Civita d'Antino (pronuncia: Civita d'Antìno) è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Aquila, in Abruzzo. Nel territorio contemporaneo si trovava la città marsa di Antinum che in epoca romana divenne un importante municipio. Tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del Novecento ospitò la scuola estiva dei pittori scandinavi fondata da Kristian Zahrtmann.
Geografia fisica Territorio Posta sul versante orientale della valle Roveto, Civita d'Antino è collocata in una posizione dominante del Colle Castagno sull'alta valle del fiume Liri.. A fondovalle si trovano le frazioni di Civita stazione e Pero dei Santi che si sono sviluppate dopo il terremoto della Marsica del 1915 nelle vicinanze della stazione ferroviaria e della strada statale 82 della Valle del Liri. Il paese è circondato da alcuni rilievi montuosi come quelli della Serra Lunga e i monti Brecciaro e Cappello appartenenti alla catena montuosa degli Ernici. Il suo territorio confina con i comuni marsicani di Civitella Roveto, Collelongo, Luco dei Marsi, Morino, San Vincenzo Valle Roveto e Trasacco.
Origini del nome Il nome del centro abitato contemporaneo si pone in continuità con quello dell’antica città marsa di Antinum. Il termine latino "civitate(m)" richiama la città originaria, mentre il toponimo Antino deriverebbe dall'espressione latina "ante" ("anti") filtrata dalla radice indigena "ant-" ("avanti" o "prima"), oppure dall'estensione linguistica "ak't-" ("promontorio" o "collina") della radice marsa "ak'-" ("acuto"). Una supposizione lega il toponimo ai termini di sostrato di provenienza etrusca "Ant" e "-i-no", rendendo il significato di "aquila"-"vento del nord", giustificato dalla posizione dell'abitato sull'altopiano roccioso dominante la valle rovetana. Analoga supposizione etimologica è relativa al nome di Antium, antica città volsca.. Gli abitanti di Antinum erano detti Marsi antinates (antinati). Nel corso del Medioevo il centro era noto come Civitas Antena, Civitate de Antena o semplicemente Antena.
Storia
Nel contemporaneo nucleo urbano di Civita d'Antino era situata l'antica città di Antinum che fu in epoca romana un importante municipium posto nel territorio dei Marsi. La città antinate era ritenuta un punto geograficamente e militarmente strategico dell'area rovetana, non distante dal confine nord occidentale dei Volsci e degli Ernici.
Le ricerche, gli scavi e gli studi di carattere storico, archeologico e geologico hanno permesso di riportare alla luce alcuni reperti e antiche iscrizioni relative all'epoca preromana e romana.
Denominato Antena nel corso dell'XI secolo, diede i natali al benedettino san Lidano, pioniere della bonifica delle paludi pontine. Documenti ecclesiastici attestano che le chiese controllate dall'originaria pieve di Santo Stefano furono donate all'abate Desiderio da Montecassino intorno all'anno 1063. La bolla pontificia del 1183 di Papa Lucio III confermò i possedimenti della chiesa madre di Antena che inclusero alcuni edifici sacri dei centri limitrofi di Meta, Morino e Rendinara.
Il paese è citato nel Catalogo dei Baroni, elenco di tutti i feudatari del Regno di Sicilia e dei loro possedimenti. Con il predominio dei Normanni, Civita fu un feudo della contea di Albe passata sotto il controllo dei Berardi conti dei Marsi e successivamente degli Svevi. Documenti ecclesiastici che si riferiscono al XIII secolo attestano il soggiorno in questi luoghi di Pietro da Morrone e forse anche di Francesco d'AssisiPro Loco di Civita d'Antino - Pro Antino dal 1910, Civita d'Antino. Città e municipio ne' Marsi. Storia, cultura, eventi e tradizioni, Comune di Civita d'Antino, 2017, pp. 2-19.. Dopo la battaglia di Tagliacozzo ci fu l'avvento degli Angioini ai quali successero gli Orsini; con la creazione del ducato di Tagliacozzo e della baronia di Civitella Roveto fu governata da aristocratici locali che per circa tre secoli restarono fedeli ai Colonna. La famiglia Ferrante si stabilì tra il XVI e il XVII secolo a Civita costruendo il palazzo nobiliare e garantendo la crescita socio-economica del comune che nei primi anni del XIX secolo, in seguito all'abolizione del feudalesimo, fu incluso nel distretto di Avezzano. Prima e dopo l'Unità d'Italia il territorio fu interessato dal fenomeno del brigantaggio che imperversò fino alla presa di Roma.
Nel corso dell'Ottocento il paese fu visitato da alcuni viaggiatori inglesi del Grand Tour come Richard Colt Hoare, Keppel Richard Craven e Edward Lear.
Dal 1877 ai primi anni del Novecento noti pittori scandinavi come Kristian Zahrtmann, Peder Severin Krøyer e Peter Christian Skovgaard frequentarono il centro abruzzese fondando successivamente la scuola estiva di pittura. Gli artisti realizzarono numerosi quadri ritraenti paesaggi, scene di vita quotidiana, tradizioni popolari e religiose e costumi locali, alcuni dei quali di elevato valore artistico..
Anche Civita d'Antino conobbe nel corso del XX secolo il fenomeno dell'emigrazione. Numerosi minatori rovetani, emigrati per poter lavorare, persero la vita a causa di una tra le più gravi sciagure dell'emigrazione italiana, il disastro di Monongah, grave incidente minerario avvenuto nel 1907 in Virginia Occidentale (Stati Uniti).
Il paese rimase gravemente danneggiato a causa del terremoto della Marsica del 1915, così come ebbe modo di testimoniare lo scrittore e poeta danese Johannes Jørgensen. Il sisma, tra i più distruttivi della storia italiana, fece registrare a Civita d'Antino 39 vittime. I giovani sopravvissuti al terremoto dovettero partire per il fronte della prima guerra mondiale; 32 furono i soldati civitani che persero la vita.
Durante la seconda guerra mondiale subì danni, atti di violenza e rappresaglie nazi-fasciste così come avvenne a tanti altri centri posti a nord del fronte di Cassino; i bombardamenti causarono 18 vittime civili.
Grazie al recupero architettonico del nucleo storico del paese e alla valorizzazione culturale e ambientale Civita d'Antino è diventato uno dei luoghi di villeggiatura della regione abruzzese.
Simboli
Stemma
Gonfalone
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 17 maggio 1986. Le figure nello stemma ricordano come fino al XV secolo, i territori della Valle Roveto (con eccezione di Balsorano e Morrea) facessero parte dei possedimenti dei Colonna (succeduti agli Orsini); la fiamma è una trasformazione della corona che sormonta la colonna nell'emblema della famiglia.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di Santo Stefano Protomartire Antico edificio di culto distrutto e più volte riedificato nel corso dei secoli. La chiesa primigenia è forse risalente al VI secolo, quando venne probabilmente indicata come sede di una diocesi che sarebbe dovuta sorgere in valle Roveto. Attestazioni certe sono relative ai documenti ecclesiastici dell'XI e del XII secolo che la indicavano come importante pieve rovetana. Nel 1762 crollò in seguito ai danni strutturali subiti a causa di precedenti terremoti. Ricostruita nel 1767 ospitò due anni dopo l'antico quadro dell'eremo di Santa Maria della Ritornata. Nel 1915 subì gravissimi danni con il terremoto di Avezzano e venne riedificata nel rispetto del disegno settecentesco dopo la fine della seconda guerra mondiale, per essere consacrata il 25 agosto 1951. Le decorazioni pittoriche interne sono opera di Pasquale Di Fabio. Eremo di Santa Maria della Ritornata Il nucleo originario dell'edificio di culto è risalente con ogni probabilità al XII secolo. Il quadro originale della Madonna in stile bizantino risalirebbe allo stesso periodo. La copia fedele fu realizzata dal pittore danese Daniel Hvidt.. Chiesetta e romitorio sono situati a mezza costa su una parete rocciosa della Serra Lunga a circa Chiesa scomparsa di Santa Maria Maddalena L'edificio originario, situato in posizione extra moenia a circa un chilometro e mezzo dall'abitato, venne affiancato dal convento dedicato a san Francesco che fu gestito dalle monache di Santa Maria Maddalena e successivamente dai frati minori conventuali. Soppresso nel 1651 cadde in rovina e risultò quasi del tutto distrutto già agli inizi del Settecento, mentre la chiesa risultò abbandonata e gravemente danneggiata pochi decenni dopo. Il titolo, dopo la completa distruzione dell'edificio di culto, fu trasferito a un altare della chiesa parrocchiale. Chiesa di San Lidano abate, situata nella frazione di Pero dei Santi. Cappella della Santissima Concezione, situata accanto al palazzo storico della famiglia Ferrante. Chiesa di Sant'Antonio, piccola chiesa della contrada Capone.
Architetture civili
Palazzo Ferrante Con l'arrivo a Civita della famiglia Ferrante da Valmontone ebbe inizio negli ultimi anni del XVII secolo la costruzione della residenza nobiliare. Il palazzo venne edificato nella località in cui si trovavano le tracce del foro romano di Antinum. Ampliato e completato nella seconda metà del Settecento fu dotato di una biblioteca e arricchito del giardino romantico diventando un punto di riferimento socio-culturale e artistico del territorio. Ospitò nel corso del XIX secolo alcuni viaggiatori inglesi come Keppel Richard Craven, Edward Lear e Richard Colt Hoare oltre al sovrano del Regno delle Due Sicilie Ferdinando II che nel 1832 concesse il privilegio della catena di ferro all'ingresso del palazzo. Tra l'Ottocento e il Novecento fu uno dei punti di riferimento dei pittori scandinavi della scuola estiva. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1915 fu parzialmente recuperato dopo la seconda guerra mondiale. Cimitero napoleonico Cimitero del periodo napoleonico realizzato durante la prima metà dell'Ottocento grazie alla volontà della famiglia Ferrante, con la probabile partecipazione dell'intellettuale Domenico Morichini. Collocata su un terrazzo distante dal centro urbano, la struttura poggia sulla cinta muraria in opera poligonale della città antica di Antinum. Fu utilizzata nel rispetto dell'editto di Saint Cloud esteso anche nel territorio italiano per evitare il diffondersi di epidemie e problemi di natura sanitaria. Presenta due porte per i morti e un ingresso sovrastante per i vivi; nel seminterrato è collocata l'urna comune. La parte acattolica è suddivisa in due settori, quello riservato ai non cattolici e quello dei bambini non battezzati. Tra le tombe, molte delle quali anonime, si trovano quelle dei coniugi John Heugh e Mary Ann Symons Heugh e quella del pittore svedese Anders Trulson (1874-1911), la cui lapide bronzea venne realizzata dall'artista Louis Nillson. Nel 1914 l'archeologo inglese Thomas Ashby visitò il cimitero effettuando rilievi e fotografie. La chiusura avvenne intorno al 1940, circa trent'anni dopo Marcella Rufi Di Rocco fece effettuare alcuni lavori di restauro. Nel 2012 è stata ufficialmente avviata la richiesta del vincolo storico-architettonico.. Resti della supposta casa natale in pietra di san Lidano. Casa Cerroni, la locanda, situata accanto a Porta Flora, ospitò dalla seconda metà dell'Ottocento al 1915 i pittori scandinavi della scuola estiva. In una stanza sono stati dipinti dagli artisti del Nord Europa 89 stemmi.
Architetture militari Torre dei Colonna Torre medievale a base quadrata risalente all'XI secolo. Edificata dai conti dei Marsi, acquisì, in seguito al predominio in zona della famiglia Colonna, il nome della nobile casata romana. Gravemente danneggiata dal sisma del 1915, perse una parte dell'altezza originaria, fu in seguito parzialmente recuperata. Ideato durante la pandemia di COVID-19 del 2020, a circa , è stato realizzato l'osservatorio astronomico della torre per l'osservazione delle stelle e dei pianeti. La struttura è stata ufficialmente inaugurata il 10 agosto 2025.
Monumenti