Il è uno yōkai, uno spirito della tradizione popolare giapponese, privo di occhi, naso e bocca. In occidente è talvolta chiamato mujina a causa di un errore commesso da Lafcadio Hearn in un suo racconto che per primo introdusse la figura nell'immaginario dei paesi di lingua inglese ("Il mujina della strada di Akasaka").

I noppera-bō sono considerati spiriti innocui, ma che amano terrorizzare gli umani; si mostrano inizialmente con tratti somatici normali, spesso con l'aspetto di una persona familiare alla vittima, quando la persona è abbastanza vicina a loro, si strofinano il viso per rivelarsi con il loro vero aspetto, privo di faccia e indurre il panico.

Leggende La raccolta kaidan Shinsetsu Hyakumonogatari, una raccolta di storie di fantasmi del 1767 (Meiwa 4), descrive l'apparizione di un mostro senza occhi, naso o bocca, chiamato noppera-bō a Nijōgawara a Kyoto (vicino al ponte Nijō-ōhashi, Nakagyō-ku, Kyoto). Descrive anche come folti peli si attaccassero agli abiti di coloro che venivano attaccati, indicando che si trattava del travestimento di una specie di animale. Tuttavia, la sua vera identità è talvolta sconosciuta; nel Sorori Monogatari, una raccolta di storie bizzarre del 1663 (Kanbun 3), un noppera-bō alto sette shaku (circa 2,1 metri) apparve a Oike-chō, Kyoto (oggi Nakagyo-ku, Kyoto), ma non c'è alcuna descrizione della sua vera identità. Nei racconti del folklore si dice che siano comparsi nella prefettura di Osaka, a Kotonami-chō (oggi Mannō), nel distretto di Nakatado, nella prefettura di Kagawa e in altre località.

Il Mujina della strada Akasaka La storia più famosa di un noppera-bō è Mujina nel libro di Lafcadio Hearn Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things. Kiikoku-zaka ad Akasaka, Edo, era una strada solitaria dove nessuno passava dopo il tramonto. Una notte, un mercante passò di lì e vide una giovane donna accovacciata e piangente. Preoccupato, tentò di consolare la giovane donna e di offrire assistenza, ma quando lei girò la testa, il suo volto era completamente privo di occhi, naso e bocca. Il commerciante, spaventato, scappò dalla scena e si precipitò a una bancarella di soba. Il negoziante, senza voltarsi, chiese al mercante con tono scortese: «Cosa c'è che non va?», ma il mercante, con il cuore in gola, non riuscì a formulare una frase per raccontare del mostro che aveva appena visto. A quel punto il proprietario del ristorante di soba si voltò verso il mercante e gli chiese: «È questo il suo aspetto?» strofinandosi il viso diventando lui stesso un noppera-bō.

Nel testo di Hearn si parla semplicemente di un vecchio mercante che avrebbe visto un mujina nella zona di Kinokunizaka, ma un'analisi critica lo interpreta, in sostanza, come la storia di un mujina che, trasformandosi in un essere umano, ingannò l'anziano.

L'uso che Hearn fa qui del nome Mujina può creare confusione, ma nel folklore di molte regioni del Giappone gli incontri con il noppera-bō vengono spesso attribuiti agli inganni dei mujina, dei kitsune o dei tanuki, creature capaci di mutare forma.

Il Noppera-bō e lo stagno delle carpe koi Questa storia racconta di un pigro pescatore che decise di pescare negli stagni imperiali di carpe koi vicino al palazzo Heian-kyō. Nonostante fosse stato avvertito dalla moglie che lo stagno era sacro e vicino a un cimitero, il pescatore ci andò comunque. Sulla strada per lo stagno, viene avvertito da un altro pescatore di non andarci, ma ancora una volta ignora l'avvertimento. Una volta sul posto, viene accolto da una bellissima giovane donna che lo supplica di non pescare nello stagno. Lui la ignora poi, inorridito, improvvisamente si rende conto che lei ha appena cancellato i lineamenti del suo volto. Quando il pescatore scappa con il fiatone, trova una bancarella che vende soba. Il proprietario del chiosco era di spalle, intento a lavorare, e non si riusciva a distinguere il suo volto, il pescatore gli racconta il terribile incidente del fossato, ma il proprietario del chiosco non è affatto sorpreso e, quando si gira, il suo volto è privo di occhi, naso e bocca. Il pescatore, di nuovo sbigottito, questa volta corre a casa e trova la moglie sul retro a lavorare a qualcosa. Quando il pescatore, senza fiato, racconta alla moglie quello che gli è successo, lei si gira e gli mostra un volto senza occhi, naso e bocca, dicendo: "Era questo il suo aspetto?". Il pescatore, sbigottito, sviene.

Note

Bibliografia

Voci correlate Kuchisake-onna Slender Man Mitologia giapponese

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