Tolmezzo (Tumieç in friulano, Schönfeld in tedesco desueto, Tolmeč in sloveno, Schunvelt in timavese) è un comune italiano di abitanti dell'ex provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Il paese è considerato il centro di riferimento della regione storica della Carnia.

Geografia fisica Territorio

Tolmezzo si trova ai piedi del monte Strabut a 323 m s.l.m., tra il Tagliamento e il torrente But, alla confluenza delle sette valli carniche, circondata dalle Alpi Tolmezzine Orientali. La posizione in cui sorge Tolmezzo è, ed era soprattutto in passato, molto favorevole: la valle è infatti attraversata dalla strada, già esistente in epoca romana (nota come via Iulia Augusta), che attraverso il Passo di Monte Croce Carnico porta in Austria. Il simbolo di Tolmezzo è l'Amariana (1906 m), splendido monte che con la sua forma piramidale si erge sopra la città.

Clima

Tolmezzo ha un clima prealpino-continentale con inverni freddi e a volte molto nevosi ed estati calde con frequenti temporali, abbondanti precipitazioni annue soprattutto nelle mezze stagioni.

Storia

Le prime notizie storiche di Tolmezzo si hanno verso la fine del primo millennio, in un documento compare col nome Tulmentium ed è inclusa tra i feudi del Patriarcato di Aquileia. Molto probabilmente però la cittadina è più antica, si pensa abbia avuto origine da un piccolo borgo risalente all'epoca preromana. Sotto il Patriarcato di Aquileia tra il 1077 ed il 1420, Tolmezzo visse anni prosperi all'insegna dello sviluppo non solo economico, ma anche sociale.

I Patriarchi fecero costruire un castello (di cui ancora oggi si possono ammirare alcuni resti) che dominava la valle, da qui si controllavano i traffici commerciali e si dava protezione agli abitanti. Sempre nel periodo patriarcale la città fu dotata di un mercato (intorno al 1200) che contribuì all'aumento della popolazione migliorandone le condizioni di vita e fu concesso lo status di Terra che prevedeva una certa autonomia amministrativa.

Nel 1356 Tolmezzo divenne la capitale della Carnia ad opera del Patriarca Nicola di Lussemburgo che suddivise il territorio in quattro quartieri amministrativi: Gorto, Socchieve, Tolmezzo e San Pietro.

Nel medioevo, intorno al 1400, Tolmezzo è un'attiva cittadina fortificata, le alte mura che la circondano sono dotate di 18 torri: della Porta di Sopra Modesti del Degan Reitembergher della Fontana di Santa Caterina Giacomo Cosse Grande d’angolo della Porta di Sotto Sopra la Roggia Grande del Ridotto Pianesi Nicolò Vuruz della Scuola del Pievano Agustini del Romitorio Andrea Alessi

Più altre due torri esterne tra cui l'arroccata torre Picotta e la torre del Corpo di Guardia. Le porte della città erano quattro: le principali chiamate Porta di Sopra (in direzione nord-ovest) e Porta di Sotto (a sud-est), e le secondarie poste una in prossimità della fontana di Cascina (lato nord-est) e l'altra presso il Romitorio (lato sud-ovest). Intorno alla cinta muraria scorreva un fossato, e dominante sul territorio stava l'imponente castello patriarcale. Il florido periodo feudale termina nel 1420 quando Tolmezzo, come tutto il Friuli, è annessa alla Repubblica di Venezia, mantenendo però gli ordinamenti ed i privilegi patriarcali senza importanti ripercussioni sull'economia e sulla società.

L'assetto economico di Tolmezzo iniziò a cambiare nel '700 con lo sviluppo industriale. Jacopo Linussio era il maggiore imprenditore della zona e operava in ambito tessile, dando lavoro sia nelle fabbriche che nel settore commerciale a centinaia di abitanti non solo di Tolmezzo ma anche delle valli limitrofe.

Il 1797 segnò la caduta della Repubblica di Venezia ad opera di Napoleone; con il trattato di Campoformio il Friuli e la Carnia passarono all'Impero austriaco. Nel 1805, in seguito alla vittoria di Napoleone ad Austerlitz, la Carnia fu annessa al Regno d'Italia sotto il dominio francese, Tolmezzo era ancora la capitale. In seguito alla sconfitta definitiva di Napoleone, la Carnia fu annessa al Regno Lombardo Veneto.

Nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza, la Carnia ed una parte del Friuli entrarono a far parte del Regno d'Italia e Tolmezzo dette il suo contributo alla storia e alla nascita dell'attuale repubblica. Durante la prima guerra mondiale sul fronte carnico gli alpini furono impegnati contro gli austriaci. Nell'aprile 1916 era presente la 4ª Squadriglia da ricognizione e combattimento che il 15 aprile diventa 29ª Squadriglia che resta fino al 29 aprile. La seconda guerra mondiale vide impegnati i carnici contro i cosacchi e l'occupazione tedesca.

Sulle montagne che circondano Tolmezzo e in tutte le Alpi carniche, che segnano in gran parte il confine con l'Austria, si scorgono ancora i resti e le rovine di trincee e fortini. Nell'anno scolastico 1906 - 1907 l'insegnante della II classe della scuola elementare della frazione Caneva fu l'allora maestro Benito Mussolini.

Il terremoto

Nel 1976 fu devastato dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre, che provocarono enormi crolli e danni. Molti crolli furono favoriti dall'età avanzata degli edifici, che erano stati risparmiati dalle devastazioni delle guerre mondiali. Dopo il terremoto il centro abitato venne riedificato completamente con criteri antisismici.

Simboli Stemma Lo stemma di Tolmezzo è stato concesso con regio decreto del 19 maggio 1930.

Gonfalone

Il gonfalone, concesso con D.P.C.M. del 29 luglio 1955., è costituito da un drappo di colore azzurro, alla croce bianca bordata di rosso, frangiato d'argento, con l'iscrizione pure in argento: .

Bandiera

Così nel mese di agosto dell'anno 1392 il patriarca Giovanni Sobieslaw di Moravia oltre a confermare gli antichi privilegi e statuti della Carnia, eleva Tolmezzo a ruolo di metropoli a capo di tutto il territorio, concedendole una nuova insegna: la bandiera a campo azzurro con croce bianca orlata di rosso. Questa è la bandiera che tutt'oggi Tolmezzo utilizza nel gonfalone comunale assieme ai più antichi simboli della torre con porta, sovrastata dall'aquila.

Da come si evince anche dai testi di Niccolò Grassi e Pio Paschini, sembra quasi che la bandiera vada ad elevarsi come simbolo del territorio carnico dato il riconoscimento di Tolmezzo come capoluogo della zona.

Onorificenze Tolmezzo è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, insignito della Medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:

La Città è stata, inoltre, insignita della Medaglia d'oro al merito civile per calamità naturali, a seguito delle devastazioni subito durante il terremoto in Friuli del 1976:

Monumenti e luoghi d'interesse

Duomo Risalente al 1764 sorge sul sito dell'antica chiesa di San Martino demolita per far posto alla nuova chiesa progettata dal tolmezzino Domenico Schiavi. Fu restaurato nel 1931 con il completamento della facciata; il campanile è coronato da un angelo anemometro.

Chiesa di Santa Caterina Di origine quattrocentesca, ma interamente ricostruita nel '700, possiede una pregevole pala raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina del pittore pordenonese Pomponio Amalteo risalente al 1537.

Palazzo Linussio Jacopo Linussio, industriale carnico del XVIII secolo, scelse di costruire un grandioso complesso architettonico che fungesse al tempo stesso da industria tessili e da residenza per la sua famiglia. Il complesso della fabbrica, ultimato nel 1741 su progetto dell'architetto tolmezzino Domenico Schiavi, risponde a un disegno essenziale nella sua funzionalità: i volumi si articolano da un corpo centrale affiancato da due barchesse; sul retro due ampie ali racchiudono una corte di vaste dimensioni. La facciata reca al centro un elegante bassorilievo con il tema dell'annunciazione e una lapide con il marchio di fabbrica dei Linussio. All'interno della residenza che, nella modulazione degli ambienti, ripropone il modello veneziano dell'epoca, è visibile il salone centrale; il suo ruolo, dimostrativo per eccellenza, è sottolineato dagli affreschi che delle pareti che riflettono il gusto del tempo. Accanto al palazzo sorge la coeva Cappella gentilizia dedicata a Maria Annunziata.

Palazzo Campeis Il palazzo Campeis ospita il Museo carnico delle arti popolari "Michele Gortani" facente parte del Sistema museale della Carnia. L'importante raccolta, che è la maggiore della regione, fu istituita nel 1921 da Michele Gortani; documenta diffusamente ed esaurientemente la vita, il costume, l'agricoltura, l'industria della Carnia attraverso i tempi, con notevoli raccolte di utensili, attrezzi, abiti, e con la ricostruzione di ambienti tipici (cucine, camere da letto e da soggiorno, antiche botteghe). Vi si conservano inoltre sculture, quadri, strumenti musicali, gli affreschi di Francesco Chiarottini staccati dal Palazzo Garzolini, alcuni dipinti, tra cui il Ritratto di Jacopo Linussio eseguito da Nicolò Grassi intorno al 1732, una serie di ritratti carnici del XVIII-XIX secolo, tre tele di Antonio Schiavi con scene bibliche e varie miniature. Il palazzo nella sua architettura richiama le dimore signorili venete sia nella partizione degli spazi interni, caratterizzati da stanze passanti, sia nella disposizione planimetrica costituita da un blocco centrale con barchesse ad uso residenziale e corpo minore porticato ad uso della servitù. Nella facciata principale emerge il portone d'ingresso e le sovrastanti bifore in pietra bocciardata.

Palazzo Frisacco Il palazzo fu la dimora della famiglia Frisacco, notai e pubblici incaricati della città carnica. Il palazzo richiama nelle sue forme l'architettura veneto-friulana caratterizzata da un ampio portale d'ingresso in bugnato gigante con sovrastante apertura tripartita affacciante su un balcone in pietra sorretto da doppie mensole in pietra. Le aperture incorniciate con grigio carnico, il marcapiano e l'intera geometria a base quadrata declinano il palazzo in una impostazione Ottocentesca. Gli interni sono caratterizzati da solai con fitta travatura in legno ed ampi spazi al piano nobile. La parte retrostante originariamente, composta da corsello ed un corpo a due piani con aperture assiali al corpo principale e bifore, era adibita a spazi di servizio e lavanderia fu demolita e modificata in seguito agli interventi di restauro negli anni '60. Il palazzo è oggi sede di esposizioni museali di pittura e convegni su temi artistici.

La porta di sotto Faceva parte dell'antica cinta muraria (XII-XIV secolo), oramai quasi del tutto scomparsa, che circondava e proteggeva la città in epoca medioevale.

La torre Picotta Eretta nel 1477 per far fronte alle invasioni dei Turchi, venne distrutta durante il secondo conflitto mondiale (1944) dai tedeschi, ed è stata in seguito ricostruita grazie agli studi fatti su vecchi documenti e fotografie. Posta su una altura, una volta raggiunta a piedi attraverso un sentiero, vi si può ammirare tutto il paesaggio circostante e la città stessa.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Gli stranieri residenti al 1º gennaio 2023 nel comune sono 363, ovvero il 3,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Romania, 96 Marocco, 49 Ucraina, 37 Cina, 34

Lingue e dialetti A Tolmezzo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.

La lingua friulana che si parla a Tolmezzo rientra fra le varianti appartenenti al friulano carnico.

Cultura