupolino, forcellone alluminio, puntone di reazione regolabile) - 60 CV @ 9500 giri/min - 177 kg

Monster 750 i.e. - dark, standard - 64 CV @ 8750 giri/min - 179 kg

Monster 900 i.e. - dark, standard - 78 CV @ 8000 giri/min - 189 kg

Monster S4 - 101 CV @ 8750 giri/min - 193 kg

2003; Vengono introdotte due nuove cilindrate: l'800 ed il 1000. Il 1000 è un motore completamente riprogettato, introduce la doppia accensione con la seconda candela disposta in maniera particolare tra le cinghie della distribuzione. La testata ha l'angolo delle valvole ridotto (come il motore Testastretta usato in Superbike). L'800 i.e. ha ora il cambio a 6 marce ma la frizione rimane in bagno d'olio.

Ma la grande novità per il 2003 è il rinnovamento del top di gamma: l'S4 lascia il posto all'S4R che ora adotta il potente desmoquattro di 996 cm³ e 113 CV all'albero. Tra le colorazioni disponibili risulta una serie denominata Viper (ispirata proprio alla Viper), con colorazione blu e striscia bianca asimmetrica. La moto cambia completamente "appeal" soprattutto sul retrotreno, dove viene adottato per la prima volta sul Monster, il forcellone monobraccio. L'idea nasce dalla Business Unit del Monster, allora formata da Daniele Casolari (fondatore di Ducati Performance, ex Giocamoto ed attuale amministratore di Feel Racing) che era responsabile della Business Unit e da Massimo Corea, allora product manager del Monster. Avendo Ducati, appena prima, lanciato la MH900e, il forcellone allora adottato per la MH, ispira il nuovo forcellone a traliccio della S4R. Ma la moto subisce un restyiling ben più importante che tocca le pedane (che per la prima volta vengono separate per favorire l'uso in pista), il doppio scarico alto su un lato (sempre per favorire l'angolo di piega), la nuova grafica del cruscotto ed il manubrio Magura che diventa unico in lega di alluminio a sezione variabile.

La colorazione Senna è disponibile ora per tutte le cilindrate, mentre l'allestimento Dark non prevede più il solo nero opaco, ma anche un inedito argento opaco.

Gamma in produzione:

Monster 620 i.e. - dark, standard, s (fianchetti e paracalore in carbonio, cupolino, forcellone alluminio) - 60 CV @ 9500 giri/min - 177 kg

Monster 800 i.e. - dark, s - 73 CV @ 8250 giri/min - 179 kg

Monster 1000 i.e. - dark, s - 84 CV @ 8000 giri/min - 189 kg

Monster S4R - 113 CV @ 8750 giri/min- 193 kg

2004; Il 620 i.e. adotta la rivoluzionaria frizione antisaltellamento APTC (che riduce anche lo sforzo alla leva della frizione) ed il cambio a 6 marce. La versione Dark è disponibile in due varianti: con singolo disco e cambio a 5 marce oppure con doppio disco, frizione APTC e cambio a 6 marce.

Fra le novità della gamma Monster, vi sono anche due allestimenti speciali. La prima è la Ducati Monster Capirex. In questa versione, disponibile solo rossa con il motore da 620 cm³, è presente un cupolino con il numero 65 del pilota Loris Capirossi a cui è dedicata. Lo stesso numero lo troviamo anche sul codino. A completare la decorazione vi è una banda bianca. Questa edizione della Monster è stata ideata per celebrare la prima vittoria in MotoGp della casa di Borgo Panigale, ottenuta dallo stesso Capirossi sul circuito della Catalunya. La seconda edizione speciale della Monster del 2004 è la Ducati Monster Matrix, ispirata al film Matrix Reloaded nel quale compare la Ducati 998 (anch'essa venduta poi in edizione speciale Matrix nello stesso anno). Anche questa edizione speciale della Monster è dotata del motore da 620 cm³.

2005;